libri-belli-2014

Voi lettori pensate di capire il mondo!

Per favore non chiamate libri tutto quello che viene rilegato dentro una copertina

Sì un mio amico (insomma, difficile definirlo “amico”, visto che lo conosco così poco) l’altro giorno ci teneva a esprimere questo pensiero, condivisibile assai, peraltro. Il punto quindi, sembrerebbe essere la scarsa qualità di molti oggetti che finiscono in libreria, hanno un prezzo sulla quarta di copertina, un editore, e sì un po’ tutti – per narcisismo o convenzione finiamo per chiamare “libri”.

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Io allora, compiaciuto del fatto di sentirmi un “lettore avveduto” ho annuito; ho anche detto qualche semi-banalità sull’editoria di qualità, da separare dall’editoria miope che punta solo a sfornare nuovi titoli senza curarsi di fare attenzione, di discriminare. Eccetera, insomma.

Eccetera perché il signore (amico) mi prende in contropiede e a parole, ma soprattutto a sguardi, mi fa capire che noi lettori, in fondo, siamo presuntuosi. E anche pigri. Ci accontentiamo di leggere, dei libri che fingiamo di capire. Leggiamo soprattutto perché leggere gratifica il nostro narcisismo quietista.

Insomma ci mettiamo il cuore, l’animo, lo spirito e l’intelletto e la coscienza in pace.
E – ma questo lui non l’ha detto, ha solo lasciato intendere di pensarlo: non siamo conseguenti. Predichiamo, ci sentiamo a posto, migliori degli altri, ma non lo siamo; non facciamo niente per esserlo davvero.

Sì più o meno mi ha detto questo. Io ci sono rimasto male. E continuo a pensarci. Ora devo capire come rispondergli quando lo incontrerò di nuovo. Succede quasi sempre di mercoledì o giovedì.. Vi faccio sapere

38 pensieri riguardo “Voi lettori pensate di capire il mondo!”

  1. Bene: probabilmente questa risposta sarà lunga, quindi abbiate un po’ di pazienza! Lettrice insultata… lettrice arrabbiata!!!! >.<

    Come spesso capita per qualsiasi tipo di minoranza (etnica, religiosa, politica, culturale…) sulle persone che ne fanno parte si creano una serie di pregiudizi, di leggende metropolitane che definiscono in determinati modi tali individui!
    Noi lettori (indubbiamente e sfortunatamente una minostanza) siamo agli occhi del mondo degli intellettualoidi senza cervello, che leggono per potersi sentire più intelligenti e superiori al resto della massa. Siamo diversi, siamo stupidi erchè perdiamo tantissimo tempo per leggere una storia che dopo qualche mese potremmo conoscere in poche ore al cinema. Siamo egocentrici e narcisisti perchè invece di spendere i nostri soldi in discoteche e c*zzi vari, scegliamo di acquistare un ammasso di forgli messi insieme con qualche parola stampata sopra!!!!

    E ADESSO BASTA!!!
    E' vero: siamo lettori, sono una lettrice e ne vado fiera! E anche se personalmente non mi permetto né di pensare, né di dire che sono meglio di qualcuno che non legge, forse forse non è poi così sbagliato. Ho sicuramente un vocabolario più ampio di un protagonista del Grande Fratello che non conosce congiuntivi e condizionali.
    Leggo per me stessa, perchè mi piace, perchè mi fa provare sensazioni ed emozioni sempre nuove e sempre diverse. Leggo perchè mi rende migliore, ma non rispetto agli altri, ma rispetto a me stessa: ogni volta che finisco un romanzo ho sempre qualcosa di nuovo dentro. Leggo perchè poterlo fare è un dono che non tutti al mondo hanno, perchè ho ricevuto questa possibilità e la sfrutto fino a quando avrò l'aria per respirare.
    Leggo perchè amo farlo, e mi piacerebbe che tutti l'amassero come lo amo io. Non perchè tutti debbano diventare dei cervelloni, ma perchè chi non lo fa non ha idea del grande tesoro che si perde!

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  2. Si vede che questo signore non è un lettore. O se è un lettore non ha capito cos’è la lettura. Basterebbe rispondergli che un lettore è tutt’altro che presuntuoso. Perché ha bisogno di leggere (libri, racconti, saggi…) per capire, per aprirsi a nuovi punti di vista, a nuovi stili, a nuovi modi di raccontare e vedere la realtà, a nuove filosofie, alla conoscenza di altro da sé… E la coscienza non va in pace. È il contrario: chiede ancora… e poi ancora… e ancora…
    Questo signore mi sta antipatico assai. Mi sa che il presuntuoso è lui, che crede di sapere come si sentono i lettori… ma pensa un po’…

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  3. Al di là delle facili battute, devo dire che il tuo amico è particolarmente arguto, luigi e cmq assolutamente non banale.
    Ognuno qui avrà la sua risposta, perché tutti noi, in qualità di lettori, ci sentiremo chiamati in causa.
    Io ti do una connotazione più personale, e andrò al nocciolo della questione.
    Io non capisco un acca del mondo, anzi non l’ho mai capito.
    Prima leggevo,(per pigrizia?) cercavo di capirlo ,attraverso gli occhi degli scrittori, non dei libri.
    Ma non mi bastava.
    Poi un pezzo di mondo l’ho visto, e non era quello che avevo letto. Ora leggo, per capire quello che ho vissuto.
    Sono un narcisista irrequieto. Sono un lettore la cui unica presunzione è quella di voler capire, ma non sono pigro, perché non mi accontento, non l’ho mai fatto.
    Ti prego di salutarmi il tuo amico luigi, e di fargli i miei complimenti.
    Antonio

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  4. Eh che divertente espediente per stanare l’orgoglio del lettore! Efficace per giunta!
    Che dire? si legge e si cambia profilo e bisogni nel corso del tempo che accompagna l’avventura del leggere.
    In questa fase della mia vicenda di lettrice, rintraccio questo movimento/motivo prevalente: curiosità, inguaribile curiosità per le storie di altri esseri, ma che siano storie rappresentate da quegli affascinanti segnetti che disegnano parole, rendono leggibili e vivi pensieri e sentimenti, paure e speranze. Una finestra lasciata aperta sulla visione di altre vite possibili, impossibili, insospettabili, magari temibili.
    In una astratta gara tra l’interesse per le storie scritte e l’attrazione estetica per l’uso geniale dello strumento, la parola scritta, credo di preferire la migliore combinazione tra la storia e la scrittura. Non trovo più conveniente il solo racconto di una storia interessante se chi scrive non trova le parole per dirlo.
    Per me, l’accusa di pigrizia è motivata! Non riesco ancora a trovare il modo di leggere camminando o facendo altri tipi di movimento! E anche qualche sfumatura di presuntuosità me la ritrovo: presumo di leggere a scapito del sonno, ma questo si vendica e la mia indole debole ha la meglio e il libro o l’e-reader scivola a terra.

    Un altro e ben più devastante argomento da suggerire al nostro amico/nemico: si volga verso quel peccato di presunzione di cui si macchia la lettrice accanita Adele nel romanzo di E. Rea “Il sorriso di Don Giovanni”…
    Un abbraccio a tutti, Bianca

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  5. Be’ io credo che il mio amico voglia dirci parecchie cose. E non tutte cattive. Secondo me vuole stimolarci.
    Il punto – ma su questo penso di dover chiarire il suo pensiero parlandogli – è che lui vede troppi lettori che si accontentano: di romanzi compiuti, ordinati, sotto controllo. Di saggi che dicono cose che i lettori vogliono sentirsi dire; di scrittori che appaiono in televisione per farci sentire bene, compiaciuti.
    Insomma, non giudichiamolo male. Certo non tutti i lettori sono così. Ovviamente. Ma lui è un provocatore. Nnn dimentichiamolo.

    ciao ciao

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  6. Luiginter, non c’è che dire, la provocazione è bella, si tratti di un tuo conoscente, di un personaggio d’invenzione o di un tuo amico che magari, per quanto non di persona, abbiamo avuto il piacere di incontrare anche noi.

    Spronarci a scrivere, con queste premesse, di libri, lettori e lettura è quasi obbligarci a quel peccato di presunzione che il nostro personaggio, assieme a quello di pigrizia, ci imputa come lettori. Ma certe volte astenersi dal dire la propria (modesta) opinione brucia di più che una condanna senza appello, quindi …

    Comincio dall’accusa di pigrizia: come dargli completamente torto? Se così non fosse, non si spiegherebbe la nostra riluttanza ad avventurarci in letture diverse da quelle a cui siamo più abituati e che ci soddisfano di più. Siamo un po’ come gli animali predatori, tendiamo a concentrarci sulla vittima che richiede minor dispendio di energie. Io con i romanzi, quando sono lunghi, non ci provo neppure perché so che andrei incontro a un fallimento (spero che Proust sia l’eccezione). Senza contare che, se guardiamo le classifiche dei dieci libri più letti, è difficile trovarne più di un paio che non siano legati a un personaggio o a un programma televisivo. Anche questo dato statistico, mi sembra di capire, non depone a favore della varietà di scelta che un lettore curioso mai si farebbe mancare.

    Siamo pigri anche in un altro senso: troppo spesso il nostro giudizio si appiattisce su quello delle recensioni e non arriva al punto del problema. Un esempio: leggetevi certi giudizi su “Cuccette per signora”, che a mio parere è un libro falso e melenso, e troverete che è piaciuto otto lettrici su dieci, con la motivazione che l’autrice si occupa della difficile condizione della donna indiana, nonostante, a mio parere, il libro, le donne, indiane o no, le prenda in giro con trame poco credibili e dolciastre. Anch’io mi ritengo pigra in certi giudizi: concedo troppo agli autori che prediligo e divento ipercritica con altri, anche questo è frutto di preconcetto.

    Siamo presuntuosi, dice lui, ci crediamo meglio degli altri, ma, a suo parere, non lo siamo. Il discorso meriterebbe ben altro approfondimento, ma non ne sono all’altezza. Dacia Maraini scrive che i consigli di lettura sono sempre un atto di presunzione, visto l’alto tasso di soggettività intrinseco alla lettura stessa. Non sono completamente d’accordo, ma leggo che il lettore non si limita a consigliare, si spinge talvolta a sconsigliare ad altri un’opera che lui ha apprezzato moltissimo e che ha considerato formante. Certo, questa non è né presunzione, né sussiego, è un saggio consiglio, un’altruistica preoccupazione che altri non partano poco attrezzati per imprese perigliose e irte di difficoltà.

    Solo un ultimo punto: anche la retorica sulla lettura noi lettori dovremmo imparare a ridimensionare; detto da lettrice, leggere è formante, divertente, coinvolgente, ma certi sdilinquimenti non sempre si giustificano!

    Come vedi, il tuo amico, per interposta persona, ha buttato l’esca, il pesce non ha abboccato, è addirittura saltato in barca.

    Ciao
    Mariangela

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  7. Sapevo che avresti risposto, giravi intorno alla barca, ed intanto pensavi, finquando non sei saltata su
    @Mariangela sai che leggendoti. mi sei sembrata quasi umana??? 😉

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  8. Continuo a pensarci…..
    E’ mercoledi bisogna dare una risposta all’amicoluigi

    Il j’accuse
    VOI LETTORI “PENSATE” DI CAPIRE IL MONDO!

    Quindi “dato che leggete, anche molto, [pensate] di conoscere attraverso i personaggi, la condizione umana, i suoi affanni, le sue miserie, le sue colpe.
    Per questo siete PRESUNTUOSIi.

    Siete PIGRI, perché vi limitate solo a leggerle ed allora [ ci mettiamo il cuore, l’animo, lo spirito e l’intelletto e la coscienza in pace].
    Ma non CI LIMITIAMO….
    questi concetti estrapolati dai nostri libri,……..
    [li Predichiamo ]
    e ci sentiamo (solo per questo) migliori degli altri.

    A questo si aggiunge la condanna Morale.
    [ Ma non facciamo niente per esserlo davvero].

    Il mio essere un po’ guascone e un po’ burlone, sulle prime mi ha fatto dire a luigi su tw, “ appena l’incontri dagli un tozzo sul naso”. Ora no. Ora gli risponderei
    “ E Tu che dall’alto, giudichi le vite degli altri, cosa hai fatto, per essere migliore di noi?
    ci Terrei, ci terrei, davvero, sapere cosa risponde.

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  9. “Insomma ci mettiamo il cuore, l’animo, lo spirito e l’intelletto e la coscienza in pace”. Luigi, e ti sembra poco?

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  10. Ciao a tutti, grazie per gli argomenti con i quali state stanando il lettore pigro, ma in fondo anche il mio amico/conoscente che lascia molti dei sui concetti in uno stadio di abbozzo, pronti per essere sviluppati o per essere fraintesi.
    Io credo che in questo amico – a proposito avete letto del secondo incontro che ho avuto con lui, al bar, a proposito di Proust e di Napolitano? https://gruppodilettura.wordpress.com/2014/03/19/gruppo-lettura-proust-presidente-napolitano/ – ci sia una gran voglia di riscattare la lettura (e il lettore) da un po’ di stereotipi, da un po’ di presunzione e compiacimento, e da un certa abitudine a cercare ripetizioni a quanto abbiamo già trovato. E in quanto scrivete e scriviamo reagendo alle sue parole, mi sembra che la provocazione stia tirando fuori il meglio dei lettori, insomma. Lui ci vuole bene. È uno di noi. Siamo migliori di come, a volte, quando prevale la pigrizia, ci mostriamo.

    @BlackSwan76 e
    @La lettrice segreta:
    voi secondo me siete state un po’ dure con il mio amico, l’avete presa un po’ sul piano personale. In fondo, se si respira un minuto, in attesa, dopo aver udito, o letto, le sue parole, il discorso appare sotto una luce migliore, più amichevole.
    @biancav: a questo punto, per dialogare ammodo con questo amico, è il caso che legga il romanzo di Rea – è l’ultimo, giusto? Ma non puoi sintetizzarci tu quale sia questo peccato di presunzione di Adele? (cmq, per chi fosse interessato, qui c’è un’intervista a Rea su Adele – http://www.repubblica.it/cultura/2014/01/30/news/ho_davvero_paura_che_il_mondo_smetta_di_leggere-77260398/)
    @Mariangela: sottoscrivo tutto quello che hai scritto!
    @Adour: mercoledì provo a fargli la tua domanda: “E Tu che dall’alto, giudichi le vite degli altri, cosa hai fatto, per essere migliore di noi?”
    @Stefano: eh, non è poco. Certo. Ma ci sono momenti in cui tutto questo è pigrizia, appunto.

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  11. Ciao a tutti/e.
    mah… pigri i lettori (le lettrici) ? direi che dipende.
    A volte -è vero – leggi un libro che ti prende e via, scorre come un fiume e ti porta con sè ( per me così è stato ad esempio A un cerbiatto somiglia il mio amore) e navighi nei flutti rapinosi fino alla fine senza tirare il fiato.
    Ma questo non vuol dire che è facile, ma che sei entrato nella corrente e cavalchi l’onda insieme ai personaggi, all’autore, alle parole, ai sentimenti. E’ pigrizia questa? non so, forse no.
    E’ essere pigri leggere un buon giallo della Vargas ? forse, ma forse no. Basta che ci sia dell’arguzia ,dell’intelligenza da qualche parte e la pigrizia è subito sconfitta, non ce n’è.
    E’ certo pigrizia leggere libretti di poco conto e accontentarsene, moltissimi lettori lo fanno ( i libri mainsteam che vendono molto credo siano quelli del tipo acquafresca, stile piatto e vai col liscio). Pace, anzi, peggio per loro.

    Io non sono fra quelli , ne sono certa. E nemmeno qua in questo bel luogo mi pare di vederne molte, di persone di quel tipo.

    Invece, caro Luigi, devi dire a quel tuo amico che io, ad esempio, a volte ( abbastanza spesso) faccio una gran fatica a leggere, mi impegna il cervello, il cuore, il gusto, il sapere, gli occhi, a volte me intera, mi tocca tornare indietro di pagine o capitoli, devo concentrarmi, riflettere, ricordare, analizzare lo stile ( che a volte è spigoloso, tortuoso, arduo) , il personaggio, il sottinteso, il contesto e il sottotesto, devo perchè solo così certi libri si lasciano leggere davvero ( e a volte poi ne ricavio un gusto, ma un gusto….ah raffinatissimo).
    Quindi leggere a volte è un piacere duro, anche faticoso, che certo merita, ma che non ti viene affatto dato gratis.
    Pigri ? insomma io direi più di no che di sì.

    Presuntuosi ? Si e no.
    Se uno/una è presuntoso/a lo è probabilmente a prescindere dal fatto di leggere.
    La lettura ti fa sentire ricco dentro, apre tante finestre – culturali, emotive, immaginarie. intellettuali ,ludiche, etc etc – , dispiega l’enorme libretto dell’universo e del possibile ( e impossibile!!) , quindi uno/a finisce davvero per arricchire la propria gamma di colori conosciuti . Chi legge può ( PUO’) avere uno sguardo più acuto sul mondo, sulle persone, sulle cose.
    Può…. non vuol dire che questo lo renda più bravo a capire le cose, nè una persona per forza migliore.
    Direi che più uno legge e più dovrebbe tenere il profilo basso e coltivare un po’ di sana modestia (del tipo: so di non sapere).
    Ma devo dire che a me- questo – non riesce quasi mai troppo bene.

    Però nei gruppi di lettura a volte si scatenano tali e tanti dibattitti e scontri e litigi accaniti che le presunzioni di ognuno/a finiscono a gambe all’aria.
    Perchè a forza di sentire chi la pensa all’opposto ( ma proprio all’opposto) di te, finisci anche tu per ammorbidirti e considerare l’ipotesi che qualcun altro abbia diritto a un’opinione diversa dalla tua sullo stesso libro e sulla stessa persona ( Munro e Stoner docent).
    Presuntuosi? forse si, ma in genere anche abbastanza critici e intelligenti….
    Può andare come risposta – provvisoria – al tuo amico?

    ora però vado a leggere ( Yehoshua, che mi sta facendo un po’ soffrire, ad esempio).
    Ciao.
    Cristina

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  12. no sono Edita Lara, perchè? mi pare che Antonellina scriva molto più spesso di me.. a me piace leggerVi😉 concordo con te.. la Felicità che i libri ci regalano è magica e totalmente disinteressata ..

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  13. io non scrivo praticamente mai perché, come Lara, preferisco leggervi, ma volevo sostenere gli ultimi appunti di Adur e Lara. Ciao ritorno al libro appena lasciato.

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  14. Non ho mai scritto, sono nuova, ma come non commentare? Chi ha avuto nella vita il piacere di diventare un lettore sa ciò che si prova, chi non può fare altrimenti e critica senza motivo sicuramente si è perso un pezzo di “vita”, poi ad ognuno le sue convinzioni, senza voler essere presuntuosa….

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  15. riflessione .. forse siamo davvero lettori falsi e presuntuosi.. nei blog e nei gruppi di lettura non si parla d’altro che di cosiddetti libri “impegnati”, si è scritto fino allo sfinimento di Stoner e altri romanzi che spesso gettano il lettore in depressione più che coinvolgerlo e renderlo felice ( scusate l’ingenuità ); non trovo nessuno che parli dei romanzi “leggeri” , tipo gli urban fantasy o i distopic che tanto coinvolgono con le loro trame , metafore per spiegare un mondo e una realtà ormai difficili da afferrare.
    eppure molti sono coinvolgenti e ti tengono col fiato sospeso, non vedi l’ora di riprenderli in mano dopo una giornata di tremenda e ripetitiva quotidianità.
    non è forse anche questo un compito dei libri? farci fuggire dalla realtà verso mondi diversi, improbabili e che ci ricordino quando eravamo ragazzini pieni di fantasia e passione?
    amo i libri d’arte e i saggi di letteratura ma a volte i dileggiati “Fantasy” sono una iniezione di pura disinteressata felicità di lettore.
    ovviamente questa è solo la mia opinione!

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  16. @ Editalara – cos’ha di impegnato Stoner? ma nulla davvero, credimi
    Ma è certo una questione di età. La letteratura di pura evasione se a dosi omeopatiche va anche bene.
    Se solo quella leggi o vedi , bè io credo che sia un modo per non agganciarsi mai alla realtà e restare in um mondo fantasy, ludico e giocoso, e infantileggiante, scusa ma va detto,
    comunque voi giovani di oggi invece di voler cambiare il mondo volete scapparvene via coi fumetti, col fantasy e internet aiuta alla grande, che strana generazione allineata che siete
    .
    Così il mondo resterà quello schifo che è… penso ogni anto ,molto sconfortata di non vedere un briciolo di rivolta sana in questa generazione assopita e diteggiante

    Ma forse sono io che sono troppo antica, anche se il mio dubbio credo sia ben fondato, vedo cosa legge mio figlio, e ogni tanto ci do un occhio,,, mmmh si, prodotti ben fatti, leggeri ( ma anche no) tutti fuori dal registro dell’attualità…fuorvianti, futuro o passato, ma agganci al reale? quasi nessuno

    dici:
    non è forse anche questo un compito dei libri? farci fuggire dalla realtà verso mondi diversi, improbabili e che ci ricordino quando eravamo ragazzini pieni di fantasia e passione?

    No, io non credo che sia questo il compito dei libri.
    Credo sia quello di aprirci le meningi, in ogni senso, non di farci da benzodiazepine ( ansiolitici) ,ossia da tappo coibentante mentale.
    Poi, ognuno/a a suo modo. Ma c’è tanto da fare quaggiù, credimi

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  17. Cosa hanno di impegnativo invece alcuni suoi libri o autori, (Rodoreda Yehoshua sono un inno alla noia) o peggio le sue musiche sincopate, da spasmi tonico-clonici, da jurassik park, che continua a propinarci anche sul blog, e che sembra (visti commenti entusiasti) non piacere a nessuno .
    Sono certo che editalare non a bisogno di essere difesa, ma ho trovato le sue parole a dir poco offensive ed inopportune in quanto scagliate contro “il Sacrosanto DIRITTO di ogni lettore” : cioè di leggere quello che più gli piace o li pare.
    Invece, cosi parlando non solo offende i giovani, massificandoli in una sorta di BloB informe, ma anche il comune lettore (come dice luigi vedi sopra nell’intestazione).
    Eh sì, perché, sarà una notizia sconvolgente per lei, ma si legge anche per piacere e non solo per “aprirsi le meningi”(anatomicamente errato).

    Tra l’altro dimentica, che i giovani sono i nostri figli, figli di una generazione fallace e fallimentare, come la nostra. E non si può cercare redenzione, cercando di caricare su di loro le aspettative che noi stessi, non siamo riuscii a realizzare. Basta già l’enorme debito che gli abbiamo lasciato sulle spalle.
    Ecco, ora io difendendo editalare, difendo Michele e Francesca, dalla sua massificazione, difendo me che leggo ancora TEX WILLER , difendo qualsiasi persona che “legge per il piacere di leggere,” senza giudizi o pregiudizi.

    PS :So bene che noi siamo “allineatamente” dis-empatici, e mi dovrà scusare per il tono “caliente” pessimo vizio della gente del sud (i terroni), ma quelle schifezze del mondo di cui lei, legge, molti le hanno visto così da vicino da sentirne ancora l’odore, e hanno cercato “di fare”.
    Per cui ci perdoni se ogni tanto cavalchiamo le verdi praterie con Tex e kit carson.

    Un caro sorriso a lei signora Cristina

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  18. @Adour è vero che non devo essere difesa ma grazie di cuore perchè mi ha fatto piacere sentire il sostegno di un lettore”vero” appassionato e non presuntuoso ( in effetti già credo di amarti😉 mio cavaliere senza paura ) concordo con tutto ciò che hai scritto.
    @Cristina: grazie perchè mi credi una ragazzina, lo prendo come un complimento visto che il primo giorno di primavera ho compiuto 40anni!
    non mi piace questo tono.. ma per la cronaca, non siamo tutti infantili solo perchè leggiamo anche fantasy and co. ho studiato greco, latino , legge e letteratura; amo i saggi di Eco, Manguel, sono appassionata di libri d’arte e di viaggio, ho appena terminato “Questo bacio vada al mondo intero” e in borsa tengo con me le poesie di Ferlinghetti ed Eliot; non penso di avere le “meningi chiuse” ..
    io leggo come atto d’amore.
    senza pregiudizi.
    senza canoni.
    senza costrizioni.
    senza polemiche🙂
    un saluto divertito!

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  19. @editalara – scusa ma non era tanto diretta a te la mia considerazione – partivo dalla tua nota per una riflessione più generale.
    E non hai bisogno di esporre credenziali. Ho discusso una tua affermazione chiara e precisa. Su quello ho detto il mio pensiero.
    Già il fatto che tu sia qui dice che sei curiosa e appassionata, no? ma se definisci Stoner un libro d’impegno mi pare che qualcosa si possa dire per discuterne.

    Anche mio figlio (anche lui verso i 35) legge solo quel genere di cose e a me pare una chiusura al mondo e alla grande letteratura e direi a un impegno più diretto…in generale.
    Nulla ho contro i fumetti nè i fantasy – è sempre un fatto di quantità . ma sono anche un segno dei tempi se un’intera generazione legge poco e a volte solo questo.
    I suoi amici fannno lo stesso, la loro distanza dalle cose, dalla politica, dal comprendere i meccanismi duri del mondo mi pare molto più grande di quella di altre generazioni e forse questa evasione – apparentemente così intrigante e affascinante – in parte ne è responsabile…non credi ?
    Insomma è genere d’evasione, e va bene evadere – ma appunto da cosa?
    O forse sono proprio io che – per anagrafe – non riesco a comprendere… può essere benissimo

    Poi è così ovvio che ognuno ha la totale liberta’ di leggere quello che gli pare che nemmeno va detto, è a prescindere.

    Tu cerchi la felicità dell’evasione dalla dura quotidianità, forse di felicità del leggere ve ne sono altre, di altri tipi, meno fantasy insomma, che invece di evadere verso dei non luoghi aprono altri orizzonti sulla vita e le persone.
    Anche un buon libro giallo ben scritto e ben fatto può essere leggero e divertire.

    Ad esempio – io non lo amo- ma gli amanti di King trovano grande felicità nel leggere le sue storie al limite della realtà ma che con la realtà hanno a che fare alla grande.
    Mi chiedo: ma per divertirsi bisogna per forza leggere cose leggere? ( e guarda che io leggo assolutamente di tutto, anche robette se mi capita)

    Comunque secondo me – è sempre meglio non aver bisogno di cavalieri che ci difendano

    senza polemiche ovviamente, un caro saluto

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  20. Non sono d’accordo: la “distanza dalle cose, dalla politica, dal comprendere i meccanismi duri del mondo” non dipendono per nulla dal fatto di leggere questo o quel genere! Dipende dall’esempio che ciascuno di noi ha avuto e dall’educazione ricevuta, nonché dall’inclinazione personale.
    Per lavoro e per desiderio di migliorarmi mi interesso di economia e attualità e certo concordo con te ( scusa continuo a darti del tu perché siamo su un blog di amici lettori, non per mancanza di rispetto ) sul fatto che leggere , informarsi e indignarsi per ciò che di sbagliato è successo e continua a succedere è necessario. Tuttavia dei circa 900-1000 libri della mia biblioteca casalinga un quarto è dedicato ai libri per bambini e ragazzi ( compreso quelli che tu chiami “quel genere di cose” ).
    Mia figlia di 3 anni ringrazia la sua mamma che gioca ai cavalieri, ai dragoni sputa fuoco e legge per lei senza sosta mille volte le stesse storie ( sempre le stesse ma sempre diverse!) e non mi vergogno a dire che mi diverto un mondo, non lo faccio solo per lei. Vederla poi tutte le sere prima di dormire nel suo letto col la sua piletta intenta a sfogliare libretti è , per ora, la mia più grande soddisfazione.
    Ho preso ad esempio Stoner solo per citare un libro a mio parere noioso ma di cui tanto si è parlato ( e chi sono io poi per dire se è leggero o pesante o impegnato? Chiedo venia a chi lo ha amato , che rispetto) , mentre di altri generi mai si parla anche se appassionano e in modo forse non diretto affrontano temi duri e attuali ( trovo Hunger games per esempio una gran bella metafora dei tempi moderni e della superficialità cui siamo già immersi, che ci rende ciechi , insensibili e assuefatti a qualsiasi bruttura mondiale! ) avvalorando la tesi che a volte molti di noi lettori forse sono presuntuosi e snob .
    Per quanto concerne @Adour, sono una specie di post femminista ma romantica e se pur non conoscendomi mi vorrà concedere il suo braccio di cavaliere attraverso il fitto bosco delle letture, grazie !🙂

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  21. p.s. dimenticavo: @Adour evviva Tex, Corto Maltese e pure (tanto per istigare chi infatile non è😉 ) gli splendidi cartoni di quel genio di Miyazaki !

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  22. ah avvertiamo Fahrenheit che Rodoreda e Yehoshua sono un inno alla noia – loro li dichiarano a volte libri-autori dell’anno, come sono sbadati!

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  23. @Editalara
    Per quanto riguarda i cosiddetti “libri leggeri”, con me sfondi una porta aperta, se guardi sugli articoli dei libri più belli del 2013 e 2014, troverai la segnalazione di alcuni titoli che, secondo un giudizio frettoloso e superficiale, potrebbero rientrare nella categoria: dagli stupidari al volume fotografico, dal libro per bambini al manuale di Fracchia.

    Scrivi di leggere senza costrizioni, ma cosa vuol dire? Si può essere costretti alla lettura del titolo assegnato per le vacanze dal professore, alla lettura delle istruzioni del Modello 730, alla lettura del manuale d’uso della lavatrice nuova; ma se parliamo di lettura intesa come attività libera, volontaria, e predeterminata, come si può pensare di costringere qualcuno a dedicarsici?

    Affermi di leggere senza canoni, e questa, salvo avere inteso male, è proprio un’attitudine che a un lettore di media curiosità non riesco ad ascrivere. Chi legge sceglie; come ha scritto Heinrich Böll, la lettura è un’attività che ha come premessa una scelta, lui si spinge a scrivere, quando con sconforto si rende conto di dover accantonare alcuni volumi che non ha potuto leggere, che leggere è un’attività ingiusta proprio perché ci obbliga a una selezione. A me piace pensare che scegliamo e selezioniamo in base ai canoni dettati dalla nostra sensibilità, dal nostro istinto, dalle nostre conoscenze, e penso proprio che tu faccia altrettanto, si tratti di un libro d’arte o di Tex Willer.

    Concludi di leggere senza polemiche. Anche qui non sono completamente d’accordo: a quel pizzico di polemica io non voglio rinunciare, fa parte del senso critico che ogni lettore deve sviluppare nei confronti del proprio autore. Un po’ di polemica è accettabile, direi quasi auspicabile, anche sul Blog, a patto di non offendere nessuno (tu non hai offeso nessuno) e di sforzarsi a comprendere quello che scrivono gli altri. A mio parere hai frainteso se affermi che Cristina volesse includere i libri per l’infanzia nella robetta leggera.

    Quanto ai pregiudizi, credimi, non ce ne accorgiamo, ma ne siamo soggetti tutti; nessun lettore, nelle sue scelte e nei suoi giudizi, ne è completamente esente.

    Ciao
    Mariangela

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  24. @Editalara Encantado! sarebbe un onore porgerti il mio Braccio ed accompagnarti negli oscuri meandri del blog. A patto che, in qualsiasi questione, io possa essere coinvolto o inquisito, sarai tu, il mio difensore.😉
    @Mariangela a me sembra quest’ultimo intervento ridondante. Considerato anche, la perspicacia verbale e onnipresente della sig.ra Cristina, che non pare proprio, abbia bisogno di strenui difensori.
    Ma se te ne senti investita, e visto che siamo sotto l’Egidia del Post “Lettori presuntuosi “ è consono anche il tuo intervento come il mio.
    Sarò franco, un franco adour.🙂
    Ne abbiamo già parlato, non mi piace la maniera in cui scrivi è tecnocratica ed irrazionalmente razionale.
    Leggere è un emozione, per cui trovo irrazionale renderlo razionale.
    Penso, immodestamente, che non c’è nessuna razionalità nella scelta di un libro, o nel piacere che ne traiamo dalla sua lettura. Penso, ma non ho letto nessun “saggio” su questo, che il piacere o meno di un libro nasca dal momento storico (emotivo e culturale) del lettore, in quel preciso momento.
    Per es.
    Mi capita che nella rilettura di un libro, che a suo tempo, ho definito bellissimo a piè pagina, dirmi anche ad alta voce “ma che boiata avevo mai letto”.
    Ma sono sicuro che tu a questo punto mi elencherai una decina di saggi che mi dimostreranno il contrario.
    Rimango colpito, invece quando affermi che
    [leggere senza canoni, è proprio un’attitudine che a un lettore di media curiosità non riesco ad ascrivere” ] .
    Ecco questo mi fa male, il GIUDIZIO e il pregiudizio, perentorio, fulminante e poco elegante di una lettrice nei confronti di un altra lettrice. Perché a questo punto, mi dovresti spiegare da dove estrapoli questa illuministica unità di misura della curiosità letteraria?Da Fahrenheit ? e se anche per lo stesso metro io e la nostra @editalara siamo il medio, chi è l’alto? In pratica chi Giudica Chi?

    Ora, anche se sono sicuro, che moltissimi si stanno divertendo leggendo della diaspora, non è più mia intenzione continuare nel confronto, anche duro o aspro, ma corretto, come tu auspichi, in quanto sono particolarmente sensibile alla noia. E spero che il mio dire non ti abbia infastidito.
    Mi piacerebbe solo tornare a parlare di libri, di romanzi, come un tempo fa.
    Ma soprattutto mi piacerebbe che TUTTI quelli che ci guardano ci scrivessero e ci parlassero di loro, attraverso i loro libri, senza nessun timore, senza mai pensare di potersi sentire giammai giudicati .
    Questo è stato per molto tempo lo spirito di questo blog bellissimo,in cui era uso dare il benvenuto ai nuovi lettori, e spero che luigi voglia continuare su questa scia. Ma se i tempi sono cambiati forse per un terribile romantico come me “sarà meglio sciogliere le vele”

    Un sorriso riconciliante a tutti ……..anche a Fahrenheit
    ( a me che abbiate avvisato Fahrenheit, mi terrorizza)

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  25. @Editalara
    dimenticavo, la raccolta di saggi da cui ho tratto la citazione di Böll, è la seguente:

    Heinrich Böll, “Terreno minato”, Bombiani, 1990

    Ciao,
    Mariangela

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  26. Sarebbe opportuno usare le parole giuste nei posti giusti

    DIASPORA è un termine di origine greca (διασπορά) che descrive la migrazione di un intero popolo costretto ad abbandonare la propria terra natale per disperdersi in diverse parti del mondo.

    Spesso confuso con il termine migrazione, la DIASPORA è in realtà un movimento forzato di un gruppo omogeneo dal punto di vista religioso e/o etnico che si è assicurato la sua sopravvivenza, seppure gruppo minoritario, in una terra che non è la propria ma che, al contempo, palesa il desiderio comune di poter ritornare nella terra di origine (elementi essenziali ne sono quindi il trasferimento, il desiderio di ritornare e al contempo la sua impossibilità).

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  27. Secondo la netiquette e questo vale ancora di più, per Wikipedia, citare la fonte ,”è un atto dovuto”, oltre che essere una buona forma di educazione della rete.
    Quindi il suo copia e incolla dovrebbe citare questa fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Diaspora.
    Le faccio cmq i complimenti, per la sua vasta cultura wikipediana.

    PS : IL DEVOTO-OLI 2014 di Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli ed. Le Monnier
    Diaspora: (estens.) [dissoluzione di un raggruppamento di persone prima unito da forti vincoli, spec. ideali] (usare le parole giuste nel posto giusto)
    Cara cristina prima della tua venuta era questo il blog, “raggruppamento di persone prima unito da forti vincoli” io aggiungerei, accanto a spec. Ideali , + spec. Libri.

    Mi piace

  28. Ora basta, ti prego! Ma quanto durerà, ancora?
    Vuoi ancora sfogare il tuo malessere su di me?
    Vedi ti do del tu.
    Io non so quanti anni hai,(penso parecchi più dei miei) ma non ti sembra cosi infantile, e ridicolo, continuare sezionandomi.

    Io mi ero già arreso, con un sorriso riconciliante a tutti (compreso te).

    Non mi sei simpatica, non mi piaci! Basta chiuso, e che sarà mai!!

    Non è da tutti piacere ad adour. Qui poche persone sono riuscite a rubarmi il cuore, @Camilla (ma cheri cam), @Polissena-Paola, Simonetta, @Dani, @ Jez, ultimamente @Rosamavi, ed anche @mariangela cominciava a piacermi,ed @editalara (che grinta,ammettilo)
    Per cui ti prego, ti supplico, ricominciamo.
    Io per me la chiudo qui, tu poi fa ciò che vuoi
    Un nuovo sorriso a tutti🙂
    (sarà la volta buona)

    Mi piace

  29. @Adour
    La citazione di Böll è contenuta in due articoli che ho trovato sul libro che ho ricordato sopra. Ho qui il volume, gli articoli che parlano della lettura sono i seguenti:

    “Leggere rende ribelli”, (pp. 1/6)
    “Un peso sull’anima”, (pp.7/8)
    “I cittadini che leggono non sono i più obbedienti”, (pp.91/95)

    È l’unica delle tue affermazioni che mi sento di controbattere, non perché ritenga che avere una “cultura wikipediana” sia un insulto, (che male ci sarebbe? C’è chi legge Tex Willer e c’è chi si aiuta con Wikipedia), ma perché, semmai, il vero debito di riconoscenza devo dichiararlo verso la fonte che a questo libretto di Böll mi ha condotta, e cioè

    Luca Ferrieri, “L’ultimo libro letto e il nuovo da aprire: letture e passioni che abitiamo”, Olschki, 2013.

    È un testo ricchissimo di rimandi bibliografici che non possono non attirare chi si interessi di lettura e lettori (il libro non l’ho finito, lo sto leggendo molto lentamente).

    @Tutti, @Editalara Per il resto, mi spiace moltissimo di non poter continuare il confronto con Editalara (che aveva posto un bel tema) e con gli altri lettori del Blog. Ritengo che questi non siano i toni giusti: ci si può accanire contro i concetti e i contenuti, ma ritengo non sia lecito attaccare gli altri lettori sul piano personale. Il discorso impostato così sopra le righe non è proficuo e potrebbe portarci su una china dalla quale il confronto non trarrebbe alcun giovamento.

    Peccato,
    Mariangela

    Mi piace

  30. @Mariangela: in realtà, errore mio di omissione, mi riferivo a quello che in letteratura è il cosiddetto Canone Occidentale, ecco perchè leggo “senza canoni” anche se Harold Bloom avrebbe qualcosa da ridire..ma tant’è!
    per il resto io non me la prendo, anzi è comunque bello il confronto, questi pensieri postati sul blog sono la versione moderna degli scambi epistolari di ben più noti e grandi autori del passato..
    basta ricordarsi di non essere presuntuosi e aprire non “le meningi” bensì il cuore, sia alla lettura che agli altri lettori. sempre che si voglia imparare qualcosa di nuovo..
    p.s. se poi proprio dovrò andare all’inferno, preferisco il girone dei golosi e dei lussuriosi a quello dei superbi o dei seminatori di discordia😉
    buon weekend!
    e ovviamento un bacio al mio nuovo cavaliere!

    Mi piace

  31. @editalara, se apri solo il cuore senza le meningi, forse non si andrà troppo lontano…()nel leggere dico) ci vogliono entrambi,non credi?
    Quanto ai gironi dell’inferno, ognuno/a ne avrà più di uno , io non sono una peccatrice a senso unico ad esempio.
    Ma rigetto la cattiva educazione e gli attacchi personali e acrimoniosi, e detesto il pensiero unico e uniformato ( in genere al basso e al semplificato).
    Tu hai un buon carattere e mi pari poco maliziosa, ti auguro di non avere delusioni e di formarti uno spirito critico forte e autonomo…senza draghi nè donzelle nè cavalieri, nè seduzioni internettiane… ma solo occhi aperti, cuore largo, testa sveglia… e autonomia di giudizio.

    Quindi buon sabato

    Mi piace

  32. Se per baciarti dovessi poi andare all’inferno, lo farei.
    Così potrò poi vantarmi con i diavoli
    di aver visto il paradiso senza mai entrarci.
    — William Shakespeare
    Ciao edit 🙂

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