Collaborative drawings by Morgan Spry-Young and Daniel Giantomaso Title: Heidegger

Heidegger antisemita nei “Quaderni neri”

Martin Heidegger (Wikimedia Commons)
Martin Heidegger (Wikimedia Commons)

La pubblicazione dei primi tre volumi dei Quaderni neri, – quelli che coprono gli anni fa il 1931 e il 1941 – di Martin Heidegger ha riacceso il dibattito sul pensiero del filosofo a proposito del Nazismo e dell’antisemitismo. Come ha scritto Richard Brody sul New Yorker, quello che emerge è il ruolo centrale dell’antisemitismo nella sua filosofia. Altro che flirt con il nazismo, insomma. (Della questione si parla da un po’ di giorni, in effetti, scusate il ritardo)

Heidegger, antisemita e vero nazista.
Ranieri Polese, Il Corriere della Sera

“Se già era nota l’adesione di Heidegger al Partito nazionalsocialista (primo maggio 1933, poco dopo esser diventato rettore dell’università di Friburgo), finora si era escluso che avesse avuto opinioni antisemite. E invece in quei Quaderni, negli anni di guerra, ricorrono frasi e pesanti considerazioni contro gli ebrei. Ma anche il nazismo di Heidegger, ricorda Kaube, era stato considerato una breve parentesi, visto che il filosofo si dimetteva dall’incarico del rettorato già nell’aprile del 1934. Ora, nelle pagine dei Quaderni, si vede invece che il periodo del ritorno agli studi, lontano da incarichi ufficiali, non fu un drastico ripensamento, l’ammissione di un errore — Heidegger lo disse nell’intervista concessa allo «Spiegel» nel 1966 — ma anzi il frutto di una delusione: i nazisti non erano all’altezza delle speranze che il filosofo nutriva nella loro azione.”

Scrive Richard Brody:

“Minando la logica e la scienza, Heidegger minò anche l’Illuminismo – e l’individualismo, le libertà, le rivendicazioni dei diritti in nome della ragione e del progresso. Anche senza considerare le sue affermazioni specificamente ideologiche, Heidegger fu, in senso filosofico, una pensatore anti-umanista di destra.”
—-

Brody arriva anche a chiedersi se questa caratterizzazione non affligga anche la critica decostruzionista che tanto deve al pensiero di Heidegger. Decostruzionisti, del resto, travolti periodicamente da critiche pesantissime. Forse mai come quelle di queste settimane seguite alla pubblicazione di una biografia agghiacciante di Paul de Man, scritta da Evelyn Barish, The Double life of Paul de Man.

7 pensieri riguardo “Heidegger antisemita nei “Quaderni neri””

  1. Il valore documentale di questi Quaderni Neri di Martin Hedegger è sicuramente molto elevato, ma non penso fosse lecitamente possibile, anche prima della loro pubblicazione, avere dubbi sull’atteggiamento del filosofo tedesco nei confronti del Nazismo.

    In un articolo curato da Luigi Scialanca, (scaricabile sia in formato Word che PDF), pubblicato su ttp://www.scuolanticoli.com/libri/pagelibri_039.htm, è possibile leggere alcune pagine di Emmanuel Faye estratte dalla prefazione del suo

    Emmanuel Faye, “Heidegger, l’introduzione del nazismo nella filosofia”, L’Asino d’oro edizioni, 2012.

    che è l’edizione italiana di “Heidegger, l’introduction du nazisme dans la philosophie. Autour des séminaires inédits de 1933-1935” pubblicato in Francia nel 2005 da Albin Michel.

    Lo scopo del libro, come dichiara lo stesso Faye, è quello di dimostrare che Heiddeger non si limitò ad aderire al nazismo per mero opportunismo, ma che al nazismo, con i suoi scritti e con le sue lezioni, fornì legittimazione filosofica e diffusione mondiale.

    Giusto per dare l’idea di quante informazioni già disponessimo sulla fattiva collaborazione di Heidegger al nazismo e sulla sua adesione al programma di sterminio, mi limito a ricordare alcuni punti della prefazione di Faye che mi hanno colpito:

    • le affermazioni antisemite erano presenti già nelle sue lettere alla fidanzata Elfride del lontano 1916
    • l’esaltazione della stirpe germanica è una costante nei suoi corsi dal 1927 al 1934
    • l’incitazione alla violenza impregna di sé i suoi scritti e i suoi discorsi
    • costante è il suo impegno atto a discriminare gli studenti ebrei e comunisti escludendoli dal beneficio delle borse di studio, a favore dei militanti delle SS e delle SA
    • giustificazione delle politica di espansione del Reich a favore del popolo tedesco
    • giustificazione dello sterminio

    La pubblicazione dei Diari Neri ha aggiunto qualcosa di nuovo, nella sostanza, a tutto questo?

    Ciao,
    Mariangela

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  2. @Maurizio Borghi

    Proprio perché sono interessata a comprendere, ti chiedo: potresti lasciare un commento su questo blog che sintetizzi la tua posizione in merito?

    Grazie per la collaborazione.

    Mariangela

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  3. @mariangela: non sono abbastanza ferrato su Heidegger e sulla letteratura su di lui per rispondere in modo categorico: certo io ho sempre dato per scontato che fosse antisemita e filonazista. Il rumore però che sta salendo attorno ai “Quaderni neri” mi fa pensare che la conferma sia proprio forte e radicale. La novità, mi pare di capire, è che in questi scritti emerga la profondità dell’antisemitismo di M.H., capace di influenzare il suo pensiero in modo decisivo.
    Ma sono un lettore un po’ ingenuo, ripeto.

    ciao ciao

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  4. @luigi gavazzi

    Tutti gli scritti su Heidegger hanno immancabilmente provocano roventi polemiche. Non ha fatto eccezione alla regola neppure il libro di Faye “Heidegger, l’introduzione del nazismo nella filosofia”, L’Asino d’oro edizioni, 2012, che ho citato nel commento.

    Dopo la sua pubblicazione, scrive Frediano Sessi in un articolo del giugno 2005 sul Corriere della Sera, l’autore è stato oggetto di discredito e di volgari tentativi di denigrazione da parte degli heideggeriani. Hanno invece preso le sue difese un gruppo di intellettuali, storici e germanisti, che nel suo libro hanno riconosciuto un lavoro accurato e puntuale.

    Con il dichiarato intento di confutare quanto sostenuto da Faye, scrive Sessi, un gruppo di scrittori guidati da François Fédier, accanito sostenitore di Heidegger, ha pubblicato presso Fayard (il titolo era stato significativamente rifiutato da Gallimard) “Heidegger à plus forte raison”.

    Ci si potrebbe chiedere perché mi sia fidata dopo la lettura di sole poche pagine del testo di Faye tanto da spingermi a dire che, nonostante l’altissimo valore documentale, i Diari Neri, nella sostanza, poco aggiungono a quanto già sapevamo. Mi si farà presente che un libro, in particolare se così controverso, non si può soppesare dalle poche pagine dell’introduzione rese disponibili on line, che un giudizio ponderato dovrebbe poggiare su una lettura approfondita e attenta, che gli stralci possono essere infingardi e trarre in inganno, tutto vero: andrò a cercarmi il testo di Faye e quello di Fédier, suo detrattore.

    Per il momento ho deciso di continuare a fidarmi del mio istinto di lettrice: il testo di Faye mi sembra veramente molto ben documentato e, salvo provare (Fédier ci ha provato) che si sia inventato proprio tutto, io penso che citi correttamente la “Freiburger Studentenzeitung” del 3 novembre 1933, dove a pagina 6, Heidegger, nella sua qualità di rettore dell’Università di Friburgo, faceva scrivere che le borse di studio non dovevano più venire assegnate agli studenti ebrei o marxisti. Penso che, con altrettanto rigore, abbia citato le lettere a Elfride, contenenti affermazioni spiccatamente antisemite che non lasciano adito a dubbi in merito alla sua posizione in fatto di razzismo.

    Più difficile, per le mie scarne conoscenze filosofiche, comprendere le relazioni a doppio senso tra l’ideologia nazista e il pensiero di Heidegger: in che misura la prima si è riversata nella sua filosofia e quanto quest’ultima ha corroborato e diffuso il credo nazista? In che modo la recente pubblicazione dei Quaderni Neri avalla lo studio di Faye comprovando la pesante compromissione col nazismo del pensatore tedesco non solo a livello personale e professionale, ma anche sul piano culturale e filosofico?

    Chi potrebbe spiegarci la propria posizione è, a mio parere, il signor Maurizio Borghi (traduttore di Fédier già nel lontano 1993) che ieri ha lasciato un laconico commento su questo blog invitandoci, se fossimo stati interessati a comprendere, a visitare il link sul libro bianco pro Heidegger.

    Come vedi, Luigi, tu hai detto “Armiamoci!” e io sono partita.
    Ciao,
    Mariangela

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  5. @luigi la nuova grafica crea ( a me almeno) problemi notevoli di leggibilità, non solo leggere la colonna a sinistra invece che a destra è per noi più inconsueto – ma bianco su nero crea problemi (per me forti) di visibilità e quindi di leggibilità… faccio proprio molta ma molta fatica
    tenuto conto che purtroppo i lettori mediamente hanno sugli anta… o più forse bisogna fare qualche sforzo migliorativo ( se si può). ciao ciao

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