un uomo arrabbiato

“Sono contro i consigli di lettura”

Questa settimana si è rivisto al bar quell’amico che giudica i lettori. Più arrabbiato questa volta.
Si è accanito contro coloro che consigliano i libri.

Il loro torto (nostro?) è sentirsi missionari, pionieri, evangelizzatori.

“Non capite” – mi ha detto – “che chi non legge non si fa certo convincere da fighetti che pensano di liberare il mondo dal male con i libri.  O, peggio, da chi pensa di convincerli a sopportare il mondo semplicemente leggendo”.

E poi ha aggiunto: “Quelli che invece leggono per i fatti loro e non lo strillano o scrivono in giro, vantandosene; ecco quelli se ne fregano dei vostri consigli; anzi, li detestano. Hanno le idee chiare, seguono il loro filo di letture, non vogliono tra le scatole nessuno che li allontani da quel filo. Teneteveli per voi i consigli”.

Era arrabbiato. Non ho avuto la forza né la voglia di discutere.

— Leggi anche: Regalare libri. La difficile strada per arrivare fino al comodino

 

6 pensieri riguardo ““Sono contro i consigli di lettura””

  1. Non dovrebbe essere arrabbiato, è esattamente cosi. Frequento questo blog non so, da quanto? 2-3 anni.
    Lo seguo da alcuni anni prima , eppure quanti libri ho comprato su consiglio degli amici dai molti nomi?. Cosi pochi, da contarsi sulle dita di una sola mano. Questo non per stigmatizzare, il mio essere un lettore forte, anzi non lo sono affatto, e nemmeno che mi interessano le opinioni degli altri. Sarei un ipocrita nel definire che qui mi interessano le opinioni di tutti. Non è affatto cosi, mi interessano le opinioni di alcuni/e , verso cui sento di essere unito da “affinità elettive”. Ma è anche Vero, che seguo anch’io il mio “filo invisibile”. Sono il solo? No. Basta leggere i post. Si alcune volte devio da questo filo, ma subito dopo lo riacciuffo e continuo nella mia recherche.
    Ma anche questo incontro, ci riporta all’origine, al perché si legge. Io leggo, per piacere, non ho nessuno scopo erudito o scolastico, e menodiche presuntuoso ,forse, complice il mio lavoro che mi porta a leggere quotidianamente testi tecnici. Ma leggo in maniera egoisticamente edonistica.
    Ed il mio consigliare, mai perentorio (spero) nasce, dalla felicità di condividere l’emozione colta, dalla voglia di donarla, forse nella segreta speranza che qualcun altro/a possa catturarla, nel non sentirsi soli.
    Ma non è forse questo, il lettore, nel momento in cui legge, una persona nella felicità della sua solitudine.
    Ora sto leggendo Alan Bennet , seguendo quel filo, vi riporto questo….
    ___________
    Leggere vuol dire sottrarsi. Rendersi irreperibili. Sarebbe già diverso» disse Sir Kevin «se come passatempo fosse meno egoistico».
    «Egoistico?».
    «Forse dovrei dire solipsistico».
    «E allora lo dica».
    Al che Sir Kevin si lanciò. «Se potessimo veicolare le sue letture per uno scopo più ampio: acculturare il paese, ad esempio, per promuovere la lettura fra i giovani».
    «Noi leggiamo per nostro piacere» disse la regina. “Non è un dovere pubblico.“
    ___________
    Questo a me sembra una buona risposta, per il nostro amico, ma forse la pensiamo allo stesso modo.
    Un caro sorriso🙂

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  2. Ci mancava questo ultimo exploit iracondo del tuo gentilissimo amico, con la puzza sotto il naso,per alzare il buon umore, già piuttosto declinante, del blog. A me non sembra affatto che si diano “consigli”. si raccontano le proprie impressioni sulle varie letture, si cerca di comunicare le proprie emozioni a chi può condividerle. Ed è sempre una piccola gioia, mi creda l’amico furioso.Tutto questo tono sprezzante dell’amico mi sembra tutt’altro che originale,visto che i giornali e le riviste sono zeppi di articoli del genere.Si possono perfino trovare degli amici attraverso la condivisione di esperienze di lettura ciaociao.

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  3. Sono contro i “consigli di lettura” quando, per educazione, non riesco a esimermi dal seguirli e acquistare/prendere in prestito un libro che mi viene caldamente suggerito dal libraio o bibliotecario, ma mi è capitato di rado. Inoltre non sono così succube, talvolta so anche dire: no grazie. Invece prendo spunto volentieri dai vari suggerimenti internettiani, perché sono libera di seguirli o meno.
    Una volta, mi è capitato un episodio carino in libreria: mentre stavo guardano i libri esposti, una simpatica anziana signora mi ha indicato ESPIAZIONE di Ian McEwan, dicendomi solo: è bellissimo. Poi se n’è andata. Naturalmente, in questo caso, ho comprato il libro, ero troppo curiosa. È stato grazie a lei se mi sono imbattuta in McEwan, di cui ho amato molto questo e altri suoi libri. Magari avrei letto comunque qualcosa di suo, prima o poi, dato che è molto conosciuto, ma in questo modo mi è rimasto più impresso, quasi una “promozione delle vendite”, a titolo gratuito, ma perfettamente riuscita.
    Non credo che propinerei consigli libreschi a un “non lettore”, ritengo che rimarrebbero inascoltati. Sono però dell’idea che un tipo “fico” per esempio un bravo insegnante, possa invogliare alla lettura qualcuno dei suoi studenti (menti fresche e ricettive!!!) solo leggendo qualche brano di libro che possa suscitarne l’interesse. Ma meglio di me l’ha già detto Daniel Pennac in COME UN ROMANZO.
    Il mio intervento è contraddittorio, pedante, poco interessante? Boh! Beccatevelo comunque…
    Invidio molto la leggerezza di alcuni, in particolare quella di Adour e di Carlo esse.

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  4. fighetti? ma che disprezzo ha questo amico. (chi disprezza compra, si ricordi)
    Comunque io li leggo i consigli, che sono poi condivisioni emotive e non commerciali, di persone che amano leggere e che, incantate da un libro ) o incavolate per quel libro) dicono la loro -piccola o grande che sia

    Perchè chi legge è – almeno in via di principio, mio amico/mia amica. (NON tutti tutti eh…)
    Leggo le recensioni, leggo tutto quello che mi capita a tiro sui libri. poi, siccome mi fido di me, discerno, scelgo, a volte vado a vedere , a volte resto delusa, a volte mi entusiasmo…. così funziona fra amici, il passaparola, la condivisione, poi sapendo un po’ i gusti di chi scrive, si riesce anche a fare la tara….
    Di certe amicizie vado sul sicuro, di altre dubito, ma resto curiosa..
    Del resto come si fa a avere una linea propria di lettura? autodidatti dalla nascita? ma no, è un argomento capzioso, nasconde altro…. e ci gira attorno

    Poverino comunque questo “amico” tutto solo, nella sua torretta d’avorio, a rosicare le sue idee solo per sè…
    Nooo?

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  5. D’ accordo con Cristina: poverino tutto solo ( e cinico ) con le sue idee e il suo filo di letture.. aprirsi a nuove possibilità no? certo anch’io seguo il mio istinto e le mie passioni nella scelta dei libri ma a volte qualche consiglio si rivela..una rivelazione!! mi ricordo il mio primo giorno di ginnasio, la mia prima lezione di greco, sarebbe un ricordo terrificante se non fosse per l’mmagine del bel viso di una mia compagna ( poi ritiratasi quindi mai più rivista ) che sorridendo diceva – no no non fa per me..preferisco Il Signore degli anelli –
    (ovviamente preferiva quello! ) e grazie a quelle poche parole mi si è spalancato un mondo sconosciuto.
    ma anche qui ho incontrato ottimi consigli, come la strada di McCarthy e altri e prima o poi leggerò i libri “spassosi” suggeriti da Adour e la Piazza del diamante per vedere di cosa parla Cristina..
    ciao amico del bar, sei forte e ci fai riflettere !

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  6. @Luigi Gavazzi.

    Deve essere un tipo un po’ irruente, questo tuo amico del bar, ma nient’affatto cinico o precluso a nuove possibilità; lui si è limitato a dire che i nuovi sentieri, il lettore, proprio in quanto lettore, deve scoprirseli per conto proprio.

    Certo, non è nuova l’affermazione che il proselitismo della lettura ha prodotto più danni che lettori: gli esperti lamentano da tempo che certi atteggiamenti da missionari, da evangelizzatori, grondanti di retorica, hanno allontanato le persone dai libri più di quanto siano riusciti ad avvicinarle.

    Per questo non mi sento di dire che sia arroccato su posizioni particolarmente elitarie, ma neppure di affermare che i suoi discorsi siano triti o stantii; sui giornali capita più spesso di trovare consigli a buon mercato, a favore del mercato, che non considerazioni serie e approfondite sui lettori e le loro abitudini.

    Ti assicuro, ha tutta la mia simpatia: mi mette veramente di buon umore sapere che c’è ancora qualcuno, senza puzza sotto il naso, che non ha paura di manifestare le proprie opinioni al cospetto di chi potrebbe pensarla diversamente. Mi piace perché difende le sue posizioni con veemenza e passione, questo sì, ma alla fine non offende nessuno (non ne ha bisogno, lui, che ha argomentazioni da vendere).

    Anche in merito allo scambio di opinioni e giudizi mi è sembrato un pochino più tollerante di quei lettori che si dichiarano, sì, a favore del confronto, ma a condizione che il campo non si allarghi troppo, che non si sconfini dall’ambito dei loro gusti e a patto che il genere di cui si parla sia quello che piaccia a loro. Ahh! Come deve strofinarsi le mani il tuo amico quando sente certe tirate su spocchia e pedanteria!

    Ciao,
    Mariangela

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