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Gruppo di lettura: 4 cose da fare per renderlo più forte

Rapido promemoria su come fare per dare più energia ai GDL.

Ovviamente va letto insieme al solito #COME CREARE UN GRUPPO DI LETTURA E FARLO VIVERE FELICE e agli altri della serie.

  1. Dare forma e struttura all’attività del gruppo. Scegliere percorsi di lettura creativi con alcune linee di coerenza.  Non basta più “essere lettori”. Anzi. Oggi essere “solo” lettori significa essere oggetti preziosi per le case editrici e il marketing editoriale; per Amazon e Facebook che raccolgono informazioni su consumi e abitudini e le usano/vendono per pratiche commerciali.
    Essere “solo” lettori significa essere morbidi con gli editori, non essere radicali nelle scelte e nei rifiuti.
    Essere solo lettori significa essere compiaciuti dell’essere lettori. Congratularsi con se stessi per aver scoperto un pregio in sé nel leggere, rendendo così il leggere più importante di quel che si legge.
    Oggi i “solo lettori” piacciono tanto agli editori. E purtroppo si piacciono parecchio guardandosi allo specchio.
  2. Spiegare la “forma e la struttura” che diamo al Gruppo di lettura. Quel che leggiamo e perché lo leggiamo. Quel che ci piace e perché. E quello che non ci piace.
    Dobbiamo rendere esplicita la nostra creazione, dobbiamo rendere discorso pubblico le scelte che facciamo e quello che pensiamo dei libri che leggiamo. A volte servirebbe anche rendere espliciti i nostri rifiuti, indicare i tranelli, smascherare le operazioni poco pulite.
  3. Cercare in modo quasi ossessivo l’ingresso nel discorso del Gdl di voci esterne, impreviste, estranee, eretiche.
  4. Accettare l’idea che i percorsi individuali di ciascun lettore, preziosi e irrinunciabili (ovviamente), possano anche non essere applicati e imposti al Gruppo di lettura; che le strade di lettura di ciascuno non necessariamente devono confluire in quella del Gdl.

4 pensieri riguardo “Gruppo di lettura: 4 cose da fare per renderlo più forte”

  1. Dalla mia esperienza di lettrice che ha aderito ad un gruppo di lettura traggo la seguente riflessione:ho l’impressione che il problema più grande per un gruppo di lettura sia trovare i lettori, ahimè, checchè se ne dica. Tutti dicono di leggere, ma evidentemente ben pochi desiderano condividere, discutere, relazionarsi sulla lettura. Molto più facile mettere la proprio foto su fb, passare il tempo in relazioni virtuali che andare all’appuntamento con persone in carne ed ossa.Purtroppo!

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  2. @Luigi Gavazzi, ti rispondo, per quello che ho capito io, per punti.

    1. È chiaro che per permettere scelte mirate, originali, che non seguano l’onda e che tengano conto delle aspettative di tutti i partecipanti, lo snodo, il momento fondamentale che deve essere curato con attenzione è quello della scelta del libro. Sarebbe corretto che i partecipanti potessero fare le loro proposte e conoscere con qualche giorno di anticipo la rosa dei titoli selezionati. Meglio ancora se, in aggiunta all’informazione preventiva, al momento della scelta i libri potessero essere visionati prima della votazione. L’utilizzo oramai diffuso della posta elettronica, e la mediazione del bibliotecario moderatore, dovrebbero permettere senza tanti problemi la possibilità di una scelta consapevole.

    Un metodo che a mio parere è da seguire solo in casi eccezionali e ponderati è quello che prevede l’acquisto da parte del sistema bibliotecario di un congruo numero di copie (utilizzate in prima battuta dal Gdl) di un libro, solitamente l’ultimo pubblicato da un qualche autore famoso e richiestissimo dagli utenti, successivamente rese disponibili al prestito agli altri lettori. Penso che le logiche d’acquisto della biblioteca difficilmente coincidano con le esigenze del GdL: gli esperti ci insegnano che, se la biblioteca non è in grado di imprestare anche “Harry Potter”, perde utenti e se non dimostra di servire un certo numero di utenti, non giustifica i suoi costi; se al GdL viene proposto Harry Potter, perde quel mordente che tu ed io vorremmo potergli attribuire.

    2. Rendere espliciti i nostri gusti, tu suggerisci.
    Vedo che anche quando è possibile diffondere le proprie opinioni attraverso l’utilizzo di un portale (sto riferendomi a bibliocklick) è attività irrisa e vista con sospetto anche dai lettori che si definiscono forti e attenti. Che molti partecipanti al GdL scrivano dopo avere letto, è sicuro, ma anche chi ne avrebbe la possibilità, evita di esprimersi pubblicamente al di fuori del GdL. Come mai a tuo parere?

    3. D’accordissimo, in linea di principio. Non dimentichiamoci che gli eretici, e chi per loro ha dimostrato una qualche forma si simpatia, sono molto spesso finiti male, e non solo dalle nostre parti. Senza farla lunga, diciamo che qui, ancora una volta, è ineliminabile il ruolo del bibliotecario moderatore (cosa sarebbero i GdL senza questa figura?).

    4. Sembra regola scontata, ma ogni tanto tendiamo a dimenticarcela. È problematica che afferisce alla scelta del libro, quindi secondo me rientra nel punto uno.

    Ciao, e grazie per i tuoi articoli
    Mariangela

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