La “Paura”, di Federico De Roberto dentro “Torneranno i prati”, di Ermanno Olmi

In Torneranno i prati, il film che Ermanno Olmi ha dedicato alla Grande Guerra, ci sono alcuni minuti molto intensi, nella parte iniziale, che sono ispirati da un racconto di Federico De Roberto, “La paura” – molto più che ispirati, direi, si potrebbe dire che il soggetto per quella parte del film, nonché un’influenza sul registro generale della pellicola, derivi proprio da quello scritto del grande autore de I Vicerè.

Soldati austriaci sulle Alpi (Wikimedia Commons)
Soldati austriaci sulle Alpi (Wikimedia Commons)

Questo racconto è stato proprio quest’anno incluso da E/O in un libro, La Paura e altri racconti della Grande Guerra. Ed è proprio “La Paura” che rende il libro indimenticabile.

Nel racconto, un avamposto italiano, in un luogo del fronte “spaventoso, ma in compenso tranquillo” – sulle alte montagne al confine fra Italia e Austria dove si combatté la “guerra bianca” – viene scosso, dopo il cambio di contingente nemico. I boemi che “l’avevno ditto, che non avressono sparato”, vengo sostituiti da ungheresi.
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Adriana Zarri, Un eremo non è un guscio di lumaca

Eccoci al secondo libro del Gruppo di lettura, “Leggere il XXI secolo:

Adriana Zarri, Un eremo non è un guscio di lumaca. Erba della mia erba e altri resoconti di vita, Einaudi, 2011.
La riunione sarà giovedì  4   11 dicembre 2014, ore 21, Biblioteca di Cologno Monzese.

Il libro raccoglie gli scritti di Adriana Zarri (1919-2010), teologa cattolica, scrittrice, “monaca laica”, a proposito della sua scelta di essere eremita, e soprattutto la descrizione di questa vita e del suo senso.

Adriana Zarri (famigliacristiana.it)
Adriana Zarri (famigliacristiana.it)

Il volume propone prima di tutto quanto era stato pubblicato in Erba della mia erba (Cittadella editrice) nel 1981, scritto al Molinasso (una cascina nella campagna piemontese). Poi altri scritti sparsi recuperati dall’autrice fra le proprie carte e risalenti più o meno a quel lontano periodo. Infine ci sono testi inediti scritti nel 2010 nel secondo luogo del suo eremitaggio Cà Sàssino.
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Zia Haider Rahman, un romanzo di idee e globalizzazione

Joyce Carol Oates su un romanzo di idee, globalizzazione e alienazione e narratori (forse) inaffidabili

Fra le letture “brevi” che preferisco ci sono le recensioni di libri – possibilmente un grande libro – scritte da uno scrittore – possibilmente un grande scrittore.
Qualche giorno fa mi sono imbattuto nella lettura che Joyce Carol Oates ha fatto di In the Light of What We Know, romanzo di Zia Haider Rahman, sulla New York Review of Books (23 ottobre 2014).

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Ian McEwan, Miele, leggere il XXI Secolo, raccontando il XX

Aggiornamento, 15 novembre 2014: oltre al cambio di data per la discussione del libro, aggiungo qualche considerazione dopo la lettura del romanzo. Le trovate dopo le considerazioni preliminari, inserite al momento di creare questo post il 3 novembre scorso.

È dunque Miele di Ian McEwan, (Einaudi, edizione originale: Sweet Tooth) il primo libro scelto con una consultazione in rete dal Gruppo di lettura di Cologno Monzese, per il Gdl, Leggere il XXI secolo. La riunione di discussione sarà giovedì 13 novembre 2014, 20 novembre, ore 21, Biblioteca di Cologno Monzese. Useremo questo post per appunti di lettura: aperto sia a chi vuole venire, sia a chi, invece, non riesce a venire alla riunione.
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