I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.

1.477 pensieri riguardo “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. @Jezabel: Lì è un discorso diverso. In quella circostanza a mio giudizio abbiamo dei candidati che a mente fredda sanno perfettamente come fare, ma in quel momento sono così tanto timorosi di fare qualcosa che invalidi la prova che chiederebbero conferma anche sulla sfericità della terra.

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  2. @tutti @Domenico Fina
    Per motivi di ordine pratico, ho terminato in tempi incredibilmente lunghi la lettura di un libretto molto breve consigliato da Domenico Fina (era nella tua lista dei migliori libri del 2015), si tratta di “Sembrava una felicità” di Jenny Offill.

    La struttura è molto particolare perché tutto il romanzo è costituito da pensieri, apparentemente non raccordati tra loro, non più lunghi di una decina di righe. L’assemblaggio sulle prime sembra casuale e si ha come la sensazione di avere a che fare con esternazioni, con associazioni mentali, come dire, con pensieri sparsi dell’io narrante. Man mano il quadro si forma e, se si ha la pazienza di raccogliere le riflessioni che l’autrice sembra disseminare a caso, si entra nel romanzo.

    Chi racconta è una donna, moglie e madre: parla del rapporto con suo marito e di quello con la figlia; la vita famigliare non riserva solo momenti belli, anzi …

    Domenico ti ringrazio anche per i nomi degli autori (del XXI secolo!) rappresentativi della cultura italiana (gioco di Cristina).

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  3. Wwayne, ma sai che io, al tuo posto, a quelli della B, gli farei fare un sacco di temi ( o temini) a casa? giusto per allenanarli. Ma di quelli dove mamma e papi non possono ficcare il naso e mettere parola, tipo descrivi la bidella, o la tua aula di scuola, o cosa vedi dalla finestra della classe, o la tua compagna/o di banco o i materiali che ci sono in classe…etc. gliene darei uno a settimana, si, poi dovrei correggerli e sarebbe una rottura, ma almeno alla fine forse riusciranno a scrivere qualcosa di sensato…
    Oppure: quello che proprio non mi piace in casa mia ( i genitori non credo ci metterebbero il naso…mah)

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  4. @WWayne
    Io non resisto, quando posso assegno : Descrivi in modo soggettivo e oggettivo uno dei tuoi insegnanti.
    Almeno uno descrive me e (che sia una descrizione piena di acredine o che sia benevola) c’è sempre da imparare e soprattutto da piegarsi in due dalle risate!!!
    Ciao.

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  5. Coraggiosa Jez!
    Ma Wwayne, mi fai tanta tenerezza, se possiamo essere di qualche aiuto o consiglio, ma perchè no? Poi, una butta là, e da cosa nasce cosa…

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  6. @wwayne. Non sono una insegnante ma ho una lunga esperienza di giovanissime creature in divenire. Mi sono sempre stupita di quanto genitori e insegnanti, gli adulti insomma, pensino di avere il diritto di giudizio che spesso si sovrappone alla attenzione e alla meraviglia che si riserva al proprio gatto, o cane o alle piante di casa. Io chiederei nei temi di parlare di se stessi : che musica ti piace., quali sono i tuoi miti tra gli artisti pop. cosa ti piace mangiare, come ti piace vestirti, cosa pensi di….eccetera. E’ sempre appassionante ascoltare., farsi spiegare
    l,animo e i pensieri, i desideri , la costante e velocissima metamorfosi delle donne e uomini del futuro. Mi sembra.Ciao.cam

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  7. Grazie Mariangela, per la fiducia🙂 a questo punto in tema di libri dell’anno, se ti va, risegnalo “La donna che scriveva racconti” di Lucia Berlin – di cui ho già scritto qui – che per quanto mi riguarda già a marzo eleggerei libro dell’anno 2016 (una rivelazione). Ciao

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  8. anche Cam ha ragione: parlare di se stessi per un adolescente o preadolescente è un modo per entrare in contatto con quel se stesso strano e in mutazione che non si conosce bene e che talvolta ti resta misterioso e inquietante…. ma c’è tempo per tutto no?

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  9. @tutti
    Ho letto solo ora i vostri commenti in risposta alle problematiche scolastiche poste da Wayne. Ho terminato un libro che parla proprio di scuola e di insegnamento, magari lo conoscete:

    • Massimo Recalcati, “L’ora di lezione”, Einaudi, 2014

    Tolte alcune spiegazioni psicanalitiche che possono sembrare un po’ ostiche, è un testo che ho apprezzato per la chiarezza e per la passione dell’autore: tratta del mutato ruolo dell’insegnante e della scuola nella nostra società.

    Il compito del professore dovrebbe essere quello di erotizzare la sua materia, renderla appetibile; non è una questione di travasare le informazioni da un contenitore all’altro, spiega Recalcati, l’insegnante deve saper trasmettere l’amore per l’argomento trattato.

    Ho fatto un torto all’autore perché nel libro c’è molto di più.

    Ciao,
    Mariangela

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  10. Ma Wwayne saprà erotizzare le sue materie ?? ( ma che parola orrenda, scusate, ce ne sono milioni di migliori ecchediamine)

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  11. @Tutti
    Cristina, l’ho detto, ho fatto io un torto all’autore anche se il sottotitolo (che ho colpevolmente omesso) è proprio “Per un’erotica dell’insegnamento”. In pratica, come insegnava Socrate, il sentiero dell’apprendimento non è già segnato, è l’allievo che lo traccia, camminando.

    Recalcati scrive anche che i libri sono l’unico rimedio all’isolamento, alla violenza e alle droghe e che la scuola può fungere da antidoto alla narcosi da telefonini, computer e strumenti vari.

    Ciao
    Mari

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  12. @Tutti @Cristina

    Recalcati spiega il concetto in termini di transfert psicanalitico, io sono arrivata, spero senza aver semplicizzato troppo, al significato pratico del libro: la scuola non va intesa unicamente in senso utilitaristico, non si deve studiare solo per la carriera e per il successo, lo studio deve essere oggetto di desiderio e compito del professore è proprio quello di saperlo suscitare questo desiderio.

    Ciao,
    Mari

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  13. @mari. Perché la scuola sia un oggetto del desiderio come dice Recalcati é necessario che i ragazzi si sentano amat e rispettati molto piu che giudicati, o annoiati a morte.Il diario di scuola di Daniel Pennac, o il paese sbagliato di Mario Lodi.sono alcuni dei test più brillanti sull’insegnamento. @ wwayne. Conosci questi autori?? Cam

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  14. scusate Mari soprattutto, ma che ci sarebbe di nuovo in quello che dice Recalcati? la scuola ha sempre avuto quel compito e quello scopo, se no cosa? Se no è solo fallita.
    Far sorgere il desiderio di studiare, imparare, quello è il suo scopo, ma proprio da sempre sempre.
    Sul rispetto dei ragazzi Cam, dovrebbe prima di tutto essere reciproco, vai in una scuola oggi e ti strappi i capelli….ne fanno letteralmente di ogni colore, spalleggiati dagli orrendi genitori e dai bulletti di ogni tipo. Mica facile fare i prof in generale, oggi poi è una roba davvero difficile, mi dicono
    ossantapace che paese di palta

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  15. @Cristina: Hai ragione su tutta la linea: gli alunni ne fanno di ogni colore, ci sono bulletti di ogni tipo, i genitori li assolvono anche nelle situazioni più indifendibili e a noi professori invece fanno le pulci anche per il colore del golf con cui vieni a scuola.
    In questo contesto, l’unica cosa che permette ad un professore di lavorare lo stesso con serenità è sapere che dietro le spalle ha un preside che lo sostiene. Quando un preside, pur di placare l’ira dei genitori, comincia a delegittimare i suoi professori anziché difenderli a spada tratta, a quel punto per noi docenti comincia l’inferno: nessuno ci rispetterà più, perché sia gli alunni che i genitori sanno che il preside non ci appoggia pienamente, e che in una situazione di conflitto tra noi e loro darà ragione a loro.
    Per lo stesso motivo un bravo preside non deve mai rimproverare i docenti in pubblico: se gli alunni vedono che un professore non è stimato dal preside, anche in questo caso si sentiranno autorizzati a mettergli i piedi in testa quando e quanto vogliono.
    Io ho un ottimo preside, ma so di alcuni miei colleghi che questa fortuna non ce l’hanno, e per loro l’inferno che ho appena descritto è una realtà quotidiana. Mi trovassi nei loro panni, probabilmente mi licenzierei e andrei a fare altro: la scuola vissuta in quel modo è insostenibile.

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  16. @wwayne. Permettimi caro ww. di dire quanto mi stupisca il tuo stato d’animo di timore di fronte a dei preadolescenti e delle loro famiglie. Sono sicura che in realtà tu sia un buon educatore che non si dichiari nemico di una intera classe e che cerca la protezione di un ” bravo preside” .Credo che la stima e la disciplina dei bambini e ragazzini si ottenga guardandoli con fiducia e amicizia non certo come temibili
    nemici.Ti prego di non arrabbiarti. Cam

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  17. @Camilla: Quando ho di fronte una classe umanamente positiva, il rapporto di amicizia e di fiducia lo instauro molto volentieri. Quando invece ho davanti un branco di piranha, spalleggiati da genitori che hanno la lamentela come stile di vita, a quel punto è inevitabile che il rapporto sia diverso. E comunque fidati, non provo una briciola di timore né per i miei alunni né per i loro genitori: ho solo detto che, avendo alle spalle un bravo preside, per me è più facile affrontare i loro colpi bassi e i loro futili mugugni.
    Riguardo al “credo che…”, dammi retta: quando lavori nella scuola è impossibile stabilire delle regole di comportamento valide in assoluto. Ti devi porre in modo completamente diverso a seconda della situazione, della classe, perfino del periodo dell’anno.
    Comunque non preoccuparti, non sono affatto arrabbiato con te: al contrario, è proprio per scambiare idee con voi che vi racconto qualcosa del mio lavoro, e quindi ti ringrazio del tuo contributo.

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  18. nuntio vobis che luigi ce l’ha fatta ! è aperto il post dei libri 2016…Traslochiam dunque in allegria

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  19. Camilla da quando la tua più piccola ha smesso di andare a scuola l cose si sono spesso ribaltate: non ci sono più i professori terribili, ma spesso – anche se non sempre – dei ragazzini terribili con dei genitori irresponsabili. Forse non nella felix Trento, ma ovunque e in ogni dove ci sono bulli rumoreggianti che devastano classi intiere sprofondandole nella melma, e la presa per il sedere dei prof è solo il primo passo di questo forsennato vandalismo .
    ha sempre ragione Lenin: l’estremismo è una malattia infantile, in Italia è patologia dilagante e violenta,
    Col che bisogna essere bravi professori comunque, eh Wwayne?? perchè la via – a quiell’età – c’è e va trovata

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  20. Wwayne comunque ti do un consiglio che desidererei tassativo : mettiti quel cavolo di colore di golf che vuoi, sempre, ti scongiuro. Ovvero sii te stesso. solo così loro potranno esssere se stessi, garantisco

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  21. @ tutti. I regno del pensiero, della filosofia e dello spirito si scontrano e si infrangono contro l’innominabile, me stesso. Max Stirner

    E’l’epigrafe di un delizioso nero.,nero romanzo di Tim Parks de 1999.CaraMassimina. Ora ē uscito il seguito Il fantasma di MIMI. Una vera bellezza malgrado īl carnage. Tutti da leggere se on li conoscete. Coso cam

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  22. Oddio come scrivo.Ho cominciato a leggere LASCIAR ANDARE, scritto da un giovane Philip Roth nel 1962. Il sio primo romanzo. Per ora non mi comunica la minima emozione. ma sono solo a pag.179 su 750 circa.Che palle fino adesso.Qualcuno lo ha letto? Ciaociao. torno al FANTASMS DI MIMI di Tim Parks, ed.bonpiani.

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  23. Camilla!!!! questo post è finito! devi andare a quello dei LIBRI PIU’ BELLI DEL 2016. capitoooo??? Un altro post!!! NON questo
    (oddio come scrivi, ma anche io insomma…)

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