Libri irrilevanti, non vi leggiamo!

Il lettore è uno spirito critico. È estraneo all’entusiasmo missionario della “promozione del libro, basta che sia un libro”

La mail del blog riceve parecchie proposte di “leggere il mio nuovo libro”. Vale a dire autori, più o meno esordienti, che invitano a infilarsi nella lettura della loro opera.

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Massimo rispetto. Per gli autori e per gli editori che li pubblicano.
Però l’entusiasmo e la passione per i libri porta con sé anche un’ambiguità che non sempre abbiamo il coraggio di formulare: 

non è che la trasformazione di uno scritto in un libro stampato trasformi magicamente qualsiasi scritto in una cosa che merita di essere letta.
Il lettore esercita con modestia ma fermezza il suo senso critico. E decide cosa vale la pena leggere.

Spiace per gli entusiasti a prescindere: si fanno trascinare dalla “missione” per promuovere i libri in un “paese che legge poco”; si dannano sui social per far conoscere le decine di festival di letteratura o del libro che invadono il paese; si esaltano per l’amica che ha pubblicato un po’ di racconti o un saggio sul segreto funzionamento di Twitter.

Tutto apprezzabile. Giusto che sia il mercato a decidere o non so chi altri. Ma lasciateci liberi di dire quando il libro è irrilevante (o inutile) senza sentirci in colpa (che poi è la categoria che più ci interessa questa della rilevanza di un libro, sulla quale dobbiamo tornare presto).

Lo spirito critico è la principale qualità di un lettore. Dobbiamo essere coerenti anche quando ci vogliono presi da un ingiustificato spirito missionario.

Insomma, il punto non può essere che tutto quello che viene pubblicato debba essere apprezzato. Anche perché sappiamo cosa si nasconda dietro questa bulimia editoriale: il costo nascosto è fatto di cataloghi trascurati, di fuori catalogo che gridano vendetta, pressioni degli editori sulle librerie per esporre  i propri titoli.

E spirito critico dovrebbe essere anche saper dire ad amici e conoscenti che pubblicano, che il loro libro ci sembra inutile (o irrilevante). O che vogliamo leggere altro. Semplicemente stiamo seguendo un’altra strada di lettura.

Dai non fateci sentire in colpa

5 pensieri riguardo “Libri irrilevanti, non vi leggiamo!”

  1. da microeditore, che deve leggere anche chi da voi viene definito irrilevante, alla radice, prima che il testo sia libro, da un lato potrei essere d’accordo. in realtà per come va l’editoria oggi, credo che l’inutilità e l’irrilevanza sia più connessa ai libri dei grandi editori, grandi per dimensione chiaramente. ogni loro libro è un “caso letterario e culturale” pare, ma in realtà risponde ad esigenze puramente e labilmente commerciali…
    i lettori sono sommersi e provano a scegliere, ma i libri dei piccoli editori, spesso di valore, non arrivano in libreria, in biblioteca che assai raramente e per merito di qualche libraio o bibliotecario che fa ricerca. per paradosso ulteriore le biblioteche comprano solo (o quasi) i libri più pubblicizzati e più richiesti (che è di solito la stessa cosa…) così le sale di lettura del settore letteratura si colmano di bestseller che il giorno dopo sono svaniti e perdono memoria e identità della letteratura che non si consuma, purtroppo per tutti.
    l’egocentrismo o la spocchi degli autori che si autopubblicano esiste, come esistono editori truffaldini e falsi, ma l’unica strada è compulsare, annusare ogni libro proposto dai piccoli uffici stampa, anche dagli autori, se non hanno pagato per pubblicare, insomma c’è anche l’esigenza di un impegno forte, perché leggere non è mai stato un passatempo, amici… grazie

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  2. D’accordo anch’io: più invecchio più divento di gusti difficili e mi allontano dai libri tanto pubblicizzati, ricerco opere che rischiano di passare inosservate. Da poco, in questo, mi sta aiutando il web, anche se pure qui e’ difficile discernere…

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  3. Probabilmente come lettore “medio” tendo a privilegiare le letture offerte da grandi case editrici come Einaudi o Adelphi che mi sembra, offrano sempre o quasi, garanzie di buona qualita’…Poi sono piu’ facili da reperire, si trovano in libreria e in biblioteca…
    Dei bestseller bisognerebbe un po’ sospettare specie quando ci sono campagne promozionali tambureggianti….
    Di certo e’ una soddisfazione maggiore scoprire un autore di una casa editrice piccolina che magari si e’ scoperto con il passaparola all’interno di un blog come questo….
    Certo e’ che il tempo per la lettura per me e’ sempre poco rispetto a quello che vorrei avere e trovarsi in mano un libro “insipido” e’ un pericolo che non vorrei correre…..

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