Proust, la Recherche: “E se la stessi leggendo nel modo sbagliato?”

Marcel Proust
Marcel Proust, “hope”: elaborazione Pixlr

INTERVISTA A UN LETTORE (PARTE SECONDA)

Ma pensi mai di perdere tempo leggendo Proust?

Be’ ovviamente no. Credo però che la lettura di Proust – così prolungata e con le caratteristiche di immersione e distacco dalla Storia (con la lettera maiuscola) che richiede (ne abbiamo accennato la volta precedente) accentui una delle grandi contraddizioni del lettore, con ogni libro: il cruccio di perdersi altre letture mentre si dedica a quella che ha scelto. Continua a leggere Proust, la Recherche: “E se la stessi leggendo nel modo sbagliato?”

Svetlana Aleksievic, premio Nobel: polifonia e letteratura dei fatti

Svetlana Aleksievic, premio nobel per la letteratura 2015
Svetlana Aleksievic, premio nobel per la letteratura 2015 (nobelprize.org)

Non ha mai nascosto la sua visione politica Svetlana Aleksievic, bielorussa nata in Ucraina (Ivano-Frankovsk) nel 1948, che scrive in russo, premio Nobel per la letteratura 2015.

Il suo sguardo sulla realtà è analitico, ma ha ben chiaro dove stiano le ingiustizie, la povertà, le violazioni dei diritti.

Per questo lei, i suoi scritti e questo premio Nobel non piacciono per nulla sia al governo di Lukaschenko a Minsk, sia a Putin e i suoi, cui Aleksievic non ha mai risparmiato le critiche. Continua a leggere Svetlana Aleksievic, premio Nobel: polifonia e letteratura dei fatti

Leggo Proust per salvare (la mia) umanità: intervista a un lettore (comune) della Recherche

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Ma come è possibile riuscire a leggere Proust oggi?
Circondati da un mondo in trasformazione, che ci chiede di riflettere, analizzare, capire, guardare più che mai il presente, collocarlo nella storia. Sei sicuro che Proust non sia un lusso che non ci possiamo permettere?

In effetti, in alcuni momenti, mentre leggo pagine e pagine apparentemente dedicate a un mondo che se ne è andato; a salotti davanti ai quali stava per esplodere una guerra catastrofica mentre inconsapevolmente (forse) in essi ci si occupava di cappellini, ricevimenti e ristoranti. Ecco, lì un dubbio mi viene, il dubbio che tu abbia ragione. Forse oggi non ci possiamo permettere la lettura di Proust.
Eppure sento che non è così. E vado avanti.
Guarda, ti risparmio uno degli argomenti fondamentali: La Recherche è un libro talmente bello, che tutto il resto del tuo argomento potresti dimenticarlo.
Conosco lettori che vengono al Gruppo di lettura su Proust che su questo argomento sarebbero inflessibili. E, se ci pensi, è un argomento fortissimo, forse davvero decisivo per un lettore.
Però io e te stiamo provando a incontrarci su un terreno un po’ diverso.

Sì, e quale sarebbe questo terreno?

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