I libri più belli, letti nel 2016

child-book
L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del New York Times, pagine opinioni, del 16 marzo 2014

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti).
La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016.

Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno.

Anche nel 2015 questo post è stato di gran lunga il più frequentato e il più fecondo: un flusso quotidiano di pensieri da parte di decine di lettori. Una valanga preziosa di idee e consigli e sconsigli.

Ribadisco infine che fra le regole -fondamentali- di questo gioco c’è il rispetto per gli altri.

Quindi, il confronto civile viene molto apprezzato, l’insulto invece no.

Ringrazio da ora chi continuerà a donarci questo tesoro di letture con tanto affetto, partecipazione, precisione e ricchezza culturale.

Abbracci

 

Advertisements

3.170 pensieri riguardo “I libri più belli, letti nel 2016”

  1. Anche io ho letto LE BOTTEGHE COLOR CANNELLA molti anni fa. E ne ho ricavato impressioni molto simili a quelle di Editalara. Di sconcertato fascino, ma altrettanto vaghe e difficilmente descrivibili. Sicuramente varrebbe la pena rileggerlo, ma personalmente considero l’affermazione di I.B. Singer (Shulz più grande di Kafka) un tantinello esagerata.
    Se non altro perchè nella mia personale scala di valori Kafka è proprio il top. In assoluto.
    Mia personale, eh! (sia chiaro) .

    Liked by 1 persona

  2. @editalara e carlos. forse la tragica Vita e…morte di Bruno Schulz, la sua ultima parte di vita di ebreo catturato e tormentato dai nazisti. la sua dolce voglia di vivere malgrado l’orrore della prigionia nazista., l’insulto del suo brutale omicidio per mano del nazi a Cui faceva da autista , il suo raro talento di artista e il suo destino fanno di Schultz un martire del suo tremendo tempo . Un altro ebreo,un altro simbolo delle catastrofi piu’ atroci della Storia di un’epoca . La Vita di Kafka ,scampato per la data di nascita precedente ai massacri contro gli Ebrei, fu una Vita ” normale”. La sua morte prematura dovuta a una tubercolosi alla laringe fu dolorosa , ma Kafka uomo fu sempre amato e non fu mai solo.
    I due grandi artisti per tutto cio’ non mi riesce di paragonarli. Schulz fu anche un martire della follia di una atroce dittatura .Il gelido omicidio da Parte di un ufficiale tedesco Che gli sparo’ in faccia senza un motivo, ha tolto la vita a un grande artista e al mondo la grazia di conoscere altri tesori con cui illuminare la intera umanita’ . Ecco perche’ ancora oggi Bruno Schulz
    ci incanta e ci commuove. Cam

    .

    Liked by 3 people

  3. http://www.elle.it/magazine/news/g1261992/10-cose-da-non-scrivere-mai-a-un-uomo/?wtk=oc.hmi.elle.magazine.fbadv&utm_source=facebook&utm_medium=paid_social&utm_campaign=hmi_social_ads_elle_magazine
    Ci tenevo a segnalarvi quest’articolo, perché lo ritengo estremamente offensivo per chiunque, non soltanto per le donne. In particolare gli ultimi due punti della classifica, perché rivelano l’aderenza allo stereotipo della donna come angelo del focolare, che sola deve pensare a nutrire l’uomo e allevare i suoi figli. Anche gli altri punti sono poco calzanti: la maggior parte delle frasi da sms citate dalla “giornalista” mi farebbero sciogliere, altro che indispettirmi. Ma su quelli si può sorvolare, sull’orrido finale proprio no.

    Mi piace

  4. @ww. volevo dirti qualcosa a proposito di selvaggia lucarelli ma non ho saputo dire niente.
    Ora dopo Il Post sull’intervista di Elle mi sembra di poter dire Che , secondo me,questo tipo di linguaggio appare sempre stucchevole, , prevedibile, noioso. Non e’ una questione di contenuti ma di un uso delle parole svuotate da ogni significato. Un tanto al kg o alla riga.Molto grossolano .
    Conosci di certo Bruno Schulz : cosa ne pensi?,ciao Cam

    Mi piace

  5. @Camilla: Purtroppo mi hai sopravvalutato: non conosco Bruno Schulz. Mi sembra di ricordare comunque che di recente hai scritto un commento molto bello su di lui (non ne sono certo, perché ultimamente ho ripreso a leggere i vostri interventi “uno a campione”), e quindi mi riprometto di colmare la lacuna.

    Mi piace

  6. @ww Se ti capitasse di leggere L’EPOCA GENIALE con la prefazione di David Grossman faresti una esperienza importante. Era un grande artista , ucraino e ebreo. 😊i

    Mi piace

  7. @Tutti
    Devo registrare un abbandono: ho lasciato dopo una trentina di pagine “Nel tempo di mezzo” di Marcello Fois.

    Avevo iniziato questo autore con tanta aspettativa perché non lo conoscevo e perché di scrittori italiani ne sto scoprendo veramente pochini. Premetto che in un libro un linguaggio piatto, l’ho sempre detto, può farmi perdere subito l’entusiasmo perché per me non vale la trama, ma il modo di raccontare e, nei tanti fattori del racconto il tipo di scrittura su di me gioca un ruolo importante. E questo è risaputo, quello che invece non avevo ancora sperimentato è la sensazione di fastidio al cospetto di una lingua troppo costruita, arzigogolata, veramente eccessiva. È quello che mi ha bloccato nel libro di Fois: il protagonista torna dopo molti anni nella sua isola, la Sardegna, si avvicina al suo paese e descrive il paesaggio circostante: vi dico, avete presente i “fiori” di don Ferrante di cui parlava il Manzoni? Ecco, per darvi l’idea di quanto compiaciuta abbia trovato questa scrittura devo ricorrere a questo ricordo scolastico.

    Voi lo conoscete? Se non ricordo male, tu Cristina su Fois ti eri espressa, mi sembra, in modo che proprio non si può dire
    positivo!

    E non si dica che è colpa della concomitanza con il grande Musil perché nei confronti dei miei autori mi ritengo abbastanza onesta: quando l’abbandono dipende da un mio stato d’animo soggettivo lo ammetto (certo, direte voi, a patto di saperli individuare e riconoscere i propri stati d’animo! Bella questione anche questa, non dico di no).

    Ciao,
    Mariangela

    Mi piace

  8. @editalara …e’ la prima volta, eppure quanto ci ho provato, che incontro qualcuno che condivide con me un pezzo importante della mia raccolta di tesori . Tesori che hanno illuminato i piu’ oscuri e spaventosi momenti che non mancano nella vita di ognuno. Questa tua sensibīita’ , questa capacita’ di intuire i sentimenti degli altri ( i miei per mia …fortuna) mi hanno fatto tanto bene. Io mi sento benedetta .
    ciao grande Editalara.
    Sottovoce : spero che sia contento anche ww. Cam

    Liked by 2 people

  9. Su Bruno Schulz ho un’opinione personale, magari non condivisa; lo lessi anni fa, e` uno scrittore che ha una capacita`grandissima nel rendere fantastica la realta`, un giocoliere, ma purtroppo non mi e`congeniale, sembra il suo un discorso di pura bellezza. Non so se avete mai letto Cristina Campo, altra grandissima scrittrice che ricama un mondo in cui si sta bene tra le parole ma e`distante, estraneo. Non ritengo Schultz particolarmente affine a Kafka, in quest’ultimo c’e` una sofferenza piu` avvicinabile, non e` un caso se Kafka sceglie di scrivere con parole precise e comuni, Kafka non inclina a meravigliare con le parole. E` piu narrativo. Ma queste sono solo impressioni personali. Sia Schulz che Campo sono autori indubbiamente da leggere.

    Mi piace

  10. @Cam mi hai rivolto parole bellissime, mi hanno commossa e ti ringrazio. altro non dico , non serve.. ci siamo capite .. la meraviglia di condividere il “tesoro” che c’è oltre il libro letto,oltre la parola scritta di un poeta.. perché oltre c’è sempre molto , molto di più..
    e lo sai che di terzo nome faccio Benedetta 🙂

    Mi piace

  11. @ Domenico fina. Cristina Campo e Bruno Schulz : non riesco a trovare nulla in comune. La Campo prese tutta la sua ispirazione d Simone Weil. La mistica la religione furono essenziali per tutta la sua Opera e la sua Vita.. Molti anni fa’ mi ero interessata di Elemire Zolla profondo amico di Campo. . Sono d’accordo con te Sulla diversita’ profonda tra Kafka e Schulz. Ma ha gia’ detto tanto David Grossman. Ciao ciao. Cam

    Mi piace

  12. @Tutti
    Ho letto in una nota del Meridiano de “L’Uomo senza qualità” che Musil rimase affascinato dal Malte di Rilke: combinazione o no ho deciso di scaricarlo immediatamente (è la seconda volta in una settimana che mi imbatto in questo titolo, visto che era anche tra i 40 romanzi tedeschi di cui abbiamo parlato):

    ►Rainer Maria Rilke, “I quaderni di Malte Laurids Brigge”, traduzione di Furio Jesi, Garzanti Libri, 2013

    Ne ho lette una ventina di pagine, il racconto si muove tra introspezione, monologo, e onirico; morte e memoria per ora mi sembrano due presenze molto forti, dà un senso di vertigine e direi che non è un libro facile e quando un libro non facile non lo molli subito è già un segno di fascinazione, magari perversa e non duratura, ma è già attrazione fatale. Staremo a vedere.

    Ciao,
    Mariangela

    Mi piace

  13. Ogni tanto ritorna qui un’ondata di post dedicata a SChulz, e tornano le vostre appassionate parole. E io mi dico: acci non conosco dovrò vedere, cercare, ma poi, chissà come, l’Africa continua a tenermi avvinta e me ne dimentico.
    Ora lo scrivo sul calepino, giuro.
    Per ora Africa e Africa, dopo Coetzee, due scrittrici nere sudafricane. Vi dirò

    Ma Coetzee …beh, devo leggere altro di questo scrittore grandissimo.E non facile. No, è facile da fraintendere anche..

    Piove, ma qui le mimose sono tutte in fiore, e anche i giacinti e i narcisi

    Bonne journée

    Mi piace

  14. @ Marian. Le tue ricerche sono sempre stimolanti.
    Nell’elenco degli scrittori tedeschi contemporanei non ho segnalato un romanzo magnifico di cui parlai certamente anche qui l’anno scorso, con Grande entusiasmoIl Libro tratta con una armonia inusitata e una grande empatia di una intera comunita’ di artisti del secolo scorso. Chi racconta e’. il pittore Heinrich Vogeler, maestro dello Jugenstil. ( cercatelo in rete e vedrete dei dipinti veramente deliziosi),
    ma il vero protagonista e’ Rainer Matia Rilke.
    Non manca nemmeno Lou Salomé e una Serie di artisti estremamente interessanti. il romanzo e’. Una meraviglia e svela il tema centrale , anche oggi, dell’equivoco rapporto tra successo e talento. L’autore e’ Klaus Modick. 2015. Ed. Neri
    Pozza. Estremamente Bello da leggere sia per lo scenario di una schiera di grandi personaggi del primo ‘900, sia per narrazione e le affascinanti presenze Che si muovono come in un quadro
    animato e meraviglioso. Rilke e i suoi amori, Rilke e il suo genio e …sregolatezza. Vogeler ,all’ epoca considerato il piu’ grande , e’ un uomo a Cui ci si affeziona. Che bel Libro.Me ne ero dimenticata e il tuo Interesse, molto importante e per tutti noi molto arricchente, per la letteratura contemporanea tedesca, stupidamente negletta dal…sistema, mi ha
    costretta ad andarlo a trovare, il libro intendo,
    CONCERTO IN UNA SERA D’ESTATE. Klaus Modick, Neri Pozza, pag. 192.Devo rileggerlo. Bellissimo pieno di gente Che ti interessa, Nice compreso. ciao.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...