I libri più belli, letti nel 2016

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L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del New York Times, pagine opinioni, del 16 marzo 2014

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti).
La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016.

Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno.

Anche nel 2015 questo post è stato di gran lunga il più frequentato e il più fecondo: un flusso quotidiano di pensieri da parte di decine di lettori. Una valanga preziosa di idee e consigli e sconsigli.

Ribadisco infine che fra le regole -fondamentali- di questo gioco c’è il rispetto per gli altri.

Quindi, il confronto civile viene molto apprezzato, l’insulto invece no.

Ringrazio da ora chi continuerà a donarci questo tesoro di letture con tanto affetto, partecipazione, precisione e ricchezza culturale.

Abbracci

 

2.559 pensieri riguardo “I libri più belli, letti nel 2016”

  1. @Tutti
    La mostra di Escher non l’ho vista, a Milano sono però recentemente andata per visitare per la prima volta il Museo Bagatti Valsecchi.

    Sulle collezioni del museo non mi dilungo e rinvio alle informazioni in rete, qui solo un’impressione che non posso tacere: il Palazzo Bagatti Valsecchi è situato tra via del Gesù e Via Santo Spirito, nel quadrilatero della moda; gli spazi del cortile sono stati concessi ai bar e alle rinomate boutique di quella zona, risultato: così ingombro di tavolini, di ombrelloni e di pubblicità, assediato da turisti in fase di relax e attraversato da solerti camerieri in divisa, il cortile di questa storica dimora milanese assomiglia a qualcosa a metà tra il caravanserraglio e il locale ristorazione di un villaggio turistico. Non mi metto a fare la dura e pura, so che l’intransigenza non paga, ma se proprio si volevano concedere gli spazi del cortile ai negozi griffati lo si poteva fare con maggior gusto, in modo più rispettoso del palazzo e dei visitatori sinceramente interessati all’arte e alla storia di Milano.

    Solo un esempio per farmi capire: figuratevi in un’edicoletta in cotto una delicata immagine femminile che tiene in braccio un neonato: “Madonna con Bambino”, recita la didascalia sul sito del museo, e immaginatevi di poterli solo intravvedere, sia la Madonna che il Bambino, seminascosti da due piante ornamentali addobbate per il periodo natalizio. Non c’è tanto da dire: è una vergogna o no che un’opera d’arte del XIV secolo venga posta in secondo piano a favore dell’addobbo di una vetrina, di più, non è offensivo per un credente che un’immagine sacra (e lo dico da atea) venga offuscata dallo sfavillio consumistico che proprio con il Natale non dovrebbe c’entrare nulla?

    Se passate da quelle parti fatemi sapere.

    Mariangela

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  2. @Cri
    nei dipartimenti o aree si vota democraticamente il programma da seguire.

    Oggi internet è pieno della news : Mein Kampf libro votato al concorso #imiei10libri
    I ragazzi leggono poco e in ogni scuola prevale il libro che gli hai proposto. Per esempio nella mia QUANDO TUTTO QUESTO SARA FINITO di Gioele Dix.
    Ironia della sorte! visto che il libro parla della famiglia dell’autore perseguitata dalle leggi razziali…

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  3. @Mari: sì, quella salita con quelle curve era probabilmente Via Dandolo, che costeggia Villa Sciarra, al di là della quale c’è Via Poerio, dove ha abitato Escher. Sull’altro lato c’è il vero e proprio Gianicolo, dal quale c’è una meravigliosa vista su Roma.
    E’ effettivamente la zona che fu teatro della battaglia che pose fine alla Repubblica Romana e che vide la fuga di Garibaldi e Anita (che poi morì tra le paludi del delta del Po).

    PS: Oggi sono invece stato a vedere la mostra di Artemisia Gentileschi, a Palazzo Braschi.
    A tutti romani (e turisti in transito): merita!

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  4. @Tutti
    Certo, Roma, che roba … leggendo Carlo che mi ha ricordato la vista spettacolare dal Gianicolo, così onusto di storia, me ne è sovvenuta un’altra, quella dall’Aventino, ed è meglio che di Santa Sabina non inizi neppure a parlare perché è una basilica che fa piangere anche i non credenti, vi assicuro, mah.., prima o poi dovrò tornare … chissà quando.

    Tutto questo non è sganciato dai libri perché – so che non sarete d’accordo – le emozioni che provo come turista, prima durante e dopo la visita, sono sempre da riconnettere nel mio caso alla curiosità inoculata dalla lettura (viva le guide turistiche, i libri di viaggio e i volumi fotografici). Quando torno dal viaggio continuo a leggere di quella città, di tutto, e così la magia turistico-libraria continua.

    Saluti,
    Mariangela

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  5. @Mari è una vergogna si. Purtroppo riducendo tutto alla causa primaria è il solito problema, il dio.denaro, sterco del diavolo lo ha definito “efficacemente” papa Francesco. Sterco che imbratta tutto: la bellezza, l’arte, l’equità, lo sport, la giustizia, ma la colata sembra inarrestabile. La difesa va giocata a livello individuale e nella propria piccola sfera d’azione, ma a volte ci caschiamo anche noi, quando la lampadina della consapevolezza si affievolisce. Lotta dura. Oggi vado a fare un giretto nella mia libreria del cuore e vedrò di destinare il mio piccolo budget x qualcosa di bello, che poi naturalmente condividero’ con voi qui

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  6. @Carlo ho visto quasi tutto il film su Vivian Meier, era lungo e avevo una cena ho dovuto interrompere ma riprenderò. Molto interessante. Mia figlia trova il personaggio inquietante..io semplicemente singolare ma certamente una grande inconsapevole artista. Le foto meravigliose. Mi conferma l’idea che artisti si nasce non si diventa. La capacità di “visione” o ce l’hai o non ce l’hai e molti non sanno di averla ma per fortuna seguono l’impulso. Poi x fortuna qualcuno se ne accorge, ma non sempre. Una storia pazzesca. Ci faranno un film ci scommetto

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  7. @Tutti @Biblioteca di Cologno Monzese
    Apprendo da un messaggio di posta elettronica che le biblioteca di Cologno Monzese vanta una lunga collaborazione con Alberto Casiraghy, da tempo uno dei miei aforisti preferiti e che su questo editore artigiano Soldini ha fatto un film “Il fiume ha sempre ragione”.

    http://www.panorama.it/cinema/silvio-soldini-fiume-ha-sempre-ragione-documentario/

    Casiraghy è più noto per il suo lavoro editoriale che come aforista, ma io lo apprezzo molto per i suoi pensieri lievi e delicati e mi permetto di mettere qui sotto una mia selezione (gli aforismi andrebbero letti nelle relative raccolte, ma non ho alternativa):

    • Non respirate con superficialità anche l’aria è molto sensibile.
    • I sogni importanti non hanno scadenze.
    • Quando le foglie sono inquiete la pianta pensa.
    • Ogni pozzo ha la sua luna.

    Alberto Casiraghy, “Dove è nato il pulcino Aforismi per bambini amanti della libertà”, Edizioni La Vita Felice, 1995.

    • Forse l’uomo non è altro che un grande apprendista!
    • Ho una grande predisposizione all’encefalogramma inquieto.
    • Spesso il salto di qualità si fa tornando indietro.
    • Scrivo aforismi perché i pensieri lunghi si accavallano l’uno con l’altro.
    • Ho incertezze ad ampio respiro.
    • L’inquietudine attecchisce solo dove c’è qualcosa da dire.
    • I rumori fuori scena qualcuno li confonde con le voci di Dio.
    • L’amore tra la polpa della pesca e il suo nocciolo è un incesto straordinariamente naturale.
    • Le nevrosi dei coccodrilli si risolvono sempre con qualche residuo tra i denti.

    Alberto Casiraghy, “Distrazioni e giraffe. Aforismi e riflessioni sul tempo che corre”, Hesta edizioni, 1996.

    Ho messo qui le selezioni delle due raccolte più antiche, ne avevo lette altre sei, tutte pregnanti, tanto mi entusiasmavano (e mi entusiasmano ancora) il genere e lo scrittore. Rivisitare queste letture mi fa molto piacere.

    Ciao,
    Mariangela

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