I libri più belli, letti nel 2017

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

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1.947 pensieri riguardo “I libri più belli, letti nel 2017”

  1. @Cri sono riuscita a prenotarlo, questo è l’importante))) Ho cercato di capire ma resto nel dubbio. Grazie Cri.
    Teresa

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  2. @tutti
    Ci sono libri che non ci convincono dall’inizio e più procediamo, più ci persuadiamo che l’autore sta prendendoci per il naso. A me, a torto o a ragione, è successo con “Da una storia vera” di De Vigan, che ho ultimato qualche settimana fa.

    L’io narrante femminile lascia intendere subito che avere conosciuto “L”, l’altra protagonista della storia, ha avuto conseguenze nefaste sulla sua vita, in più punti anticipa che questa donna sarà presto padrona indiscussa della sua stessa esistenza (dell’io narrante).

    Mi direte che all’elaborazione letteraria bisogna saper sacrificare qualcosina in termini di logica altrimenti ci si ritrova arenati sulle secche del razionalismo estremo; io dico, invece, anzi, ripeto, perché so che l’ho già scritto, che se la storia non tiene e non è credibile, non c’è niente da fare, la raccontino a qualcun altro. Ripeto anche che, se l’autore è bravo, può farmi credere tutto quello che vuole lui. Ora, ditemi voi, è immaginabile che una scrittrice famosa, un personaggio pubblico, con tanto di figli e compagno si faccia abbindolare da una sconosciuta fino a concederle di utilizzare il proprio PC, di gestire la sua posta elettronica, in breve, di sostituirsi a lei in tutto e per tutto? O meglio, la domanda va formulata diversamente: quanta abilità deve avere lo scrittore o la scrittrice per farmi credere che una simile storia possa essere vera? Molta ne deve avere, rispondo io, e De Vigan, a mio modestissimo parere, non ne ha abbastanza perché io abbocchi all’amo: tutto mi è sembrato poggiare su presupposti falsi fin dall’inizio. Salvo che …, ma non è la mia interpretazione (sono troppo sempliciotta per arrivare a certe congetture), L non sia il doppio, l’alter ego dell’io narrante …

    In pratica, mi piacerebbe sapere se qualcuno di voi l’abbia letto e se sia d’accordo con me che, per quanto ben scritto, presenti una storia che non sta in piedi.

    Ciao,
    Mari

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  3. Era per il gdl, inoltre è il classico libro che, una volta iniziato, devo finire per poterne parlare male con “cognizione di causa”.

    Ciao,
    Mari

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  4. @ Marian parecchi anni fa lessi alcuni romanzi della de Vigan , Delphine mi sembra.
    Per me non varrebbe la pena di indagare su questi libri : non basta ” saper scrivere” e mettere insieme libri che fanno . una certa. cassetta, per porsi problemi di comprensione del testo e delle ” interpretazioni” autentiche, degne di miglior causa. Veramente ricordo un libro sullo stalking , uno sui sogni , libri dignitosi e …scorrevoli ma un po’ banali.Scusami ma sinceramente la penso così . Mi sembra che tu sia abituata a leggere libri , comunque, più impegnativi e … di peso. Ciaociao Cam

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  5. @Camilla @Tutti @Cristina

    Camilla, sono d’accordo con te su tutto (salvo la questione delle interpretazioni autentiche che non ho compreso) e infatti il mio giudizio sul libro è simile al tuo: ben scritto, ma dietro la bella scrittura, poco, molto poco. Rimane il fatto che per poter giudicare, i libri bisogna leggerli, tieni conto che io avevo concesso fiducia persino a “La ragazza del treno”, per dirti se non è vero che ho fatto mio il vecchio adagio “provare per credere”.

    Ciao,
    Mariangela

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  6. @Mariangela: Non sei la prima a dirmi che La ragazza del treno è un libro molto sopravvalutato. Un mio amico scrittore (conosciuto ai tempi in cui lavoravo per una casa editrice) me lo ha citato più volte come prova definitiva del fatto che oggi qualsiasi libro può diventare un best seller, se il suo autore e/o il suo editore sono disposti ad investire un pacco di soldi in promozione.

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  7. @ ww LE REGOLE DELLA CASA DEL SIDRO di John Irving e’ un romanzo notissimo e molto bello di almeno 15 anni fa’.Il resto non lo conosco. ciaociao. Cam

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  8. @Camilla: Non avevo notato che in mezzo a tanti titoli nuovi di zecca ci fosse anche quest’altro un po’ più “stagionato.” Tra l’altro ho visto il film anni fa, e onestamente mi è parso un po’ sopravvalutato.
    Nonostante questo, mi dispiace che il suo attore principale (Tobey Maguire) si sia ritirato a neanche 40 anni: stando al sito imdb dal 2014 (anno del suo ultimo film) si è limitato a doppiare un cartone animato e produrre 3 film in cui non ha recitato. Un destino imprevedibile per un attore che fino a pochi anni fa era noto in tutto il mondo grazie ai film dell’Uomo Ragno.
    E forse il problema è proprio questo: quando ti abitui a recitare in dei film di serie A, poi è tremendamente difficile tornare a masticare il pane amaro delle serie tv o dei film a basso budget. Altri attori anche più bravi di lui (come Glenn Close) si sono adeguati, altri invece (come lui) hanno preferito ritirarsi a vita privata. Certo, non abbiamo perso un gigante della recitazione, ma è comunque un peccato.

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  9. @ ww. io non ho visto il film Spider-man ma se somiglia al romanzo da cui è tratto di Patrick Mc Grat, di Cronenberg regista, penso che l’interpretazione di Mcguire possa essere stata distruttiva. ciao Cam

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  10. @tutti
    Va beh, fatemi dire bene di un classicissimo, un libro che voi avrete letto da ragazzi e che senz’altro ricorderete: qualche mese fa ho letto “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie. Mi viene di parlarne solo adesso perché con l’altro articolo, quello dei 1000 libri del Guardian, ho fatto un po’ di prove coi thriller: tra gialli, spy story, noir e compagnia bella ho provato tre titoli, più altri due libri che avevo letto per conto mio, e, fatemelo dire, il giallo classico alla Christie, alla Conan Doyle a me tiene in tensione e diverte. Ci si può anche accanire e tacciarlo di eccessivo razionalismo, lo si può accusare di essere il chiaro sintomo dell’eccessiva fiducia nella scienza e nell’umana capacità raziocinante, però, sta di fatto che a me piace e non annoia (anni fa ho sentito Camilleri stroncare le storie gialle che terminano con la spiegazione attorno al tavolo).

    Voglio dire, va bene le prove con gli autori minori o presunti tali citati del Guardian, ma ogni tanto il nome famoso ci vuole!

    Ciao,
    Mariangela

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  11. @marian. sempre sorprendenti e originali i tuoi interventi.Da cento e venti anni la Agata Christie e Ser Artur Conan Doyle ( un bel romanzo con lui protagonista lo ha scritto Julian Barnes, vale la pena leggerlo, ovviamente è. un giallo di grande scrittore) godono di un successo di critica. e pubblico indiscusso: sono dei classici. Camilleri non durerà dopo la fine dei televisi, stereotipati Montalbano e non dovrebbe , se lo ha fatto, osare critiche a giganti della letteratura come i due nominati. E’. ovvio che qualsiasi opera d’arte rispecchia i costumi e l gusto del suo tempo. Continueranno a lungo a incantate i miti creati da Christie e Doyle.Io li amo moltissimo. ciaociao Cam

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  12. @Marian se non ricordo male in quell’elenco del Guardian c’era un autore del calibro di James Lee Burke, che non è proprio un minore, ti assicuro (l’hai letto? se no te lo consiglio) e , mi sembra, Ellroy, un gigante. La sua trilogia americana, soprattutto American tabloid e Sei pezzi da mille, che ripercorrono la storia americana dall’epopea kennedy all’assassinio di Luther King, dal punto di vista dei cattivi. uno stile letterario unico, un gigante, ripeto, anche questo e Burke imprescindibili.
    Ciao.
    Teresa

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  13. mizzica nientemenoche …Dieci piccoli indiani! Mariangela sei davvero stupefacente.

    Cam,
    Camilleri – che dio l’abbia in gloria, troppo simpatico e intelligente – parlava del congegno del giallo secondo la sua visione, non criticava Conan Doyle o la Christie cosa che essendo uomo intelligente, non avrebbe certo mai fatto.

    Cam
    sto leggendo, piano eh , Questa è l’acqua – non ricordo se l’avevo già letto o no ( tremendo NON RICORDO!!) ma devo dire che il genio mi sta mettendo fortemente a disagio. Se c’è uno che sa farti entrare dentro la follia, la malattia mentale, i deliri schizo, la derive associative della paranoia questo è Foster Wallace. Duro, destabilizzante, doloroso.

    Cam
    abbiamo letto nel mio Gdl Annie Ernaux Memoria di ragazza – e sai che due o tre l’hanno trovata claustrofobica, attorcigliata su se stessa, impermeabile a ogni altra persona che non sia lei stessa, con ricordi tipo minestrone vomitato ( testuale) . Non credevo alle mie orecchie. forse lo dovrò lasciare questo Gdl se va avanti così…siiiiiigh

    Ho riletto by the way in the meantime un libretto di Sandro Veronesi . Dovevo documentarmi per il Gdl. Mado’ sti autorucoli italiani! proprio mai nulla di che, minuscoli iiiii.

    SOS
    Qualcuno/a sa qualcosa di “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin” di Ianniello? ha vinto un premietto e nel mio Gdl lo propongono ( la categoria è autori europei contemporanei!!) e io …tremo.

    SOS 2
    Ho comprato e mi arriverà Urumburu Patria di cui si dice non bene ma benissimo. Qualcuno lo ha letto?

    Jezz!
    stanotte ero sveglia alle 3 di notte ( a volte mi capita) e di colpo mi è venuto in mente che hai comprato la mia/nostra Mercè Rodoreda. Ho paura. se non ti dovesse essere piaciuta giuro che ci starei (un po’) male. baci

    Ah Cam qual è il romanzo di Julian Barnes con Conan Doyile? non ho capito è un saggio, un romanzo un giallo o …cosa?

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  14. @Teresa@tutti
    Teresa, non ho scritto che tutti gli autori citati dal Guardian siano minori, ho detto che io, almeno con Ambler e Buchan, ho voluto scegliere autori minori, diciamo meno noti, rispetto agli altri in elenco; Le Carré è piuttosto conosciuto, ma il suo libro mi è piaciuto così così, anche quello, dico la verità. James Lee Burke, che tu hai ricordato, nella lista del Guardian è citato con “Pioggia al neon” e “L’urlo del vento”. Li conosci?

    @Camilla @Tutti
    Camilla, non ho compreso cosa Barnes abbia scritto di Conan Doyle.

    Ciao,
    Mariangela

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  15. @Cristina @Tutti

    Non ho capito cosa ci sia di stupefacente, Cristina, mesi fa ho letto “Dieci piccoli indiani” e ve l’ho raccontato. Nel senso che la ritieni una lettura superata?

    Ciao
    Mari

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  16. mari, figuriamoci, ma no! solo che io l’ho letto mi pare vero i 20 anni in inglese ( è un testo usato spesso nelle scuole di lingue) e ogni tanto mi sembra che tu sia un’archeologa… se mi faccio capire ( stessa storia coi russi) ! tutto là.

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  17. @Cristina @tutti

    Nel senso che i classici e i classici moderni del ‘900 li bruciamo tutti?

    Ribadisco poi che nel mio caso questi libri non sono una rilettura, io proprio non li ho mai letti!

    Ciao,
    Mariangela

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  18. mari, fàmo a NON capirsi? No che non li bruciamo! assolutamente, ma cosa dici?
    Solo che – siccome sono i “basilari” della lettura e della letteratura – in genere li si leggono da giovani, quando si affronta il grande mondo della scrittura. Capito adessoi? uffff che fatica a volte comprendersi

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  19. @Cristina @tutti

    Generalmente sono letture giovanili, ma penso non siano da disdegnare neppure in età adulta; sbagliavo quando mi rifiutavo a causa di un pregiudizio di leggere letteratura contemporanea e non sapevo di perdere molto, ma perderei perlomeno altrettanto se, adesso, non cercassi ogni tanto di leggermi qualche classico (tempo permettendo!).

    La domanda che volevo farvi, semmai, è questa, e riguarda i capolavori del passato nella discussione nel GdL: secondo voi si può affermare che la discussione di un classico in un gruppo di lettura è meno partecipata di quella che ha ad oggetto un libro di letteratura contemporanea? Secondo me è vero, ma so che molti non sono d’accordo e invocano, non a torto, l’attualizzazione del testo.

    Ciao,
    Mari

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  20. @Mari si, meritano entrambi, il primo è proprio il primo della serie di Dave Robicheaux, L’urlo del vento parla dell’ uragano Katrina, della devastazione di un territorio, dell’incuria e responsabilità umana . Ovviamente non è un saggio quindi quanto sopra in uno splendido romanzo. E in mezzo a questi tanti altri , un autore molto premiato , molto amato all’ estero e poco conosciuto in Italia. Di lui ne avevo sentito parlare a Mantova qualche anno fa, mi aveva incuriosito e ho cominciato a leggerlo. Merita.
    Oh poi Dieci piccoli indiani nel suo genere è un capolavoro, A. C. è stata il mio primo amore nel genere, punto di partenza .
    Ciao.
    Teresa

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  21. @Teresa
    Scusami Teresa, te lo avevo già chiesto di Burke, il fatto è che i nomi degli autori non sempre li ricordo quando non li ho ancora letti. Il bello è che questo di Burke lo avevo pure segnato!!
    Grazie,
    Mariangela

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  22. @ Cristina — Non so se potrò. rispondere a tutti i tuoi quesiti … notturni. Comincio dal più. bello,
    Julian. Barnes ARTHUR E GEORGE. 2007. Einaudi
    1 .e’. un giallo specialissimo perché si tratta di una storia vera , la stranezza e la complessità. del “caso” narrato ( da super Dio) portarono alla istituzione della Corte d’Appello nella giurisdizione dell’ Inghilterra edoardiana.Un caso da Sherlock Holmes ma lo risolverà. il vero Arthur Conan Doyle, inventore di S. Holmes. Un romanzo splendido, 430 pagine di magnifico . rompicapo. Un Barnes in stato di grazia.

    Io ho mandato al diavolo almeno 4 gruppi di lettura dove non mancano MAI le tipe saccenti e ignoranti che sputano sentenze insopportabili e giudicano come Robespierre libri che non capiscono. Basterebbe dire ” non mi e’ piaciuto , non l’ho capito ecc. Una donna che non intuisce la essenzialità. di Ernaux, la sua adamantina sensibilità e il suo STILE unico , e’ parecchio seccante.Ciao ragazzaccia. Cam
    @ Teresa sei un tesoro di competenza e intelligenza. Ma Ellroy mi turba parecchio, e’. un po’. folle e ossessionante con la morte della madre. Grande scrittore però.
    Quanti americani/canadesi bravissimi e un po’. dimenticati. Per es. John Irving con IN CERCA DI TE dove si capisce tutto sui tatuaggi, oltre ad essere un romanzo. indimenticabile. Per le persone delle generazioni meno giovani capire l’etica e l’estetica del tatuaggio e’ una esperienza. ciaociao cam

    Liked by 1 persona

  23. @Camilla Grazie per il titolo di Barnes

    @Cristina @Camilla@Tutti
    Mah, di solito si dice che la diversità di opinioni costituisce il bello del gruppo di lettura, altrimenti non ci sarebbe scambio. Non vorrei dire, ma dovrebbe valere la vecchia buona regola: quello che piace a me può non piacere a te, e viceversa.

    Saluti
    Mariangela

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  24. quanto ai GDL e ai classici non saprei. Penso che i classici mettano in soggezione e si abbia paura di dire la propria. Poi per molti forse sono letture già fatte in altre età e si vuole “guardare avanti”. Non consoco Gdl che leggono classici.
    Io sto abbandonando parte del mio Gdl che legge i russi perchè proprio non ne ho voglia.
    Ma chi lo sa, su un terreno fresco le persone si sentono più autorizzate a dire la loro. Te lo immagini uno/a che dice non mi è piaciuto/non ho capito che so Molère, Stendhal Goetehe, Dstojievski…? impossibile no?

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  25. @Tutti @Cristina

    Io penso che dipenda dal fatto che attualizzare un libro ambientato nel passato richiede un’elaborazione più impegnativa per il resto non ci sono mostri sacri dei cui libri il lettore non possa dire “non mi è piaciuto”, si tratti di Stendhal o di Ernaux. Non mi sembra una regola così semplicistica, quella di accettare che un altro abbia gusti di lettura differenti dai miei. Posso discutere semmai sul modo in cui questi gusti, e i giudizi connessi, vengono esternati, quello sì.

    Ciao,
    Mari

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  26. sui classici i gusti di lettura onestamente… mahhhhhhhh.

    Dai. c’è un GRANDE classico che NON vi piace? forza. e soprattutto perchè?

    (limitiamoci a tutto dagli albori fino all’Ottocento, già con il novecento cominciano i casini penso io)

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  27. @Cristina @tutti
    Io ne ho letti pochi di classici (più interloquisco con altri lettori e più me ne rendo conto) posso dirti, per esempio, che “Papà Goriot” non mi è piaciuto.

    Perdonatemi, ieri ho scritto che ogni tanto un classico mi piacerebbe leggermelo, è vero, ma le generalizzazioni non le capisco mai: perché un classico dovrebbe sottrarsi a quei fattori che determinano il godimento di lettura? In che modo potrebbe necessariamente imporsi al gusto, allo stato d’animo, ma anche all’arbitrio del lettore? Anche se è stato selezionato dalle generazioni precedenti ed eletto, appunto, a libro divenuto ormai famoso, un classico non è necessariamente una garanzia per chi lo sceglie; come al solito, per scoprire se ci piacerà, c’è un solo un modo: leggerlo! (E con questo non ho certo detto che non dobbiamo leggere o rileggere i classici)

    Ciao,
    Mariangela

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  28. Mari, un classico – lo dice la parola – è un classico.
    quindi va oltre le mode, i gusti, etc. Vanno letti perchè sono le colonne della letteratura, formano il gusto, lo organizzano, lo costituiscono, ne sono l’ordito e la trama, insomma sono nord-sud-est e ovest di qualunque orizzonte – questo penso io, almeno.

    Pè re Goriot è uno dei libri più “commoventi” che io conosca, capolavoro di introspezione, pietas, delirio di amor paterno, votato all’ autodistruzione, cieco, totalizzante, perduto.
    . Una tragedia insomma, davvero alla greca ma ottocentesca. perchè i sentimenti sono universali ed eterni.
    Avrai letto una pessima traduzione, spero io, per capire il tuo rifiuto…

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  29. @tutti @Cristina
    Hai ragione su tutto tranne che sull’assunto – temo un po’ troppo apodittico – che i classici debbano per forza risultare graditi al lettore (questo non significa che dobbiamo evitare di leggerli o rileggerli, ci mancherebbe).

    La traduzione, nel caso di “Papà Goriot”, non ha influito sul mio giudizio, non mi è piaciuto proprio il libro e non trovo che la cosa sia così strana: non sono né la prima né l’ultima che non l’ha apprezzato.

    Come ho già scritto, letto adesso in età matura, anche “L’idiota” non mi è piaciuto, e non ci trovo niente di blasfemo a dirlo, ci mancherebbe.

    Ciao,
    Mariangela

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  30. @Cam condivido, alcune ossessioni seppur giustificabili di Ellroy sono eccessive, ma ripeto la trilogia americana è altro, qui il fantasma della madre non appare. Un ritratto spietato e crudele ma storicamente attendibile e che decostruisce alcuni miti seppur dalla parte dei “cattivi”, poliziotti e politici brutali e ferocemente di destra, anticastristi, antikennedy, razzisti, corrotti e violenti. La sua genialità sta nel farceli accettare anche se restiamo “dall’altra parte”, farci accettare la loro umanità e le loro scelte sbagliate perchè la storia è fatta forse soprattutto di questo, mi viene da pensare, di uomini sbagliati che hanno fatto e fanno scelte sbagliate.
    Ciao.
    Teresa

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  31. Ellroy mi aveva colpita al cuore la sua ricostruzione della morte della madre ( che aveva i capelli rossi, eh e quindi si capisce che mi toccava sotto la cintola).

    Mari, scusa se te lo chiedo: hai figli? perchè forse questa situazione – l’essere o no genitori – cambia i punti di vista

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  32. @Cristina @tutti
    Cristina, temo che le generalizzazioni non aiutino: che io abbia figli o no, ha veramente poca rilevanza nella questione dei classici. Se con la tua domanda intendi chiedermi se sia informata del tipo di letture a cui la scuola costringe, oggi, i nostri adolescenti, posso dirti che, secondo me, se i professori non iniziano a suggerire anche testi di autori contemporanei, trovano il modo giusto per allontanare i giovani dalla lettura e continuano a creare non lettori (ne avevamo parlato, qui, anche con Domenico Fina). Ma forse la domanda non era questa.

    Faccio fatica a seguirti, Cristina: sembra che tu tenga i classici nella massima considerazione (tanto, seguo il tuo discorso, che dovrebbero risultar graditi, senz’altro, ad ogni lettore), però ritieni sia da archeologi leggerli in età matura. È un po’ difficile comprendere quello che vuoi dire. Il vero guaio, per me, è che il discorso rischia di rimanere teorico, perché, alla fine, saranno il tempo e le energie disponibili a stabilire la quantità e il tipo di lettura che potrò permettermi di fare in futuro.

    Ciao,
    Mari

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  33. @ Mariangela come. sai la commedia umana di Balzac comprende …centinaia di romanzi che dipingono un’epoca ( 300 o giù di lì) dove tutti i sentimenti e i difetti e i pregi di centinaia di protagonisti, come in un immenso affresco sono rappresentati mirabilmente descrivono…tutti e tutto. Se papà. Goriot non ti e piaciuto non ho nulla da dire se non che si sta parlando di una grandiosa COMMEDIA UMANA dive vengono descritti migliaia di personaggi, donne e uomini… Sarebbe come davanti alla volta dell’ immenso affresco della Cappella. Sistina tu dicessi .” quel pezzo di pittura lì “. infinitesimale rispetto al tutto,non mi piace. Se vuoi un papà. diametralmente opposto a papà. Goriot leggi almeno papà. Grandet, nel romanzo EUGENIE GRANDET. Di fronte a opere del genere mi sembra che il mi piace , tipico dei giudizi sommari della rete, così come il pollice verso , non abbiano alcun significato. I classici vanno, a mio modesto parere, considerati nel loro contesto storico per cui è impensabile farsene una sia pur vaga idea interessandosi a un solo frammento di un tutto. Comunque. papà. Grandet e’. una gran brutta carogna e il romanzo EUGENIE GRANDET e’. sempre godibile anche da solo. Ciaociao Cam

    @ Cristina Siflottin di Jannello e’ la storia di imo che parla con gli uccelli. Come San Francesco.😁

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  34. no Mari, ti ho chiesto proprio se sei genitore, Punto. Ma se non vuoi dirlo, liberissima.

    Perchè l’amore parossistico e ossessivo di père Gooriot è una parte – malata – dell’amore genitoriale, un sentimento universale. Ma appunto sono libri che descrivono un ambiente, un’epoca, una città, la sua economia, l’alto e il basso, gli usurai, le pene, i balli, gli arrivisti, lo sfarzo, gli egoismi….

    Si, Mari, allora ritengo leggere i classici indispensabile. Ritengo che mipiace/non mi piace non sia un criterio, Ritengo che siano obbligatori, Non bisogna apprezzarli, ma leggerli e sospendere il giudizio, Incamerare. Penso che l’età giusta sia quando si è più giovani, perchè sono un’architrave della formazione del gusto e della cultura in senso lato, senza quelli si resta disorientati..
    A me stupisce che tu legga oggi cose che io ho letto decenni fa quando ero giovane, ma forse abbiamo età molto diverse, chi lo sa?
    va meglio ora? mi sono spiegata meglio intendo?

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  35. @cris. non posso dirti nulla. Quel libro me l’ha prestato una amica entusiasta. Io gli ho dato un paio di occhiate ma non sono riuscita a leggerlo. Magari e’ bellissimo, alla amica l’ho restituito dicendo che non avevo tempo . Figurati se mi ha creduta. mi sono sentita scema ma certi libri mi chiamano. certi mi dicono lasciami stare. E io ubbidisco.Comunque penso che sarebbe più adatto per ragazzi. Ma non so . Magari e’ bello. bacio. cam

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  36. @Tutti @Cristina @Camilla
    Guardate, potrei sbagliarmi, ma a mio parere il nostro “mi piace” o “non mi piace” è la prima cosa che viene istintiva a tutti noi che leggiamo, è vero che sarebbe riduttivo fermarsi a quello, siamo d’accordo, ma non riesco a pensare che il lettore dal gradimento della lettura possa prescindere.

    A volerla dire tutta, e parlando in generale, il “mi piace” o il “non mi piace” a noi stessi lo concediamo, eccome se ce lo concediamo, non lo tolleriamo da parte di altri lettori, quando non sono del tutto d’accordo con noi, e ancor meno se il loro giudizio sul libro non coincide con il nostro. A voler fare l’esame di coscienza.

    Cristina, i classici andrebbero letti da giovani, “incamerando”, tu scrivi, anzi, “sospendendo il giudizio”, aggiungi; sembra quasi che dovremmo sorbirceli senza ragionare, senza metterli in discussione. Se così fosse, che fatica e che noia il lavoro del lettore!

    Ciao,
    Mariangela

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  37. Mari, ma secondo te perchè a scuola si leggono Virgilio, Dante, Manzoni, i classici greci ( per il classico), Catuullo, Lucrezio, Omero, Verga, Pirandello etc etc??
    perchè sono “formativi”!!
    a me non hanno MAI impedito di essere curiosa anche di altri autori più moderni, anzi, tutto il contrario.

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  38. Sono clamorosamente d’accordo con Cristina. E infatti sono inorridito quando qualche giorno fa una mia collega mi ha detto che non farà leggere Manzoni in una seconda superiore (come peraltro il ministero ci IMPONE di fare), perché “dei Promessi Sposi si può anche fare a meno.” E’ come se una professoressa di matematica dicesse che si può fare a meno delle divisioni.

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  39. @ Mariangela concordo in pieno, ovviamente, co Cristina e ww. Ho l’impressione che tu viva in un equivoco molto pericoloso accettabile solo da parte di ragazzini sotto i 15 anni. Come e’. possibile pretendere una specie. di dittatura dell’ ignoranza che si fida del proprio gradimento personale per dare giudizi su questioni fondamentali della cultura e si confronta con dei pari a base di slogan? Dici : altrimenti. sai che noia? Questo tuo atteggiamento, che non ti corrisponde, mi ricorda purtroppo la tragica storia dei vaccini. Spero che potremo chiarire al più presto un involontario equivoco. Sono sicura che non pensi veramente in questo modo.
    Manzoni fa dire a don Abbondio ( eccezionale esempio di un ometto da poco) Carneade chi era costui? Un altro avrebbe detto ” come sono ignorante devo informarmi su Carneade”. Tanto per ribadire che Manzoni e’ il padre moderno della nostra cultura.Pace e bene.

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