I libri più belli, letti nel 2017

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

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1.561 pensieri riguardo “I libri più belli, letti nel 2017”

  1. @ ww. il libro della fedrigotti (Rovereto. –TN ) che lessi parecchi anni per pura curiosità al limite del pettegolezzo che si usa quando una persona “del posto” scrive un libro. Nessun valore letterario . Dal punto di vista storico preferisco mille volte PICCOLO MONDO ANTICO , dalla parte italiana o LE MIE PRIGIONI di s.Pellico o il magnifico film di Visconti SENSO
    con una Alida Valli meravigliosa.Per me Amore uccidi Garibaldi e’ un libretto da treno. Certo che non finisci di stupirmi. ciao Cam

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  2. @Camilla: Come ho scritto nel post, la storia raccontata nel libro è strettamente legata alla mia famiglia, e questo può avermi indotto a sopravvalutare il suo valore letterario. Tuttavia, sono convinto che l’avrei apprezzato moltissimo anche se non mi avesse risvegliato dei bei ricordi. Il che conferma ciò che scrivevo in un commento precedente: l’arte è veramente qualcosa di molto soggettivo.

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  3. @Tutti @Cristina
    Cristina, hai recentemente citato un romanzo breve di Nina Berberova, “L’accompagnatrice”: l’avevo in lista da tempo quindi l’ho letto. Siamo in Unione Sovietica, negli anni ’20, povertà e miseria costringono la protagonista, una giovane donna, a lasciare il paese e la madre per seguire all’estero una cantante famosa (lei, pianista, ha il compito di accompagnarla al piano). La ragazza è sempre in secondo piano, dimessa, né brutta né bella, senza nessuna attrattiva, quasi invisibile.

    Non so come interpretare queste poche pagine, la storia potrebbe venire inquadrata in un tentativo di sopravvivenza al femminile: è autobiografico? Ho avuto l’impressione di imbattermi in un racconto, ricco in embrione, ma non sviluppato.

    Tutti @Domenico Fina @CarloEsse
    Domenico, a proposito di Berberova, ho visto che su ANOBI hai dato quattro stelle su cinque al suo “Il corsivo è mio”. Ti piace questa scrittrice?

    Come hai scritto anche tu, altrove su questo blog, Anobi ha cambiato configurazione, proprio quando ero riuscita a trovare senza difficoltà i libri e i commentatori che mi interessavano (che poi siete tu e Carloesse che già anni fa aveva tentato di farmi capire come funzionasse).

    Ciao,
    Mariangela

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  4. @Mariangela: Anch’io odio quando un sito cambia grafica, o peggio ancora funzionamento. Anche perché per la mia esperienza questi cambiamenti vanno sempre a complicare la situazione, anche quando si pongono l’obiettivo opposto.

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  5. @Cam e @WW
    non so a chi dare ragione o torto. Ho visto negli anni scendere il livello dei ragazzi che frequentano il biennio della scuola superiore a vista d’occhio. Ma non so dare una spiegazione che si allontani troppo dal generale lassismo e poca voglia di impegnarci a fare bene le cose.
    Nell’approccio sintetico della rete io vedo un altro fenomeno : chiunque legga un titolo (anche incompleto) si sente pronto a sostenere a spada quell’unico rigo.
    Un tempo forse, non leggendo mai nulla, manco i titoli delle fake news più becere, l’analfabeta diceva : Non so, non ne ho mai sentito parlare!
    Buona domenica.
    Io vado a esplorare una libreria lacustre, visto che ieri ho lasciato la Sicilia.

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  6. @Jezabel: E’ vero: prima la gente era ignorante e basta, ora è ignorante e pure arrogante. I novax che pretendono di saperne più degli scienziati (per riprendere il discorso di prima) ne sono un fulgido esempio.

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  7. @ cara Jez. .Io vi pongo un quesito
    @ caro ww
    in generale e’. confrontabile il nuovo col passato?
    E’. ovvio che il passato lo conosciamo e scegliamo. “i bei ricordi bambini e ragazzi ubbidienti, spaventati, studiosi in maniera tradizionale, pieni di talento come SI DEVE , rispettosi come SI DEVE ( come di deve e’. uguale a come si era) che leggono Calvino Italo ovviamente, tutto ciò. che noi già conosciamo e’. l’unico termine di paragone.
    La grande musica contemporanea non piace a nessuno perché. hanno in mente le meraviglie di un Mozart. Che però. ai tempi suoi era considerato un villanzone, non certo un immenso genio.
    Insomma la tecnica si è rivoluzionata negli ultimi 20 anni e’ ovvio che i nuovi ” arrivati” ci sembrino strani. Non che il nuovo sia sempre
    buono ma è. certo che e’. nuovo e non lo conosciamo.Nessuno lo conosce. Ai posteri l’ardua sentenza. abbraccio del vecchio tipo. Cam

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  8. Mari, Berberova, io???? nemmeno so chi è, ti sei sbagliata di persona

    Cam, hai ragione in linea teorica, ma secondo me in linea pratica ha ragione Jezabel. Oggi i ragazzi e le ragazze sono delle caprette più che in passato, e nemmno tanto per colpa loro. Il panorama generale dello stato, della cultura, insomma lo stato delle cose è così slabbrato e abbassato di livello che non possono che risentirne.

    A me capita da anni di avere con me ragazze straniere in casa, e ti garantisco che la differenza coi giovani italiani è purtroppo spesso abissale. Il consumismo, internet, la superficialità ,insomma il nulla valoriale, l’eterno mammismo iperprotettivo italiota, una gestione dello stato priva di dignità e altezza, la scuola stanca e bistrattata, insomma tutto li ha appiattiti al basso. gran peccato

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