I libri più belli, letti nel 2017

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

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260 pensieri riguardo “I libri più belli, letti nel 2017”

  1. p.s. vedo che traduttore ufficiale di Haruf per NN ed. è sempre lui , Cremonesi; non sono un’esperta di traduzioni ma so e amo leggere, e che uno tanto osannato scriva che la scrittura del Canto della pianura è “quasi barocca” me lo fa andare sotto i calcagni.
    qui sì forse vale la pena leggerlo su ereader in lingua originale..

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  2. si, è lui, ma anche la casa editrice è responsabile… ma si può leggere “la vista degli pneumatici- o uno pneumatico?” . manca l’editing!!!

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  3. @tutti : da tempo volevo chiedere a chi nel blog si intende e conosce bene le caratteristiche delle varie case editrici, di scrivere di quali si fida di più, quali sono più attente appunto alle traduzioni, alla qualità insomma. Ovviamente cerco anch’io di fare un minimo di selezione e spesso mi rivolgo alle piccole case che pubblicano con molto più coraggio e cura, in particolare su libri d’arte e fotografici (essendo anche costosi!) ma qui qualcuno di voi può forse dare qualche dritta in più! Grazie 🙂

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  4. Ci sono case editrici grandi di valore e case editrici piccole di totale disvalore, non sempre piccolo è bello. E, naturalmente, vale pure il contrario, ma nelle piccole spesso non c’è un editor, ahimè, figura indispensabile.
    La nuova Frontiera e Keller sono certamente editori di valore, insieme al ben noto Sellerio. Io apprezzo anche parecchio una di cui non ricordo mai il nome “…and second” ( mannaggia a loro).

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  5. @ carlo 66th and 2nd Ma ti ricordi quel bel romanzo , magnifico davvero, di Salvatore Scibona La fine , sugli immigrati negli Stat Uniti. Ciccio che correva come daino e andava a scuola dai Gesuiti e la signora Marini che aiutava le donne e Rocco …insomma un romanzo che fece molto parlare nel blog e mi sembra ( ma forse no) ma forse si che ci fossi anche tu e che ti fosse
    piaciuto.E da allora ho tenuto d’occhio la66th e spesso ho letto bei libri. Magari non ne sai niente.Ma chissa’ se qualcuno qui se lo ricorda Scibona.@ cri ti ricordi tu ? cam

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  6. @Tutti @Camilla
    Cam, non ho trovato traccia libro cui fai cenno; se non ricordo male “66th and 2nd” era stata citata, molto tempo fa, qui, da Lettoreambulante.

    @Tutti @Cristina
    È vero, frappongo e mischio, nelle mie letture. Metti ieri, per esempio: sono nella mia biblio e cerco, senza trovarla, la traduzione di Moby Dick che non sia quella di Pavese ma quella dell’audio RAI e rovistando su uno scaffale basso mi capita sotto mano il Meridiano dedicato a Herman Melville: lo apro dal fondo e cosa ti trovo? Mi imbatto nelle lettere, non più di venticinque pagine di epistolario.

    Leggo voracemente una lettera, ci trovo la stessa scrittura, mordente e sferzante delle parti arrabbiate di Moby Dick, avverto subito il piglio rapido e perentorio, quella perentorietà che non esclude il dubbio e la possibilità, ma che argomenta in modo stringente. Potevo forse piantare lì tutto? Serendipità ha voluto che trovassi l’epistolario e con l’epistolario mi sono appropinquata al banco del prestito.

    Ciao,
    Mariangela

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  7. Ciao Cam. Sì, quel libro di Scibona me lo ricordo bene. Fu proprio il mio primo incontro con la 66th and 2nd e ne parlammo a lungo proprio qui.
    Da allora alla fiera di Roma della piccola editoria “Più libri più liberi” lo stand di quella casa editrice è uno fra quelli che guardo con maggiore interesse e mi soffermo di più.

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  8. @ carlos che piacere carlo. mi sento una tua vecchia amica. Io ho riletto qualche pagina esplosiva di Scibona , spesso. Per es. quando la signora Marini si prepara all’incontro con la figlioccia e fa un bagno bollente e poi si trucca e poi e poi. E’ un brano irresistibile. La signora ha piu’ di 90 anni. Che bei libri. @ marian io faccio come te .Qualche poesiaa Garcia Lorca a Biagio Marin. Poi Rilke e Lou Salome’. insomma un affollamento di geni e benefsttori dell’umanita’ . Persino qualche vecchissimo libro di nonni e padri. Oggi avevo tra le mani un Guido da Verona. E il piacere e’ assoluto. Melville :CHIAMATEMI ISMAELE. !
    E l’incipit del podetoso LE BENEVOLE : Fratelli umani…
    insomma , appunto cri, il naufragar m’e’ dolce inquesto mare. buona notte e grazie di esserci.

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