I libri più belli, letti nel 2017

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

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1.114 pensieri riguardo “I libri più belli, letti nel 2017”

  1. in ospedale ho finito QUELLA COSA INTOIRNO AL COLLO della mia amata Chimamanda Ngozi Adichie. Racconti, genere che io amo poco, ma la stoffa è buona. Manca la profondità del romanzo e quindi il libro è bello ma non ha il glorioso respiro di Metà di un sole giallo.
    Ma io la amo, qui è evidente una ri8cerca di riallacciarsi a certe radici antiche, in nome anche dell’enorme Chinua Achebe.

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  2. Stamani ho iniziato la mia prima maturità come commissario esterno. Per quanto riguarda la prima prova, chi ha preparato la traccia di analisi del testo ha fatto un regalone ai maturandi, sia nella scelta della poesia (facilissima) che nella formulazione delle domande (quasi tutte abbordabili anche per uno studente delle medie). Ma tanti degli studenti che avevo di fronte si sono impanicati al solo leggere “Caproni”, e l’hanno scartato a prescindere.
    Anche le altre tracce non erano insidiose: l’unica infattibile era l’ultima.
    Ah, non credete a chi dice che l’autore scelto per la maturità di quest’anno è un illustre sconosciuto. In realtà Caproni non era del tutto imprevedibile: al concorso docenti 2016 era nella lista degli autori da studiare. Inoltre, il manuale su cui mi sono preparato per l’abilitazione all’insegnamento dedica ampio spazio a questo poeta. Insomma, non è stato scelto un autore imprescindibile, ma neanche un outsider totale come Magris. E poi le polemiche vanno fatte se il testo è difficile, non se l’autore è sconosciuto: meglio un testo limpido di Caproni che uno criptico al massimo di Ungaretti.
    Anche la settimana scorsa è stata piena di giornate memorabili: agli scrutini ho dovuto difendere con le unghie e con i denti quasi tutti i debiti che volevo mettere, perché in molti casi i miei colleghi li volevano alzare a 6. Per fortuna ho dovuto cedere pochissime volte (del resto le battaglie verbali sono il mio pane); inoltre, le poche volte in cui ho acconsentito alla cancellazione del debito era per degli studenti che questo premio lo meritavano, se non per i risultati raggiunti, quantomeno per l’impegno che ci hanno messo e per l’atteggiamento che hanno avuto. Insomma, il mio bilancio degli scrutini è ampiamente positivo: spero di poter dire lo stesso quando avrò finito la maturità.

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  3. @Cristina
    Sono felice di sentirti, Cristina, mi fa piacere leggere che adesso stai un filo meglio, certo, come estate non sarà una passeggiata, ma mi sembra di capire che il peggio è superato.

    @Camilla @Tutti @Domenico Fina
    Camilla, anch’io interpreto così le parole di Domenico sul chiacchiericcio in rete. Non sono sicura di avere capito se ti riferisci a
    Cercas quando affermi “Attenzione, c’è ben altro nel firmamento letterario”. Non penso che il libro di Cercas possa aver tratto vantaggio dai giudizi espressi in rete, quelli non mediati dagli esperti, perché non è un libro facile e comunque non è elaborazione letteraria: per me, ma qui potrei sbagliare e chiedo a voi, è e rimane un saggio biografico.

    Ciao,
    Mariangela

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  4. Forza Crii, tieni duro!!!!

    @ww @tutti
    Anch’io volevo fare un cenno alla maturità e dire che, pur comprendendo che Caproni non sia famoso quanto Foscolo, è comunque Caproni. Ero solo di sorveglianza nella mia scuola e non dovevo fare alcunché se non incoraggiare ex alunni di tre, quattro o anche sei o sette anni fa (molti si affezionano e accumulano ripetente😉). Però diversi colleghi anche molto giovani sono venuti a lamentarsi per la scelta del Ministero (sto sconosciuto). Non ho guardato i tg, ma spero vivamente che non abbiano strombazzato che Caproni è autore di nicchia o altre baggianate del genere. Così la gente invece di documentarsi dirà “Ah, ecco perché non lo conosco.”
    Sfoghi di una prof

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  5. @Cristina Daje Cristina… ora davvero non puoi che migliorare. Porta pazienza, cosa su cui mi esercito da anni (nel mio caso con scarsi risultati….)))
    @Jezabel Caproni….che bei ricordi, di esami, università ecc….

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  6. ahaha porta pazienza è proprio quella cosa che io so fare male e poco. Mi applicherò come posso, con un po’ di zen e con l’affetto delle amiche e degli amici.
    Ma dentro sono tutta un ribollire….mannaggiaaaaa!
    grazie Jezz, grazie Teresa, oooommmm

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  7. La caduta, Camus
    Libro di sogni, Borges
    La rosa profonda, Borges
    L’insostenibile leggerezza dell’essere, Kundera
    La vita è altrove, Kundera
    Cent’anni di solitudine, Garcia Marquez

    E tanti altri

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  8. Caproni è tra i nostri massimi poeti del secondo Novecento con Sereni, Luzi, Zanzotto, Giudici. C’è da dire che non hanno proposto una delle sue poesie migliori ma l’hanno scelta ‘a tema’ perché nelle intenzioni della commissione ministeriale c’era la solita volontà pedagogica – questa sì talvolta fastidiosa e retorica – di introdurre il tema ‘oltraggio della natura da parte dell’uomo’ e vedere cosa avrebbero di conseguenza elaborato gli studenti. Ad ogni modo che attraverso questa scelta qualcuno abbia scoperto l’esistenza di Caproni, è cosa buona e utile.

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  9. @tutte/i Insomma tanto per citare Rostand., che rispondeva a “cos’è un bacio? un apostrofo rosa ….” una poesia di tanto in tanto tra pagine e pagine di prosa. e’ una sospensione lirica che alleggerisce la mente affaticata. ricorderò per sempre i soavi versi di Biagio Marin che chiudono DANUBIO di. Magris. sono in dialetto ma assai comprensibile
    Fa che la morte mia/ Signor/ la sia como el score del fiume / in tel mar grando.
    ciaociao Caml

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  10. NON concordo Camilla.
    la poesia spesso NON è nè una parentesi, nè un alleggerimento. Anzi: a volte è il concentrato di una profondita’ di sentire e di pensiero folgorante e definitiva.
    Trovo Montale, Szymborska e altri poeti e poetesse (Toti Scialoja ad esempio) un nutrimento denso e pungente, uno scrivere sul muro dell’anima parole tassative.
    Altro che alleggerimento, scrittura imprescindibile e sinteticamente vicina al massimo dell’umano.

    Le mie disavventure mediche non sono finite, la mia vicenda sta diventando quasi kafkiana, ahahah, la sanità, i medici, la comunicazione carente, che casini, che casini!!!

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  11. @Cristina …’scrivere sul muro dell’anima parole tassative’ . Bellissimo. Sono d’accordo su quello che dici. Per me la poesia è sintesi suprema, sguardo sull’ignoto e sul mistero dell’esistenza. Anche quando è poesia delle piccole cose, va oltre.
    Può anche consolare, perchè no, può scuotere, aprire porte o chiuderne definitivamente. È un approccio differente, diverso dal leggere un romanzo o un saggio. Necessita, almeno per me, di un tempo e uno spazio scelti, di una predisposizione interiore a quel linguaggio in un certo momento.
    Per il resto…ti auguro che il periodo kafkiano finisca presto….
    Teresa

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  12. @tutti
    Col prestito digitale avevo prenotato alcune novità, sicura di dover attendere parecchie settimane, invece, contro ogni previsione, i libri prescelti sono arrivati quasi subito, a distanza di pochi giorni (probabilmente qualche utente non ha effettuato il download entro le ventiquattro ore). Ordine e disciplina avrebbero imposto di rinunciare ai nuovi prestiti e rimettersi in coda, ma io non ho resistito alla tentazione di iniziare anche i titoli nuovi nonostante le letture già in corso: gli ultimi romanzi arrivati, come quelli che già stavo leggendo, sono veramente molto avvincenti e, senza volerlo, quasi a farlo apposta, questi romanzi sembrano colloquiare tra loro, forse a causa della medesima collocazione temporale e culturale.

    Mi spiace solo per Antunes, la lettura del cui libro verrà ulteriormente protratta nel tempo, ma per il resto con i miei romanzi incrociati mi sto divertendo moltissimo. Non posso ancora entrare nel merito dei singoli libri, sarebbe precipitazione.

    Mariangela

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