I libri più belli, letti nel 2017

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

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800 pensieri riguardo “I libri più belli, letti nel 2017”

  1. acci, sono tornata e vi vedo avviluppati nel bisex, negli angeli e in tante altre cose interessanti!
    io sono piena delle sensazioni di un viaggio davvero forte e ricco (Bilbao è un’esperienza davvero rigenerante), quindi per ora vi mando un saluto domenicale spero senza agnelli in pentola e a presto!
    certo che…. vabbè, lascio stare.
    Carlos caro, Rodoreda è la mia amata, tutta. sono contenta, dunque!

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  2. @Cristina @Tutti
    Bentornata, Cristina!

    Devo registrare un abbandono: “Il Malte” di Rilke sarà anche il romanzo che ha estasiato Musil, sarà anche stato il libro innovativo di cui dicevano ai tempi della pubblicazione i suoi estimatori, ma io proprio non l’ho retto. L’avevo attinto dall’elenco dei 40 romanzi tedeschi di cui parlavamo mesi fa: questo insuccesso non mi deve frenare, al proposito di tornare più spesso a qualche letterato tedesco non voglio però rinunciare,.

    Cristina, tu sei stata a Bilbao, io ieri mi sono limitata ad una breve visita alla Pinacoteca di Brera, intanto che ero nei paraggi a Milano: niente audio guida, niente visita guidata in gruppo, solo un passaggio nelle sale per uno sguardo a capolavori celeberrimi e a quadri, meno famosi, che, come certa statuaria, esercitano su di me una forte impressione. Cristina, hai presente quei dipinti dell’epoca carlina, di fine ‘500 inizio ‘600, pieni di ascensioni, nubi, santi con gli occhi bovini rivolti al cielo? Ecco, se i volumi forti di certe statue li trovavi particolarmente bolsi, penso che queste accolte di penitenti e madonne ti piacerebbero ancor meno. Per me vale lo stesso discorso: lo so che sono retorici, ma io ne subisco il fascino.

    https://www.google.it/search?q=procaccini+giulio+cesare+brera&client=firefox-b&tbm=isch&imgil=kHGwiHNuiGHa9M%253A%253BilwiRKPSMLU6fM%253Bhttps%25253A%25252F%25252Fwww.tripadvisor.it%25252FLocationPhotoDirectLink-g187849-d243400-i159738594-Pinacoteca_di_Brera-Milan_Lombardy.html&source=iu&pf=m&fir=kHGwiHNuiGHa9M%253A%252CilwiRKPSMLU6fM%252C_&usg=__7DzeTTa0uN5qlIZN-91NM3hCQII%3D&biw=1002&bih=463&ved=0ahUKEwj-lPXIganTAhXJ8ywKHWfZBWYQyjcIPw&ei=OWjzWL6UNsnnswHnspewBg#imgdii=S15uL8wJSNagrM:&imgrc=kHGwiHNuiGHa9M:

    Cosa leggerai adesso che sei tornata?

    Saluti
    Mariangela

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  3. Mari,
    mmmmh ho due libri nello zaino, uno di Alain Mabanckou e uno che si chiama I NIDO molto pubblicizzato da Michela Murgia due mesetti fa. vedremo.
    Per il momento sono tutta rivolta all’arte moderna, e modernissima….

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  4. @ Marian. Io ho letto alcune. raccolte di poesie e diversi scritti, la corrispondenza. con Lou Salome e altro di Rilke ma non mi sono mai sognata di essere in grado di leggere Malte L. B..Non sono assolutamente. attrezzata per affrontare un “romanzo” tanto importante e eccezionale come Malte. Sarebbe come scalare ‘Everest . posso fare qualche bella passeggiata tra i boschi,certe cose sono per grandi esperti, spesso difficili anche per loro.
    Grazie per. tutti i libri che nomini e che non mi verrebbero mai in mente .

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  5. @Cristina @tutti
    Mai sentito nominare, Kenneth Oppel, autore de “Il nido”, che mi dici avere nello zaino su sollecitazione di Murgia; di Mabanckou vedo che in italiano sono tradotti cinque o sei titoli, ma non conosco neppure lui

    @Camilla @tutti
    Beh, più che altro cito per sapere qualcosa da voi che conoscete più autori di quanti ne conosca io, ho il mio tornaconto.

    Quando ho iniziato il Malte di Rilke non sapevo fosse così particolare! L’ho scelto per ignoranza, dico la verità, certo non mi aspettavo una cosa così sfilacciata.

    Dicevo di non voler desistere dal tentativo di avvicinarmi a qualche autore tedesco più o meno contemporaneo e infatti sto leggendo un romanzo attinto dal succitato blog di germanistica, si tratta de “L’amico estraneo” di Cristoph Hein. Non l’ho finito, anticipo solo che mi piace molto e vi chiedo se per caso l’abbiate letto.

    Ciao,
    Mari

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  6. @ Marian. Secondo me potresti leggere con piacere grandi classici di Goethe come AFFINITÀ ELETTIVE o I DOLORI DEL GIOVANE WERTER. Io li lessi con grandissimo piacere. Ma forse li conosci già. ciao cam

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  7. @Camilla @tutti
    Dei due libri di Goethe avevo letto, molti anni fa, “I dolori del giovane Werther” e, pur senza ricordare più di tanto la trama, la ricordo come una lettura coinvolgente e pregnante, di più, direi formante.

    La realtà è che troppi sono i libri che vorrei leggere, mi dibatto tra letteratura tedesca, autori americani (ho tirato giù alcuni titoli di cui vi chiederò), suggestioni del blog, consigli di amici, diciamolo, è selezionare che può diventare doloroso! A voi non capita?

    Ciao,
    Mari

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  8. @ tutte/i. @ Marian @Editalara
    Ecco un romanzo tedesco, Klaus Modick e’ l’ottimo. scrittore, di cui parlai tempo fa’ ma che ho riletto in questi giorni in cui si è parlato di Rilke . Quando si legge senza dimenticare nulla di un bel libro CONCERTO DI UNA SERA D’ESTATE.ed. Neri Pozza, l’esperienza e il piacere saltano fuori al primo stimolo. E’ la storia di una amicizia …finita male, tra il poeta Rainer Maria Rilke e il pittore Henrick Vogeler, maestro dello Jugendstil. Devo scappare ma riprendo a raccontare. A presto. cam

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  9. @Camilla, grazie!

    @Cristina, intendi dire che è scontato soffrire quando si deve selezionare le letture favorendone qualcuna e cassandone altre?

    @tutti
    Avevo trovato un sito che selezionava tra i romanzi americani di tutti i tempi 175 titoli: https://foglianuova.files.wordpress.com/2010/07/i-migliori-romanzi-americani.pdf. Ho volutamente tolto i grandissimi (Falkner, Steinbeck, Hemingway, i Roth, Franzen. ecc), i padri fondatori e altri autori di cui abbiamo recentemente parlato. Mi sono rimasti questi titoli che mi incuriosiscono molto; in certi casi mi ricordano alcuni film, per il resto non li conosco (salvo Eggers, di cui ho letto “Il cerchio”, e Kate Chopin, citata da Camilla due estati fa):

    1. Cain James M, “Serenata”, Adelphi, 2003, 244 p.

    2. Brautigan Richard, “Pesca alla trota in America”, Serra e Riva, 1989, 154 p.

    3. Capote Truman, “L’arpa d’erba”, Garzanti, 1996, 116 p.

    4. Palahniuk Chuck, “Fight club”, Mondadori, 2003, 224 p.

    5. West Nathanael, “Signorina Cuorinfranti”, 2011,100 p.

    6. Gass William, “Prigionieri del paradiso”, Einaudi, 1973 284 p.

    7. Caldwell Erskine, “La via del tabacco”, Erskine Caldwell Fazi, 2011, 217 p.

    8. Cain James M, “Il postino suona sempre due volte”, Adelphi, 122 p.

    9. West Nathanael, “Il giorno della locusta”, Einaudi, 1994, 218 p.

    10. Burroughs William S.,”Pasto nudo”, Adelphi, 2006. – 273 p.

    11. Eggers Dave, “L’opera struggente di un formidabile genio”,
    Mondadori,2001,369p.

    12. Crane Stephen, “Il segno rosso del coraggio: un episodio della guerra civile”, Garzanti, 1976, 134 p.

    13. Lansdale “La sottile linea scura, Einaudi”, 2014, 300 p.

    14. Chopin Kate “Il risveglio”, Marsilio, 1995, 191 p.

    15. Easton Ellis Bret, “Lunar park “, Einaudi, 2005, 336 p

    16. Purdy James, “Cabot Wright ci riprova”, Einaudi,1994, 217 p.

    17. Walker Percy, “L’uomo che andava al cinema”, Marcos y Marcos, 1999, 205 p.

    18. Yates Richardm “Revolutionary road”, Minimum fax, 2009, 457p.

    @Jezabel!!
    Dove sei? Tra questi libri sicuramente tu scovi qualche film, “Il postino suona sempre due volte”, solo come titolo, lo conosco anch’io!

    Saluti e buona festa a tutti!
    Mariangela

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  10. @Mariangela
    Sono in Sicilia con gente del Norde. Devo fare da trottola e Cicerone insieme. Poco tempo per gli interventi. Al mio rientro mi aspettano poi blocchi di verifiche!!!!
    Auguri in ritardo a tutti.

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  11. @Jezabel,

    Auguri anche a te! Se è gente del nord portali nella valle del Chiodaro, dove c’è la galleria scavata a mani nude (così mi hanno raccontato) dai prigionieri austriaci durante la prima guerra mondiale! Fa sempre un effettone, credimi, anche quando ci passi sotto due volte al giorno.

    Ciao,
    Mariangela

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  12. In mezzo a tutte le scorpacciate di agnello che ho fatto tra ieri e oggi (mi avanza ancora un po’ di spalla per stasera), ho trovato anche il tempo per iniziare a leggere un nuovo libro: “Per sempre Estate” di Fay Camshell. E’ presto per tirare un giudizio definitivo, ma per il momento sembra davvero promettente.
    P.S.: Lo so che è un po’ presto per i libri da ombrellone, ma tra tutti i romanzi che ho comprato ultimamente questo era quello che mi ispirava di più.

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  13. @Dani @Tutti

    Sotto il profilo letterario sono molto incuriosita da “Signorina Cuorinfranti” di Nathaniel West, da “La sottile linea scura”, il cui autore, Lansdale, mi propongo di scoprire da tempo, e soprattutto da “Pesca alla trota in America” che ho letto essere stato un libro cult negli anni ’70.

    Ciao,
    Mari

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  14. @Mariangela: Di Lansdale ho letto nell’ordine:

    Rumble Tumble
    Sotto un cielo cremisi
    Honky Tonk Samurai

    Sono tutti e 3 molto carini e divertenti.

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  15. @Mari
    Lansdale “La sottile linea scura, scrive molto bene, libri particolari, coinvolgenti.
    Yates Richardm “Revolutionary road” è un vero maestro della scrittura, la storia e la trama possono interessare come no, ma Yates è uno tra i più grandi scrittori americani.
    @Cristina, ti sei persa i post su Thoreau 😉

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  16. Edita…. cosa misonopersa??
    Ho invece “guadagnato” molto nella visita al Guggenheim di Bilbao, che mi ha lasciata stordita e ricchissima, davvero un’esperienza – anche sensoriale, oltre che estetica, straordinaria.

    Mari,
    Lansdale piace a mio figlio, sei sicura che faccia al caso tuo…. ??
    Di Revolutionary road Camilla da anni parla, e anche di recente, con entusiasmo e competenza come di un libro very great. Io non l’ho ancora letto, ma credo meriti davvero.
    Avevo letto parechi anni fa La signorina cuorinfranti, ne ho un ricordo vaghissimo, come di libro divertente e leggero. Non imprescindibile direi.
    William Borroughs è scrittore provocatore e estremista delle sostanze, anche quello, non so, non è più nemmeno tanto uptodate, oramai, mi pare.
    Chuck Palaniuk è famosissimo, FIGHT CLUB è stato anche un film super super cult che rimandano anche in TV abbastanza spesso. (non del genere che a me interessa…)

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  17. @ Marian. eccoti col tuo elenco suscitatore di lieti o melanconici ricordi di letture.REVOLUTINARY ROAD di Yates e’ un capolavoro degli anni ’50 , non solo per la cultura americana. E’ un romanzo molto bello che rivela gli studi dell’ autore dei grandi classici europei .E’ una lettura , a mio avviso, imperdibile.Tra i miei libri preferiti.😊
    Nel tuo elenco : grande scrittore Truman Capote,di cui tutti ricordano COLAZIONE DA TIFFANY.😊
    Caldwell , forse il più. noto tra i suoi tristi romanzi e’ LA VIA DEL TABACCO
    Cain James noto per il nerissimo IL POSTINO SUONA SEMPRE DUE VOLTE
    Wels Nathaniel i romanzi ( belli ma per me troppo disturbanti del periodo della Grande Crisi americana , e disperati) SIGNORINA CUORI INFRANTI , MISS CUORI SOLITARI ,IL GIORNO DELLA LOCUSTA ( troppo triste e distopico)😱😱☹
    degli altri non mi ricordo di aver mai letto nulla.
    @ww. pensavo che tu conoscessi bene questi autori americani da cui sono stati tratti dei film. Li hai letti? Se si mi piacerebbe un tuo parere. Fai bene a leggere libri da ombrellone se ti divertono ma così. sarà. difficile che si possa confrontarsi e scambiare pareri. Sono libri che si dimenticano e non credo che qui siano conosciuti. ciao a te e Marian cam

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  18. @ tutte/i @ Marian @ Editalara Riprendo a dirvi del bel libro di Klaus Modick CONCERTO DI UNA SERA D’ESTATE SENZA POETA.Il pittore , maestro dello Jugendstil Heinrich Vogeler conosce un giovanissimo ma gia’ celebre poeta che pur essendo tutt’altro che bello…” irradia una curiosa commistione di signorilità e bisogno di protezione, arrogante orgoglio e timidezza adolescenziale, una severità. e un fascino indefinibile che fa struggere e le donne e le rapisce.”…Anche Vogeler ne rimane soggiogato. E lo aiuta generosamente ( il poeta. e’ squattrinato). Rilke si invaghisce all’inizio del celebre e molto ricco artista ma dura poco la sua infatuazione.L’arte del pittore gli appare ” superata” E lascia la ospitalità dell’amico . Di fronte all’altero e inatteso allontanamento del giovane poeta Vogeler precipita in una crisi chemette in seria discussione tutta la sua tanto lodata e celebrata arte.Si chiede amareggiato se , malgrado premi e successo continui, la sua pittura abbia qualcosa da dire di non ovvio e superato. Dopo aver incontrato , quel poeta geniale e arrogante è costretto , su malgrado, a confrontarsi co la propria …”pedanteria pittorica”…e…mi fermo qui per non rovinare le sorprese.
    Klaus Modick con grande intelligenza mette in evidenza un tema diventato centrale nel nostro tempo ” l’equivoco rapporto tra successo e talento”. Oggi i due termini vengono percepiti come sinonimi. L’incontro e il confronto tra Vogeler e Rilcke mette in evidenza invece quanto la questione sia assai più complicata e dolorosa .
    Un libro da ricordare. CONCERTO DI UNA SERA
    D’ESTATE SENZA POETA. ed. neri Pozza. autore Klaus Modick, pag.187. ciao a tutti. cam

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  19. @Camilla: Ho evitato volutamente di intervenire su Palahniuk, perché avrei dovuto scrivere un commento gonfio di veleno. Ma davanti ad esplicita domanda non posso esimermi, e quindi vi dico che dei suoi romanzi ne ho letto uno solo (Soffocare), e m’è bastato: è il libro più brutto che abbia mai letto.
    La citazione di Palahniuk è quindi immeritata; quella di Lansdale è semplicemente esagerata, perché è un bravo scrittore di romanzi pulp e niente più.
    Conosco anche un altro autore della lista, Bret Easton Ellis: gli ho anche dedicato un post all’inizio della mia carriera di blogger (https://wwayne.wordpress.com/2011/01/30/dal-libro-al-film-e-ritorno/). Nel suo caso è giusto inserirlo tra i migliori scrittori americani di sempre per la bellezza della sua prosa, ma come contenuti nei suoi romanzi non c’è un briciolo di grandezza.
    Lo stesso vale per Truman Capote, che però ha scritto un romanzo cult e quindi è un nome praticamente obbligatorio. Insomma, dei 4 che ho citato mi sembra l’unico che “ci possa stare” in questa lista.

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  20. @ ww d’istinto, di pancia di ” mio gusto” mi piace quello che dici. Ovviamente non ho conoscenza sufficiente di questi autori né. sono una filologa per giudicare. Io non li amo.quei 4.
    ciao e grazie. cam

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  21. insomma Mari, penso che tu possa saltare a piè pari quasi tutti, senza rimpianti, a parte Revolutionary road..

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  22. Grazie @Camilla, amando molto l’arte , ogni libro che esplora in qualche modo le vite di pittori e scrittori mi affascina! Ho in lista , infatti, anche “La vedova Van Gogh” di Camilo Sanchez e “Come fiamma che brucia” di Bella Chagall, oltre a questo che hai appena letto.

    @Mariangela come ho scritto e confermato anche più autorevolmente di me da Cam , per me Richard Yates è imperdibile, con lui puoi dire – ma che grande, magnifica scrittura!
    Vero anche ciò che dice Wayne, Lansdale non è certo tra i grandissimi, ma se hai tempo leggi “Il carro magico”, Fanucci, 2008, sarà un bell’intermezzo tra tanti autori importanti che hai in corso, qualcosa di particolare e totalmente diverso che potrebbe piacerti. Riporto sotto una recensione di Unilibro a cura di Cristina Marsi
    “È un Lansdale degli inizi, se non proprio esordiente, quello de “il carro magico”, un Lansdale che non ha ancora conosciuto il grande successo commerciale, ma già permeato del suo particolarissimo stile. Vi ritroviamo l’adolescente costretto da eventi brutali ad affrontare autonomamente la vita ed il mondo, vi ritroviamo il viaggio, lungo le sconfinate praterie texane, che poi è anche un viaggio interiore, dal bambino all’uomo, vi ritroviamo i paesaggi di ampio respiro di un’America rurale che si sta svegliando alla modernità e vi ritroviamo tutta una serie di personaggi-macchiette ai confini del grottesco. Uno scalcinato Dulcamare gira il paese proponendo elisir miracolosi e meraviglie da “wunderkammer” ma contemporaneamente immedesimandosi nei romanzetti da quattro soldi che divora avidamente, vede “duelli al sole” ad ogni piè sospinto. Lo accompagnano un “grillo parlante” nelle vesti di servitore negro, uno scimpanzé ammaestrato, la mummia di Wild Bill Hickok ed il giovane Buster Fogg, voce narrante di questo che è dichiaratamente un omaggio al lontano West, ma in cui ritroviamo anche Mark Twain e Frank Lyman Baum. “Pochi anni dopo essere morto, Wild Bill Hickok venne a Mud Creek per una bella sparatoria. Io c’ero. Permettetemi di raccontarvi come andò.”

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  23. @Tutti
    Effettivamente tutto converge verso un titolo, “Revolutionary Road”, che io proprio avrei ignorato (chiedo scusa a Camilla se ne aveva già parlato, ma i nomi degli autori non mi rimangono facilmente in mente quando non li conosco e se ancora non ho intenzione di leggerli); per contro, degli altri tre che attiravano la mia attenzione voi non mi dite bene, anzi, mi mettete in guardia. Non so perché mi stuzzicassero, talvolta le recensioni della rete sono mendaci.

    Grazie a tutti!!!

    Mari

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  24. @Mariangela
    i miei giri sono stati circoscritti alla provincia di Catania. I posti più lontani : Randazzo e Castiglione di Sicilia.
    Mia mamma si è profusa in pietanze e preparazioni luculliane, soprattutto pesce grigliato e carciofi per tutti i gusti.
    Vedo che l’amore per la Sicilia riemerge sempre nelle tue parole. Se dovessi trovarti dalle mie parti, fammi un fischio. pesce e verdure/ortaggi di stagione pure per te.

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  25. @Jezabel @Tutti

    Grazie!!

    A Randazzo ci sono stata: che posto incredibile, con la lava pietrificata che arriva fino al bordo della strada! Ecco è uno di quei posti che ha un che di primordiale e di mitico assieme. Dovessi buttare lì un rimando letterario senza pensarci su, mi verrebbe in mente “La strada” di Cormac McCarthy: non c’entra niente, mi direte, ma a una suggestione non si comanda.

    Ciao,
    mari

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  26. @Cristina @Tutti
    Cristina, se hai visitato il Guggenheim a Bilbao, ben comprendo che tu sia proiettata verso l’arte modernissima. Ero rimasta molto impressionata quando, qualche anno fa, a Venezia, ho scoperto il museo di Peggy Guggenheim; fortissima emozione anche quando ho visitato a Roma, alle Scuderie del Quirinale, una mostra con le opere del Salomon Guggenheim di NY: c’era una versione di “Einige Kreise” di Kandinsky che da sola valeva la visita e la sindrome di Stendhal, con me visitatrice emozionale (anche se preparo le visite ai musei o forse proprio per quello!), era in agguato: https://www.guggenheim.org/artwork/1992

    Qui, quale potrebbe essere il rimando letterario?

    Ciao,
    Mariangela

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  27. ah, Mari, che domanda! proprio non saprei, il Guggenheim mi ha davvero emozionata a un punto che non credevo. Per la sua struttura e per quello che c’è dentro.
    Ci penserò, quindi

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  28. @Mariangela: Un rimando letterario che mi viene in mente è “Due o tre cose che avrei dovuto dirti…” di Joyce Carol Oates. Per farti capire il collegamento con Kandinskij, ti copio&incollo un commento su questo libro che avevo scritto nel post “I libri più belli letti nel 2016”:

    Ho appena finito di leggere il libro di Joyce Carol Oates di cui vi parlavo tempo fa (Due o tre cose che avrei dovuto dirti…). Come avrete intuito dal fatto che ci ho messo moltissimo a finirlo, non mi ha fatto impazzire; tuttavia, mi sono identificato moltissimo con le vicende narrate. Viene infatti presentata una situazione che è l’incubo di qualsiasi professore: l’accusa di aver molestato una sua alunna.
    Ciò che rendeva la situazione ancora più insopportabile era che l’accusa era totalmente infondata: era l’alunna che si era perdutamente innamorata del professore, e per compiacerlo gli aveva regalato un quadro di Kandinskij (rubato al padre) per il suo compleanno.
    Ovviamente il padre se ne accorge, ed essendo uno di quei genitori terribili per cui i propri figli sono sempre innocenti tenta di far crocifiggere il professore: il suo ragionamento è che, se sua figlia è arrivata a tanto per compiacerlo, sicuramente i due non avevano un normale rapporto studente – docente, e quindi lui deve averla per forza sedotta.
    Poi salta fuori che poco prima del fattaccio la ragazza aveva avuto un colloquio nello studio del professore, e che nel corso di questo colloquio lui le aveva messo una mano sulla sua: questo perché lei si era messa a piangere raccontando di un grave lutto che l’aveva colpita, e lui aveva voluto consolarla così.
    Il padre della ragazzina non aspettava altro: se i due si sono incontrati da soli, hanno parlato di argomenti strettamente privati e il professore l’ha anche toccata a quel modo, questo conferma la sua teoria per cui non c’era la dovuta distanza tra alunno e docente.
    Il preside è uno di quei presidi terribili (tipici delle scuole private) per cui i genitori hanno sempre ragione, e quindi sospende il professore pur di compiacere il potentissimo padre della ragazza.
    Gli alunni si rendono conto che tutta la faccenda è stata gonfiata all’inverosimile, e quindi insorgono a difesa del professore: basterà? Non ve lo dico, altrimenti vi svelo il finale del libro.
    Della vicenda in sé invece che ne pensate? Il docente è effettivamente una vittima innocente, oppure pur non avendo sedotto nessuno si è comportato comunque in modo inopportuno, e quindi se l’è andata a cercare? Come avrete capito, io propendo per la prima ipotesi.

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  29. Vedi Mari, Qui nel Guggenheim di Bilbao c’è una cosa pazzesca, una installazione fissa enrnorme di Richard Serra che si chiama La materia del tempo, sono degli enormi pannelli a spirale di acciaio ( ma anche a serpente o a spalto di concerti, cioè quasi orizzontali solo con inclinazioni verticali diverse) dove entri dentro e ti perdi, esci frastornata, hai perso la direzione e il senso della verticalità, sembra che il pavimento si inclini, una cosa indescrivibile, davvero un’esperienza fortissima, sei scagliata fuori di te e ti gira la testa.
    Non c’è letteratura che posso associare a questo. no.

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  30. @Cristina
    Va bene per me quel posto lì, che abolirei anche i cavallini sulle giostre perché mi fanno girare la testa!

    Durante la salita alla cupola di San Pietro, quando la scala, a senso unico, si fa stretta e si prova un senso di vertigine, io ho dubitato anche di Micky e mi son detta, sbagliare sbagliamo tutti, sarà stato anche un genio, ma se ha sbagliato i conti e qui va giù tutto, scala, cupola e chiesa (quando hai fifa ti concedi qualche iperbole), mi seppelliscono a Roma senza l’onore di portarmi in Campidoglio.

    Saluti,
    Mari

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  31. Bellissima questa incredibile installazione, perfetto il titolo dell’opera! Peccato che per ora Bilbao non sia nelle prossime mète ma chissà..
    Al Guggenheim di Venezia ci torno spesso, tra l’altro vi è uno dei miei quandri preferiti di Magritte, L’empire des lumieres, quando ti avvicini pare di poter fare un passo per entrarci dentro.
    Amato tantissimo anche il Guggenheim di NY, ricchissimo di opere oltre ad ospitare sempre temporanee interessanti e innovative.
    E visto che parliamo d’arte allora accenno alla bellissima mostra sull’impressionismo di Treviso che sta per concludersi, curata dal bravissimo Marco Goldin . una mostra sontuosa e ricca di opere, sorprendente nonostante l’Impressionismo sia periodo stra conosciuto, e che ha anche un po’stancato in generale, ma credetemi quando guardi Van Gogh non ti stanchi mai! Tanto che Goldin è stato richiamato a Vicenza aprirà in autunno la più grande mostra mai fatta su Van Gogh in Italia.
    Ma in questo periodo c’è molto anche a Bologna da vedere…per restare nelle mie vicinanze.. Bilbao per ora deve purtroppo aspettare .
    Buona giornata a tutti!

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  32. ps. Scusate non ho scritto dove la prossima mostra su Van Gogh, a Vicenza! Tanto per far buona compagnia a Canova e Palladio.. 🙂

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  33. Beh, a modo suo per me Lansdale è un grande, soprattutto capace di creare personaggi indimenticabili e unici. Il suo capolavoro (premio Award per il miglior romanzo)) resta “In fondo alla palude”, ambientato nel Texas degli anni ’30, uno squarcio di un’America lacerata da odi razziali, depressione e capacità di sopravvivere in un ambiente ostile. Questo è il contesto anche di “Cielo di sabbia” e “Acqua buia”, anche questi per me romanzi memorabili. Lansdale è un grande narratore che qui da il meglio di sé. Poi consiglio tutta la serie di Hap e Leonard , una serie noir dove i due protagonisti, un bianco progressista e un nero repubblicano e conservatore (e omosessuale) sono legati da una profonda e viscerale amicizia, oltre che da una serie di eventi sfortunati da cui riescono sempre in qualche modo ad emergere. Abilmente in questa serie Lansdale mescola temi attualissimi come il razzismo, l’ingiusto sistema sanitario americano, la precarietà del lavoro, lo sfruttamento ad una nota ironica che a volte sfocia in vere e proprie situazioni comiche. Alcuni dialoghi sono da antologia. Beh, spero di avere invogliato ad approfondire un autore moderno che si piace ai più giovani, ma ha tutto per affascinare con la sua immensa capacità narrativa anche un pubblico più adulto.

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  34. @Teresa grazie! anche per me è uno scrittore molto originale, con un suo stile di scrittura coinvolgente e bei personaggi . se dovessimo sempre e solo leggere solo i grandi inseriti nel famoso “Canone occidentale” sai che omologazione ! oltre a Il carro magico mi era piaciuto La sottile linea scura, protagonista sempre un ragazzino alle prese con un mistero e il passaggio all’età adulta, metto in lista “In fondo alla palude” .
    ciao

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  35. @EditaLara figurati, a me manca Il carro magico, lo leggerò sicuramente. Anche a me è piaciuto il suo romanzo La sottile linea scura. Per quanto riguarda il canone occidentale non ne so molto, puoi darmi dei riferimenti? Io vago raminga tra occidente e oriente, da sempre, anche nelle letture.

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  36. si, è tutto un (perenne) ritorno degli impressionisti, a Bilbao c’era Renoir ( al Museo di bellas artes) a Milano Degas, insomma io li ho visti e stravisti e rivisti, qua là su e giù, ma possibile però che in Italia non si riescano a fare mostre un po’ diverse, di scoperta, insolite? Con tutto l’amore per gli impressionisti eh, però…
    Almeno vedo qualcuno che sta riscoprendo Depero ad esempio, e già questa è una novità

    Mari, Quella installazione – davvero un detonatore emotivo – si può anche solo circumnavigare o vederla dall’alto, anche se non è la stessa cosa. Ti fa perdere il senso del tuo personale spazio-tempo e questa è la meraviglia e la scoperta.

    Grazie Teresa per le parole su Landsdale, capisco anche meglio perchè piaccia molto a mio figlio..

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  37. @Cristina a dire il vero a Treviso , alla grandiosa mostra sugli impressionisti, il piano terra era dedicato ad un’altra bella mostra decisamente più moderna:
    http://www.lineadombra.it/ita/mostre/da-guttuso-a-vedova-a-schifano/gvs-la-mostra/gvs-introduzione.php
    e si poteva vedere pure questa davvero inedita e interessante, peccato non avere tempo sufficiente :
    http://www.lineadombra.it/ita/mostre/quattro-pittori-sillabari-goffredo-parise/mostra/sillabari-parise-introduzione.php

    e a Milano ci sono sempre mostre parallele alle grandi “classiche”, una recente chusa a Gennaio è stata ” Hokusai, Hiroshige e Utamaro.

    Certo che installazioni grandiose come quella di Serra qui in Italia io non ne conosco…

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  38. @Teresa, tanto per semplificare e sintetizzare (la questione sennò sarebbe lunga, ma già tempo addietro l’aveva sintetizzato Carloesse) il cosiddetto “canone occidentale” è l’insieme della più importante produzione letteraria occidentale riconosciuta come fondante la cultura occidentale.
    Argomento che negli anni ha dato adito a innumerevoli discussioni letterarie, in parte anche molto interessanti; è notissimo il Canone occidentale del più famoso critico letterario statunitense, Harold Bloom (per me tra l’altro antipaticissimo e ostico, criticò pure il Nobel al nostro Dario Fo) e riguardo lui cito un passo che mi è piaciuto da una tesi: “Il canone è l’insieme delle esperienze letterarie che contano per la loro stessa forza, che hanno arricchito e modificato la tradizione occidentale, irrompendo dentro di essa immettendovi qualcosa di essenziale e determinante: esperienze capaci di durare per la loro innata forza estetica, fatta di originalità, capacità cognitiva ed esuberanza espressiva.
    Ma non è un canone mistico o sacrale, anzi, è un canone del tutto laico e terrestre, che si è forgiato tra le lacerazioni e i conflitti che hanno formato il concetto di modernità. Il canone trae la sua origine in alcuni scrittori potenti e assoluti che hanno segnato profondamente il corso della tradizione che dopo di essi si è svolta e arricchita.”
    Autore: Gherardo Fabretti
    Università: Università degli Studi di Catania
    Facoltà: Lettere e Filosofia
    Esame: Storia della critica e della storiografia italiana
    Docente: Rosario Castelli
    Titolo del libro: I confini della critica
    Autore del libro: Giulio Ferroni
    Editore: Guida
    Anno pubblicazione: 2005

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  39. P.S. e a proposito di quella bella mostra e di liste che si allungano e di mie colpevoli mancanze : i Sillabari di Parise !

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  40. @Tutti
    Ho terminato “L’amico estraneo” di Cristoph Hein, l’altro titolo pescato dall’elenco dei romanzi in lingua tedesca: questa volta è andata meglio che con il Malte, mi è piaciuto e sono contenta di avere incontrato questo autore.

    “L’amico estraneo” di Cristoph Hein è un libro scritto con un linguaggio molto semplice, in modo piano, ma nella sua semplicità riesce a comunicare tutta la solitudine nella quale la protagonista ha deciso di trincerarsi: non ha amici ma solo conoscenti; per i genitori prova pena ma certo non affetto o amore; nulla la lega più all’ex marito a dispetto dei tentativi della madre che inizialmente tenta di ricucire il loro rapporto; è una brava dottoressa, ma dai problemi degli altri quando è fuori servizio afferma di voler stare alla larga, insomma ha affinato al meglio la sua tecnica di impermeabilizzazione alla vita, tecnica che solo apparentemente la rende immune alla sofferenza.

    Il romanzo è ambientato nella ex DDR, ma il fattore politico (salvo forse in un episodio risalente all’infanzia) non ha un ruolo importante: l’infelicità di Claudia non discende dagli assetti geopolitici internazionali, dipende da motivi esistenziali, dalla forma di difesa che lei stessa ha messo in atto per non soffrire. Solo la frequentazione di Henry sembra interessarle (ma è una relazione che comunque non la strappa dalla sua posizione di diffidente difesa), e proprio con la morte di Henry si apre il racconto.

    Un breve soggiorno nel paese natale si rivela inutile, Claudia non permette neppure ai ricordi d’infanzia, pur vividi, di scalfire il suo bunker affettivo: inutile domandarsi chi siamo, si persuade la protagonista, scavare nei recessi nascosti non può portare nulla di buono.

    È un bel libro che scende in profondità senza clamore e senza effetti speciali, merita un bel voto. Soprattutto nelle pagine finali, a mio parere, l’autore è bravo a tratteggiare un personaggio che a me è sembrato il ritratto della persona depressa che non sa di esserlo.

    Mi sto chiedendo se un libro siffatto possa nuocere o giovare a chi sia giù di morale di suo e se in certe situazioni si possa arrivare a sconsigliare un libro nonostante i suoi meriti letterari (domanda oziosa: la reazione alla lettura secondo me dipende da troppe cose per poter prevedere la ricezione).

    Ciao,
    Mariangela

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  41. se un libro siffatto…Mari, ma scrivi come qualcuno del secolo scorso! ahaha, scherzo, però ogni tanto…
    vabbe’. Non so dirti la ricezione di un libro, omeglio le emozioni che suscita da cosa dipendano. Da tante cose. Ma non credo che una storia ,in sè, possa demoralizzare; se uno è demoralizzato ( o depresso) nulla gli fa bene e nulla lo consola, anzi, la vita degli altri risulta deprimente se tu per primo non riesci a vivere … O no?
    ( da notare ho usato un punto e virgola, cosa mai successa credo nei miei ultimi 3 o 4 anni. mi sarò adeguata…??)

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  42. @Tutti @Cristina

    Io mi chiedevo se in certi casi, per esempio al cospetto di un amico in crisi, non sia addirittura opportuno astenersi dal consigliare certi libri particolarmente tristi, magari validi dal punto di vista letterario, ma potenzialmente detonatori di ulteriore dolore. Sono d’accordo che la risposta sia sempre la stessa: dipende dalla reazione, puoi trovare quello che quando sta male è contento di leggere libri dolorosi, puoi trovare invece il lettore cui parrebbe masochistico sorbirsi, oltre alla propria, anche la depressione dei personaggi letterari.

    Ciao,
    Mari

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  43. secondo me uno/a in crisi – 1) non legge -2) è pieno solo del proprio male di vivere -3) non sopporta di vedere la felicità altrui di cui lei/lui non è capace – 4) deve andare da un buon terapeuta non da un libraio.

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