I libri più belli, letti nel 2017

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

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793 pensieri riguardo “I libri più belli, letti nel 2017”

  1. @Cri
    scusami, cara,
    ma mi sento toccata
    Cito testualmente il tuo divagare tra i verbi :

    “riflessivo di verbo non intransitivo. il part passato si declina col soggetto se non ha complemento oggetto- la regola ( di cui peraltro poco mi cale) COSì DICE.

    io mi sono sottomessa – LORO SI sONO SOTtOMESSI- esse si sono appassionate, lui si è innamorato, lei si è innamorata, io mi sono vista -esse si sono viste e via discorrendo.. io mi sono appassionata se femmina, appassionato se maschio.
    Al di là della lingua che deve – DEVEEE…-adeguarsi a riflettere i generi questo è, non ci piove, sorry ragazze

    Sorry lo dico io, hai fatto un certo mischiotto di forme: MI HA APPASSIONATO non è riflessivo. Quando hai studiato il passato prossimo attivo coniugavi
    IO HO APPASSIONATO
    TU HAI APPASSIONATO
    EGLI HA APPASSIONATO e non EGLI HA APPASSIONATA quindi IL LIBRO HA APPASSIONATO ME e/o MI HA APPASSIONATO.
    Come puoi vedere non c’entra nulla con gli esempi che fai tu che sono forme pronominali e passive.
    Un bacio.

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  2. @ww Quale matrimonio? Ha il fine della procreazione solo il matrimonio “sacro” delle religioni.Che sono arcaiche . Per il resto che dici sono d’accordo con te. ciaociao Cam

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  3. Il part. passato si coniuga ove possibile con il genere e il numero del complemento oggetto. Egli ha amato me ( donna,) cioè mi ha amatA . io ho amato lui, cioè l’ho amatO. Io ho amato i miei nipoti – cioè li ho amatI.

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  4. @Tutti
    Tempo fa avevate commentato in termini favorevoli un libro che, sempre per colpa vostra, ho poi letto anch’io: di Jeffrey Eugenides non me la sentivo di affrontare il corposo Middlesex, ho quindi optato per “Le vergini suicide”.

    Ragazzi, quando scrivete qui di libri così potenti a me dovete avvertirmi prima perché io sono sensibile e impressionabile e questo un libro potente, anzi potentissimo, lo è, visto che, come ci dice subito l’autore già nelle prime pagine, è la storia di cinque sorelle adolescenti che, nel torno di un anno, una dopo l’altra e in modo diverso, si tolgono la vita.

    Battute a parte, l’impressione che mi ha fatta, va naturalmente a favore del libro perché se si fosse trattato di una semplice esibizione di macelleria o di violenza gratuita non sarebbe stato così efficace e non avrebbe saputo coinvolgermi. Il fatto è che la storia viene raccontata da un gruppo di ex ragazzi (che molto hanno amato le sorelle Gibson) in modo naturale, se pur con sconcerto ancora a distanza d’anni, e assume un tono di credibilità, a dispetto delle vicende raccontate, che ti tirano subito dentro nella storia. Ecco, come Dani, direi che è una lingua scorrevole, a patto di comprendere cosa si intenda per scorrevolezza: l’autore ha trovato le parole e le forme giuste, quelle che io mi aspettavo in quella situazione, per raccontare la sua vicenda tanto che a me tutto sembrava scorrere e filare liscio (pur nella drammaticità degli eventi rappresentati).

    Il finale aperto, senza risposta alla domanda perché le giovani si siano suicidate, fa sì che ci si interroghi sui motivi di un simile comportamento: certo il clima repressivo e sessuofobico della famiglia ha concorso grandemente, ma non spiega tutto.

    Alla fine vi devo pur sempre ringraziare, perché questo romanzo mi ha fatto impressione, ma è un bel libro e va detto.

    Ciao.
    Mariangela

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  5. @ Già Mariangela, LE VERGINI SUICIDE e’ un bel libro. il primo pubblicato. Io che lo leggo da molti anni, tra i romanzi di J.Eugenides sceglierei , LA TRAMA DEL MATRIMONIO perché e’ una storia che fa incontrare a chi la legge una “verità velata”,svelandola mirabilmente. da quel grande scrittore che è, sempre capace di arricchire ogni sua trama di spessore scientifico. La trama di un matrimonio,
    si legge per piacere e si imparano al tempo stesso un sacco di problematiche”senza studiare”.
    Un altro grande romanzo di Eugenides e’ MIDDLESEX
    la storia di Callie (Calliope) che nasce bambina e diventerà Cal, un ragazzo. . Una storia appassionante e la spiegazione scientifica delle forme di “middlesex” , così. attuali. E’ la genetica che le produce. Non c’è niente da fare. Insomma Eugenides e’ uno scrittore magnifico e anche uno scienziato.
    Ciao Marian. Sono contenta di aver ricordato Jeffrey Eugenides. Sempre merito tuo. Ciaociao. cam

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  6. Io invece ho adorato Middlesex e trovo La trama del matrimonio un libro non riuscito, goffo, piatto e inutile persino. cioè senza aniuma, a me aveva anche fatto un po’ incavolare.

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  7. @tutti
    Eugenides fantastico! MIDDLESEX grande libro dell’anno scorso, lettura d’evasione ma anche impegnata.

    @Mariangela
    Mi permetto di consigliarti il film IL GIARDINO DELLE VERGINI SUICIDE. Sofiuccia Coppola è propria brava…

    @Cristina
    va già meglio Cri, gli esempi sono più calzanti, ma io sceglierò sempre la stessa forma, quindi ti prego di non affannarti più o dovrò dichiarare pubblicamente :
    Cara signora lei mi ha stufatOOOO 🙂 🙂 🙂 e non vorrei subire i tuoi strali quando vedrai che la O è riferita non solo ad un femminile ma a te medesima!!!! 😦 😦 😦

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  8. @ Cristina. Io invece avendo sperimentato da vicino cosa sia quel “male” ( bipolare, fatto di alti e bassi bruttissimi ,depressione, un male oscuro. difficile da sopportare per il malato e per chi gli vuole bene…)amo molto questo romanzo. Aiuta a capire, i forti e il debole. La sofferenza di un ragazzo che deve prendere. farmaci che lo …e allora smette con conseguenze immediate. E una ragazza che malgrado tutto …ma trovo spiacevole. raccontare gli avvenimenti. La grandezza di un libro non è. mai nella trama. L’ ordito non si può. raccontare ma ogni lettore lo riempie di figure, sogni e incubi, come un ricamo.
    Certo ognuno di noi ha il suo modo di ricamare e ogni ricamo e’. diverso.Poi si può. decidere che non valga la pena di occuparsi di quell’ordito.Quello di Eugenides e’ forte e magnifico. Ma sappiamo bene quanto. siamo tutti diversi di fronte a un’opera di letteratura e come interpretiamo le luci e il buio del firmamento. Come stai Cristina? La grinta mi sembra intatta e questo è. un buon segno. Un abbraccio. Cam

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  9. sto, a parte il misciott sui verbi, cara Cam, sto eminentemente orizzontale il che è una rottura galattica a dir poco.
    Di quel libro già abbiamo discusso in passato, me ne ricordo. A me aveva fatto infuriare per la banalità con cui tratta una faccenda serisa e per l’inconsistenza sentimentale sottostante.

    bè Jez, potrei anch’io dire che mi sono stufatA di vedere stropicciare i participi passati e i generi, soprattutto il nostro. Quindi non è detto che io segua i tuoi dettami, non è affatto detto…
    con affetto femminile intatto

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  10. @Cri
    Mannaggia, l’orizzontalità è una vera disgraziata condizione.
    I miei dettami devono seguirli solo i miei alunni, per fortuna, ed esclusivamente dentro le mie verifiche…
    Abbracci!

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  11. @Jezabel: Mi è piaciuto molto quell’ “esclusivamente dentro le mie verifiche.” Dietro a questa precisazione c’è uno dei punti fondamentali del nostro lavoro: dobbiamo educare i nostri alunni, ma senza plagiarli, senza fare loro il lavaggio del cervello inculcandogli a forza le nostre idee. I nostri dettami devono limitarsi (appunto) alle verifiche, su tutto il resto dobbiamo lasciare loro completa libertà di formarsi un’opinione autonoma e personale.

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  12. @ ww sul fatto che Charlie. Hebdo sia una rivista disgustosa da sempre , non ci piove. Sono diventati. , giustamente, martiri della libertà. di espressione quando la mostruosa. follia religiosa li ha colpiti. W la frase di Voltaire : circa così: non la penso come te ma sono disposto a dare la mia vite affinché tu possa esprimere il tuo pensiero.
    Perciò. quello che scrivono su Charlie Hebdo è. bigotto, volgare, misogino, e idiote. La cosa migliore, per chi pensa con la propria testa e’ ignorarli e disprezzare certe miserevoli e reazionarie sparate.Penso che la “premier dame” francese sia abituata al conformismo beota e becero nei suoi confronti. Cam
    @ Cristina mi dispiace che tu non stia ancora “in pied”. Accetto che tu esprima i tuoi gusti e i tuoi sentimenti su una storia tanto complessa come quella del romanzo LA TRAMA DEL MATRIMONIO ,come tutti i libri di Eugenides, e’ percepibile in maniere molto diverse. A me succede, e succede a tutti, che la lettura di una vicenda umana penetri nell’inconscio profondo che…va per conto suo…e non si può. farci nulla. Sono i grandi e meravigliosi poteri della letteratura.
    Guarisci prestissimo. Un abbraccio tua. Cam

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  13. @Camilla la frase che tu citi è erroneamente attribuita a Voltaire, lui non l’ha mai detta. Fu una scrittrice inglese che gli dedicò un paio di opere e che in sua lettera del 1939 puntualizzò che, appunto, non fu Voltaire ad affermare quanto sopra ma lei stessa. Io personalmente non la condivido però al di là di questo gira da troppo tempo sta bufala di Voltaire. Io stessa pensavo fosse stato lui , fino a quando un amico mi ha inviato link vari che documentano l’attribuzione errata. Ciao. Teresa

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  14. guarire prestissimo? 3- 4 mesi saranno, quindi estate in malora etc etc.

    Ma ecco una cosetta preziosa, uno dei motivi per cui amo Michela Murgia

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  15. @ Teresa. grazie dell’ informazione. Chiunque abbia detto quella frase io la trovo necessaria. Ai miei tempi si diceva vietato vietare. Criticare duramente, in certi casi estremi denunciare, va benissimo. Vendicarsi di chi ha offeso con la violenza, le bombe , le armi mai . Questo intendevo. Comunque non ha importanza. Se penso che il pur grandissimo Voltaire era antisemita mi vengono i brividi. Ciao e grazie. Cam

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  16. @ Cristina bene Cristina, finalmente una donna consapevole , e ce ne sono tante, e coerente, e ce sono meno, vedi il movimento femminista pieno di se e di ma, assurdi tabù. sulla pelle , sul corpo vivo,delle altre. Le femministe fino a un certo punto mi fanno disperare più di quelle maschiliste dichiarate. Questa di sindacare con false motivazioni morali –stiche sul corpo delle “altre donne” la trovo insopportabile. Bravissima la Murgia. Spero che anche altre donne eccellenti si esprimano senza ipocriti distinguo sulle pance delle altre. ciao mi incazzo parecchio su questi temi. Cam

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  17. @Camilla: Condivido pienamente ciò che hai scritto, e ti ringrazio per aver partecipato al dibattito a cui ho dato origine.
    Riguardo alla libertà di espressione, qua in Italia abbiamo un altro giornale – martire: alludo al Fatto quotidiano, e alla gogna che ha subito da parte di Renzi alla Leopolda (per chi non ricordasse l’episodio, ecco un promemoria: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/12/leopolda-i-renziani-mettono-alla-berlina-la-liberta-di-stampa-e-indicano-il-nemico-numero-1-il-fatto-quotidiano/2298223/).
    Ad ogni modo, anche il Fatto quotidiano qualche errore l’ha commesso: alludo ad esempio a quando sfruttò lo scandalo Consip per far partire una crociata contro Tiziano Renzi, e poi non fece marcia indietro quando saltò fuori che questi era stato tirato in mezzo soltanto per un’intercettazione trascritta in modo errato.
    Una volta accortisi di aver preso una cantonata e di aver gettato badilate di fango a vuoto su Tiziano Renzi, la cosa più saggia da fare per i giornalisti del Fatto sarebbe stata cospargersi il capo di cenere e chiedere umilmente scusa: e invece cos’hanno fatto? Hanno sparato in prima pagina un titolo del tipo “Cade un indizio su Tiziano Renzi (ma restano in piedi tutti gli altri).” Un tentativo di arrampicarsi sugli specchi pur di non ammettere l’errore che ho trovato ridicolo e indisponente (e lo dico da lettore saltuario di quel giornale, e da elettore tutt’altro che ben disposto nei confronti di Renzi). Sei d’accordo?

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  18. @Camilla Per quanto mi riguarda non giustifico chi semina il terrore (chiunque) e la violenza. Questo non significa che darei la vita per islamofobi, xenofobi, razzisti, misogini, fanatici vari.
    La difesa delle idee per me è imprescindibile da una base etica condivisa o condivisibile. E implica una reciprocità .
    Un caro saluto.
    Teresa

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  19. camilla, un quiz sul Manzoni? io non ricordo unA CIPPA LESSA!
    sTO LEGGENDO lA SOVRANA LETTRICE DI bENNETT, PROPRIO CARINO. STANNO ANCHE LEGGENDOLO AD ALTA VOCE A fHARE, MA IO NON LO ASCOLTO SE NO MI SI SOVRAPPONE.

    ogni tanto, davvero il livello di Michela sarebbe l’unico accettabile per parlare di fatti personali e corpi, ma qui lo sciivolo sul gossip intorbida le cose. Ma anche rispondete amiche mie?

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  20. @tutti, “in tema” libertà , moralisti, ecc.. ho cominciato a seguire una serie originale Netflix dei fratelli, anzi ora delle sorelle Wachowski (ideatrici della saga di Matrix per capirci): Sense8 .
    Una serie molto forte, per la quale bisogna aprire mente e cuore e che io trovo eccezionale!
    Non è esente da difetti narrativi e qualche leggerezza nella trama ma i temi sono POTENTI , gli attori molto bravi e le riflessioni di assoluta urgenza e attualità.
    Alcune scene e parole sull’arte sono di una bellezza spiazzante, alcune immagini così forti che ti pare di correre velocissima verso lo schianto finale, salvo poi rimettere i piedi per terra e accorgerti che qualcosa dentro ti parla se sai ascoltare .
    Lo spunto iniziale è un po’ fantascientifico ( come lo era anche in Matrix) ,ma è solo il trampolino di lancio; alcune puntate sono più drammatiche, altre più divertenti , alcune lente e un po’ appesantite ma tutte hanno sempre una profondità e una SCHIETTEZZA incredibili nel trattare i temi dell’omosessualità, dei rapporti umani di tutti i generi, dell’amore declinato in tutte le sue forme, verso il partner, un genitore, un amico, una comunità; l’accento sul fatto che lottare per un mondo migliore e più giusto insieme agli altri è meglio che da soli, e lo sviluppo dei personaggi che da stereotipati esempi di persone , come siamo noi tutti sempre e comunque etichettati in qualche modo, evolvono in qualcosa che va oltre, oltre le etichette, oltre i limiti imposti dai moralisti appunto, oltre i muri e le odiose intolleranze di tutti i tipi.
    un link per chi fosse incuriosito:
    http://www.telefilm-central.org/2015/06/13/sense8-recensione-della-prima-stagione
    BUON WEEKEND A TUTTI 🙂

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  21. @tutti Grande Michela Murgia con la sua pacatezza e fermezza dice cose assolutamente giuste. Unica perplessità è che quel femminismo italiano ‘bigotto’ sia ancora così forte. Penso a nuove realtà di donne spesso giovanissime e di quello che sono riuscite a realizzare in poco tempo, alle grandi manifestazioni in tutto il mondo dell’8 marzo. Soprattutto alla continuità di un progetto che non è in linea di sicuro con quanto Murgia dice. Io ci sono stata alla manifestazione dell’8 marzo, nella mia città, c’erano donne di ogni età, uomini (tanti ), musica e determinazione.
    Buon weekend.
    Teresa

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  22. sapete cosa ha di speciale per me Michela? é non solo intelligentissima e acuminata, ma per dire le cose usa poche parole…esatte e stringenti. Dote rara di comunicazione chiara e puntuta, ovvero inequivocabile.

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  23. la sovrana lettrice , un piccolo pastiche carino, insomma, dai un sorrisino lo strappa, ma non certo un libretto imprescindibile. Ah sti inglesi e il loro humour

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  24. @Camilla @tutti
    Camilla, a seguito della tua segnalazione, mi sono procurata un libro di un saggista che tu hai definito raffinato, come hai ricordato tu, scrive sia di cinema che di letteratura:

     Daniel Mendelsohn, “Bellezza e fragilità”, Neri Pozza, 2009

    Per ora ho potuto leggere solo l’articolo che dedica al film “Brokeback Mountain”, che avevo visto anch’io a seguito della lettura dell’omonimo libro di Annie Proulx.

    Mendelsohn scrive bene, sa farsi capire e, perlomeno in questa sua recensione, di suo condivido anche il messaggio. Scrive Mendelsohn che ai tempi dell’uscita del film molti commentatori si erano affannati ad affermare che non si era al cospetto di un film a tematica gay, ma che l’oggetto era l’amore; in questo suo saggio il critico confuta questa tesi: “affermare che tratta di passioni umane di portata universale equivale gravemente a fraintenderne i contenuti e, inevitabilmente, a sminuirne i grandi meriti”. Il film di Ang Lee, raccontandoci l’amore tra due maschi, che sono anche due cow boy, ci dice quello che i gay hanno sempre sostenuto, spiega Mendelsohn, non esiste una tipologia riconoscibile di gay, un genere di persona con caratteristiche distintive che li identifichi.

    [“Una storia da ricordare”, in Daniel Mendelsohn, “Bellezza e fragilità”, Neri Pozza, 2009, pp. 163.173, articolo originariamente pubblicato sulla “New York Review of Books”, il 23/2/2006]

    @Cristina @tutti
    “La sovrana lettrice” è un gran libro, uno dei pochi – che io conosca – che si possa definire, senza cadere in un equivoco grossolano, “leggero” in senso calviniano.

    Ciao,
    Mariangela

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  25. Per la sua tendenza a sminuire tutto, spesso con ampio uso di coprolalia o comunque di parole cariche di astio, Cristina mi ricorda molto Er Faina. E i suoi video mi divertono molto, quindi vi assicuro che è da considerarsi un complimento.

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  26. ww. a proposito. di libertà. di espressione e/o di opinione.Non sono d’accordo caro ww sull’essere vittima da parte del fatto quotidiano. Fino a oggi , per fortuna, non ha subito nessun tipo di violenza.Il diritto di dissentire dal FATTO, anche molto duramente. esiste ed è sacrosanto. A mio avviso. il fatto è. nato e resta in vita sulla continua persecuzione di tutti i suoi “nemici” e sull’illusione che dà ai suoi adepti di sfogare le proprie ..disillusioni. Io ho sempre ammirato il talento. di Travaglio nell’uso della lingua, le sue iperboli, i suoi giochi di parole molto divertenti ( mi ricordo come esempio ormai antico . il ” piercasinando. furbini ” e altri.)
    Ma un giorno lessi un suo pezzo crudele e gratuito e cattivo verso Adriano Sofri… Mi e’. bastato per capire la sua montanelliana perfidia.
    Il Fatto è. un bel giornale ma non è sicuramente
    maestro di equità.ciaociao
    @ Marian sono contenta che tu stia compulsando il saggio di Mendelssohn.Mi sembra sempre molto acuto e misurato.
    @ Cristina scusa cri ma non sono sempre comparabili i libri. Alan Bennett e’. un grande scrittore nel suo genere e nessuno ne parla in termini morali. La letteratura umoristica può essere meravigliosa ma è. fatta per sorridere o ridere fino alle lacrime, pensa al Circolo P. di Dickens, a moltissimi altri.Io adoro Echenoz, il suo LAMPI , il suo RAVEL e tutti i suoi libri. Imparagonabili. Ti volevo chiedere se Michela Murgia si è. espressa sulla frase tristissima della Serrachiani. Baci e forza e coraggio per la tua estate rubata. Cam

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  27. @ tutte e basta che ai tutti non gliene. importa un bao.
    E’. uscito un nuovo libro di Annie Ernaux che partecipa al Salone di Torino. Sulla LETTURA del corsera di oggi (un numero da non perdere, in edicola per 50 cent.)c’è. un bellissimo pezzo. Anche la mia amata Milena Agus ha scritto un nuovo libro. Alleluia. baci a tutte. Cam

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  28. @Cristina @tutti
    In merito al tuo giudizio su “La sovrana lettrice”, ho apprezzato l’inciso tra trattini “- a mio avviso -” perché tutto dipende, in effetti, da cosa secondo noi fa grande un libro. Nel mio giudizio il fatto che Bennett nel romanzo sappia essere leggero (ripeto: qui, sì, Calvino è lecito citarlo) e che risulti ironico, di quella ironia lontana dal bieco sarcasmo, un’ironia che semmai spesso sfocia nell’umorismo, già per questi elementi per me ha scritto un gran libro; ironia e umorismo non sono doti comuni, anzi, capita di imbattersi in tanti maldestri tentativi di umorismo che proprio al “divin fanciullo che passeggia per l’immensità”, per dirla con Schnitzler, non assomigliano neppure alla lontana.

    Poi c’è di più: quello che altri hanno espresso sulla lettura in lunghe pagine teoriche, lui lo ha fatto vivere nei dialoghi del romanzo in modo chiaro ed efficace: solo un esempio: “con i ragguagli la questione si chiude”, contesta l’augustea lettrice quando Kevin le propone un surrogato, “con la lettura tutto si apre”. Non è forse vero? Non è questa quasi la parafrasi di quello che scriveva Proust?

    “Quelle che per l’autore potrebbero dirsi le conclusioni, per il lettore potrebbero chiamarsi “incitamenti”; dall’autore il lettore vorrebbe risposte, ma l’autore può dargli solo desideri” (Proust, “Sulla lettura”, Mondadori, 1995).

    Grande, veramente, secondo me.

    Saluti,
    Mari

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  29. vabbè, Mari, ci sono divrese categorie di grandezze, se quello è grande allora Tolstoi o Dickens che sono? s enza nulla togliere all’amabilità del libretto, ripeto leggero, divertente e pure intelligente…

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  30. @Cristina Grazie cri, adesso ho più parole per dirlo. La Serracchiani mi ha sbalordita. Razzista e conformista.Non avrei mai pensato che una donna colta e intelligente potesse confondere le carte con tanta ipocrisia. grazie Cam

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  31. E’ evidente che da un bel po’ di tempo la sinistra ha iniziato a “copiare” la destra. Prima sul tema della legittima difesa, poi su quello del razzismo. Il caso Serracchiani si inserisce in questo quadro, ed è l’ennesimo segnale di snaturamento della sinistra: un processo che era facile intuire già dal giorno in cui è salito al trono Renzi, che è palesemente un uomo di destra riciclatosi a sinistra perché nel PDL comandava ancora Berlusconi.
    Insomma, la sinistra è morta, ed è diventata soltanto una caricatura della destra. Non capendo che così rafforza il discorso di Grillo per cui destra e sinistra pari sono, sono due facce della stessa medaglia, e quindi se si vuole un reale cambiamento bisogna votare per lui. Cosa che naturalmente non farò mai.
    Comunque, non ho la certezza assoluta che la Serracchiani abbia detto quelle cose per scimmiottare Salvini. Può darsi che la spiegazione sia più banale: forse lei ha semplicemente parlato senza riflettere sulle conseguenze di ciò che diceva, senza capire che la sua era una dichiarazione controversa, strumentalizzabile e in netto contrasto con la storia della sinistra.
    Non che questo alleggerisca la sua posizione, anzi la aggrava: se non sei capace di prevedere le conseguenze di ciò che dici o che fai, non puoi fare un lavoro come quello del politico, che ti porta ad avere un microfono costantemente sotto la bocca e uno stuolo di squali pronti ad approfittare di ogni tuo inciampo mediatico. Secondo questo ragionamento dovrebbe cambiar mestiere anche Renzi, che si suicidò dicendo “Se perdo il referendum vado a casa”… ancora ricordo con viva commozione e puro godimento il giorno in cui fu costretto a tener fede a quella promessa. E’ stato uno dei giorni più belli della mia vita.

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  32. Ho letto d’un fiato I GIORNI DELL’ABBANDONO di Elena Ferrante, proprio d’un fiato, anche mescolando il sugo o aspettando i ragazzi alla fermata dell’auto. Ero stregata dalla narrazione e, curioso, leggendolo con passione (compassione), capivo perfettamente perchè lo trovavo avvincente e perchè il libro della Rodoreda appena concluso mi lasciava fredda. Perdonate quindi il commento in parallelo, d’altra parte il caso ha voluto che leggessi, una dopo l’altra, la storia di due donne e due dolori: Natalia e Olga. Il primo, ossia La Piazza del Diamante di Rodoreda racconta una storia trascorsa, la sofferenza di Natalia è tutta interiore e nel finale esplode in un grido, tanto violento quanto più a lungo compresso. Il libro di Ferrante è incentrato sul presente di crisi della protagonista, ha inizio con l’abbandono del marito e il tentativo di autocontrollo dura un amen, la sofferenza deborda subito, in un linguaggio crudo, rabbioso, osceno. A tratti mi infastidiva quasi, ma giusto un secondo, come ti infastidisce qualunque volgarità, che però finisci per capire, perchè a volte necessaria in quanto valvola di sfogo. La narrazione di Rodoreda è filtrata dal ricordo che, come un balsamo, rende il raccondo più fluido, accettabile, lenisce. In Ferrante il presente irrompe senza schermi, in tutta la sua durezza, con l’urgenza del dolore ed è quindi più toccante, coinvolgente e consente a chi legge una maggior possibilità di immedesimazione; la lettura diventa occasione di sperimentare a livello emozionale un’esperienza. Ed è un bel modo di leggere. Ora estimatrici dell’una o dell’altra non levate gli scudi, questa è stata la mia percezione, magari la vostra è opposta, ma va bene no?
    Va da sè che ho preferito I Giorni dell’abbandono, tra i due, ma sono due bei libri. Uomini leggete questo Ferrante!!

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  33. due stili non confrontabili, cara Dani. Una altissima letteratura,dove la costruzione e lo stile sono moltissimo (Rodoreda), l’altra ottima letteratura ma quasi “urlata”, con le viscere esposte, quasi senza diaframmi , con uno stile lavico, infiammato( Ferrante).
    Fra l’altro npon è affatto l’urlo che ter mina La piazza del Diamante, dopo c’è la pace ritrovata e il sollievo, forse non te lo ricordi.
    Io le amo entrambi, di amore diverso.
    Gli uomini che possono amare Rodoreda e Ferrante sono pochi, uno che le apprezza molto è Paolo di Stefano del Corriere, cosa di cui io gli sono grata.
    Ma in genere, gli altri maschietti, non sono attrezzati per capirle

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  34. @Cri si che ricordo, l’ho appena letto..è comunque nella parte finale del libro. Gli uomini che scrivono.qui sono attrezzati dai, ed è a loro che mi rivolgevo.

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  35. @dani questo paragone e impossibile. Rodoreda e’ una grande scrittrice, lei trasforma la realta’ , operando. in tutti i suoi scritti, la metamorfosi dell’inaudito, dell’ onirico, del sublime. Le sue figure baluginanti restano nella mente con infinito stupore. Quel giardino sul mare,quella Aloma, come versi di Garcia Lorca, come colombe di Picasso non se ne andranno piu’. dalla mente .Come Lo specchio infranto e Colombeta ., una sarabanda , la follia di Spagna ,suonata dalla chitarra di Andres Segovia, ecco cosa e’, e molto altro Merce’ Rodoreda. Unica.
    ciaociao Cam

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  36. @ cris Carlos ha letto anche QUANTA QUANTA GUERRA di Rodoreda. Un testo particolare non facile: gli e’ piaciuto moltissimo!

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  37. @Cam li ho letti uno dopo l’altro e riconosco, anzi se leggi bene ho sottolineato, la diversità che è enorme. Per la mia indole, per ciò che cerco in un libro e per molte altre ragioni ho preferito il libro di Ferrante. Tutto qui. Unica cosa in comune, come ho scritto, è che ho letto di seguito la storia du due donne e del loro dolore, esposto in maniera diversissima, con due evoluzioni e un linguaggio opposti.
    Comunque non ho ancora trovato uno scrittore o una scrittrice spagnoli/e (sennò Cri mi bastona) che mi appassionino. Chissà perché..

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  38. ah si faccio errori, con la gamba in alto e la tastiera laterale sono scomodaaaa. entrambe, sisi

    ma santapace leggi Marias Dani!!!!!!!! almeno Un cuore così bianco, stre pi to so
    Comunque Rodoreda non è spagnola, ohibo’, è catalana e in catalano ha scritto.
    Gli spagnoli peraltro quasi non la conoscono fuori di Catalunya.

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  39. e a noi del gruppo di lettura-donne anni fa era MOLTO piaciuto PRIMA MEMORIA di Ana Maria Matute, morta da qualche anno e premio Cervantes spagnolo. Un gran bel libro!! spagnolo, of course

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  40. @ Dani Uno scrittore spagnolo di quelli che si leggono tutti di un fiato.come Ferrante, e’. Zafon con le sue storie misteriose e molto ben descritte.
    Uno spagnolo particolare e secondo me, grande. e’ Enrique Vila Matas. Per es DOUBLINESQUE dove si parla di letteratura., partendo appunto da Ulisse di Joyce. E’. uno di quei libri che dopo averlo. letto e sottolineato lo si tiene sempre pronto. Parla di letteratura ed. e’ esilarante ma estremamente sapiente. Vila Matas ha scritto decine di libri.Dublinesque e’ imperdibile. Lo consiglio vivamente anche a Mariangela. che ci troverà, se non lo conosce già, spunti. letterari
    eccezionali. ciaociao Cam

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  41. vedi Cam, è lì la cosa, Ferrante si legge tutto d’un fiato solo in apparenza. E’ piena di vicoli segreti, di fiammate, di ardori nascosti, di jalonnements come dicono i francesi. E’ pancia, ma scritta con un’abilità sopraffina, artistica, sensibilissima, vibranbte.
    Non c’è una sola donna delle tante della mia generazione che io conosca che non sia stata sua ammiratrice e debitrice. Perchè Ferrante “svela” ( parlo dei 3 libri maggiori)

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  42. grazie Camilla di aver citato Enrique Vila Matas, mi hai fatto scoprire uno scrittore mai preso in considerazione; metto in lista e sbatto la testa al muro per la sua infinita lunghezza 🙂
    ma perché perdo tempo a lavorare con tutta sta bella roba che c’è da leggereeeeee !!!?????

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