I libri più belli, letti nel 2017

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

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1.147 pensieri riguardo “I libri più belli, letti nel 2017”

  1. Ritengo opportune alcune precisazioni.
    @Camilla: Sono narcisista oltre ogni dire, ma l’amore sconfinato che nutro per me stesso non mi porta a ritenere tutti gli altri inferiori a me. Non ci provo alcun gusto nel mettermi in competizione o anche solo a confronto con gli altri.
    Inoltre, non ho paragonato la Meloni a Charlie Hebdo. Ho solo detto che, in un periodo storico in cui la nostra libertà di espressione è sotto attacco, la nostra reazione dovrebbe essere quella di difenderla garantendo la libertà di parola a tutti, compresi quelli che la sfruttano per lanciare messaggi sgraditi a molti (come la Meloni) o per produrre delle odiose performance (come quelli di Charlie Hebdo).
    @Teresa: La Meloni non si è semplicemente rifatta il look. Il suo distacco dal fascismo è sostanziale, non è un’operazione di facciata, perché lo si coglie non soltanto dalle sue parole (ovvero il tweet che ho caricato qui tempo fa), ma anche dai fatti: una donna che pone continuamente l’accento sulla sovranità popolare promuove un modo di fare politica agli antipodi del fascismo, che in quanto regime totalitario prevede un unico uomo che decide e tutti gli altri a fare sì col capino.
    @Asfy: Sta storia per cui “se lo dice una donna è peggio” proprio non la capisco. Un’idea è giusta o sbagliata in egual misura a prescindere da chi la propugna. E’ una variazione sul tema di un’altra idiozia molto in voga, “Se lo fanno a una donna è peggio”: le cattive azioni sono da condannare sempre e in egual misura a prescindere dalle caratteristiche della vittima. Uomo o donna, giovane o vecchio, intelligente o stupido eccetera. Fermo restando che di cattive azioni e di errori ne ho commessi anch’io: ho un’autostima gigantesca, ma essa non mi impedisce di vedere i miei sbagli e di riconoscerli pubblicamente.

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  2. @ Dani ..io amo J. Berger da molti anni. Ha scritto molto, così libero, così onesto, così capace di capire…di più. G e’ un libro molto importante, va tenuto sotto mano, come tutti i libri di Berger.Cito per puro es. IL TACCUINO DI BENTO , dove a cavallo di un Ippogrifo si viaggia con Spinosa,oppure sul guardare e il vedere, come GUARDANDO UNA FOTOGRAFIA, si trovano misteriose sapienze che quando si ha voglia di capire meglio, di pensare più a fondo ci nutrono . E si accendono i lumi. Ci si confronta con Berger, ci si misura, sista bene, più. liberi e più. consapevoli della …propria capacità di ripartire, di cambiare idea, di mettersi continuamente in discussione ma anche di rifiutare , perfino in pochi casi, di dare un giudizio , sia pur sempre passibile di essere rivisto.Insomma esperienza e comprensione dell’ inutilità dell’ oltranzismo. Tutto e’ così mutevole, tutto e’. vivo nulla e’. fermo.E c’è. una preziosa e rara “bontà” che libera dai peggiori fantasmi della paura.ciaociao. buone letture. Cam

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  3. @Camilla è proprio così. Essendomi informata un po’ su di lui prima di leggere G. ho capito che non dovevo soffermarmi all’apparenza. Uno scrittore, un artista poliedrico come lui, pieno di sfaccettature, libero e fuori dagli schemi… e credo di aver visto giusto nella mia interpretazione del romanzo. “L’inutilità dell’oltranzismo..cambiare, confrontarsi”. Ne hai colto l’essenza e l’hai espressa meglio di me. Sicuramente un grande scrittore per cui vale la pena leggere altro.

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  4. @ Dani. forse la parola “scrittore” non rende del tutto il tentativo di comprendere la complessità di questo geniale John Berger . La genialità e’ impossibile da delimitare in uno spazio predefinito .Molti “scrittori” soffrono un po’ di essere giudicati con metodi accademici. Chi puo’ decidere quali soprassalti di intuizioni, di illuminazioni di consapevolezza determinanti per i propri equilibri più profondi e preziosi .ci possa dare la lettura? Così per farla breve posso citare un David Foster Wallace, così controverso ancora oggi, solo perché non tollera etichette, e
    Marie NDyaie, tutte le scrittrici , specialmente di lingua anglofona, fino alla prima metà del ‘900,pioniere
    neglette , della interminabile rivoluzione femminile, Rebecca West, Barbara Pym, le Canadesi degli anni 40\50 e mille altre , conosciute da pochissime/i amanti delle genialità e del coraggio femminile in tempi ancora più. bui , molto più. bui, di quelli che noi occidentali abbiamo la fortuna di vivere.
    Ed ecco che John Berger capisce quanto siano assurde le verità assolute , le percezioni concluse e cose così. Scusa , ho scritto come se ti parlassi.
    . Ciaociao cara Dani. Cam

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  5. @WW
    è proprio la libertà di espressione che io difendo a spada tratta che mi dà la possibilità (e la sconfinata GIUOIA) di dire a chi mi pare : CHIUDI IL BECCO.
    Ciao a tutti

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  6. @ Jezz. brava Jezz . potresti perfino aggiungere “fascistona” perché
    @ ww. non e’. prendere le distanze dal Mussolini di un altra epoca che si rifiuta il fascismo o i fascismi. Che senza “popolo” non possono esistere. .I fascismi si nutrono di popolo plaudente. Il populismo di LePen, di Salvini , di Meloni ,sguazza dentro il popolo, se ne nutre , lo invoca. Finché dura .Purtroppo dura molti anni e si riproduce come una zecca. Poi un bel giorno il “popolo” si desta dal torpore e per dirla con la psicanalisi, uccide il padre o la madre.Il fascismo è. populismo e razzismo, e intolleranza e muri e filo spinato.E può venire da ogni parte del mondo e darsi i nomi che vuole. Se ti garba la signora Meloni sono solo affari tuoi.Ma non dirmi che non è. fascista.Cam

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  7. @Jezabel: Mi fa piacere che anche tu capisca l’importanza della libertà di espressione, e soprattutto che il mio rimbrotto non abbia portato ad un litigio: da un bel pezzo sto cercando di evitare i litigi con tutti, ma con te mi preme ancora di più mantenere dei rapporti pacifici, data la stima che nutro nei tuoi confronti. Stima probabilmente non ricambiata, ne sono consapevole.
    @Camilla: Mi dispiace che tu abbia una stima così bassa della Meloni, ma rispetto la tua opinione.

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  8. Vero Camilla, condivido. Ieri sera ho assistito a uno spettacolo teatrale molto particolare frutto di un laboratorio che un’associazione teatrale ha tenuto con dei giovani profughi (20, 21 anni) provenienti da vari paesi africani e ora accolti in Val Trompia. Da tempo non provavo a teatro emozioni così forti, alla fine vi confesso che ho anche pianto. Erano li , impauriti e emozionati, per la prima volta sperimentando un modo di fare teatro sconosciuto (nessuna finzione, completamente svelati) con i loro giovani e fragili corpi a narrarci la loro terribile storia. Ma non era una narrazione di fatti e vissuti. Non parlano ancora in italiano e gli interventi verbali, in inglese, francese, wallof o altre lingue africane erano molto brevi. Non c’era bisogno di parole, hanno raccontato attraverso i corpi, guidati da una giovane donna di origine africana ma nata e cresciuta in Italia che lu conduceva dando loro delle parole e dei canti, ad esprimere e ricordare la famiglia, i luoghi dell’infanzia, il viaggio terribile e traumatico. È stato emozionante, per loro, per noi. Indescrivibile. Così penso a come è assurdo l’odio razziale, a quanta stupidità e paura ci siano nelle persone succubi di certi messaggi . Solo incontrandoci con chi è altro da noi si superano le paure. Ieri è stata una grande opportunità che mi rafforza nel mio percorso, volevo condividere con voi.
    Ciao. Teresa

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  9. @Teresa
    grazie.
    In giro si sentono certe frasettine razziste che iniziano con quel adagio “io non sono razzista però…”
    Vine da piangere!
    Grazie ancora per aver condiviso con noi.

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  10. @teresa. che bello quello che ci hai scritto. Qui simili spettacoli non si sono ancora visti. Piena di empatia tu descrivi quest ragazzi che arrivano da lontano passando attraverso esperienze di violenza e di grande sofferenza.Qualcuno arriva e ci regala la sua freschezza, il suo coraggio la sua speranza piena di incubi, la sua fragilità ,la sua voglia di vivere, finalmente, malgrado tutto.
    Devono essere i nostri ragazzi. Utopie? Di quelle e’ fatta la possibilità di una salvezza per tutti. Grazie Teresa, sei preziosa.
    @ Dani e jezz quanto bene mi fate e quanto bene vi voglio. Cam

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  11. @Dani @tutti
    Dani, “Ci rivediamo lassù” non ti deluderà.

    @Elena @tutti
    Elena sono contenta di sentire che qualcuno l’ha letto, questo romanzo di Pierre Lemaitre! E che ti sia piaciuto!

    @Camilla
    Campassi 1000 anni, non arriverei a leggere tutti gli autori che conosci tu.

    @Tutti @DomeniFina
    Invidio quelli che dicono “io quando un libro mi piace, io lo leggo”, probabilmente non (ri)conoscono i fallimenti e ignorano anche gli impedimenti di ordine pratico (oppure, beati loro, hanno veramente tutto il tempo che volgiono da dedicare alla lettura). Io invece sono qui con un librone tra le mani (di cui, manco a dirlo, non esiste la versione digitale) la cui lettura sto spezzettando in modo vergognoso. Eppure, vi assicuro, è un gran libro; Domenico, lo avevi inserito in una tua lista di capolavori, circa due anni fa, quando qui ci affannavamo a cercare dei criteri che definissero, appunto, il concetto di capolavoro: si tratta de “La spiegazione degli uccelli” di António Lobo Antunes.

    Io ho letto circa un terzo del libro e, per quello che ho visto, lo sto trovando veramente particolare, raffinato e profondo. é basato su una tecnica narrativa che non saprei definire, non ci sono flash back veri e propri, semmai l’autore gioca su una sovrapposizione tra passato e presente facendo scorrere, in parallelo, scene e dialoghi avvenuti in momenti diversi; ricordo e presente si intrecciano eppure non ho mai perso il filo, tanto bravo è l’autore a gestire il suo telaio (mai come in questo caso mi è venuto in mente che il termine trama ha a che fare con il plot, ma anche, non a caso, col tessuto) la perizia del tessitore è tale che l’effetto dissolvenza tra passato e presente riesce così bene che nel romanzo sembra di viverci.

    Ripeto, per ragioni indipendenti dalla mia volontà, lo sto un po’ maltrattando, ma lo finirò, lentamente, ma lo finirò.
    Domenico, ti ringrazio, come al solito per la segnalazione: io Lobo Antunes non l’avevo neppure mai sentito nominare.

    Spero che le nostre infortunate,Cristina e Camilla, vadano un po’ meglio.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  12. @Mariangela

    LA SPIEGAZIONE DEGLI UCCELLI l’ ho letto alcuni anni fa, é un libro non facile ma a distanza di qualche anno lo ricordo meglio di altri, ed ora lo valuto un bel libro. Vederai che succederà anche a te.

    Elena

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  13. non so i denti di Cmilla, ma il mio piede sinistro ( vi rivordate quel magnifico film??) è sempre violaceo, gonfio e edematoso. Sgruuuunt

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  14. Ciao a Tutte/i…..preciso che sono nata e vissuta a Torino ma sono 14 anni che vivo in pianta stabile nel Cuneese….WW mi ha stupito positivamente che ti sia piaciuta Ceva perchè non gode di grande stima qui nel circondario sia come posizione stessa del paese e perchè ci vivono molti extracomunitari …..Mondovì, in realtà, gode di più stima (è citata anche sull’Arco di Trionfo a Parigi…..) ma i miei genitori quando vengono preferiscono andare a prendere un caffe’ a Ceva perchè più popolosa e allegra rispetto a Mondovì…..scusate le notizie personali ma mi ha sorpreso cio’ che ha scritto WW

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  15. @Milena: Non mi sono accorto degli extracomunitari, ma sulla posizione ti do pienamente ragione: Ceva si raggiunge male, perché è praticamente in mezzo ad una giungla. Ricordo che quando ci andai con il treno non potei guardare il panorama neanche per un minuto, perché una vegetazione fittissima riempiva totalmente il finestrino. I treni stessi non portano a Ceva molto facilmente: da quella stazione ne passano pochissimi. Ma nonostante i disagi vale ampiamente la pena di andarci, perché come hai detto tu quel paese trasmette una vivacità e un’allegria uniche.

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  16. Spiegazione degli uccelli è un gran libro, Antunes è uno scrittore non facile; i suoi personaggi e le sue storie sembrano sempre vaneggiare, tutto attraverso una prodigiosa abilità linguistica. Ma a fine lettura, ha ragione Elena, Antunes resta nella memoria come qualcosa di persistente, di diverso dagli altri scrittori contemporanei.

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  17. Oggi dopo un fine settimana bello impegnativo (e come scrivevo molto ricco di cose belle e positive) mi sento particolarmente stanca e consapevole che ci vuole tanta, tantissima pazienza (il dramma è che ne ho sempre meno rispetto a certe cose) e che vorrei non arrabbiarmi nel leggere certe frasi, ma non ci riesco. Comunque passiamo oltre e parliamo di libri.
    @Camilla mii sento di ringraziarti per lo spunto che mi hai dato a leggere Bussola. La cosa incredibile di questo romanzo (ma forse gli va un pò stretta questa definizione, forse è qualcosa di più, di altro?) è che nonostante sia in ogni pagina ricco di riferimenti estremamente eruditi e colti non risulta assolutamente appesantivo, anzi la scrittura di Enard ha una lievità meravigliosa, mi sta affascinando e mi offre tanti spunti di riflessione.
    Un esempio:quando narra delle orribili devastazioni di Palmira ovviamente condannando quanto è accaduto, offre allo stesso tempo una visione del contesto e una chiave di lettura non alternativa ma in aggiunta che ho trovato di un’intelligenza estrema.
    La conoscenza di quei territori (Siria, Iran, Turchia) da parte dell’autore si sente in ogni pagina, ma quello che più mi colpisce (sono a metà libro) è che finalmente e in modo molto originale l’autore attraverso i suoi protagonisti si interroga sulla fascinazione dei luoghi altri su noi occidentali, più che fotografare e descrivere l’altro da noi.
    Una lettura davvero unica.
    Teresa

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  18. @ Teresa. i libri di Enard li tengo a ” parte”. Lo ritengo uno dei più talentuosi scrittori giovani che ho avuto la gioia di leggere. Dal primo ZONA , di cui devo avervi già. parlato più. volte, che è una specie di Bibbia della guerra e delle guerre.Indimenticabile, difficile da leggere ma essenziale.Poi c’è la stupenda favola dove un protagonista di nome Michelangelo Buonarroti si trova a Costantinopoli con l’incarico di progettare un ponte . Il ponte di tutti ponti. E Oriente e Occidente si compenetrano. Il libro è. lirico, quasi un prosimetro. PARLAMI DI BATTAGLIE DI RE E DI ELEFANTI si legge con grandissimo godimento e viene voglia di “recitarlo” ad alta voce, per gli altri. poi Enard ha scritto VIA DEI LADRI. E’. sempre più. attuale e ha un finale epico. E poi c’è BUSSOLA.quanto si impara da questo poderoso scrittore. Enard non è uno scrittore per tutti. Sono felicissima che tu lo stia apprezzando. Sarai anche , alla fine, un poco …diversa. Un abbraccio. Cam

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  19. @Camilla. Mamma mia Camilla quanto hai letto, hai un modo di presentare gli autori che invoglia proprio a approfondire. Pian piano….ce la farò…)))
    Teresa

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  20. @Cristina
    È facile dirlo da qui: Coraggio! (di spirito voglio dire, su col morale!)

    @Tutti @Elenca @Domenico Fina
    È proprio l’abilità linguistica che in Antunes mi stupisce e, per quanto io con la mia schiscetta letteraria non faccia certo testo, devo dire dire che questa tecnica narrativa non l’avevo mai incontrata. Ho letto romanzi che usano i flash back, come dire, in modo raddoppiato, tornano indietro nel tempo a doppio balzo (Gosh e A. Roy); ho apprezzato storie la cui trama si rivela, scusatemi anche qui la rozzezza della spiegazione, a macchia di leopardo, perché il lettore deriva le informazioni da racconti diversi ripresi da punti di vista e in momenti differenti (“Olive Kitderidge” e “Felici i Felici”), ma in questo stile di Antunes non penso di avere mai letto nulla perché è come se il livello della narrazione fosse doppio. Mentre ci comunica la sua intenzione di lasciare la sua attuale compagna, pensa se stesso durante il colloquio con la ex moglie, quando gli ha comunicato la sua intenzione di divorziare; incerti momenti il narratore parla di se stesso in prima persona, altre in terza, eppure, vi dico, tutto finora mi è filato liscio.

    Il mio problema, quando non posso leggere in viaggio con l’e-reader, è che non riesco a dare continuità alla lettura e questo non giova, poche pagine al giorno, anche di più storie contemporaneamente, ci vogliono per forza per non dimenticare tutto. é vero che Antunes è molto originale e forse (azzardo un giudizio) poco conosciuto nonostante la sua bravura.

    Ciao,
    Mari

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  21. Antunes meriterebbe il Nobel, da anni, sia lui che Saramago sono due giganti portoghesi; tra i contemporanei non mi vengono autori ai quali accostarlo, nel recente passato invece ricorda vagamente certi libri di Faulkner, come “Mentre Morivo” o “Assalonne, Assalonne!” , per la furia linguistica e per il vaneggiamento delle diverse voci.

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  22. @ Domenico fina. lessi di Lobo Antunes in alcuni scritti di Antonio Tabucchi. Antunes e’ uno di quei geni della letteratura che ha gridato la sua insanabile disperazione , causata dal regime del dittatore Salazar e dalla guerra coloniale in Africa che dovette combattere . Un uomo ferito , una scrittura complicata e geniale che richiama L.F.Celine.di cui ammirava il grande talento. Insomma io provai con IN CULO AL MONDO ma non ne feci niente. Troppo duro.
    troppo per le mie modeste capacità..Certo merita il NOBEL. ciao e grazie Camilla

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  23. acci, tutti nomi che non conosco, ma sto troppo deboluccia per recuperare ora.
    Ma sono confusa, teresa e mariateresa siete la stessa persona?

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  24. @ Cristina carissima io con le mie microfratture sono assai handicappata. Prima di sistemare i miei poveri denti devo guarire del tutto e poi si comincerà.Come vedi cerco e trovo tanta piacevole distrazione scribacchiando di letture e libri con gentili creature con cui …come si dice, comunicare. E vado a rispolverare vecchie letture che spesso avevo del tutto dimenticato. Mi fa molto bene e non sto a pensare e ad arrabbiarmi col crudele destin. Sto molto meglio con le contusioni e gli ematomi stanno schiarendo di giorno in giorno. Povere noi cri, con le nostre magagnotte. Un abbraccio. cam

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  25. @Cristina Si Cristina, ho sbagliato io, nel senso che è vero che mi chiamo Maria Teresa ma tutti mi conoscono come Teresa e il Maria lo uso solo nelle comunicazioni ufficiali, solo che era in memoria sistema e è saltato fuori.
    Cristina e Camilla, che dirvi? Nuovamente tenete duro, passerà, aiuta poco ma….forza.
    Teresa

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  26. mariangela ma hai dei problemi ai polsi? com’è che non riesci ad andare avanti se hai un libro e non un e reader? Sarò scema, ma NON capisco
    Antunes, questo me lo segno, adoro Saramago, adoro il Portogallo, bè mi avete inbcuriosita

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  27. @Cristina @tutti
    Con l’e reader leggo senza problemi anche durante gli spostamenti sui mezzi perché posso ingrandire a piacimento il carattere e non devo neppure inforcare gli occhiali da lettura, senza parlare del peso e della voluminosità di certi libri che certo non è comodo portarsi appresso; con il testo a stampa leggere in movimento risulta molto meno pratico. Anche a casa, di sera tardi, molto difficilmente riesco a leggere su carta stampata: senza sforzo mi riesce solo con la luce del giorno. Senza venir qui a farla tragica (come avevo già detto, non ho nessuna disabilità visiva seria), si può dire che non ho problemi ai polsi, ho problema agli occhi (stanchezza e affaticamento da computer!).

    Ciao,
    Mariangela

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  28. @Tutti @Cristina
    Non ho detto che non posso leggere! Ci mancherebbe, ho detto che preferisco l’e reader perché mi stanca meno la vista, è meno tragica la questione.

    Le cose non vanno drammatizzate per rispetto di chi con la vista ha problemi seri, soggetti per i quali (per i lettori disabili visivi, intendo dire), come avevo già scritto qui tempo fa, non è stato fatto molto: il progetto LIA, Libri Italiani Accessibili, per quello che so io, ha dato esiti modesti, solo ebook e, correggetemi se sbaglio, nessun libro cartaceo a caratteri facilitati. I vecchi volumi della Biblioteca Italiana Ciechi, molto voluminosi, e le opere di qualche casa editrice specializzata sono rimasti gli unici libri a stampa con caratteri molto grossi. Non che fosse comodo per la verità viaggiare con quei volumoni in borsetta, però per quei pochi titoli esistenti io me li andavo a prendere prima di passare, nel 2014, alla lettura digitale. Benvenuta!

    Ciao,
    Mariangela

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  29. @ Mariangela Ti prego Marian non ti GIUSTIFICARE perché leggi con l’è reader. Per chi viaggia molto, per chi fa fatica a tenere in mano libroni , per chi legge sui mezzi autobus, treni ecc. , oltre a chi porta gli occhiali da miope (io per leggere li devo togliere )e per tutti quelli che fanno questa scelta l’ e reader e’ una vera comodità. Ne faccio uso anch’io. quando sono in vacanza ecc.Cosa diavolo cambia? Tu sei preziosa , sempre a caccia di novità e alla scoperta di vecchi tesori. Ciao e grazie. Cam
    @ ww. grazie della canzone incoraggiante. Me la caverò?

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  30. Bisognerebbe proporre una tassa: 1 € a chi usa “assolutamente” davanti a si e no. Moda linguistica diffusa tra persone colte e non. Scusa Ww ma mi infastidisce oltremodo.. fateci caso in radio, tv, per la strada…Insomma si e no, semplicemente,-uffa

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  31. @Dani: E’ tipico di chi non ha problemi seri irritarsi per queste bazzecole. Di conseguenza sono felice per te, perché se ti è saltata la mosca al naso per così poco è segno che stai attraversando un periodo d’oro. Ti auguro che duri il più a lungo possibile.
    P.S.: Ti assicuro che non voglio essere ironico o sarcastico, né lanciarti una frecciata: la mia contentezza e il mio augurio sono sinceri. Stavo per scrivere “assolutamente sinceri”, ma poi mi sono corretto. 🙂

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  32. bè, Moselle ,e adesso che ce lo hai detto? ce ne faremo una ragione, te lo garantisco.

    Ragazze sto messa male, ho due trombosi, ho probabilmente avuto una leggera embolia polmonare sabato e insomma son cazzi ( sempre per usare un francesismo).
    non so più dove battere la capa

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  33. @cristina. come mai questo peggioramento? Sei curata bene? Hai qualcuno vicino che ti dà una mano? Mi dispiace tanto, quando capitano incidenti le difese diminuiscono. Ti prego abbiti cura . Un forte abbraccio mia cris. Cam

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  34. @Cristina: Metto da parte le nostre divergenze per dirti che mi dispiace, e ti faccio un grandissimo in bocca al lupo. Come Dani ti esorto a non abbatterti, ma sono certo che non lo avresti fatto anche se non te lo avessimo detto: va riconosciuto infatti che l’indole combattiva non ti manca.

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  35. @Cristina cazzarola….l’importante è che tu sia curata bene e in buone mani, ma non hanno previsto un ricovero in ospedale o nel tuo caso puoi essere seguita bene anche a casa? Te lo chiedo perchè un mio amico ha avuto una tromboflebite da gesso alla gamba e l’hanno ricoverato poi si è ripreso alla grande.
    Quando scrivi non so più dove sbattere la capa sembra quasi che non ti fidi di chi ti ha in cura, mentre è molto importante essere in ottime mani in questi casi no?
    Forza.
    Teresa

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  36. avevo scritto un commento ma se l’è mangiato il vento..

    scusate. davvero non era questo ilposto per uno sfogo così personale, ieri mi aveva presa proprio male.
    Mah,no, come figlia di medico mi pare di essere curata abbastanza bene, nei limiti dell’incomunicabilità generale medici- pazienti e della pressapocaggine del buom medico di base ( scrittore di gialletti leggeri peraltro..), le trombosi sono complicazioni possibili da stasi da gesso e sabato – quando probabilmente ho avuto una piccola embolia – è colpa della mia testa dura non aver voluto chiamare il 118.

    Basta, si farà quello che si deve fare.
    Grazie a tutte ( e scusate l’off topic!!)

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  37. Auguri anche da me Cristina, spero che ti riprenda presto. Sto leggendo la Ernaux e mi sta piacendo molto. Ho già letto GLI ANNI e IL POSTO e mi hanno preso molto tanto che ieri ho subito cominciato L’ALTRA FIGLIA che si presenta anche questo molto bene. Grazie a te e non ricordo l’altra del blog che ne parla sempre molto bene. Riprenditi presto e non ti abbattere ti ho sempre pensato come una combattente.

    Saluti,

    Claudio

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  38. @ Cristina grazie di aver risposo. sei stata molto generosa a darmi modo di tranquillizzarmi un pochino. TI voglio un sacco di bene. Tua. Camilla

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