I libri più belli, letti nel 2017

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

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2.116 pensieri su “I libri più belli, letti nel 2017”

  1. Mmmmh- Cam, in generale concordo con te.
    Sembra che il dialetto si possa usare – ed essere accetto – solo in poesia… mmmh, ci devo pensare ( non siete voi quelli che ah Biagio Marin??)

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  2. @ cris. il dialetto ha tutti i diritti nella buona letteratura. Quando è.usato per dare colore locale a una storia che non ne avrebbe bisogno vista la drammaticità del racconto mi scoccia un po’. Si poteva intitolare con una parola italiana senza perdere nulla. Ciao. Cam

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  3. @tutti Finalmente è stato pubblicato in italiano da SUR The underground railroad dello scrittore afroamericano Colson Whithead. Cito: ” La storia narrata è quella di Cora, schiava in una piantagione di cotone nello Stato della Georgia. Quando la sua sofferenza incontra quella del nuovo arrivato Caesar, che le parla dell’Underground Railroad, una rete di tunnel segreti, entrambi decidono di fuggire e di liberarsi dalle catene della schiavitù.
    Una sapiente fusione di realismo e metafore che combina la violenza della schiavitù e la drammaticità della fuga in un mito che parla all’America contemporanea.
    Io ho scoperto della rete utilizzata all’epoca della schiavitù in America leggendo un bel romanzo di una giovane scrittrice americana, che citava tra l’altro le memorie scritte da Solomon Northup (dal quale è stato tratto il bellissimo film 12 anni schiavo) e appunto l’esistenza di questa rete sotterranea per fuggire in Canada, una vicenda storica incredibile e mai approfondita.
    Domani vado a ritirarlo in libreria (tra l’altro nella mia città c’è anche Librixia che prevede un fitto programma di incontri con scrittori, scrittrici e persone del calibro di Cecilia Strada, insomma merita un giretto).
    Non vedo l’ora di leggerlo e se qualcuno di voi lo leggerà condividerne le impressioni.
    Ciao.
    P.S.: @EditaLara ahahahahaha, hai proprio ragione “It” è oltre che un capolavoro un’ottima arma contundente, non ci avevo mai pensato.
    Teresa

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  4. @Tutti @Cristina @Editalara

    Bentornata, Edit!

    Il ricordo che ho io delle mie letture adolescenziali dei classici russi non è così truce, caso mai il problema è che, crescendo, noi esseri umani cambiamo (non sempre in meglio, mi dicono) e gli stessi romanzi, tanto amati a sedici anni, possono risultarci ora estranei (della delusione che ho sperimentato con la rilettura di Dosto vi ho già detto). Sugli altri grandi nomi della letteratura russa dell’800 – e parlo per me che non li conosco – penso valga la pena impegnare del tempo.

    @Tutti @Camilla @Cristina
    Avevo scritto qui il mio parere a proposito del libro di Donatella De Pietrantoni “L’arminuta” all’inizio di luglio: più che la scelta linguistica mi aveva lasciata perplessa la fine, perché mi era parsa una storia incompleta, quasi un rimando a un probabile secondo episodio; per il resto il libro non merita tanta severità, a mio parere, è un racconto che riesce a coinvolgere e, a tratti, anche a commuovere.

    Ciao,
    Mariangela

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  5. Io,Mari, ho un ricordo magnifico delle mie letture “giovanili” dei classici russi. Cercavo il senso del destino, ero affamata di pensieri, l’assoluto, l’amore, la morte, la perdizione, la morale, i sensi di colpa…. ora lo sono meno, o meglio, forse mi interessano più altre cose.

    Sta Arminuta , mah, vedremo… ma se Camilla si è fermata a metà, tendo a fidarmi ( si però lei si è fermata a metà anche con Lucia Berlin…), mi toccherà decidere da sola. Mari, anche il tuo giudizio non mi pare stra-positivo

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  6. @Tutti @Cristina
    Sì, anche per me era così coi russi, ai tempi, ma voglio dire, le riletture possono anche provocare profonde delusioni, quello è il fatto.

    Al libro di Donatella De Pietrantoni “L’arminuta” avevo dato quattro stelle su cinque, che corrisponde al vecchio “distinto” delle medie (dopo l’ottimo, che è da podio, viene subito il “distinto”, voto più che onorevole che lascia la lettrice soddisfatta del libro che ha scelto).

    Ciao,
    Mari

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  7. segnalo ai naviganti stasera su RAI 4 un film che a me era piaciuto molto: un noir un po’ fosco e meditabondo spagnolo LA ISLA MINIMA, proprio da vedere

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  8. @Cristina @Tutti

    Cristina, grazie, davvero; non penso che potrò andare a Milano quel giorno lì, ma posso segnarmi il loro itinerario e farlo per conto mio!

    In merito al nostro gradimento dei libri che leggiamo: che si usino le stelline o che ci si esprima – per capirsi tra di noi – in termini di votazione scolastica, cambia poco secondo me, sempre voti appioppiamo e classifiche stiliamo, con tutta l’arbitrarietà che comportano.

    Ciao,
    Mariangela

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  9. Mannaggia, non prendo Rai4!!! E purtroppo nemmeno Rai5 e purtroppissimo (pronta a prendere un votaccio) manco RaiStoria ):

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  10. @ Mariangela rimango sempre con la voglia di confrontarmi con te quando zigzagando nella lettura tutta particolare che hai “creato”. “valuti” un libro. I criteri sono sempre molto razionali e la tendenza , usatissima in rete, a distribuire stelle, voti ecc. Per me invece l’unico modo di leggere e’ l’innamoramento, l’identificazione nei personaggi e nell’atmosfera. L’ amore totale o la noia dell’indifferenza o, addirittura una specie di odio, di repulsione per l’atmosfera e i personaggi, ecco comunque la passione che non accetta voti, stelline o simili.
    Ed ecco perché. ho un vero modo di amoroso affetto, di soprassalto entusiasta di fronte alla ingenua perversione di Humbert, di fronte alla dolcezza ineffabile di Bruno, al Michelangelo Buonarroti di Enard, e a quasi tutti i protagonisti di Enard, a Leopold Bloom, a Cass, per lei tremo ancora quando la penso, a mille creature letterarie che sono ormai parte di me.A Daisy e all’atmosfera del grande Gatsby. Eccetera.. E’ ovvio che la totale mancanza di identificazione con personaggi e atmosfere mi fa mollare qualunque autore.Es. la Didion e mille altri.
    Cristina ne da qualcosa e spesso si arrabbia ma
    mutatis mutandi lei è. identica. Cambiano gli autori ma il modo
    amarli e’ molto simile al mio. Anche di lei e del suo modo di essere sono sempre stata affettuosamente. attratta. ciaociao. Cam

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  11. @Tutti @Camilla
    Il voto non lo diamo per presunzione, ma anche per capirci tra noi. Quello che dici sull’innamoramento vale anche per me, solo ricorro a delle convenzioni per esprimere il mio gradimento e farmi intendere da chi legge.

    @Tutti
    Ho finito molto lentamente un giallo che altri divorerebbero in un paio di sere: ho terminato “Il falco maltese” di Dashiell Hammett. È presente nell’elenco del 1000 libri che secondo il Guardian tutti dovrebbero leggere, ma io l’avevo cominciato prima di iniziare a divertirmi con le ricerche sull’altro articolo (che meraviglia fare le ricerche con l’OPAC!):

    https://gruppodilettura.wordpress.com/2009/01/20/i-mille-romanzi-che-tutto-dovrebbero-leggere/

    La lettura del romanzo di Hammett fa parte delle prove che sto facendo per familiarizzare con spy story, giallo, noir e via discorrendo: questo è un bel libro, secondo me, forse famoso anche grazie al film che ne è stato tratto, ma è un racconto avvincente. Certo, lui è un duro, il femminismo, diciamolo, non lo avevano ancora inventato e i tempi erano quelli che erano, quindi lasciamo stare.

    L’avevo iniziato nell’edizione de “La biblioteca di Repubblica” e ho dovuto cambiare perché non mi trovavo con la traduzione, mi sono affidata a un vecchio Oscar e ci ho trovato anche una bella introduzione di Diego Zandel:

    • Dashiell Hammett, “Il falcone maltese”, traduzione di Marcella Hannau, introduzione di Diego Zandel, Mondadori, 1984

    Se non è vero che gallina vecchia fa buon brodo!

    Saluti,
    Mari 

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  12. @ cris. ma scusa Cris come potevo innamorarmi di sta arminuta, 😢 triste e moscia. Di quel solito ambientaccio squallor. ? Ti pare? Est modus in rebus di descrivere gli ambienti, anche i peggiori, pensa a Zola, e le sofferenze e le. famiglie. Pensa a a LA CUGINA BETTA di Balzac. perdinci sono passati 200 anni diamoci una mossa.ciao bellezza.😃

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  13. ih ih Camilla!
    sto leggendo Robinson, l’inserto letterario di Repubblica e vedo che c’è un libro per noi. Alessandro Piperno Il manifesto del libero lettore – (la sua passione per i classici di tutti i tempi, un viaggio appassionante, dice la recensora Elena Stancanelli ) – avessi solo tempo…

    No Mari, secondo me tu hai un modo di leggere meno a ondate emotive di me e Cam ( che comunque usiamo sempre anche la testa e il gusto eh, mica solo il corazon), cataloghi, inserisci, confronti, analizzi, insomma “allontani” un po’ il testo, se mi faccio capire ( legittimo eh, più che legittimo…)

    Mari ma qualcosa di più contemporaneo no? stai leggendo tutta roba vecchiotta..

    PS ho deciso che prima o poi leggerò Infinte Jest si il librone di David Foster Wallace e al proposito godetevi questa chicca se non l’avete sentita

    http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-5d51ae39-22f0-4c8b-a037-01e0183f5418.html

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  14. Visto ISLA MINIMA su Rai4: sì, era proprio un bel film. Che mi ha riportato alle stesse paludose atmosfere di un Serial TV americano, “TRUE DETECTIVE” (Stagione 1), con un grandissimo Matthew McConaughey, che mi era già piaciuto molto (e dire che io non amo proprio i serial! Ma questo ho dovuto ammettere che era un vero capolavoro del suo genere). Non lo seguii in TV quando fu trasmesso (in genere non seguo i serial), ma l’ho trovato in DVD in cofanetto ad un ottimo prezzo un paio di anni fa.
    Molti degli ingredienti in fondo sono gli stessi: le atmosfere di palude, la coppia di detective male assortita (l’attore spagnolo che interpreta uno dei due sembra anche avere a modello proprio McConaughey in quella serie), le giovani ragazze “facili” sparite, il serial killer…

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  15. @Cristina @tutti
    Se è per questo sto leggendo roba anche più … vecchiotta, se vogliamo definire così i classici e i classici moderni del ‘900. Penso ne valga la pena, anche perché nel mio caso dedicarmi a molti capolavori celeberrimi non sarebbe una rilettura, ma un primo incontro, quindi… Il bello sarebbe riuscire a trovare un equilibrio tra contemporanei e classici, come suggeriva Calvino, e comunque, a costo di pagare il fio della mia curiosità (quando vuoi sperimentare qualcosa di nuovo, anche in lettura, devi assumerti l’onere del rischio), qualche giallo famoso, magari di quelli che poi ci hanno fatto anche il film. oltre a quello di Hammett che ho appena finito, mi farebbe piacere leggerlo.

    Sulla questione del “corazon”, non sono d’accordo, ovviamente, ma inutile ripetermi, probabilmente è un luogo comune troppo forte per le mie possibilità di confutazione.

    Buonanotte
    Mariangela

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  16. @ cri devo averlo già raccontato ma lo ri racconto. Amo Foster Wallace tanto. Anni fa’. mi hanno regalato un a carta di stiker con su alcuni pesciolini. Sapete di certo la metafora di QUESTA E’ L’ACQUA. Adesso su una porta di casa mia ho messo il vecchio pesce (uno cicciottello) che nuota e dice a un gruppetto di giovani pesciolini che nuotano in una altra direzione: eih, ragazzi, come e’ l’acqua oggi? E loro si guadano e dicono ma cosa e’ l’acqua?Così David lo ricordo cinquanta volte al giorno . e chi viene
    da me e conosce D.F.W mi chiedono se sono i pesci di questa e’ l’acqua di D. e così. parliamo di lui.Mah. buonanotte.

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  17. non sto delirando il primo era un tentativo di trovare la Carpa, di Andrej Dugin che da ora in poi mi avrà fra le sue ammiratrici.

    Comunque…
    Eccolo dunque a te questo pesciolone commoventissimo, mia Camilla

    e sentitevelo quel pezzo di Ad alta voce di Radio3, è divertentissimo

    Interessante quel film vero Carlos ??

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  18. Carlos,
    invece io seguo alcune serie ( sarà che posso), alcune sono strepitose, tipo The Good Wife (sigh è finita), The Guardian ( finitissima), a ondate alcune poliziesche, dopo ER quelle mediche non riesco a vederle, i meccanismi narrativi e gli attori ammericani sono spesso di livello molto alto.
    Poi vabbè, si sa, c’è UPAS … ahaha, a volte mi cucco anche Josephine ( rob de matt noo??).
    Questa e state poi ho visto fissa della roba, ma della roba, che voi umani nemmeno potete immaginare… ahahah

    Camilla SOS.
    Dunque: avevo letto mesi fa L’ONTA di Annie Ernaux. Sai di cosa parla, l’ingresso a 17 anni come sorvegliante in un campo estivo e tutto quello che succede.

    Ora L’ONTA non si ritrova più in giro, fuori catalogo.
    Però sto finendo MEMORIA DI RAGAZZA che per più di metà tratta la stessa cosa ( ma non sono in grado di dire se è proprio L’Onta incorporata dentro un altro libro ampliato o se è una lieve riscrittura). E continua con lei che va a studiare per diventare maestra… .
    Sono confusa: è lo stesso libro rimaneggiato? o è lo stesso libro con altro titolo? Sai aiutarmi??

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  19. @Carloesse True detective 1 è superlativa, hai proprio ragione e il nostro Mc ecc.. è bravissimo , anche il suo socio eh, insomma una serie veramente riuscita. Si hai ragione, qualcosa c’è in La isla minima (visto tempo fa ) che la richiama.
    Io sono piuttosto seriale (ho amici e figli adolescenti di amici che mi scaricano tutto quello che gli chiedo). Premesso che vago allegramente tra i generi (quindi ebbene si anche GOT aka Il trono di spade) ti consiglio, visto che hai amato di King Stand by me, la prima stagione di Stranger things con una bravissima Winona Ryder. Omaggio superlativo alla narrativa e cinema di fantascienza dei mitici anni ’80 e quindi, citazioni raffinate di Spielberg e appunto King. Poi una colonna sonora fantastica, meriterebbe solo quella. E vogliamo citare pure Breaking bad? Imprescindibile, come I Soprano. Mamma mia sono davvero “serialmente” malata e me le guardo in orari assurdi perchè sono spesso via ))).
    Tu che hai apprezzato True detective dovresti leggere un grande grandissimo scrittore (forse lo conosci) americano proprio della Louisiana che è James Lee Burke. per sapere davvero che razza di paese è l’America, non quella della grande mela, quella profonda e arcaica in cui sono radicati sistemi di vita resistenti nonostante inevitabili cambiamenti (sempre in peggio ovviamente). Burke scrive le sue storie sullo sfondo di una natura che, si sente, ama profondamente , paesaggi , suoni, odori peculiari in cui una natura selvaggia (ma purtroppo contaminata irrimediabilmente dall’uomo, come spesso denuncia nei suoi romanzi) e umano si incontrano. E che raffinato scrittore è, un piacere unico leggerlo.
    Ciao.
    Teresa

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  20. @Teresa, grazie per le segnalazioni di Serial. Non è che non mi piaccia il genere (molte serie americane attualmente in circolazione so essere anche di altissima qualità, Ma è l’appuntamento quotidiano o settimanale a determinati orari che mi disturba, anche se so oggi essere possibile risolvere lo streaming. Confesso di averne seguita anche qualcun altra (ad es. LOST, ma anche quella completa tutta in un boccone: tutte le stagioni in cofanetto DVD, sparato in una quindicina di giorni), e qualcuna italiana direttamente in TV (mi sono piaciute molto quella ideata da Pif dopo il suo carinissimo film omonimo “LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE”, e quella dei gialli valdostani con il commissario impersonato da un ottimo Giallini).
    Quanto alla letteratura americana “fuori N.Y.” grazie ancora per segnalarmi Burke, che non conosco proprio. In fondo sono fermo al grande Faulkner, che amo svisceratamente, e di cui proprio attualmente sto leggendo SANTUARIO.

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  21. @Teresa @Tutti
    Teresa il Guardian, nell’elenco dei 1000 libri che tutti dovrebbero leggere
    (https://gruppodilettura.wordpress.com/?s=guardian+1000) mette queste due opere di JL Burke:

    • James Lee Burke, “Pioggia al neon”, Baldini & Castoldi, 1998, 313 p. .
    • James Lee Burke “L’urlo del vento”, Fanucci, 2008, 438 p

    Ti chiedo una cosa se puoi rispondere: le conosci? Secondo te, meritano di essere privilegiate rispetto alle altre di questo autore?

    Ciao,
    Mariangela

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  22. ma insomma, la mia Carpa, nessuno/a è balzato per aria dalla meraviglia??? non ve la siete filati nemmeno di striscio. siiiigh

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  23. @cris. L’Onta fa parte della storia famigliare tra IL POSTO. e L’ALTRA FIGLIA. Un giorno la protagonista ancora bambina scende in cucina e assiste a una scena tra i suoi genitori che la segnerà come un ONTA per tutta la sua prima giovinezza. E’. un libro introvabile che io trovai, vecchio e sciupato, in Biblio a Trento, per. puro caso. E’. bellissimo ma ho dovuto restituirlo. E non si può comprare. Forse cercando sotto Annie Ernaux in Biblio potresti trovarloAssieme a Passione semplice. ciaociao

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  24. @Mari si, meritano entrambi, il primo è proprio il primo della serie di Dave Robicheaux, L’urlo del vento parla dell’ uragano Katrina, della devastazione di un territorio, dell’incuria e responsabilità umana . Ovviamente non è un saggio quindi quanto sopra in uno splendido romanzo. E in mezzo a questi tanti altri , un autore molto premiato , molto amato all’ estero e poco conosciuto in Italia. Di lui ne avevo sentito parlare a Mantova qualche anno fa, mi aveva incuriosito e ho cominciato a leggerlo. Merita.
    @Carlo stesso tuo problema con la continuità, risolto con serie scaricate che decido io quando come guardare. Si sulla Rai ho visto qualche puntata di Schiavone perché mi piace tantissimo Giallini. Però preferisco i romanzi, oh niente di speciale eh però carini. Ah una serie che si trova tranquillamente anche nelle biblioteche è Boris, grande riuscito ritratto della nostra italietta. E poi fa veramente ridere .
    Ciao
    Teresa

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  25. @Cris
    Ma no, io il balzo l’ho fatto! E che balzo……
    La carpa mi ha letteralmente incantato e dopo la prima sorpresa sono andato a cercarmi chi fossero questi Andrej e Olga Dugin (lei Ovviamente Dugina), a vedere le loro immagini sulla ricchissima pagina da te linkata e ho scoperto molte cosette interessanti,

    http://lucca2009.luccacomicsandgames.com/index.php@id=127.html

    tra cui la loro collaborazione con Madonna e per i film di Harry Potter….(e pure l’etichetta di un Brunello di Montalcino!!!)…..

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  26. E poi illustrazioni per l’Amleto, per le Mille e una notte, per altre fiabe ….
    Un mondo incantato che richiama soprattutto l’arte di Bosh e di Bruegel.
    Sono rimasto affascinato. Grazie Cri.

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  27. Baricco, sempre bravo e sempre tanto gigione. Però Furore non me lo ricordavo., Incisivo eh?

    Domenico hai visto che bella la carpa? Questi due sono dei mostri di bravura!! (Gugin e Gugina…) sopra l’immagine che ho messo c’è un lungo link che porta a una carrellata sui loro lavori, che a uno/a gli si sloga la mascella….dalla stupefazione immaginifica.

    Domenico! c’è un mio amico. anziano signore delizioso intelligentissimo, grande lettore , del mio GDL ( con cui spesso baruffo, ma en amitié) che aveva letto Gli anni e per mio dispiacere non gli era piaciuto. Più o meno con i tuoi stessi argomenti. Libro caduco, sociologico, etc.
    Ora sta leggendo ( lo sta leggendo tutto il Gdl, e voglio ridere..) MEMORIA DI RAGAZZA di Annie Ernaux ed è rapito, estasiato, incantato dalla grandiosità della scrittura, dalla bravura, dalla profondità
    Non solo si è ricreduto, ma non riesce a credere di avere in mano una siffatta scrittrice, quindi, forse, anche con te Annie Ernaux ha una chance. Dagliela. dai

    E non vi inorridite ma metto qua un intro di Daria Bignardi ( si lei, non arricciate il naso, è intelligentissima) a Annie Ernaux che mi aveva colpita e anche commossa

    http://www.lastampa.it/2017/05/17/cultura/tuttolibri/scritta-per-me-lautobiografia-spietata-di-annie-ernaux-2HGZc2fA2OBIb5JmhQRRsN/pagina.html

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  28. @Cri almeno il tempo di dirti che la Carpa è semplicemente meravigliosa, come le altre illustrazioni del link. Da approfondire più in là. Ora sono incasinata come mai prima. Finito Bussola a spizzichi, lo leggevo nelle notti insonni, e leggevo di un’insonnia, piena di nostalgia, memorie, rimpianti. Che bello, ne direi un gran bene, ma sono di corsa come il Bianconiglio. Ciao cari

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  29. @Cri me le ero completamente perse le illustrazioni…Bellissime, magari la carpa un pò inquietante (per me eh), altre che hai linkato semplicemente meravigliose.
    Ciao.
    Teresa

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  30. @Cri
    è la valle!
    A volte mi sparisce la Rai e per anni non ho saputo cosa fosse LA7.
    Ho seguito anch’io delle serie in TV, ma con le serie io vado di relax e quasi abbrutimento!
    Dopo ER sono diventata fedelissima di STREGHE, UNA MAMMA PER AMICA e di Ghost WHISPERER ! A questo punto direi che potete levarmi il saluto!!!!!

    Poi è apparso DOWNTOWN Abbey ed è stato amore a prima vista, ma non ho potuto seguirne le ultime due serie (me lo ha riassunto mammina). Quest’ultimo lo seguivamo tutti insieme nell’estate del 2015 mami, io e papi ipovedente (col nostro supporto)
    Chissà a volte le serie servono anche da collante a distanza . . .

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  31. ciao @tutte/i
    Che bello l’excursus d’arte! A tal proposito vorrei avere più tempo per descrivervi una serata della scorsa settimana passata a teatro ad ascoltare il grande maestro curatore Marco Goldin introdurre la mostra che apre a Vicenza di Vincent van Gogh nella magnifica basilica Palladiana.
    (esperienza credo più unica che rara che un curatore di questo livello introduca una mostra dal vivo a teatro presentandone anche un film originale) .

    E’ stata un’emozione unica e meravigliosa, non solo per le magnifiche opere di un grande artista, che nascondono uno studio e un percorso artistico profondissimi ma soprattutto per la passione totale con cui Goldin ci ha parlato dell’uomo Van Gogh, scrittore superbo nelle sue tantissime lettere al fratello Theo, appassionato di vita e in continua ricerca d’amore, luminoso nonostante i suoi abissi di malattia e disperazione.

    Due i libri presi e fatti autografare, miniere d’oro a cui attingere a piene mani , magari dopo aver attinto “a pieni occhi” dalla sua sontuosa mostra!
    100 lettere di Van Gogh, e un piccolo libro, Discorso sull’anima. Emozione e pensiero da Platone a Van Gogh, che rappresenta il primo capitolo del grande libro/catalogo scritto da Goldin per la mostra.

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  32. @Tutti
    Avrete già capito che dopo “Oblomov” non potevo non concedermi almeno un altro classico russo; tra i tanti capolavori che non ho mai letto, ho scelto “Padri e figli” di Turgenev:

     Ivan Turgenev, “Padri e figli”, introduzione di Franco Cordelli, Trad. di Giuseppe Pochettino, Einaudi, 2014, XX, 238 p.

    È un bel libro soprattutto per l’ambientazione storica che ti cala nella Russia ottocentesca: dopo un quarto d’ora di lettura ti sembra un ambiente che hai sempre conosciuto e di esserci sempre stato dentro in quell’atmosfera. Il personaggio di Bazarov è già molto vicino a quelli di Dosto, penso che forse il primo nichilista della letteratura russa, Bazarov, appunto, mi sarebbe piaciuto di più a sedici anni, adesso invece mi è parso poco sbozzato, come dire, quasi tagliato giù con l’accetta. All’inizio infatti ho sentito un intento un po’ pedagogico da parte dell’autore, una certa rigidità nel disegnare la psicologia dei protagonisti, però poi la storia prevale e mi ha convinta.

    Per quello che può contare fare paragone tra libri (il lettore li fa i paragoni quindi io non mi faccio remore), mi è piaciuto di meno di Oblomov; sono però contentissima di averlo letto anche perché, essendo questo libro diventato subito oggetto di polemica politica in Russia, apre una breccia in un contesto storico che, grazie all’opera letteraria, mi si sta disvelando.

    Suppongo voi l’abbiate letto.

    Ciao,
    Mariangela

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  33. e… a proposito si serie tv…
    MA COOOMEEEE NON CONOSCETE Sense8 ???!!!

    premetto , non sono una mangia serie ma vedi Sense8 e le altre serie sono rovinate per sempre!

    La prima cosa che dico è attenzione che questa serie non è per i bigotti, i “basabanchi” come si dice da me, o per dirla alla Pasolini per le persone banali che si scandalizzano.
    Ma Sense8 non è più solo una serie, è diventata un movimento globale internazionale in cui persone totalmente diverse e lontane si sentono connesse e credono nel grande messaggio che Sense8 porta: tolleranza e rispetto delle differenze, amore in tutte le sue forme, accettazione di sè e degli altri, aiuto reciproco e grande amore per l’arte..
    Impossibile descrivere Sense8, è diversa da tutto, una serie in cui non entri senza cuore e mente aperti, che non rincorre facili audience, a qualcuno servono le prime 4 puntate per farsi prendere ( a me sono bastati pochi minuti ), che cresce di intensità puntata dopo puntata ,di più sempre di più, ogni battuta perfettamente pensata , che sia ironica o drammatica è sempre spunto per riflettere. E godibilissima , alternando lentezza e azione sempre rincorrendo la profondità .
    Non pubblicizzo per un tornaconto eh, solo perché è qualcosa di molto molto speciale, nuovo, diverso, forte in tutti i sensi !
    Di una bellezza visiva e di fotografia incomparabile, tematiche mai abbastanza esplorate di cui questo pazzo ipocrita mondo, sessista e razzista, ha estremo bisogno: condivisione, accettazione, superamento degli stereotipi, rifiuto dei pregiudizi, ricerca della verità, desiderio di capire la fede, la scienza, le passioni, coraggio e volontà di cambiare sé stessi e il proprio mondo , insomma un messaggio di grande speranza e bellezza che le serie di solito snobbano o rigettano, puntando su emozioni più immediate e superficiali (con le dovute, poche, eccezioni , alcune da voi menzionate).
    Tra l’altro, se non avete letto i pur numerosi articoli a riguardo, come fandom abbiamo vinto una battaglia epica contro il colosso Netflix che l’aveva cancellata per ragioni economiche, riportandola in vita con la sorpresa e la gioia di Lana Wachovski, donna incredibile!
    Netflix non l’ha pubblicizzata, addirittura cancellandola a giugno il giorno di apertura dei Pride ( serie molto LGBTQ) ma il fandom è stato il più forte di tutti i tempi!
    Spero che troverete il tempo ( guardando almeno i primi 4/5 episodi) per spalancare gli occhi su questa creazione delle sorelle Wachovski (quelle di Matrix) per innamorarvi dei meravigliosi personaggi ( tipi non a caso presi a rappresentanza dei caratteri umani) dei loro percorsi di cambiamento e crescita, e dei luoghi tutti reali, niente chroma Key !
    La narrazione non è sempre perfetta ma questo rende la serie ancora più vera e bella. Dentro c’è tutto, mistero, sci-fi, dramma, grande humor, e l’amore/disamore tra genitori e figli, tra amici, amanti, innamorati. insomma tante le metafore sulla vita.
    ..per non parlare delle fantastiche tecniche di ripresa, delle musiche perfette, del cast internazionale, delle locations e della odiata misteriosa BPO !

    scusate l’entusiasmo..anzi no 😉
    🙂

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  34. @Mariangela Ma….come fai a leggere con questi ritmi? Ogni 2, 3 giorni un libro (e sempre belli sostanziosi, non 200 paginette e via). Parlo con un pò di invidia …)))
    Ciao
    Teresa

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  35. Sense 8 … mah , ma dove lo si vede? io ho solo il digitale terrestre ( rifiuto ogni altro accesso a pagamento) quindi boh??

    Mari si, davvero, hai un ritmo di lettura pari al mio di questa estate.
    Io ho riletto MEMORIA DI RAGAZZA che avevo letto poco prima di avere l’embolia, quindi davvero poco tempo fa.
    Questa estate ho letto moltissimo ma si vede che il trauma ha lavorato sotto traccia, non mi ricordo quasi nemmeno uno dei libri che ho letto, a parte Patrimonio.
    Sarà che sono vecchia?, grrr in effetti mi sono scivolati via dalla testa un sacco di titoli ( ah no, Le BOTTEGHE COLOR CANNELLA me le ricordo).

    Comunque Annie Ernaux non è grande, bensì grandissima. Ribadisco.
    Ha una scrittura forte, rattenuta ma implacabile. Un gelo che brucia. E poi questo fare dello scavo nella sua vita personale una serie di stazioni dove tutti/e si possono riconoscere -perchè tutti abbiamo vergogne, paure, sotterfugi, miserie nascoste – è un’operazione incredibile. Sono molto sbalordita della sua capacità di scrittura e di analisi retrospettiva, ma soprattutto del suo coraggio di mettere a nudo la pelle, anzi i nervi i muscoli, tutto, scoperchiandosi , e …. scoperchiandoci.

    Ora vado alla Biblio e mi prendo un Coetzee sugli animali e King, si le quattro stagioni, statevi attenti/e che mi avete convinta voi !!

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  36. @cristina. su Annie Ernaux non c’è mai ammirazione sufficiente. Lei possiede anche uno stile unico che mette spesso in evidenza ogni sbavatura, ogni eccesso , e romanzi ritenuti molto pregevoli sembrano perdere vigore e incisività .Questa o anche questa è la elegantissima signora del racconto. Prima
    di Ernaux e dopo Ernaux e non è. una esagerazione.
    Detto questo ecco la tua CARPA, un tantino impressionante con quel pancione da pesce abudellato. Ci sono illustrazioni molto più. belle cara mia dei due autori russi. Lascerei in pace , comunque, i grandi pittori fiamminghi .Per Giove , tutta la lunga schiera famigliare dei Brughel e dei Fiamminghi quattro- cinquecenteschi paragonati a pur pregevoli illustrazioni un poco troppo patinate di illustratori talentuosi. Che poi ce ne sono tantissimi , davvero sbalorditivi.Ma la grande arte non c’entra nulla. Ciao bellezza.cam

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