I libri più belli, letti nel 2017

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

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260 pensieri riguardo “I libri più belli, letti nel 2017”

  1. Dice poco perché il suo mondo, pieno di colore, tenerezza, sentimento, poesia (anche citazioni colte), bella musica è vastissimo. Credo possa piacere in modo speciale agli adolescenti.
    Al discorso fatto prima di Edita, Carlo sul magico, termine in effetti moooolto riduttivo e bisognoso di espansioni che richiederebbero tempo vorrei aggiungere che, secondo me, sottolineo secondo me, richiede un lato ” fanciullesco” della psiche che qualcuno conserva sempre, anche a cent’anni, una capacità di meravigliarsi tipica dell’infanzia. A volte la vita te la toglie brutalmente, succede. Io me la tengo stretta. Discorso complesso comunque. Sarebbe bello parlarne a voce

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  2. Dani, sul lato fanciullesco…. ahhh io ne ho tanto (anche troppo) da poterlo vendere a fette al mercato….ahahaah.
    Forse ognuno ha delle sue meraviglie che lo meravigliano ( io ad esempio davanti ai fuochi d’artificio mi sciolgo come quando avevo 8 anni) ….il bello è che siamo diversi/e.
    Carino il cartoon, diciamo che io preferisco un tratto di disegno più occidentale, i giapponesi non mi fanno impazzire, ma è una predilezione del tutto estetica

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  3. @Dani, condivido ogni parola ! ah quei prati con l’erba mossa dal vento..che pare di poterli toccare e sentirne l’odore e il fruscio.. e l’amore che ha per la vecchiaia e l’infanzia..
    il lato fanciullesco di cui parli pochissimi lo conservano..
    Miyazaki riempie gli occhi e l’anima!

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  4. @ editalara e’ impossibile evitare fraintendimenti in questo spazio. La mimica, i toni di voce, i sorrisi o le risate( apprezzo il tentativo di cri che ci mette haha o ahah ) sono esclusi e le parole scritte hanno un peso specifico molto diverso tra chi legge. Manca il sale e pepe q.b.
    Ma questo ci invita a pesarle queste parole che hanno spesso un impatto molto diverso con le sensibilta’ ( cosi’ dissimili tra loro ecc.). e le culture dei singoli.Eppure io so ormai qualche cosa di bello di te, e di cristina, e di Carlo e mariangelae jezz e dani . Molto meno posso intuire di quei partecipanti che scrivono raramente ( peccato). E chiamo qui @ ww che a volte mi sembra un tipo di persona e immediatamente si tramuta in un altro tipo. Mi colpisce molto quando ww dice “” sono figlio di una extracomunitaria” come garanzia sulla sua liberalita’ ma anche come una inutile precisazione. Come se essere di un Paese o di un altro potesse vaccinare il figlio contro il razzismo. Questo hai spesso affermato alleandoti tuttavia , idealmente, credo, con razzisti fascisti e fondamentalisti religiosi. nostalgici di un infame passato.
    E’ questo che non capisco : dici di odiare il razzismo e poi ammiri razzisti pericolosi.E ogni volta mi chiedo “ma chi e’ ww ?

    @ cristina
    Tu sei una guerriera coraggiosa e passionale. E bella. E una volta ti avrebbero messa al rogo
    bruciata come giovanna d’arco. ciao a tutte/i cam

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  5. @Camilla: Ti ribadisco che la Meloni non è xenofoba, almeno secondo me. Al limite la si può accusare di aver fatto (e di fare tuttora) l’occhiolino ad un partito tacciabile di xenofobia, ma bisogna inquadrare questa scelta scomoda in un contesto ben preciso. Intendo dire che la Meloni non fa come i sinistri, che spaccandosi si condannano alla sconfitta: Giorgia è una capace di fare gioco di squadra, e di allearsi anche con personaggi poco simpatici (per usare un eufemismo) per il bene superiore di far tornare la destra al potere. O quantomeno per farla tornare a racimolare percentuali dignitose.
    Ad ogni modo, a proposito di contraddizioni, forse dovresti concentrarti anche su quella gigantesca di Carloesse: prima dice che sono spocchioso, poi si atteggia a grande saggio che viene ad aprirvi gli occhi sulla mia vera natura. Come a dire che voi siete troppo stupidi per arrivarci da soli, e c’è bisogno che arrivi lui, il più grande e il più furbo di tutti, a togliersi la Verità di tasca e farvene dono. Avesse fatto un discorso come questo davanti a un gruppo di studenti, l’avrebbero seppellito di risate. Io invece, com’è mia abitudine, ho usato l’asfalto. 🙂

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  6. uhhhauhhhauauuhhhh! URLO DI TARZAN….@ Carlos vedi ? come si puo’ capire questo nostro inafferrabile compagno di avventura che ha deciso che solo la DESTRA COMPATTATA DA MELONI potra’ eliminare la xenofobia? dovrò rassegnarmi a far finta di non leggerlo?? cam

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  7. @Cam
    Ma cosa ti urli? La Meloni non è mica fascista! Di non esserlo lo dice lei stessa, no?
    Ah Ah Ah Ah…. 🙂 🙂 🙂

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  8. @Camilla: Non ho mai detto che la destra ha l’obiettivo di eliminare la xenofobia. Sarebbe anche ridicolo da parte sua porsi quest’obiettivo, perché purtroppo non può essere raggiunto tramite l’azione di un singolo partito o fazione politica: ci vuole un cambiamento nella mentalità di molti italiani, un cambiamento che sia trasversale e quindi indipendente dalle loro idee politiche. Capisco la tua volontà di difendere AsfyEsse, ma almeno non mettermi in bocca parole che non ho detto.
    Detto questo, voglio chiudere qui questa querelle, perché mi sta portando a un passo dal litigare anche con te, e questo non lo voglio assolutamente.

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  9. @Cam (2)
    Mah, sulla mamma extracomunitaria del nostro amici qua , non ricordo bene ma già in passato ci aveva scritto qualcosa al riguardo precisandone la nazionalità. Ora non ricordo bene ma lo era quanto mio fratello (che ha perso da anni quella italiana per avere scordato di rinnovarla, tanto poco era era interessato) o mia cognata (che per di più è nera) sono canadesi.
    In fondo anche gli svizzeri o i norvegesi sono extracomunitari., e adesso anche gli inglesi.
    Ah, ah, ah, …..:-)

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  10. @AsfyEsse: Premessa: non è un’asfaltatura, ma una precisazione. Il fatto che mia madre sia un’extracomunitaria sui generis in questo contesto è assolutamente irrilevante. Il punto è che io sono figlio di una coppia interrazziale, sono nato e cresciuto in un ambiente multiculturale, e quindi ho sempre vissuto secondo regole, principi e mentalità agli antipodi del razzismo. Questi principi non li ho mai visti violati in prima persona da Giorgia, almeno dal momento in cui ho iniziato ad interessarmi a lei: a quel punto era già cominciato il suo distacco ideale dal fascismo, che è culminato in quel tweet a Saviano ma che io avevo intuito già prima. Se poi tu non credi nella redenzione e nella possibilità di una persona di migliorare se stessa, non mi resta che pregare per te. Come già faccio per Asfy.

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  11. P.S.: Ti prego inoltre di astenerti dal parlare della mia famiglia. Sono stato io a tirarli in mezzo e ne sono consapevole, ma preferisco che questa diatriba (che io sono disponibilissimo anche a chiudere con una stretta di mano, se vuoi) rimanga tra noi due.

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  12. Per tornare a parlare di Miyazaki ho cercato a lungo su Youtube quella scena della “Città Incantata” con il treno che corre sui binari immersi nell’acqua, una fra le più straordinarie a mio parere del cinema in generale, per le inquadrature, i dettagli sia panoramici che dal finestrino o come lo scampanellio lungo il tragitto, la musica dolce e melanconica della colonna sonora, i personaggi che scendono alla stazioncina, la carrozza su cui rimangono soli la bambina e lo strano spirito dalla faccia desolata sotto lo scuro mantello, il farsi sera e poi notte sul treno…

    E sottolineo, del cinema in generale, non dei cartoni.
    Ed è sorprendente il grande effetto pienamente cinematografico reso da un animazione tradizionale e piatta del 2D, non quella con effetto più vicino al tridimensionale molto computerizzata che si usa oggi. E’ già qui, solo in questa scena, racchiusa tutta la maestria di questo regista, e l’essenza profonda della sua poesia.
    Peccato non averla trovata. Una volta c’era. Deve essere stata rimossa per questione di diritti o vattelapesca.

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  13. @Carlo è la mia scena preferita, tra tutte le più belle essa è la più …non trovo la parola adatta. E poi il lampione..e la piccola Chiiro che si porta appresso tutti i più strani spiritelli, anche quelli che le hanno fatto del male, che grande lezione di integrazione e amore e fiducia nel prossimo anche se diverso da lei! Una meraviglia!

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  14. Sì Edita, è la scena più bella di uno tra i più straordinari film di tutta la storia del cinema. Per me è un caposaldo. Un capolavoro assoluto.
    😉

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  15. @wW: io non ce l’ho con te. Figurati con la tua famiglia! E non mi sono mai sognato di tirarla in ballo: se l’ho citata ho solo riportato una cosa per me assolutamente fuori contesto e fuori luogo (se non l’hai ancora capito qui quando si parla di extracomunitari si sottintende i profughi asiatici e africani che scappano dalla fame, dalla guerra , dalla violenza cieca) ma che tu stesso avevi messo in piazza.

    Anche io tengo a precisare una cosa: non mi sono mai sognato di darti del falso o bugiardo. Sono assolutamente e fermamente convinto della tua buona fede (ed è proprio quello ciò che mi spaventa di più) e se ho parlato di trappoloni è solo per fare notare che certi argomenti , tipo: io voterò e seguirò la Meloni (e chissenefrega!) tu li tiri in ballo apposta per aprire contese politiche, confronti i che possano sfociare in diatribe da vincere o perdere (lo hai detto tu stesso, non molto tempo fa). Possibilmente vincere per “asfaltare” l’avverasrio di turno (ma perché insisti nell’usare questo termine orribile? E perché continui a dedicarti all’insegniamento quando avresti un brillante futuro e una grande carriera assicurata nel settore della manutenzione strade?) applicando il becero principio della continua competizione totalmente dominante ed asservente nella nostra società malsana.

    Continui a non capire invece che il sano confronto non è quello che possa decretare un vincitore e un vinto, ma quello in cui entrambe le parti alla fine possano registrare un anche lieve spostamento dalla loro posizione iniziale, in avanti o in indietro , non importa, purchè ci sia una mutazione , un cambiamento. Che alla fine, qualsiasi esso sia, anche minimo, impercettibile, ci faccia sentire arricchiti di qualche cosa. Di cui forse ci accorgeremo addirittura col tempo, anche molto tempo.
    L’arrocco sulle posizioni di partenza che tu solitamente usi, e a cui spesso costringi anche l’avversario, non potrà mai portare a questo risultato. E’ solo per questo che non ho più alcuna voglia di giocare con te. La pura competizione non mi affascina minimamente. Non mi arricchisce e nemmeno mi diverte.

    Se riesci a capire questo la mano te la stringo volentieri.
    Se non lo capisci ora, la mano te la stringo lo stesso per puro spirito di lealtà, augurandomi che forse lo capirai in futuro. Del resto io stesso l’ho capito molto tardi…

    Ciao.
    (L'”asfaltato”)

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  16. In ogni classe c’è il cretino di turno e di questi tempi, amici e amiche cari, c’è anche chi è cretino a sua insaputa (Arturo docet, per chi mi capisce).
    Ma che super pippa… stra uffff

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  17. @Carloesse: Continui a cucirti addosso i panni del vecchio saggio che ha capito tutto della vita, e quindi ha tanto da insegnare a noi altri stupidi e/o inesperti. Tu hai capito e io no, quindi tu ti metti su un piedistallo dal quale fai calare dall’alto le tue lezioni di vita, e io dovrei stare ai tuoi piedi a raccoglierle grato e soddisfatto. Hai proprio sbagliato atteggiamento, e soprattutto hai proprio sbagliato persona.
    Detto questo, hai dimostrato maturità nell’accettare di ricomporre la nostra faida. In questo ti sei dimostrato superiore ad Asfy, che di offerte di pace come quella che hai ricevuto tu ne ha ricevute a vagonate, e le ha sempre ignorate sdegnosamente.
    Adesso che la pace è stata stipulata, faccio qualche altra precisazione.
    Riguardo all’uso del termine “asfaltare”, ti ho già risposto l’anno scorso: lo uso (così come uso un sacco di altri termini “forti”) perché detesto il politicamente corretto, e quindi mi ribello a questo stile di comunicazione imperante andando proprio all’opposto.
    Ma è un altro il punto che mi sta più a cuore chiarire.
    Le volte in cui ho dichiarato in questa sede prima la mia simpatia, poi (dopo il suo distacco dal fascismo) il mio voto per Giorgia l’ho sempre fatto in un contesto in cui si parlava di politica. Non ho mai fatto ciò di cui mi accusi, ovvero saltar fuori dal nulla e far piombare come un fulmine a ciel sereno la “notizia” per cui voto la Meloni. E soprattutto, non ho mai dichiarato il mio amore politico per lei con la finalità di seminare zizzania. Anche perché con i litigi e le asfaltature ho dichiarato da tempo di voler chiudere, per esaudire la richiesta di moderarmi che mi hanno gentilmente fatto più utenti di questo gruppo di lettura.
    Proprio per questo, ti stringo nuovamente la mano.

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  18. Asfaltare non è brutto perchè political correct o incorrect. E’ brutto come uso di un italiano modaiolo, fintamente giovanilistico e basta. Ma proprio brutto brutto brutto.
    W la crusca!!!

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  19. @ Carlos. Spero che tu abbia dei figli perché sarebbero molto fortunati. E mi sento fortunata anch’io per poter partecipare a un blog dove scrivono Persone che raramente si incontrano ” fuori”. Come hai parlato a ww mi ha lasciato un senso di soddisfazione e ulteriore ammirazione nei tuoi confronti.😊. cam

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  20. Grazie Edit; sì, in effetti quella l’avevo trovata anch’io, ma ci avevo momentaneamente rinunciato per la qualità dell’immagine e del sonoro , sperando di trovare quella ufficiale.
    ma in mancanza d’altro…
    🙂

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  21. @Cam
    Grazie Cam. Credo in effetti che se clicchi sulla mia iconcina e poi su “view complete profile” dovresti vedermi anche in versione “papà” (diversi anni fa, purtroppo).
    Come vedrai però non sempre i figli colgono il meglio dai padri (dovresti infatti trovarlo mentre impersona “il lato oscuro della forza”) 🙂

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  22. @Carlo belle le foto !!
    meno un giorno alla grande mostra di Tv sull’Impressionismo 🙂 !! e soprattutto meno uno all’incontro delle amiche di blog !!!!!
    ciao a tutti e buon week end !

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  23. Beh, ora mio figlio non è più un batuffolotto nè un malvagio ducetto delle schiere di “cloni”, ma un lungochiomuto portatore di baffetti!!!

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  24. @ tutti. oggi leggo la notizia della morte di DEREK WALCOTT. Quindici anni fa’ (o 14 o 16 ?), un mio caro amico, un grande. architetto talentuoso , mi regalò uno dei libri più importanti tra quelli che ho avuto la gioia di leggere. Si tratta di OMEROS di Derek Walcott, Adelphi 2003 (2 ed. tradotta in I.)Un capolavoro oceanico, la rilettura caraibica di Omero. Qualcosa di unico nella letteratura mondiale. Premio Nobel.La sua opera poetica , poderosa, e’ tradotta da Adelphi.Chi lo conosce.saprà che si tratta di un altro Omero, grandioso e contemporaneo. Chi non lo conosce potrebbe avvicinarsi a un simile Poeta .Unico e grandioso.
    ciao. cam

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  25. @tutti

    Grazie ad un suggerimento raccolto durante un incontro di filosofia, ho scoperto un autore che non conoscevo, si tratta di Salvatore Natoli. Purtroppo non ho trovato esattamente il testo che cercavo, “L’obbedienza è ancora una virtù”, ma da alcuni stralci e da quanto ho capito sembra valga la pena dedicarci tempo.

    Voi lo conoscete?

    Ciao,
    Mariangela

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  26. Salvtore Natoli è uomo di pensiero abbastanza noto. Credo anche estensore di testi liceali o universitari, se non vado errata.
    Io lo conosco per sentito dire, non direttamente dai suoi scritti.
    C.

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  27. @tutti @Cristina
    In effetti, non avendo trovato il suo “L’obbedienza è ancora una virtù”, i cui stralci avevano attirato la mia attenzione, ho scaricato un suo lavoro per la scuola “Antropologia politica degli italiani”, Editrice La Scuola, 2014. Si tratta di una trentina di pagine in cui l’autore condensa alcuni concetti sull’identità italiana e sulla storia politica degli ultimi decenni. Scrive in modo chiaro e preciso, questo libricino, per esempio, può essere compreso e apprezzato da tutti.

    Appena riesco di Salvatore Natoli mi leggo qualcos’altro.

    Ciao,
    Mariangela

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  28. @ ww. mi chiedo sempre come sia possibile che gli estremisti di una sinistra ideologica /archeologica e gli estremisti di una destra razzista/fascistoide amante di muri e fondamentalista nella religione propria e nemica delle altrui possano abbeverarsi assetati di “verità ” allo stesso giornale forcaiolo e al suo profeta di provenienza lontanissima dalla sinistra.Eppure . Fedeli a oltranza.x

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  29. @Camilla: Semplice: Il Fatto quotidiano non è schierato politicamente, e questo gli permette di piacere a tutti. Tranne ovviamente a chi è attaccato alla propria fazione in modo così acritico da non tollerare che ad essa si muova la minima critica.
    Il Fatto di oggi era molto più brutto rispetto a quello di ieri, ma conteneva una perla (l’articolo su Zaha Hadid) che da sola sarebbe valsa il prezzo del quotidiano.
    Comunque la destra l’hai dipinta a tinte troppo fosche. Non siamo tutti così, per fortuna. 🙂

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  30. @tutti @Editalara
    Ho finito un romanzo di cui avevamo fatto cenno forse lo scorso anno con Editalara, “L’incanto del lotto 49” di Thomas Pyncon. Ho fatto molta fatica, per me non è stato un libro facile, è una storia dalla trama attorcinata, zeppa di simboli e di rimandi, ma alla fine ce l’ho fatta (non senza aiuti esterni: riassuntivi raccolti on line per non perdere il filo del discorso, e una bella introduzione di Guido Almansi. C’è da vergognarsi? Ribadisco quello che avevo scritto in occasione della lettura de “Il maestro margherita”: a difficoltà estreme rimedi estremi, ognuno si aiuta con le unghie che ha).

    Oedipa, la protagonista, è esecutrice testamentaria di un miliardario e a poco a poco scopre (oppure crede di scoprire? O ancora, le lasciano supporre di avere scoperto?) che accanto al sistema postale ufficiale statunitense agisce un’organizzazione postale alternativa che discende dalla famiglia europea dei Thurn und Taxis.

    Nel racconto si inseriscono tante storie, a loro volta ingarbugliate e tutte giocate tra l’assurdo e il simbolico, tutte volte a mettere a dura prova la pazienza del lettore (io le ho lette con attenzione, ma non perdermici non è stato facile). Il sistema postale non ufficiale potrebbe rappresentare una società alternativa? La voglia di resistere e di ribellarsi alla standardizzazione del mondo contemporaneo?

    Il mio giudizio non so ancora darlo anche se sono senz’altro contenta di essere giunta alla fine perché ho soddisfatto una curiosità intellettuale (non mi davo pace di non riuscire a finire un romanzo che è stato definito tra i più significativi non solo degli anni ’60, ma addirittura, qualcuno sostiene, del dopoguerra).

    È uno di quei libri che riesco a meditare solo lentamente e penso proprio che mai come in questo caso la rilettura gioverebbe.
    Se volete una lettura facile e spedita, cercatevi qualcos’altro.

    So che di Pynchon avete già parlato, forse avrete già detto che dei suoi romanzi “L’incanto del lotto 49” è il più commestibile (!).

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  31. Mari, non avevo mai considerato Pynchon, ma da quello che hai scritto mi hai convinta: NON lo leggerò mai. grazie, dunque

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  32. @Mariangela sì l’ho letto la scorsa estate e devo dire che non mi ha lasciato assolutamente nulla . La lettura non è agevole come hai ben descritto tu e il giudizio della critica che sia tra i più significativi per me vale zero. Anch’io sono stata contenta di averlo finito, giusto per l’impegno e la curiosità soddisfatta ma nulla ne è rimasto. Inutile. ovviamente per me.
    assolutamente non lo rileggerei ! c’è ben altro!

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  33. Ecco invece un magnifico “librone” che mi son fatta regalare per il compleanno : Lettori selvaggi, Dai misteriosi artisti della Preistoria a Saffo a Beethoven a Borges la vita vera è altrove. di Giuseppe Montesano
    Non avevo notato , prima di tenerlo tra le mani , che avesse 1.900 pagine !! ma ragazzi, pagine sottili di carta pregiata come quelle dell Bibbia e un sistema di organizzazione di scrittori , artisti ecc ecc davvero originale. un tesoro da esplorare e in cui tuffarsi, penso che @Mariangela ti piacerebbe !
    http://www.giunti.it/libri/narrativa/lettori-selvaggi/

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  34. Mari!
    quel librone che dice Edita deve essere tuo! è fatto per te, sistematica e girovaga topina di biblioteca! vedi, non sei sola nelle tue perlustrazioni vagabonde e a raggiera

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  35. Camilla, la destra l’hai dipinta a tinte fosche…nere direi….giustamente!!!
    Parliamo di libri. Ho letto il libro di Lorenzo Marone MAGARI DOMANI RESTO . Ho letto tutti e tre i libri di questo autore e mi sono piaciuti tutti. Questo in particolare ha una marcia in piu’. Secondo me dovrebbe piacere molto al pubblico femminile del blog in quanto tratta di una ragazza, avvocatessa napoletana, che lotta contro tutto e contro tutti e piacevolmente riesce con scaltrezza e capacità a barcamenarsi nel difficile mondo di cultura maschilista che sia il mondo del lavoro che quello della vita di tutti i giorni gli propina. Una donna dignitosa di quelle che piacciono a me in un libro leggero ma divertente.
    Sto anche leggendo (non ancora finito) NEL GUSCIO di un grande McEwan in stato di grazia. Un genio. L’idea di far narrare ad un feto in prima persona la storia della sua disgraziata famiglia è vincente. Sono solo ad un terzo del libro ma sembra che prometta bene. Certo che questo scrittore scrive in maniera sublime.

    Un saluto a tutti,

    Claudio

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  36. @Editalara @Cristina @TUTTI
    A breve avrò la possibilità di vedere “Lettori selvaggi”: non si potrà dire che non ascolti le amiche e gli amici del blog! Vi farò sapere.

    @Claudio @TUTTI
    Claudio la mia opinione su Marone l’avevo espressa dopo avere letto “Il tentativo di essere felice”: non mi aveva molto convinto, però se dici che “Magari domani resto” è più consistente, chissà, mai giudicare da un libro solo (cosa che in realtà faccio molto spesso!).

    @Editalara @Cristina @TUTTI @Carloesse
    Sono d’accordo con te Edit quando dici che gli elogi della critica, di per sé, non possono certo incidere a priori sul nostro giudizio, questo no, dire che è un bel libro solo per sentito dire sarebbe da pappagalli, “L’incanto del lotto 49” di Pynchon per me rimane un libro difficile se non ostico. Però, vi dico, letta la bella introduzione di Guido Almansi, e considerate le sue osservazioni, sto rimuginando il romanzo con più calma, sto sforzandomi di vederlo sotto un’altra luce: è troppo azzardare che grazie all’aiuto del critico lo sto riconsiderando? Verrebbe proprio da dire di sì (era un dubbio che mi era venuto anche con “Il maestro e Margherita”), tanto più se pensate che finito di leggere alcune pagine dovevo ricorrere ad alcuni riassunti trovati on line per capire se mi fossi persa o se avessi mantenuto il filo del racconto . Eppure, vi dico, secondo me la risposta dipende da quanto tempo concediamo ad un libro perché dispieghi i suoi effetti: se ammettiamo che questi possano sopraggiungere dopo qualche tempo, potremmo anche arrivare a concepire che l’approfondimento successivo alla lettura – per i libri molto particolari come questo – possa ripagare della fatica iniziale.

    Faccio solo presente che solitamente i libri di critica li cerco per il mio piacere, proprio perché il libro mi è piaciuto, qui il caso è diverso: col libro ho fatto fatica, molta fatica, ma non voglio arrendermi. Carloesse mi ha già risposto molto tempo fa argomentando, penso a ragione, che, se il lettore insiste, è perché ha le sue aspettative.

    Ciao,
    Mariangela

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  37. @. Claudio. Sono contenta della tua chiarezza quando(malauguratamente) si devono toccare argomenti politici. Mi piace.
    Non conosco Lorenzo Marone ma prendo nota.
    Saprai già che oggi pomeriggio a Fahrenheit ci sarà una intervista a Mc Ewan sul suo ultimo libro. Aspetto con interesse il tuo pensiero su NEL GUSCIO. ciaociao cam

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  38. @ mari e edita. A mio parere T.Pynchon (l’inafferrabile) fa parte di quella schiera detta post moderna di grandi scrittori americani troppo ” disturbanti”che io, per le mie esigenze e il mio piacere , da anni rifuggo. Li chiamo “giazoi” tanto per capirmi. Traduzione : ghiaccioli.
    Ho letto , in seconda lettura, quella che faccio sempre con i libri che mi colpiscono molto, matita sguainata e ” orecchiamento” di pagine, LA CHITARRA BLU di John Banville. Ma questo è un altro discorso. Penso comunque che non possa bastare aver letto un solo libro per avere un’idea dell’ autore. ciao a tutti

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  39. ciao @Cam, sono d’accordo sui “giazoi”, e sul fatto che un solo libro può non bastare a giudicare un autore, ma senz’altro fa perdere la voglia di leggerne altri; in questo caso semplicemente non mi piace la scrittura e nemmeno la successione degli eventi, e non per la difficoltà, alcuni libri di critica che anch’io come Mariangela vado a leggermi per mio piacere, pur difficili mi appagano tanto.
    di @Mari mi è piaciuta questa considerazione : “quanto tempo concediamo ad un libro perché dispieghi i suoi effetti: se ammettiamo che questi possano sopraggiungere dopo qualche tempo, potremmo anche arrivare a concepire che l’approfondimento successivo alla lettura – per i libri molto particolari come questo – possa ripagare della fatica iniziale.” che condivido in generale ma non per questo particolare libro che nulla ha dato ( o tolto) alla mia vita .
    poi de gustibus..
    ciao!

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