I libri più belli, letti nel 2017

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

Annunci

2.739 commenti

  1. Cam,
    a volte un libro solo è anche troppo, per me. Nothomb ci ho provato 3 volte, basta, e avanza pure.
    leggerò La Divine e Bussola, spero di trovare il tempo .

    Per me il libro/i libri dell’anno sono sicuramente

    Le botteghe color cannella di Schulz
    Patrimonio di Philip Roth
    come sempre e più di sempre Annie Ernaux
    e Patria di Aramburu, magnifico (lo sta leggendo anche Stefanie, una droga dice lei).

    Probabilmente dimentico qualche titolo – ne ho letti davvero troppo quest’anno – ma mi sono così ingarbugliata con la malattia e gli accidenti negli ultimi 7 mesi che oramai anche la testa, eh,,,, oimmei

    Mi piace

  2. @Caudio @tutti
    Claudio, io per la verità mi ero procurata anche il film, ma pure quello non mi era sembrato una gran cosa. È vero però che con il cinema non faccio proprio testo!

    @Tutti @Wwayne @Camilla
    Wwayne sulle letture appena iniziate non posso ancora dire nulla, e neppure voglio dare per chiuso il mio elenco dei libri più belli, Camilla!

    Il mio consuntivo di lettura (sono un travet e da travet mi esprimo) può però continuare con gli abbandoni, some al solito, sia quelli felici sia quelli che dipendono dai miei limiti di lettrice:

    1. Libri abbandonati senza rimpianto:

    • Marcello Fois, “Nel tempo di mezzo”
    (la scrittura mi era parsa manierata)

    • Hermans Willem F, “Alla fine del sonno”
    (mi piace leggere di camminate ed escursioni, ma qui il mal di piedi del protagonista occupava troppo spazio)

    • Paula Hawkins, “La ragazza del treno”
    (no comment!)

    2. Libri abbandonati per causa di forza maggiore o comunque con dispiacere:

    • Rainer Maria Rilke, “I quaderni di Malte Laurids Brigge”,
    (peccato di presunzione: per me è un libro troppo difficile)

    • Peter Weiss, “All’ombra del corpo del cocchiere”
    (come sopra)

    • Jules Verne, “Ventimila leghe sotto i mari”
    (avere già visto la versione cinematografica, se pur in anni remoti, ha rovinano il piacere della lettura)

    Peccato per gli ultimi tre!

    Ciao,
    Mariangela

    Mi piace

  3. @Tutti @Edit @Camilla @Cristina
    Per quello che mi riguarda gli elenchi servono a riordinare le idee, a ripensare alle proprie letture e anche a riconoscere i debiti. Nel 2017, ad esempio, ho avuto modo di vedere alcuni libri di critica letteraria grazie alle indicazioni delle amiche del blog (grazie Camilla, grazie Edit!). Non li ho certo letti per intero, ma averli visti, sfogliati, averne potuto leggere anche solo alcune parti e parlarne ancora con voi è motivo di gioia e di condivisione:

    1. Giuseppe Montesano, “Lettori selvaggi dai misteriosi artisti della Preistoria a Saffo a Beethoven a Borges la vita vera è altrove”, Giunti, 2016

    2. Harold Bloom, “Il canone americano. Lo spirito creativo e la grande letteratura”, Rizzoli, 2016

    3. “Gioco e teoria del duende” di Federico García Lorca (Adelphi,)

    4. Daniel Mendelsohn, “Bellezza e fragilità”, Neri Pozza, 2009

    Ciao,
    Mariangela

    Piace a 1 persona

  4. noterella egoriferita.
    Chi avesse fra l mani l’Espresso di oggi vada a pagina 22, c’è una foto di Michela Murgia che intervista una delle madri di Plaza de Mayo. La collanina che si ( intra) vede al suo collo è quella che le ho regalato io a Lucca dieci giorni fa.

    So’ soddisfazioni!!

    Piace a 1 persona

  5. @Tutti
    Ho fatto il mio elenco dei miei migliori libri del 2017 togliendo però la narrativa: sono tutti libri che mi hanno portato fuori casa (buon segno, secondo me!) e che mi hanno dato la possibilità di parlare di Milano con voi, in particolare con Cristina:

    • Chiara Gatti, “La Milano scolpita da Leone Lodi”, Officina Libraria, 2015.

    • John Foot, “Milano dopo il miracolo. Biografia di una città”, Feltrinelli, 2015

    • 501 luoghi di Milano, Newton Compton, 2014

    • Sebastiano Brandolini “Milano. A piedi nella metropoli”, Compositori, 2013

    • Sebastiano Brandolini “Milano. Nuova architettura”, SKIRA, 2006

    • “Guida all’Architettura di Milano 1954-2014”, a cura di Marco Biraghi, Gabriella Lo Ricco, Silvia Micheli, Hoepli, Milano, 2013

    • Gianni Biondillo, “Passaggio a nord-ovest : Milano a piedi, dal duomo alla nuova fiera”, Terre di Mezzo, 2016

    • “Civico museo archeologico, Sezione Il Mondo dei Greci. Guida”, coordinamento scientifico e organizzativo di Donatella Caporusso, Comune di Milano, 2008, pp. 43/49.

    • “Da Canova a Boccioni. Le collezioni della Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo” a cura di Fernando Mazzocca, schede di Elena Lissoni e Paola Segramora Rivolta, Skira, 2011

    • “Museo del Risorgimento di Milano”, Guida sintetica, a cura di Patrizia Foglia, Marina Messina, Gregorio Taccola, Maria Antonietta Valenti, Paola Zatti, Nomos Edizioni, 2014

    @Editalara
    Edit, per mancanza di riflessi pronti non ti ho ancora risposto in merito al Museo del ‘900 di Milano; non posso negare che la vista su Piazza Duomo sia meritevole di una visita; quanto al museo in sé, ci sarebbe tanto ad dire: troppa roba in troppo poco spazio, a mio parere, i capolavori – perché quelli sono capolavori – avrebbero meritato un’ubicazione più ariosa, meno pigiata!

    Ciao,
    Mariangela

    Mi piace

  6. @tutti
    Intanto mi scuso con i lettori non milanesi, giuro che di guide ne ho sempre lette e di tanti posti d’Italia. Solo perché l’articolo che ci ospita parla dei libri del 2017, altrimenti avrei già elencato qui tutte le guide che avevo gustato su Roma. Ho sempre inteso il termine in senso estensivo, ci faccio rientrare libri fotografici, monografie su singoli monumenti, saggi sulle chiese, sulle fontane e così via, un autentico spasso, vi dico. Una cosa mi sono però sempre rammaricata di non avere fatto a Roma: non sono mai entrata in una delle biblioteche locali, non alla Nazionale, una di quelle di quartiere, intendo dire, per rovistare nel comparto storia locale; sono quegli scaffali che offrono sempre qualche sorpresa!

    @Cristina
    Nel Museo del ‘900, e non lo dico solo io che non mi intendo d’arte, lo hanno detto gli esperti, dovevano trovare collocazione, anche per garantire consonanza tra contenitore e contenuto, solo le opere del Novecento (la corrente artistica fondata da Sarfatti , per fare qualche nome, Marussig, Funi) e non tutta quella roba che non ci sta. Ti dirò di più: hanno spostato quadri da altri musei cittadini la cui fruizione, nella nuova ubicazione, certo non ci ha guadagnato: stavano meglio dov’erano!

    Ciao,
    Mariangela

    Mi piace

  7. Buonasera @tutti!
    Torno adesso da una seratina niente male, sebbene molto ristretta.
    Oramai sfrutto tutte le possibilità offerte dalla valle. Si presentava un libro, il quarto poliziesco di Fulvio Capezzuoli (che l’anno scorso ci intratteneva con un godibilissimo corso sul linguaggio del cinema).
    Attualmente sto leggendo Dracula (proprio lui, perchè senza i miei classiconi io sto malissimo) in una casa e Bellow (IL RE DELLA PIOGGIA, mi pare).
    Però appena lo leggo, vi faccio sapere.
    Ciaoooooo

    Mi piace

  8. ho appena iniziato La ferrovia sotterranea, chi lo aveva letto? Teresa ( oh Teresa, che delusion la tua partenza) e…??

    Mi piace

  9. @Mariangela ciao, a dire il vero , da non professionista ma grande appassionata d’arte e musei, non ho avuto per nulla la sensazione del “pigiato” , anzi al contrario l’ubicazione mi è parsa perfetta fin dall’ingresso elicoidale, bellissima posizione per un museo moderno circondato da edifici antichi e classici.
    L’interno l’ho trovato confortevole e non dispersivo, solo per l’esposizione delle magnifiche sculture di Martini posso dire che forse hai ragione, anche a me sarebbero apparse più valorizzate con intorno più spazio, forse per la natura stessa della pietra e del movimento che ne scaturisce.
    per il resto il museo del Novecento mi ha davvero stupita in positivo e mi ha regalato grandi emozioni 🙂
    posto un articolo vecchio ma che mi era piaciuto ciao !
    http://www.repubblica.it/speciali/arte/recensioni/2011/01/21/news/milano_ha_il_suo_novecento-11479940/

    Mi piace

  10. @TUTTE/I copio incollo questo link con un articolo che mi ha trafitta e gelata; non perché non sentiamo continuamente di donne maltrattate offese molestate violentate vendute sfregiate lapidate segregate umiliate e chi più ne ha più ne metta, ma io non mi ci abituo e ogni volta rabbia e incredulità mi percuotono anima, cuore, cervello .

    http://www.rainews.it/dl/rainews/media/vendute-in-mogli-per-qualche-dollaro-Traffico-donne-Corea-del-Nord-Cina-Interviste-Associated-Press-rivelano-dramma-migliaia-donne-b850e3f9-a43d-44e9-bf4e-6483d94f1910.html#foto-1

    Mi piace

  11. @Cristina Teresa ha letto LA FERROVIA SOTTERRANEA e anch’io .di Colson Whithead e assieme a lei ( Teresa), ho ululato parecchio per la strana bellezza , strana davvero : la schiavitù nei campi degli schiavi, dove l’umanità non esiste, dove si sopravvive come e quanto l’ uomo bianco pretende, come forza lavoro da sfruttare senza cibo. Frustate per ogni minima ” disobbedienza”. crudeltà forsennate, accecamento, mutilazioni…, la morte non appena
    lo schiavo uomo, donna ,bambino non serve più.
    Insomma il solito copione di orrori.Ma il racconto improvvisamente. cambia ritmo, diventa avventuroso. emozionanteDue ragazzi
    Cora e Caesar riescono a fuggire dal lagher e ci troviamo. in una atmosfera fantastica. Un treno, un treno misterioso e nascosto nella profondità della terra li salverà… Non si pensi a un lieto fine.Ci permettiamo solo qualche respiro di speranza, qualche momento di quiete. Ma tutto e’ falso. i bianchi non permetteranno. mai la salvezza. dei neri.Mai
    .
    Il romanzo si legge come un un libro diavventure, emoziona e diverte in alcuni momenti. E’ la storia di una grande speranza che non riesce ancora ad avverarsi. E i ragazzi del treno, velocissimo, sottoterra , immagni
    che ricordano Verne, giungeranno a destinazione.Appunto. Comunque. si legge d’un fiato.

    @ editalara
    E il maschio “alfa” permetterà mai che cessino i massacri delle femmine. zeta. Sto leggendo bei libri, ve ne parlerò. A tutti un saluto ✋😂

    Mi piace

  12. edita. hai detto parole che sono anche le mie. Mai abituarsi, mai. Non è possibile. e i soprusi sono ovunque, anche vicinissimi. Da mesi, da anni, ho il cuore sempre a pezzi per la sorte delle donne nel mondo. E qui nessuno che fa niente.
    Ed è un’apparente sciocchezza ( ma non lo è) che un nuovo partito “di sinistra “! si chiami nel dicembre 2017 ….come? ma con un nome maschile plurale Liberi e uguali.
    mai, nemmeno nel nome , esistiamo per loro, nemmeno oggi?
    Ma andassero tutti a farsi benedire, non ne posso più

    Mi piace

  13. Qualche giorno fa ho guardato un programma (non ricordo quale) in cui si commentava proprio la nascita di questa nuova formazione nel frammentatissimo mondo della sinistra. Un ospite ha detto che non c’è niente di strano nel fatto che in un unico paese ci siano 2 partiti di sinistra, perché così avviene in tutta Europa. L’anomalia sta nel fatto che all’estero il partito di sinistra minoritario tende ad accogliere tutte quelle figure che hanno delle posizioni molto radicali, e quindi non possono trovare spazio in un partito a vocazione maggioritaria; qua in Italia invece a spingere i politici verso la fuga nel partito minore è la fifa blu di perdere la poltrona, la consapevolezza che restando dove sono si condannano a recitare un ruolo di secondo piano. È una pura questione di potere insomma: il bello è che questi politici non si rendono conto che, per inseguire un effimero potere personale, condannano tutta la loro fazione alla sconfitta, perché in questo momento destra e sinistra soltanto unendo le forze possono sconfiggere i grillini.

    Mi piace

  14. Fermo restando che non condivido, e anzi trovo molto irrispettosa, la propaganda renziana e berlusconiana per cui i grillini sono i nuovi barbari, una loro vittoria segnerebbe l’avvento dell’Apocalisse e soltanto una vittoria della destra o della sinistra ci può salvare da cotanta sciagura. La demonizzazione dell’avversario fa soltanto danni, perché porta l’elettorato a simpatizzare con chi ne resta vittima: ne ha beneficiato alla grande Trump e in tempi più remoti lo stesso Berlusconi, che ha vinto perché la sinistra basava spesso la sua campagna elettorale sull’unico refrain “Quanto fa schifo Silvio.”
    Ancora mi ricordo quel “Berlusconi si deve dimettere” che venne ripetuto come un mantra per mesi da Bersani, quello che voleva “smacchiare il giaguaro”… si è visto poi com’è andata a finire.
    Mi direte: “Ma tu che sei di destra, che ti frega se la sinistra si suicida spaccandosi in mille pezzi? Anzi, dovresti esserne contento!” Ebbene, vi dirò che a vincere così non ci proverei nessun gusto. Certo che voglio asfaltare la sinistra alle elezioni di Marzo, ma giocandomela ad armi pari, non contro un avversario che arriva al duello zoppo e disarmato. Prospettiva che, dopo le parole pungentissime di Grasso su Renzi, sembra purtroppo inevitabile.

    Mi piace

  15. @tutti
    Ho finito “I fatti. Autobiografia di un romanziere” di Philip Roth e sono contenta di non avere ancora chiuso la mia lista dei libri più belli del 2017 perché questo libro ci entra a buon diritto.

    Interessantissima la prima parte, ma strepitosa la seconda, dove l’alter ego di Roth, Zuckerman, rimprovera all’autore i suoi silenzi e le sue mezze verità, dove veramente viene fuori tutto quello che nei primi capitoli è stato levigato o addirittura taciuto. È un testo che in fondo parla del ruolo della scrittura, anzi della scrittura d’invenzione, visto che Roth, per bocca di Zucherman, ammette di fare emergere la sua parte più profonda (e meno edificante) nei romanzi meglio che nelle pagine autobiografiche.

    Qui ci sono tanti estimatori di Philip Roth, se non l’avete già letto, leggetelo quanto prima.

    Ciao,
    Mariangela

    Mi piace

  16. ww Ricordati la promessa che hai fatto di non parlare di politica. Io ci soffro ancora, dopo anni di militanza nel PD e per me è. troppo difficile leggere giudizi sommari dove ci si augura di finire a destra. Sono stupita su Grasso che non ha mai fatto parte , ai tempi, nemmeno di Magistratura Democratica . Basta. Ciao. Cam
    @ Mariangela Ho letto tanti romanzi di Philip Roth, grande scrittore e maschilista insostenibile . Posso ammirarlo ma simpatizzare proprio no. Cam

    Mi piace

  17. @Camilla: Hai ragione, non dovrei fare di queste divagazioni. Stavolta ho fatto un’eccezione, perché ho la certezza assoluta che entrambi i commenti da me scritti non contengano neanche un briciolo di spirito provocatorio o di intento polemico. Al contrario, in essi mi dolgo insieme a voi di sinistra per la triste fine che sta facendo la vostra fazione politica, ridotta ad uno spezzatino di carni mal mescolate tra loro, alcune delle quali andate a male da anni e ormai divenute indigeste.
    Anche Berlusconi in teoria dovrebbe corrispondere a quest’identikit, ma il suo innegabile talento nel risorgere dalle proprie ceneri gli sta regalando l’ennesima nuova occasione. Con la differenza che le volte precedenti brillava di luce propria, ora invece è riuscito a tornare alla ribalta solo perché ha accettato di fare il lavapiatti di Salvini. Sono lontani i tempi in cui erano gli altri politici ad aver bisogno di Silvio, e non il contrario.

    Mi piace

  18. @tutti
    io lavoro al pc per avere la domenica libera.
    La casa è quella della casalinga disperata; ci sono abituata. La copertina che sto facendo a maglia giace sul divano e leggo di notte.
    Consiglio F. Capezzuoli, IL COMMISSARIO MAUGERI E IL FANTASMA DI VIA ARIOSTO
    Godibilissima lettura leggera.

    Mi piace

  19. @tutti @Cristina
    Dopo due anni che ci giro attorno, ho letto quello che viene da più parti considerato un caposaldo della letteratura africana, “Il crollo” di Chinua Achebe, ripubblicato dalla Nave di Teseo, anche in versione digitale, con il titolo “Le cose crollano”.

    Il giudizio è quanto mai difficile: nonostante la migliore disposizione d’animo nei confronti della cultura altra, non può non colpire la nostra sensibilità la violenza del protagonista, guerriero indomito, nei confronti delle mogli e dei figli (Cristina, forse l’avevi rilevato anche tu).

    Il periodo è quello che vede l’arrivo dei bianchi in un villaggio nigeriano: mi aspettavo toni più militanti in merito alla colonizzazione e all’opera missionaria, Achebe invece sembra voler riferire i fatti, che forse proprio per questo emergono in tutta la loro violenza, in modo piuttosto obiettivo.

    La società precoloniale è descritta capillarmente nei suoi usi e costumi, durante la lettura ero assalita dal dubbio che forse non era corretto leggerlo unicamente come documento antropologico (in effetti il romanzo è anche questo) perché mi sembrava di osservare qualcuno da sopra una lente di ingrandimento, alla fine ho letto e basta. Insomma, una lettura che può sbalordire, ma proprio per questo indispensabile, a mio parere.

    Il romanzo, pubblicato anche in passato singolarmente fa parte di una quadrilogia; io vorrei rimanere in Africa, ma cambiare autore. Vediamo.

    Ciao,
    Mariangela

    Mi piace

  20. Scusatemi, volevo scrivere:

    “Achebe invece sembra voler riferire i fatti, che forse proprio per questo emergono in tutta la loro violenza, in modo piuttosto distaccato.”

    Mari

    Mi piace

  21. Mariangela, sono basita. Hai letto un capolavoro ( e non lo dico solo io eh) e…? dici queste cosette?
    Il crollo è un libro strepitosaemnte grandioso! Magnifico, prepotentemente drammatico, incisivo, suggestivo, icastico. E no, non puoi liquidare così un’opera considerata universalemente il caposaldo della letteratura africana ( e noi inchiniamoci, e basta)

    Mi piace

  22. Mari, leggiti Verga se vuoi sapere qualcosa delle violenza sulle mogli e i figli.
    leggiti cosa fanno oggi gli uomini alle donne qua, in Italia.
    Certo c’è ANCHE quello.

    Mannaggia, Mariangela!!

    Mi piace

  23. @Tutti @Cristina

    Non ho capito Cristina, dovrei dire che è un capolavoro perché lo dicono gli altri? È un libro da leggere, questo sì, e mi sembrava di averlo scritto, è un testo basilare, anche per la sua importanza storica, ma tacere che sia una lettura che può strabiliare, all’insegna della fratellanza dei popoli, questo no, sarebbe ipocrisia.

    E comunque non l’ho trovato grandioso, anzi, l’ho apprezzato come fonte di informazioni su una cultura diversa dalla mia, ma “incisivo, suggestivo, icastico”, no, per me non è scritto in modo tale da poterlo essere. Per come è scritto, perché alla fine è quello che conta, non l’ho trovato neppure drammatico, a dir la verità, lui mi sembra volutamente distaccato.

    Ciao,
    Mariangela

    Mi piace

  24. @ Marian permettimi cara Marian di dirti poche cose.solo perché. sono molto più vecchia di te e certe esperienze le ho fatte in anni giovanili , quando. ogni nuovo libro veniva discusso a fondo e inquadrato , almeno relativamente, nel proprio contesto.Tu parli di Chinua Achebe e del CROLLO con una disinvolta semplificazione , come se si trattasse di un libro qualunque, da classifiche ” dei più. venduti”. Hai letto almeno CUORE DI TENEBRA ? , temo di no. Altrimenti non potresti misurare tutto alla tua esperienza. , alle tue sensazioni ecc. L’ AFRICA e’ molto grande, le storie dei vari Paesi africani sono tutte pprofondamene diverse tra loro. Non voglio intromettermi ma credimi per leggere questo storico (in realtà. e’. una trilogia) libro occorre uno. sguardo /un pensiero , una conoscenza delle colonizzazioni nei mondi lontani e misteriosi dall’ Europa . I missionari furono tra i primi portatori di “””civiltà”””, oltre a tutti i grandi viaggiatori che partirono per mare per portare la propria. “””mille virgolette””””appunto civiltà nei grandi mondi lontani con una crudeltà. distruttiva che non si è. ancora placata. Siamo tutti talmente piccoli e ingenui di fronte agli inferni che abbiamo diffuso tra i nostri fratelli ” non conformi”. Scusami, non intendo. interferire ma se hai letto CUORE DI TENEBRA , notissimo romanzo di Conrad, potrai sentire un vago odore di inferno , per una prima, minima riflessione .ciaociao. Cam

    Mi piace

  25. Mariangela,
    guarda, davanti a un capolavoro bisogna prendersi tempo e farsi delle domande e porsi dei dubbi, secondo me.
    Poi come vuoi, ma – non conosco la versione letta da te nella traduzione ultima – lo stile de IL crollo è uno dei più potenti che mi sia mai capitato di leggere. Nel mio Gdl eravamo tutti stupefatti, e grati, e sbalorditi per la potenza e la bellezza, e lo strazio.
    C’è la disperazione totale filtrata dallo stile, un magma esplosivo.

    Non so, a volte davvero non sono capace di capirti e , devo dire, penso che tu abbia dei filtri di lettura che mettono la sordina ai libri.

    Mi piace

  26. PS: ah, e con la solidarietà e la fratellanza verso i popoli africani il mio giudizio estetico e letterario su Il crollo non c’entra una cippa. Ci mancherebbe. Ho letto scrittori africani risibili e inefficaci, a volte proprio brutti.
    Ma, davvero, trasecolo

    Mi piace

  27. @tutti@Cristina @Camilla

    “Il crollo”, ripeto, è un testo di importanza capitale: Achebe è stato forse il primo africano a trasfondere in un’opera narrativa la violenza subita dall’Africa ad opera degli europei e questo significa che per la prima volta il punto di vista è stato quello del colonizzato e non del dominatore. Questo libro, inoltre, è stato una pietra miliare anche per le generazioni di scrittori successive, scrittori che spesso hanno pagato di persona per il fatto di scrivere contro lo sfruttamento della loro terra. Per questi e altri motivi ritengo che “Il crollo” sia un libro da leggere e sono ben contenta di averlo finalmente letto. Ma da qui a dire che mi abbia “appassionato”, quello no, né mi ha sconvolto, nonostante la tragicità degli argomenti trattati. Diversamente da “Cuore di tenebra” (quello, sì, un libro che ti sconvolge) non è scritto in modo tale perché possa coinvolgermi. In pratica, tengo distinti il giudizio storico sul libro da quello sul suo valore estetico letterario. Per me sono due cose diverse.

    Ho qui anche la vecchia edizione (Jaca Book, 1994) che avevo cercato proprio per un confronto e assicuro che non è un problema di traduzione: quella di Alberto Pezzotta dell’edizione “La nave di Teseo” mi sembra ottima, è corredata anche da un glossario e da una sua nota esplicativa.

    Non dovrebbe essere così difficile accettare un semplice concetto: “quello che emoziona me può non emozionare un altro” . Riserverei stupore e trasecolamento, semmai, al fatto che un testo di questa importanza sia stato rieditato solo recentemente e che le opere dei più importanti autori africani sono in certi casi difficilmente reperibili.
    Questo, dico io, dovrebbe essere motivo di sconcerto e disdoro!

    Ciao,
    Mariangela

    Mi piace

  28. Mari, immagino che tu volessi scrivere “appassionata” e sconvoltA e che la o sia stata una svista….
    Bè, diciamo che ora hai cambiato tiro e registro….su Il Crollo.
    Non ti sei emozionata, benissimo. Da lì a dire che il giudizio sul libro è difficile, come hai detto tre post fa, ce ne passa, eh

    Mi piace

  29. @Tutti

    Il giudizio sul libro è in effetti difficile, a mio parere, proprio perché impone di scindere l’aspetto letterario da tutto il resto che dicevo.

    Non capisco, però, questo tabù: “siccome è considerato una pietra miliare, dobbiamo dirne mirabilia”. A me viene da dire: “è stato una pietra miliare, anche per i movimenti africani di liberazione, leggiamolo e discutiamone”. L’importanza storica del libro non garantisce il piacere della lettura o l’apprezzamento da parte del lettore. Uno può non averlo gradito e venire qui a dirlo, tranquillamente; dovrebbe poterlo fare senza correre il rischio di essere tacciato di insensibilità o superficialità.

    Faccio fatica a comprendere certe rigidità, in effetti.

    Ciao,
    Mariangela

    Mi piace

  30. Non è un libro di importanza storica Mariangela – sei testona quando vuoi – è un libro di importanza letteraria senza eguali, accidentaccio. Un capolavoro di letteratura ( che con i movimenti di liberazione c’entra un piffero)
    Non devi dirne mirabilia per forza, ma devi chiederti – vista la bassa temperatura con cui ne parli e lo descrivi – se forse non lo hai capito, se l’hai letto in modo distratto, se merita una seconda lettura.
    E comunque, acci, un pelino di modestia nel criticare un Totem letterario!

    Perchè, con i capolavori, tendenzialmente bisogna andare in punta di piedi e con umiltà. La stessa identica cosa che bisogna fare con i classici. Precisa identica. e già lì non ci eravamo trovate in nessun modo.
    Chinua Achebe uno dei grandissimi della letteratura novecentesca, il più grande della letteratura africana, biafrano, padre spirituale e luce ispiratrice di tanti altri scrittori e scrittrici venuti dopo di lui.
    Ciao!

    Mi piace

  31. @marian. prima di tutto non parliamo più di Africa : sai bene che e’ il continente più grande del mondo, in assoluto. Comprende più di 50 Stati riconosciuti , ognuno spesso profondamente. diverso dagli altri . Ovvio quindi che la storia. della Nigeria non è la storia dell’ Africa.Ogni Stato ha culture diversissime e storie altrettanto diverse e lontane tra loro. Ogni Stato ha artisti, scrittori usi e costumi che non si si somigliano per nulla. Che il libro in questione sullo scrittore Nigeriano venga messo in discussione parlando di Africa dimostra ancora una volta la superficialità del ” mi piace o non mi piace”. E’ talmente sproporzionato sotto ogni punto di vista dare giudizi di gradimento su opere che meritano un inquadramento storico, geografico ecc.ecc. Cam

    Mi piace

  32. Cristina, Mariangela e Camilla sono entrate nella gabbia, e si stanno battendo con una furia che incendia gli animi sugli spalti. Chi vincerà questo durissimo Cage match?

    Mi piace

  33. Basta, io quello che dovevo dire l’ho detto. Avrei altro da dire, ma vedo che girano per di qua anche delle emerite teste di rapa, quindi stop per me.

    Mi piace

  34. anzi: Camilla sai che non capisco bene nemmeno te?
    cosa vuol dire che non si deve parlare di Achebe come scrittore africano? forse che Annie Ernaux non è anche una scrittrice europea? esiste una letteratura europea, una letteratura africana, una letteratura sudamericana e via discorrendo.
    Non penso che voglia dire fare di tutta un’erba un fascio, almeno io non lo faccio.
    Del resto tu spesso parli delle scrittrici canadesi e anche lì, volendo…. bisognerebbe distinguere.
    Achebe è nigeriano, quindi africano.
    Certo l’Africa è tutta diversa, e grande, e per noi bianchi è facile metterla tutta insieme in un unico calderone, ma non credo che accada qua.

    Mi piace

  35. @cris. non vedo motivi di polemica. io non sono una esperta ma ho amici Egiziani, Senegalesi,e di altri paesi che fanno parte dell’Africa e ti assicuro che condizioni economiche, e usi e costumi sono talmente diversi che le letterature e le culture sono profondamente diverse.Perciò mi sembra che parlare di Africa interpretata da uno scrittore Nigeriano , o Egiziano ecc. sia del tutto errato. Mi sembra ovvio e non c’è nessuna tenzone in atto per la gioia del caro ww che si diverte e spera nei litigi. Comunque non mi importa un cavolo. Siamo tutti capaci di ragionare come vogliamo.

    Mi piace

  36. Ma si certo Cam ovvio.
    E allora non si può parlare della letteratura di un continente ( nord americano ad esempio o europeo) per chè al suo interno com’è ovvio ci sono differenze pazzesche? anche fra uno scrittore svedese, greco o albanese ci sono differenze abissali, ma sempre di scrittori europei si parla. a volte le categorie geografiche sono utili.

    Nel caso degli scrittori africani poi le cose si complicano; per Achebe bisogna anche dire nigeriano di etnia igbo ( come Chimamanda)… eh il mondo è complicato!

    Mi piace

  37. @Tutti @Cristina @Camilla
    Forse l’avevo già detto parlando dei classici e penso valga anche per Achebe: questa sorta di timore reverenziale a priori è un atteggiamento che dalla lettura allontana, che fa scappare la voglia di leggere. Questo bloccare la dialettica che il leggere fa scaturire toglie tutto il bello, secondo me. Sempre.

    Al resto oramai sono abituata: “se non ne sei entusiasta, non l’hai capito”, anche questo, a suo modo, è un classico.

    Ciao,
    Mariangela

    Piace a 1 persona

  38. @ Cristina. già. il mondo è. complesso e semplificare le questioni complesse e’ velleitario e non fa’. bene a nessuno. Se a scuola ti trovi di fronte a un problema complesso e non puoi risolverlo non ha senso dire che è. colpa del problema , ne’ che non ti ha convinta e quindi hai il diritto di dirlo apertamente. Puoi solo ammettere che non sei in grado di affrontarlo. Non c’è. niente di male ed è. così. per tutti.Questa e’ l’acqua , dice il vecchio pesce al branco di pesciolini .( David Foster Wallace)

    Mi piace

  39. Il mio era un commento ironico alla discussione che stava prendendo piede, sulla quale mi sono espresso come se stessi facendo la telecronaca di un match di wrestling. Proprio perché era un commento palesemente ironico, le vostre reazioni mi sono sembrate oltremodo esagerate, soprattutto quella di chi dice che spero nei litigi: se davvero mi esaltassero così tanto, raccoglierei ogni volta con gran piacere le provocazioni che due commentatori di questo gruppo di lettura mi fanno con estrema frequenza. Se invece le lascio sistematicamente cadere nel vuoto, è proprio perché non mi interessa cavalcare queste cose.

    Mi piace

  40. timore reverenziale a priori? ma quando mai!
    Mariangela, scusa ma est modus in rebus! mi pare che ogni tanto ti manchi la misura ( cioè la misura di quello che tu sei come lettrice e la misura di quello che è un autore grandissimo che stai leggendo), le due cose non sono allo stesso livello. Insomma se dici che non ti piace Dante o Ariosto o Achebe, secondo me, ci fai solo una brutta figura. Perchè certi autori sono in- discutibili, la loro grandezza è al di fuori delle discussione.
    ciao

    Mi piace

  41. ci sono persone a cui piace sguazzare nella palta e non alzano lo sguardo al di fuori degli schizzi. Tant pis pour eux.

    Mi piace

  42. Cristina le tue uscite di genere sugli aggettivi coniugati al femminile, vedi “appassionatA” e “sconvoltA” diretti a Mariangela, le trovo irritanti e fuori luogo.
    Vi sto leggendo e non posso fare a meno di essere d’accordo con Mariangela e con la sua rivendicazione del piacere personale della lettura; non vi rendete forse conto, Cristina e Camilla, che state attaccando in modo pregiudiziale Mariangela con commenti offensivi;
    ha espresso semplicemente un parere lecito su uno scrittore che non l’ha coinvolta particolarmente. Vi arroccate spesso quando si esprimono pareri contrari a scrittori che amate, Ernaux ad esempio; io amo Munro e Cechov ma per quanto mi riguarda si può sostenere qualsiasi rilievo su di loro, mai mi sognerei di mettere in dubbio la personale visione di chi esprime riserve a riguardo. Il mondo è vario e l’attivismo sulle proprie posizioni è quanto di più distante dalla natura stessa della letteratura. Se non capite questo fatto elementare resterete solo voi due, Camilla e Cristina, in questo Gruppo di Lettura che si sta facendo
    sempre più asfittico. Carloesse secondo voi perché non scrive più?

    Nessuno scrittore è indiscutibile, basti dire che Nabokov che era oltreché scrittore notevole, anche critico sopraffino, non amava Faulkner e scrisse più volte che era sopravvalutato e Faulkner è un grandissimo, tra i massimi del Novecento. Tolstoj fece di più attaccò addirittura Shakespeare, anche Wittgenstein non veniva ‘coinvolto o entusiasmato’ da Shakespeare, per dire. Ma di cosa stiamo parlando? nessuno scrittore a priori trasmette le stesse emozioni all’intera platea dei lettori e dire o alludere ‘non l’hai capito’ oppure ‘va inquadrato in una letteratura altra’ non vuole dire granché. Il parere personale di un lettore è sempre legittimo, quando viene espresso con misura e argomentazione come fa Mariangela.

    @Mariangela: Ti suggerisco una lettura fresca, divertente e intelligente uscita due mesi fa.
    “Che cosa diranno i vicini?” di Barbara Vasco, edito da Elliot.

    Piace a 1 persona

  43. Domenico, io trovo irritante – e anche triste, pensa – che una donna si definisca al maschile ( ma ci càpita altro che se ci capita, anche a me capita ).
    Che questo irriti te per me è (scusa) poco rilevante. Prendo atto, ai maschi questa cosa dà fastidio, e molto, forse vuol dire che è una buona cosa, e giusta.
    La storia e pure la lingua camminano comunque in un’altra direzione. Se tu non lo vedi non è cosa a cui io possa rimediare.
    Sono invece sicura che Mariangela condivide il cammino del mondo e delle problematiche di genere, quindi l’intento era non certo di offenderla ma di darle una strizzata d’occhio : se sono stata pesante me ne scuso subito e pubblicamente con lei.

    Quanto alla legittimità del giudizio del singolo su un libro su questo nessuno/a ha dubbi.
    Ora ho riletto con cura, e non vedo commenti offensivi, se qualcosa mi è sfuggito me ne dispiaccio, qui molti scrittori e scrittrici sono state criticate/i anche a capocchia, non è quello il problema. Il problema sarebbe semmai – affrontando uno scrittore sconosciuto e di una terra sconosciuta – fermarsi un attimo e prendere tempo.
    Non sempre si è attrezzati/e a tutti gli orizzonti. Anche nella lettura si impara e si cresce.
    Di questo sono convinta e penso sul serio che Mariangela abbia preso una grossa cantonata con Achebe.
    Del resto ognuno legge con la propria sensibilità e a volte, questa, si ritrae davanti a libri forti, come mi pare sia stato forse il caso di Mariangela con Achebe.

    La conosco da anni, Mariangela, ci siamo sempre confrontate e non credo ci sia mai stato nulla se non stima e considerazione reciproche, anche nelle dispute più accese e nelle posizioni più distanti.
    Lei ha detto la sua, io la mia, Camilla la sua. Di pregiudiziale non ci trovo proprio niente. Semmai è un pensiero post…. L’attivismo mi pare che non c’entri. Se così fosse sarei in un qualche movimento politico e non su un blog letterario.
    E che in letteratura si discuta e si litighi anche, se il caso, mi pare normale, essendo la letteratura semplicemente …vita, che muove passioni, sentimenti, pensieri, idee. sensibilità.
    O non si possono discutere e mettere in dubbio le posizioni ( e pure i gusti) altrui?
    Pensa al dibattito che c’è stato su Le ragazze di Cline che a te è tanto piaciuto, ho visto gente scannarsi su quel libro ( e non era nè un classico nè un totem letterario).
    Quindi scusa, ma non condivido.
    E comunque, con tutto il rispetto che ho per Mariangela, di certo non è Wittgenstein ( nemmeno io lo sono, naturalmente).

    Quanto ad Annie Ernaux, ripeto che quasi nessun uomo che conosco riesce ad amarla, lei risulta urticante e incomprensibile, sei in buona compagnia.
    Stammi bene-
    C.

    PS Non so che fine abbia fatto Carloesse, se tu lo sai diccelo, così si squarcerà un velo.

    PPS. L’estate scorsa ho letto Le botteghe color cannella …. libro di brace e fuoco. Mi sono sentita inadeguata a capirlo, forse impreparata, e ho prefereito astenermi. Ecco, diciamo che a volte, anche l’astensione potrebbe essere un’opzione percorribile. Secondo me.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...