I Gruppi di ri-lettura

I gruppi di lettura sono adatti alle riletture.

O. Louis Guglielmi, Recurrent Theme in Red, 1943
O. Louis Guglielmi, Recurrent Theme in Red, 1943

Conosco una signora che si ritrae ogni volta che si avvicina a uno dei nostri gruppi – quello cui tengo di più, quello dei “Grandi libri” (a intuito si capisce che roba sia questo gruppo), dei libroni classici (più o meno). Si ritrae dicendo che lei non lo legge quel libro perché, ovviamente, l’ha già letto: anni e anni fa. Figurati: “Ora io voglio leggere altro” (che implica: “ben-altro”).

Ora, la scelta – anche un po’ esibizionista nei modi – della signora è, ovviamente, rispettabile e rispettata.
Non coglie però quanto il gruppo di lettura agevoli le letture ripetute a distanza di anni (o mesi) di libri complessi e molto ricchi. Quindi, con tutto il rispetto per le qualità dei lettori, libri il cui significato difficilmente si coglie completamente in una sola lettura.
Il gruppo di lettura favorisce queste riletture.
Per due motivi.
Il primo: il nostro filo di letture ha sempre un nuovo libro da proporci, quindi tendiamo a privilegiare il titolo seguente che la reiterazione di un libro letto anni prima. Il Gdl che rilegge è quindi un importante fattore di stimolo.
Il secondo: rileggere da soli, per quanto bellissimo, rimette in gioco – probabilmente – meno questioni, meno domande rispetto a una rilettura fatta da più persone.

O. Louis Guglielmi, Subway Exit, 1946
O. Louis Guglielmi, Subway Exit, 1946

Del resto il piacere della rilettura è un piacere troppo spesso nascosto o trascurato; che – almeno per i grandi libri – è sempre consigliabile, per numerosi motivi che ciascun rilettore può elencare, scegliendoli fra i suoi preferiti.
Io mi limito a ricordare lo spirito critico. È ciò che un grande autore induce sempre nel lettore; e che al secondo incontro è davvero tagliente, più profondo, sia _dentro il testo_; sia fuori dal testo. Soprattutto perché il lettore matura leggendo (e vivendo), a qualsiasi età. E quindi le letture di altri libri e le vite vissute fra la prima lettura e la seconda, cambiano quasi sempre il modo di assimilare la grande opera.

Mi pare anche che ciò di cui si discute in questi giorni, a proposito dei libri per l’estate assegnati agli studenti, abbia anche dei collegamenti con le riletture. Perché, in fondo, difendere le scelte su Primo Levi o Italo Calvino è, indirettamente, anche sostenere la forza della rilettura di questi autori.

Il Gdl “Grandi libri” mette in conto continuamente letture che via via, a seconda dei libri e dei diversi lettori, sono anche riletture.
Ed è inevitabile, piacevole e auspicabile, visto che i titoli sono di questa portata:
Proust, La recherche
Mann, La montagna incantata
Orwell, 1984
Kafka, Il Castello
Musil, L’uomo senza qualità (discussione: 27 settembre 2017, ore 21 in biblioteca a Cologno Monzese)
Opere che evidentemente non possono esaurire la loro forza significante in una lettura, opere che hanno sempre cose nuove da dire al lettore, ogni volta che le si legge.

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