I libri più belli, letti nel 2018

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

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968 commenti

  1. Ho appena finito di guardare la semifinale del Mondiale di volley femminile. La verità? Mi sentivo la vittoria in tasca fin da quando ho saputo che l’avversario era la Cina. Negli sport di squadra la fantasia ha un ruolo fondamentale, e il popolo cinese è famoso più per la sua efficienza che per la sua creatività. Noi invece siamo l’esatto opposto, e questo in una partita di volley era un grosso vantaggio.
    Durante la partita non ho perso neanche per un attimo questa mia convinzione, che si è tramutata in certezza assoluta durante il quinto set: eravamo sul 9 – 9, e uno scambio infinito da una parte all’altra della rete è finito a nostro vantaggio. Chi ha giocato a pallavolo sa bene che, quando un punto importante viene conteso con le unghie e con i denti per un sacco di tempo, chi se lo aggiudica poi vince anche l’intera partita.
    Complimenti ragazze, avete fatto onore all’Italia, e sono convinto che farete lo stesso anche domani. Comunque vada, grazie di tutto.

    #sventolaaltoiltricolore

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  2. Concordo. Sul Fatto quotidiano avevano elogiato soprattutto la Sylla, ma a me è piaciuta di più la Egonu. Anche l’alzatrice sembra fidarsi maggiormente di quest’ultima, dato che oggi le ha passato la maggior parte dei palloni.
    Ricordo che quando Balotelli cominciò a primeggiare con la maglia dell’Inter, noi italiani sui generis cominciammo a sperare che lui potesse diventare un modello di integrazione e di fratellanza tra tutti gli italiani, di qualsiasi colore e origine essi fossero; poi lui si dimostrò un esempio tutt’altro che positivo, e l’Italia perse un’occasione enorme per liberarsi dalla piaga del razzismo. Forse dove non è arrivato Balotelli arriveranno queste 2 ragazze, soprattutto se dovessero tornare dal Sol Levante con una medaglia d’oro appesa al collo. E anche se dovessero uscire sconfitte dalla gara di domani, ci hanno fatto comunque commuovere con la loro dedizione alla causa azzurra, dedizione che non è venuta meno nonostante le sicure discriminazioni che avranno subito nel loro paese adottivo.

    #lacrimedigioiasovranista

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  3. questi cantano e ballano sul titanic che hanno affondato, voglio morire!!!!!!!!!!!! in questi giorni bui, con un caldo anomalo e spaventoso l’unico luogo di ristoro in un minimo di normalità è – oltre alla lettura – Un posto al sole e Propaganda live. Ma giuro che mi sto mangiando il fegato e lo so che non mi fa bene, ma proprio per nienteù
    ah sto rileggendo quella favola pura che è Rosa Candida di Audur Olafsdottir, una boccata di ossigeno

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  4. A proposito di politica, vi segnalo un gustoso scambio di battute su Twitter. Questo è il tweet da cui è partito tutto:

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  5. Ogni partito ha i suoi cavalli di battaglia, ed effettivamente “Allora il PD?” è un disco che viene messo spesso dai dj del Movimento 5 Stelle. Cristina ha ragione anche nel dire che sarebbe opportuno cambiarlo questo disco, perché sentirti un fenomeno solo perché hai fatto di meglio rispetto a chi ti ha preceduto è un po’ ridicolo. Soprattutto se ad averti preceduto è stato il PD.
    Comunque, lo scambio di battute mi era piaciuto perché metteva in chiaro un punto che molti uomini di sinistra non hanno ancora capito: noi italiani non siamo così materialisti da pensare che l’economia, i mercati e lo spread siano tutto nella vita. Come dice Stefano, ci sono anche gli ideali, e ci sono delle forme di benessere che non si misurano sulla base del vile denaro. Ed è triste che Stefano debba ricordare l’importanza degli ideali ad una donna di sinistra, dato che un tempo era proprio la sinistra a sentire quegli ideali nel più profondo del cuore, mentre la destra era più pragmatica e spregiudicata.
    Per fortuna ci ha pensato Teresa a sdrammatizzare un po’. 🙂

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  6. La finale mondiale del volley femminile si deciderà al tie – break. Stavolta sono pessimista, perché sia l’Italia che la Serbia hanno vinto 2 set, ma noi li abbiamo vinti di misura, loro invece nei 2 set che hanno vinto ci hanno proprio asfaltato. E comunque vada:

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  7. @Tutti
    Conoscete Mariolina Venezia? Io ho appena finito il suo “Come pietre tra i sassi” e posso dire che mi è piaciuto. È una storia che si svolge in Basilicata e la protagonista è una Procuratrice, madre di famiglia che come tante donne deve gestire i due fronti.

    Non assomiglia alle poliziotte e ai giudici delle serie televisive, l’autrice ci descrive una donna poco appariscente,nonostante i suoi tacchi alti, anzi forse una donna poco attraente, ma molto concentrata sul suo lavoro. Forse un appunto che si può muovere al romanzo è che c’è un po’ troppa carne al fuoco, però la vicenda legata ai rifiuti regge. Tenera e tutta basata sui silenzi la “non relazione” con l’appuntato più giovane, la cui fedeltà Imma può dare per certa: siedono vicino sulla macchina di servizio, non parlano, ma si capiscono, lei può cantare su di lui, senza remore (diciamo che lei ci fa su un pensierino).

    Lungo tutta la narrazione sono disseminati riferimenti ai miti greci, Persefone, le Erinni, Orfeo, talvolta in modo serio, talvolta in modo ironico: sono i ricordi del liceo di Imma che si mischiano con gli avvenimenti della sua vita attuale, familiare e lavorativa.

    Visto che, in un certo senso, il libro è anche un giallo, passate ai saluti e non leggete le prossime righe se temete lo spoiling. Il finale è amaro: Imma si rende conto che il suo agire professionale, pur onesto, non riesce a scalfire i burattinai del crimine che spadroneggiano e continueranno a spadroneggiare sulla sua terra.

    Saluti,
    Mari

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  8. @ Cristina spero di essere io la tua trentina preferita.Che brutto periodo stiamo attraversando. Come vorrei stare a chiacchierare con te di libri in un bel caffè con cappuccino ecc.

    Che strazio certi discorsi. Non ne posso più di libri tanto per, senza passione, senza confronti. Mi sono sentita dare della becera da una che si chiama Poronga solo perché cercavo con sincerità di dire …la mia. Ti voglio bene cri. Cam

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  9. @Camilla: Allora ti consiglio un libro che invece trabocca di passione: “Il treno delle 7:48” di Marco Gritti. Lo sto leggendo proprio adesso, e mi coinvolge così tanto che approfitto di ogni minuto libero, ore di buco comprese, pur di divorarne qualche pagina.

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