I libri più belli, letti nel 2018

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

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654 commenti

  1. ogni giorno uno sconquasso, una perdita un arretramento, questo qua vuole smantellare TUTTA l’Italia repubblicana e le sue conquiste.

    Poi ponti che crollano, navi respinte, persone in mare, disperati irrisi, gay picchiati, neri sparati, bimbi che non vengono vaccinati, dichiarazioni immonde su capotreni da premiare che sono maleducate e razziste, linciaggio di un cittadino per bene…. eccetera

    Un medioevo ( mi scusi il medioevo) prossimo venturo fatto di ignoranza, spallucce, battutacce da bar e prevaricazioni quasi sorridenti. Dovremmo ribellarci, ora, adesso.

    Meno male che sono vecchia. E’ terribile, tutto

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  2. @ Cristina Di Maria Zambrano non so nulla. era una filosofa spagnola, anche lei esiliata durante la guerra di Spagna. E’. stata in molte parti del mondo dove ha scritto moltissimo in Italia ha fatto parte del gruppo di Elemire Zolla e e’ da Zolla che ho letto qualcosa su questa importante studiosa, filosofa . Ma non so altro. Un’altra. grande donna cacciata dal suo Paese come l nostra Mercé Rodoreda. In questi giorni ho ripreso in mano la Piazza del diamante , l’ ultima parte , l’ orrore della dittatura, la fame… Non è vero che i libri si dimenticano se ci hanno formate, mattoncino dopo mattoncino. I libri letti siamo noi. Penso. Su con la vita Cri. Sei molto triste in questo periodo. Anch’io ma voglio reagire. tua cam

    @ ww. com’è piacevole il ww che si confronta su libri e film.
    Ieri sera tardi ho guardato un vecchio film che non ricordavo più.LA CASA DEGLI SPIRITI : l’ orrifico golpe nel Cile di Pinochet.
    In una sequenza , tragica, un nuovo ministro golpista tratta con disprezzo violento il protagonista ( un Jeremy Yrons ( non so come si scrive) , importante proprietario terriero del Partito conservatore che ha sostenuto Pinochet. Il golpista si rivela sprezzante e volgare, sicuro di sé , tipo il Griso. . Ho fatto un balzo sul divano : sembrava Salvini. Stessa faccia , stessi baffi stesso eloquio , stessa ” faccia feroce”. Che fosse lui? Paura.Hai visto il film? 😓 cam

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  3. @Camilla: Ti ringrazio moltissimo per i tuoi complimenti. Ricordo di aver visto solo parzialmente quel film, perché poco dopo l’inizio c’era una scena di sesso incestuoso tra fratellastri che mi fece cambiare canale all’istante. Anche quando ho provato a leggere un romanzo della Allende (D’amore e ombra) non ho avuto miglior fortuna: dopo diverse pagine di nulla mischiato col niente, decisi di alzare bandiera bianca e passare ad un altro libro.
    Riguardo a Salvini, cerco di pensare a lui il meno possibile. L’ultima volta che mi è venuto in mente è stato quando Mattarella ha commemorato l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, e in quell’occasione ha speso parole durissime nei confronti dei nazisti. Non ho potuto fare a meno di notare che contro Salvini invece non ha mai detto una parola, e dire che di argomenti ne avrebbe avuti. Insomma, con gli aguzzini già morti non si fa alcun problema a fare la voce grossa, ma quando si tratta di andare contro i vivi la musica cambia…

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  4. Mi permetto – in questo momento gravissimo- di copiare un commento di Saverio Tommasi, uomo coraggioso e giusto che seguo da tempo: magari a qualcuno/a interessa

    CROLLO PONTE: PER MATTEO SALVINI E’ SEMPRE COLPA DELL’EUROPA E DEGLI IMMIGRATI
    (il pezzo: https://www.fanpage.it/crollo-ponte-morandi-a-genova-per-m…/)

    C’erano i morti ancora caldi, sotto il ponte Morandi a Genova, e Matteo Salvini consegnava ai suoi elettori il nemico Europa in un tweet: “se ci sono dei vincoli europei che ci impediscono…”. Europarlamentare per undici anni non sa se ci sono dei vincoli europei, Matteo Salvini, e usa il dubitativo, arrabbiato ma non con se stesso.
    Ma se ci fossero i vincoli, lui assicura, sarebbe pronto a infrangerli. Che uomo coraggioso, oggi che è crollato un ponte, dopo un’estate passata a far sequestrare canotti.

    E poi il solito tweet contro gli immigrati: “In una giornata così triste, una notizia positiva”, che secondo lui sarebbe l’approdo di 141 persone in Paesi che non sono l’Italia.

    Perché è vero che è crollato un ponte e sono morte 35 persone, ma lui il tweet contro gli immigrati lo deve fare, ce l’ha sotto pelle, ci ha costruito una carriera, non può lasciarlo a domani, o a mai.

    E’ la prima regola della comunicazione di Salvini: se nella gabbia getti altro sangue gli elettori si distraggono e non pensano all’elefante.

    Individuare un nemico e attaccarlo, la comunicazione di Matteo Salvini è tutta qui, una scommessa che balla fra Giuda e Pilato.
    I suoi elettori vogliono un nemico su cui scaricare i propri fallimenti e lui glielo consegna, azzannatelo ma non fate domande. Così loro si spartiscono la carne del Cristo; nessuno prima di Salvini aveva legittimato l’istinto cannibale, assurto a sistema, ma in questo modo il suo elettorato si sente riconosciuto e in cambio lascia scappare Barabba.

    E’ così che di fronte a una tragedia italiana Matteo Salvini ha deciso di ballare di post in post, raccogliendo i suoi trenta denari, senza pensare al domani; ed evitando ogni ragionamento più lungo di un tweet.

    Vedremo per quanto Lvi sarà in grado di consegnare loro carne fresca, perché fino a che le iene hanno qualcosa sotto i denti il padrone del circo non ha niente da temere; ma una iena affamata smette di riconoscere il suo padrone.

    E intanto l’Italia crolla.

    Saverio Tommasi

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