I libri più belli, letti nel 2018

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

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851 commenti

  1. @Tutti @Camilla@Laura @Cristina

    Va’ beh, amiche librivore, non dico il titolo del libro di letteratura tedesca già iniziato, dico solo l’autrice: piace molto a Cristina che, già nel nome, ci vede un raccordo con un’altra insigne signora della letteratura europea, a suo parere è una grande, anzi una grandissima. Si è parlato molto di lei dopo la caduta del muro, spesso a sproposito, è morta da qualche anno ma il uso nome appartiene oramai ai manuali di storia della letteratura tedesca, quindi vivrà per sempre.

    Ho detto praticamente tutto

    Ciao,
    Mariangela

    Del libro ho letto meno della metà: troppo presto per sbilanciarsi!

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  2. @ Marian. @Cristina @ tutte@tutti

    Da qualche giorno a ogni porcata razzista di uomini e donne pieni di livore di odio e di atteggiamenti anti scienza e conoscenza ,persino antivaccini !!! ho in mente questi versi del Padre Dante Alighieri ( dall’ inferno)
    FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E C O N O S C E N Z A.
    Mi sembrano versi perfetti di fronte alla brutale politica di questi giorni. Cam

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  3. @Camilla: Due mesi fa ho scritto su questo gruppo di lettura:

    “Oggi molti politici vivono una situazione di totale scollamento rispetto al paese reale: sono totalmente immersi nella propria vita dorata, e il loro unico pensiero è lottare con le unghie e con i denti per mantenere i propri privilegi. Del popolo non gliene frega nulla, non lo conoscono e neanche gli interessa conoscerlo.
    Proprio per questo, quando di Salvini dicono in senso dispregiativo che “dice agli italiani ciò che vogliono sentirsi dire”, in realtà gli stanno facendo un grandissimo complimento: infatti chi lo accusa di questo implicitamente afferma che lui sa captare gli umori e il volere degli italiani, e questa è un’abilità che oggi possiede un politico su 100.
    Il problema sorge quando il volere degli italiani va in una direzione moralmente inaccettabile. In tal caso un politico responsabile dovrebbe avere il coraggio di non assecondare gli italiani, e provare a spiegargli perché il loro desiderio non può venire esaudito. Salvini questo senso di responsabilità sembra ignorarlo: al contrario, l’impressione è che, qualsiasi idiozia salti fuori, se la maggioranza degli italiani la approva lui la realizza senza pensarci su un secondo. Tutto sembra sacrificabile sull’altare del consenso.”

    Adesso abbiamo scoperto che in questo tutto rientra anche la salute dei bambini. Inoltre, non importa neanche che sia d’accordo la maggioranza degli italiani: basta che a volere un provvedimento sia un gruppuscolo di italiani oscurantisti che però portano voti, e Salvini subito si precipita a compiacerli.
    Con questo provvedimento abbiamo scoperto anche che i 5 Stelle agiscono con il suo stesso cinismo. Non tutti per fortuna: alcuni singoli esponenti del Movimento hanno deciso di dichiararsi contrari, e la loro è stata una decisione molto coraggiosa, perché sappiamo benissimo che in quel partito i dissidenti vengono trattati come criminali di guerra. Viviamo in tempi oscuri, ma forse proprio per questo negli ultimi tempi sono emerse tante figure eroiche, che con il loro comportamento valoroso hanno ridato fiducia all’Italia tutta: finché nel nostro paese ci sono persone come loro, c’è ancora speranza per il futuro del nostro paese.

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  4. Christa Wolff è magnifica e … molto difficile. poi alcuni libri sono dei diamanti, ma il suo scrivere e ragionare è sempre estremamente impegnativo. Con sto caldo cara Mari….
    Comunque la grandezza di Christa Wolf è riconosciuta in modo universale, per fortuna non solo da me.

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  5. @Camilla @Cristina @Tutti

    Certo che è lei, è Christa Wolf, ma non sto leggendo il suo “Cassandra”, da me rifiutato tempo fa (Camilla, mi sopravvaluti: troppo difficile per me!), ho voluto scegliere un libro legato alla storia della Germania, anzi, delle Germanie: sono a metà de “Il cielo diviso”. Per ora dico solo che mi sta piacendo abbastanza, però sono ancora all’ultimo inverno prima della costruzione del muro, quindi, al tempo.

    Ciao,
    Mariangela

    Mi sembra di avere letto che, qualche anno fa, quando io ancora non ero tornata ai romanzi, fosse venuta a Milano e che vi abbia tenuto una conferenza … e io, bestia, dov’ero?

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  6. Mari, Il cielo diviso è molto bello, più ancora secondo me la storia della sua infanzia in una famiglia tedesca normale cioè nazista, TRama d’infanzia, fondamentale analisi di una dittatura e di un essere ciechi e sordi, con tanti ricordi luminosi e illuminanti. §
    L’ho riletto circa 3-4 anni fa e mi sono meravigliata della sua acutezza e potenza e dolore.
    A me è piaciuto molto anche il suo ultimno pubblicato in vita La città degli angeli – come sempre non facilissimo, ma molto interessante come ricapitolazione di una vita e di un anno negli USA.
    Cassandra è davvero difficilissimo, concordo

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  7. @ Marian CASSANDRA e’ indimenticabile. Dimostra il femminile in maniera superba e indiscutibile.Non è affatto difficile una volta che ricordi l’ Iliade. Rileggilo Marian e’ una avventura per donne coraggiose .ciao cam

    @ww sono contenta di aver letto il tuo ultimo post. Mi e’. piaciuto e condivido. Cam

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  8. Cassandra è indimenticabile e, inutile negarlo, davvero difficile. Ne vale la pena, io adesso non so se potrei,sono diventata meno impegnata, lo lessi una 40ina di anni fa- Il femminile massimo, si, cassandra che nessuno ascolta, come ora, che tempi foschi e cattivi e infamissimi.
    Ieri 12 salme di lavoratori neri hanno atteso per 7-8 oresul marciapiedi sotto il sole che si trovasse un posto all’obitorio per loro.
    Questo paese ha perso ogni pietà e civiltà, sono sconvolta

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  9. @Tutti
    Di Paolo Bertinetti vi avevo già parlato perché è stato mio mentore anche in passato per quanto riguarda la letteratura postcoloniale indiana e in quanto estensore di una bella storia della letteratura inglese (che io, per ora, ho letto solo parzialmente). Questa volta l’ho incontrato grazie a un compendio che, nella sua brevità, traccia a grandi linee la storia del romanzo inglese e fornisce molti spunti di lettura:

    ► Paolo Bertinetti, “Il romanzo inglese”, Laterza, 2017, 181 p.

    Io lo sto usando proprio come fonte e ci ho già trovato un paio di belle sorprese. Belli e utili, i libri che spiegano, fanno capire e aiutano ad andare oltre, sono magari, come questo volumetto, libricini di mole ridotta, ma aprono veramente porte e portoni!

    @Camilla @Tutti
    Camilla, so che te l’ho già chiesto una volta, tempo fa, ma allora l’autore di cui voglio chiederti ora era incluso in un elenco che conteneva anche altri nomi e la tua risposta, ai tempi, si concentrò soprattutto sulle autrici donne; ora ti chiedo invece, specificatamente: conosci l’autore inglese Graham Swift?

    Ciao,
    Mari

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  10. @Marian
    ho letto un paio di romanzi prestati da una amica.UN GIORNO DI FESTA e un altro di cui non ricordo il titolo. Sono storie d’ amore , da leggere d’un fiato. scritte bene. Swift deve aver ricevuto premi inglesi importanti ma non me li comprerei. Nel senso che non li rileggerei, cosa che io faccio spesso (solo qualche pagina per me importante).ciaociao Cam

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  11. @tutti
    Cara Mari,
    nella mia lettura veloce ho notato che si parlava di me come determinante nel sollevare gli animi.
    Eccomi, se posso.
    I motivi di prostrazione non mancano, ma andiamo avanti. Finora il caldo degli anni precedenti non ci ha colpiti e così io mi sento attiva e desiderosa di fare.
    Quanto alla lettura, il mio proposito di leggere un classico (almeno uno) ogni estate mi ha portato a scegliere Piccolo mondo antico…
    La prostrazione è tanta e coi dialoghi in veneto aggiungerei anche la frustrazione.
    Il romanzo mi piace, (e so già che Cri mi apostroferà con un Aridaglie co sti scrittori religiosi), ma procede a rilento e viene intervallato da altro.
    Ora sul balcone (dove l’anno scorso si poteva sedere solo alle 22 circa, per il caldo atroce) leggo Camilleri che ricostruisce storie di mafia. Io adoro i Camilleri (passatemi la metonimia) senza Montalbano.

    A proposito dell’isolone, dove va di bello Edita?
    Se servono dritte, sono a disposizione.

    @ Mariangela
    Io Canetti lasciato alle prime pagine. Letteratura tedesca tanta: Grass, Mann fratelli vari, etc etc

    Uno spazio particolare lo dedico a Lolita, ma sarò breve. Un libro geniale!!!
    Ti trascina nella Nevrosi del protagonista, senza accorgertene ti ritrovi in uno straniante coinvolgimento. Il film è notevole, ma la visione dei personaggi è distorta e parziale. Direi che è liberamente ispirato all’opera.

    Suggerisco anche un titolo che ti porta lontano dall’Europa , ma che hs a che fare con Nabokov: Leggere Lolita a Teheran.
    Ciao a tutti.

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  12. @jezabel
    Grazie per il consiglio è per l’intervento antiprostrazione: come scrivi tu, bisogna andare avanti.

    @Camilla, @tutti
    Chiedevo di Graham Swift perché ho finito oggi il suo “Ultimo giro” e ne sono rimasta molto, molto colpita, tanto da commuovermi; e pensare che c’erano almeno tre motivi per cui questo libro rischiava di venire cassato: all’inizio le informazioni sono date in modo frammentario, quindi bisogna avere pazienza per alcune decine di pagine prima di poter afferrare la trama; è basato molto, quasi interamente, sui dialoghi e sul monologo interiore, è io non sempre apprezzo che non ci sia un narratore ad accompagnarmi; l’edizione Feltrinelli presenta carattere minuscolo.

    Quattro uomini sono in missione speciale: devono recarsi sulla costa del Kent per disperdere le ceneri dell’amico morto, compagno di bevute al pub. Quando il quadro si forma e le vite dei protagonisti e dei loro figli si dipanano con chiarezza, spesso intersecandosi tra loro, il racconto assume l’ariosita del romanzo è la fatica iniziale è ampiamente ripagata. Il tocco dell’autore, che sembra starsene nascosto, è lieve, carico di umanità e di comprensione per i sentimenti e per le debolezze dei suoi personaggi (molto triste la storia di una figlia disabile rifiutata dal padre). Insomma, ridendo e scherzando, questo quartetto in viaggio per il mare con il loro barattolo dal contenuto speciale, è riuscito a strapparmi qualche sorriso e qualche lacrima.

    Il romanzo ha vinto il booker prize nel 1996, io mi permetto di consigliarlo a chi ancora non l’abbia letto.

    Ciao,
    Mariangela

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  13. @ Cristina .Se non conosci Anna Achmatova te la. consiglio vivamente. La sua storia personale ,la morte del figlio il suo rimanergli vicina fino alla Propria morte. Il suo scontro col regime fino alla sfida aperta, troppo amata la sua Poesia dalla popolazione perché il regime la esiliasse, come tantissimi altri, rimase. vicina alla tomba del figlio, ennesima vittima del regime . Grande poetessa , donna eccezionale. Quando morì josif Brodskij , suo grande amico , ne fu colpito profondamente e scrisse di lei pagine sublimi.Ciaociao Cam
    @ jezz. Picco mondo antico e’. patriottico più che , più che distrattamente religioso.E’ un romanzo della sua epoca e fu importante in quegli anni. Ombretta sdegnosa del Missisipi non far…non mi ricordo altro. Era il nonno che la chiamava così?
    ciaociao Cam

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  14. @tutti @Cristina
    Cristina non conosco Achmatova, proprio niente.

    @tutti @Camilla @Jezabel
    “Piccolo mondo antico”, secondo me, è patriottico soprattutto solo nell’ultimo capitolo, tutto fanfare e tricolori, per il resto a me è piaciuto molto. Sì, è il nonno che chiama così la nipote, ed è lui che scuote la figlia, caduta in una cupa depressione dopo la morte di Ombretta, è lui che la riporta alla realtà.

    @tutti
    Del romanzo di Graham Swift “L’ultimo giro”, ho visto anche la trasposizione cinematografica “L’ultimo bicchiere”, bello come film, molto bello, non posso dire di no, ma non raggiunge la profondità del romanzo.

    Devo dire che non mi aspettavo tanta bravura in Graham Swift, queste sono le cose strane: io l’ho trovato nel libro di Bertinetti perché, ignoranza mia, non lo conoscevo proprio.

    Ciao,
    Mariangela

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  15. @cri
    @mari
    @cam
    Lo riprendo oggi.
    Sto ancora meditando su Camilleri e sugli scempi della mia isola…
    Intanto vado a mollo nell’acqua salata.

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  16. Anna Achmatova, sto leggendo un po’ della sua biografia – difficile in questa troppo dotta introduzione Einaudi- vedo e intuisco delle cose ma non abbastanza, ma le poesie, acci, e sono solo all’inizio, che splendore! e io come mai non la conoscevo? che grandezze, che eleganza, che acume, che nitore.

    Camilla, tu che sai quasi tutto, dimmi chi è Josp Brodskij , che si deve leggere di quest’uomo, mi ritorna da varie parti come la pallina di un flipper…

    ieri i ladri hanno provato ad aprire la porta della mia sala dal giardino, per fortuna qualcuno in casa si era svegliato per bere e ha sentito il rumore così sono scappati via. Non è stata una bella esperienza, segno dei tempi, nevvero?

    Ve lo dicevo, non sto passando un bel periodo ( e il tentativo di furto è nulla), ufff

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  17. @Cristina @tutti
    Cristina, mi spiace per tutti i guai che ti stanno capitando e per il brutto periodo (guai comuni!) e in più sono qui a chiederti una cosa: conosci qualcosa di quanto segue?

    Ho avuto modo di vedere questa pubblicazione che è una raccolta di scritti da parte di alcune lettrici partecipanti a un gruppo di lettura (nel 1986!):

    ► “Letture di Ingeborg Bachmann: primo quaderno”, Gruppo La luna, Rosenberg & Sellier, 1986

    Ho trovato scritto nel colophon:

    “Il gruppo di lettura “la luna” si è costituito nel 1979 presso la libreria delle donne di Pisa ed ha sede attualmente (nota mia; nel 1986!) presso il centro della donna”
    (segue poi l’elenco delle partecipanti).

    Il primo scritto si apre con un ricordo del momento fondativo del gruppo, quando le lettrici fondatrici si erano riproposte di leggere libri scritti da donne assieme ad altre donne.

    Ciao,
    Mariangela

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  18. Mari, E’ stato un gruppo storico estremamente importante e autorevole della Casa della Donna. Prima che ci arrivassi io nel 2005, da quanto ho capito c’erano fior fiore di intellettuali, molto ma molto femministe. Anche un gruppo tempestoso e che ha messo parecchie in soggezione, mi si dice. Il gruppo ha letto per decenni solo scrittrici ed è stato sempre un gruppo di sole donne lettrici.
    Io l’ho abbandonato da alcuni anni, ma è stato un coacervo di intelligenza come raramente mi è capitato di sentire.

    Di INgeborg Bachman, donna fragile e dolente e grande scrittrice, va letto almeno Tre sentieri per il lago, libro magistrale ( 2 racconti sublimi, il terzo non tanto).

    Io dei commenti critici sui libri oggi faccio volentieri a meno, non voglio essere influenzata e preferisco -nei limiti – decidere da sola. Ma questo dopo decenni di esercizio di lettura e critiche. Cioè dopo essermi – per quanto possibile – “formata”.

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  19. @Cristina Josif Brodskij nato in Russia ne 1940 esiliato nel 1972.
    Un grandissimo poeta, un inarrivabile saggista (oltre a molte raccolte i poesia, ha scritto FUGA DA BISANZIO, IL CANTO DEL PENDOLO, PROFILO DI CLIO e un mucchio di altri libri. Innamorato di Venezia hav scritto anche un libricino FONDAMENTA DEGLI INCURABILI dove ci racconta una Venezia incredibile, invernale meravigliosa e dove ora ora è. sepolto. Brodskij e’ semplicemente meraviglioso in qualunque. suo scritto. Premio Nobel nel 1987,poco prima di lasciarci soli per il suo male al cuore. Cominciare dal suo breve atto di grande amore su z Venezia
    potrebbe essere una buona mossa
    Adoro Brodskij, mi salvo’ la Vita Tanti Anni da. Ciaociao. cam

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  20. Grazie Cam , già ci pensavo. Anna Achmatova mi meraviglia davvero: ariosità, grandezza, ironia e eleganza acuminata.

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  21. @Cristina @Tutti

    Grazie, avevo fatto caso a quella pubblicazione perché parla di un gruppo di lettura, nel 1986 quando il fenomeno non era diffuso, e anche perché la Casa delle Donne di Pisa è stato da te tante volte citato, quindi ti ho chiesto.

    Quando mi cerco i commenti critici sui libri che sto leggendo (non è questo il caso, questa era una curiosità d’altro tipo) non lo faccio per “formarmi”, casomai per trarre maggior godimento dal libro letto: un buon critico mi tiene nelle pieghe della storia, assieme a lui, grazie ai suoi commenti, la ripercorro, la rivivo, noto alcuni aspetti che magari io non avevo colto. In pratica, i commenti degli esperti amplificano il piacere della lettura, anche quando non li condivido, li leggo per divertimento non a scopo didattico (anche se è verissimo che a leggerli si guadagna moltissimo – anche – a livello conoscitivo).

    Ciao,
    Mariangela

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  22. non ci si forma sui critici Mari, ci si forma leggendo e leggendo e keggendo e imparando e domandandosi, si affina il gusto, la musica, la conoscenza, gli echi. Così pare a me.
    Poi i critici, si,m a perchè no, dipende

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  23. sto leggendo una raccolta di gialli nordici. scrittori e scrittrici famosisssimi e meno. So’ strani e intriganti però. per il resto gastroscopia a breve, mi tremanoi la vene dei polsi, io che fifona non sono …uffi, un’altra estate hard

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  24. @Cristina @Tutti
    In molti casi, per la gastro, viene somministrata una sedazione, non è una vera e propria anestesia è una punturina che ti fa dormire per i 5 minuti necessari per l’esame endoscopico. Non si sente n i e n t e, lo assicura una paziente che, decisamente, non è cuor di leone.

    Cristina non voglio accrescere il tuo mal di fegato, ma ho pensato a un gruppo di lettura di sole donne che si proponga di discutere solo libri di scrittrici donne; senza mettere in dubbio l’alto livello culturale delle partecipanti del caso specifico, che tu mi assicuri, mi sono chiesta: parteciperei volentieri a un consesso solo femminile, intendo dire, volutamente solo femminile, che trattasse solo libri scritti da donne scartando a priori quelli scritti da autori uomini? Non si va a creare un ghetto? A me piacciono le cose miste, semmai, il problema è convincerli, gli uomini, a leggere e a partecipare ai gruppi di lettura!

    Ciao,
    Mari

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  25. erano altri anni Mariangela e i motivi c’erano. comunque io per quella ragione sono uscita, con dolore, ma sono uscita.
    Grazie per le info sulla gastro…

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  26. @tutti
    In questi giorni sono colpita da malinconia e forte senso di incasinamento.
    L’isola offre molto, ma la mia vita è in Lombardia. Ed io sto diventando una straniera in Sicilia.
    Alcuni eventi (non solo negativi) hanno smosso un po’ il mio equilibrio e così un’inquietudine costante mi perseguita.
    Sarà per questo che passo da un libro all’altro, senza pace.
    Fogazzaro procede per due o tre pagine e poi subentra un’altra lettura.
    Adesso sto leggendo Q, best seller di una ventina di anni fa.
    Certo il karaoke di periferia non aiuta punto!!!

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  27. @jezabel !!!
    Sarebbe questo il tuo intervento antiprostrazione?! Siamo messi male allora! Scherzo, mi spiace per la malinconia e per l’inquietudine. Il caos non aiuta né a leggere né a ragionare, ma ad agosto è così, è non solo al Sud!

    Concediti il bovarismo coi libri; cambia fin che non trovi quello giusto, anzi, rileggine uno che ti aveva fatto stare bene!
    Mariangela

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  28. @ jez. Leggere i Wu. ming , Q , non Mi sembra una buona soluzione.Mi permetto di dirti che con questo caldo anche Fogazzaro e Camilleri sono due vecchioni noiosi per una ragazza frizzantina come te.Vanno bene di inverno.Hai mai fatto una scorta di libri della casa ed. Astoria. ?Oppure se non la conosci già leggerti una Rebecca West o una Elizabeth Taylor ( la ottima scrittrice inglese) Sono libri affascinanti ma più lievi anche se appassionanti.Anche una Von Armin va benissimo per situazioni di sudore e rumore .Ciao bella. Cam

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  29. insomma, da quel che capis o Jezz è nella casa di famiglia di orgiine, e probabilmente sta … rileggendo.
    Io Q mai letto, l’unico dei Wu ming Timira mi era proprio piaciuto.
    Io d’estate anche le novelle di Verga o Pirandello, guarda…. ma col rumore vado fuori di cabeza

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  30. @Tutti

    Il mio primo libro di Graham Greene è stato “Il nostro agente all’Avana”, l’avevo tratto dall’elenco dei “1000 libri” del Guardian, mi era piaciuto e l’avevo inserito nei miei “ottimo” del 2017. Il romanzo di Greene che ho terminato poco fa, “Il fattore umano”, l’ho pescato dal saggio sul romanzo inglese di Bertinetti (di Greene ha tradotto e curato diverse opere), e l’ho apprezzato moltissimo e penso che, anche quest’anno, nel novero dei miei migliori letti il nome di Greene presenzierà ancora.

    Bello, profondo, sotto le mentite spoglie di una spy-story (in realtà il romanzo è anche questo), troviamo temi attualissimi come la discriminazione e il razzismo (entrano in campo relazioni internazionali che prevedono la collaborazione tra l’Occidente e il Sud Africa); inoltre, come promette il titolo, nella storia molto forte, anzi determinante, risulta il fattore umano.

    Mari

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  31. @Jezz le donne , e’ meglio leggere, le donne : Edith Warton, Elsa Morante, Elizabeth Jane Howard…….donne insomma. Scusami Jezz, si fa cosi per dire. Però…baci CAM

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  32. @voi donne 🙂
    Grazie per i consigli.
    Oggi ho passato la giornata tra gli 800 ed i 1000. Evviva l’Etna… Fresco e silenzio.
    Ora vado al cinema a vedere una gran cavolata: Mamma mia 2.
    Spengo il cervello, che a volte funziona.
    Bacione.

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  33. Ho appena finito di leggere “Io non sono come te” di Giovanna Bandini. E’ un romanzo scopertamente ispirato al caso del marito di Alessandra Mussolini: infatti anche qui c’è un politico di alto profilo che va pazzo per le escort minorenni, e anche qui abbiamo le madri delle baby prostitute che non solo sono consapevoli della “carriera” delle figlie, ma anzi le incitano addirittura a darci dentro con quel lavoro, perché ne hanno bisogno come il pane per far quadrare i conti.
    Nonostante la miseria umana che deborda da tutte le parti di questa sordida vicenda, il libro è molto bello: infatti si concentra soprattutto su una ragazza che, come dice il titolo, non è come le altre baby prostitute, e riesce a mantenere una sua purezza nonostante lo squallore in cui è costretta vivere sia in famiglia che al “lavoro.” Questo personaggio femminile così ben riuscito è senza dubbio il motivo di maggior interesse del romanzo, e l’autrice è bravissima nel farci provare grande empatia nei suoi confronti.
    Ovviamente sarà proprio questa ragazza a scoperchiare il vaso di Pandora, e la sua ferma decisione di “uscire dal giro” avrà delle conseguenze enormi su tutti gli altri personaggi del romanzo. Non vi dico di più per non rovinarvi il piacere della lettura.

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  34. @Cam
    Ho comprato Q intorno al 2000 e lo sto leggendo solo ora. Ricordo a suo tempo di aver saputo del Luther Blisset Project etc, ma quando ho letto Timira, no l’ho associato al collettivo Wu Ming.
    Ho visto adesso su internet.

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  35. E invece Timira era uno degli inizi dei Wu ming, bello davvero.
    Io mi sto ristorando con nientemeno che DICKENS – sempre una garanzia di meraviglia.

    la faccenda gastrica si complica, uff, ad avere soldi bisognerebbe fare le cose privatamente, ma io sono contraria per principio e per tasca. che paese disastrato anche sulla sanità! e questi buffoni tolgono l’obbligo di vacci9nare i bambini, disgraziati ignoranti fantaici e oscuri.

    Mariangela, Graham Greene, una copertina verde della mitica serie della Medua, lo leggevano i miei genitori, come sei…. antiquata,, cioè allora vai sui veru classici no?! ahah

    Ho bisogno di sapere di Maria Zambrano: da cosa comincio? chi la conosce? ho bisogno di leggerla

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  36. @Cristina @Tutti
    Cristina, poi dici che ti prendo troppo alla lettera: santo cielo, come si fa a dire che Graham Greene è antiquato? Se è uno scherzo va bene, ma guarda che Graham Grene è già un classico, un classico moderno del ‘900! Senza gridare all’ingiustizia perché non gli hanno conferito il Nobel (Bertinetti sostiene che non glielo hanno mai dato perché critica spietatamente l’imperialismo USA), io dico che dice le cose giuste, Graham Greene, dico che è ancora attuale nel mostrare la spietatezza dei rapporti internazionali, direi l’immoralità delle relazioni internazionali. I suoi protagonisti siano molto diversi dai personaggi alla James Bond, sono molto umani , antieroi e, in entrambi i suoi due libri che ho letto, ho trovato anche due belle storie d’amore.

    Non c’è nessun altro qui che ami Graham Greene?

    Ciao,
    Mariangela

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  37. si, mari, anche tu, capiscimi, nel senso che è un autore che oggi credo sia pochissimo letto, era di moda negli anni 60. tutto là, come uno/a che oggi legge pratolini, ecco…o Bassani ( meglio Bassani eh), autori passati, non dico brutti, ma di un tempo non coetaneo. poi va bene tutto eh

    Dickens, che bellezza leggere Dickens

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  38. @tutti @Cristina
    Cristina, suppongo la tua sia una provocazione ferragostana per non fare languire il blog, va bene, io abbocco.

    Se un autore è meritevole ed è poco letto, è proprio il caso di andarselo a prendere, secondo me, visto che le mode, anche in lettura, rischiano di diventare omologanti. Dopodiché, che dire, tu citi Pratolini e Bassani e dici che sono di “un tempo non coetaneo”, cosa intendi dire, che non sono più attuali?

    Stimolata da Augias, che dice che se si è mantenuti agli studi fino ai diciott’anni non si può non avere letto “Il giardino dei Finzi-Contini”, io il romanzo di Bassani l’ho iniziato proprio una settimana fa, lo sto ascoltando e qui non ne avevo parlato perché volevo prima finirlo. Vi dico ne sono estasiata, è scritto benissimo, ha una presa incredibile e dà un quadro storico efficacissimo: non che ignorassi le leggi razziali del ’38, ne avevo letto e da storici che certo non erano indulgenti nel descrivere la gravità della discriminazione italiana contro gli ebrei, solo l’opera letteraria, però, è arrivata oltre e mi ha fatto comprendere appieno l’ingiustizia.

    Mi fermo solo perché so che scherzavi, Cristina, ma io ti ho presa alla lettera, come al solito!

    Ciao,
    Mariangela

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  39. @ secondo me
    Bassani e’ ancora più. che mai vivo , necessario, bello
    Su Pratolini che ho tanto amato tanti anni fa’ forse non è sempreverde. Lui è. molto legato al tempo in cui scrive e …qualcosa e’ mutato.
    Graham Greene e’. un sempre verde, nel suo genere. certo non è. più. di gran moda come anni fa ‘. Per me è. indimenticabile per un episodio che ho già. raccontato legato al mio primo , immortale, !!!impatto con John Banville e i 10 giapponesi!
    Certo Cri che Dickens e’ un altra cosa. Lui è. tra gli dei dell’ Olimpo.
    A tutte saluti caldi ma affettuosi.
    cam

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  40. guardate ve lo devo dire, Pratolini oggi è illeggibile, ci ho provato l’anno scorso, ‘na noia mortale. Bassanu credo meglio, a me ora forse non interssano più. Pavese pure lui., Immortale solo Calvino per me.

    Dickens il fluire della vitalità e della lingua, ristora e dio solo sa quanto ne ho bisogno

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  41. @ cri
    Cosa leggi del mio amato Dickens?
    Tanto amato che l’ho centellinato nei decenni.
    Ho anche evitato di rileggere, per l’incanto puro che hanno suscitato in me David Copperfield e soprattutto Great expectations!!!
    Quest’ultimo visto in due orrende trasposizioni cinematografiche per le quali il buon Charles deve essersi Ribaltato nella bara.

    Buona afa a tutti

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  42. Su Bassani sono d’accordo con Camilla, è più vivo che mai, e infatti l’hanno scelto per l’analisi del testo della maturità 2018. E poi, al di là di quest’alloro (di cui Bassani non aveva certo bisogno), le storie di discriminazione e persecuzione che racconta sono quanto mai necessarie in un periodo storico come questo.
    Riguardo a Pratolini, è vero che il mondo da lui descritto ha cessato di esistere. Lui parlava con grande affetto di una società in cui il senso di comunità era fortissimo, e quindi con chi abitava nel tuo stesso quartiere (per citare uno dei suoi romanzi più famosi) tu non avevi un rapporto di conoscenza blanda, superficiale e anaffettiva, ma provavi un attaccamento viscerale e profondissimo, in certi casi perfino più forte di quello che sentivi per i tuoi familiari.
    Oggi non ci si conosce più nemmeno tra vicini di casa, figuriamoci tra abitanti dello stesso quartiere. E quell’affetto immenso che un tempo c’era tra tutti gli abitanti di San Frediano o delle Cure (per citare i luoghi dei suoi romanzi) oggi non c’è più nemmeno all’interno di un nucleo familiare. Anzi, i concetti stessi di comunità e di nucleo familiare si sono persi: la comunità non esiste più, le famiglie sono quasi tutte sfasciate. E il bello è che tutto questo non viene percepito come un dramma sociale: se non ci salutiamo neanche tra vicini di pianerottolo pazienza, basta che non ci prendiamo a mazzate; se due genitori si separano che vuoi che sia, per il bambino è più o meno la stessa cosa (seee, come no…).
    Insomma, Pratolini può apparire vecchio perché descrive un mondo che non c’è più, ma in fondo per lui si può fare lo stesso discorso di Bassani: proprio perché abbiamo bisogno di riscoprire certi valori, lui non è affatto superato, e anzi la lettura dei suoi romanzi può dare ancora moltissimo ad un lettore del 2018.

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  43. @ jezz. tra la grande produzione di Dickens si parla pochissimo ( qui) d
    el bellissimo NICHOLAS
    NICKLEBY ,anche se si compra con 3 o 4 € Newthon Compton ed.
    ciaociao cam

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  44. Sto leggendo di Dickens i Christmas Tale, che non avevo mai letto, poi leggerò Le due città.

    L’impressione maggiore – almeno per me – quando si leggono o ri-leggono autori degli anni 50-60 (originali o tradotti) è quanto è mutata ( e anche impoverita e modificata e semplificata) la lingua, proprio il suo procedere sintattico e la sua ricchezza. Pratolini ad esempio, al di là dei toscanismi che lo appesantiscono, ha una lingua desueta, superata, una roba impraticabile oggi -che per me sa di polvere. Lo smagliante stile di Calvino invece è e resta terso, teso, intelligente, prismatico, un aggancio alla testa.

    sempre di più il linguaggio è se non tutto, molto, per dire letteratura, almeno per me. Se così non fosse, Marias, Rodoreda, Saramago, Gadda, lo stesso Aramburu non avrebbero il valore immenso che hanno.

    Sono riluttante a rileggere i libri della mia gioventù, vi devo confessare che mi parrebbe di tornare “indietro”. li lascio là nella mia memoria, più o meno sepolti, e va bene così (per me)

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  45. @ Cam
    Nicholas N. è tra le mie prossime letture, infatti.

    Pratolini, sì, credo sia ormai pesante.
    Ma Silone, Jovine, Bassani sono ancora possibili.

    Parlavamo l’altro giorno con mia mamma del libro IL PONTE DI SAINT LUIS REY…
    Che tempi tristi!

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