“Non leggerò mai più in un gruppo di lettura”

Intervista a un lettore (forte) che da anni ha abbandonato la lettura condivisa in un Gdl: “Non sopporto i compromessi nella scelta del libro”
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M.S. è un lettore che legge molto. Tanti libri, i giornali, le riviste, i saggi sul web scaricati sull’ebook da gustare in tram e in bagno.

M.S. ha accettato di raccontare in breve perché ha abbandonato i gruppi di lettura ai quali ha partecipato. E soprattutto perché non ripeterà l’esperienza del Gdl.

Allora, come sei arrivato a questa decisione?
Il punto è molto semplice: posso sopportare punti di vista differenti al mio, anche quando li giudico sbagliati. Anche quando sono irritanti, perché superficiali, non pensati. Invece, non riesco più a sopportare l’idea di scendere a compromessi nella scelta del libro.

Ecco, spiegami bene
È il passaggio decisivo, l’ostacolo della “lettura condivisa”, come la chiamate, che proprio non riesco a superare. Non sopporto di interrompere il mio “filo” di lettura – qualsiasi siano i motivi che mi portano a fare delle scelte, quelle scelte – per leggere qualcosa scelto da mediazioni con i desideri degli altri. Questo vale anche se la lettura scelta dalla mediazione mi pare molto interessante: un libro che probabilmente vorrei leggere, prima o poi, quando lo dico io, però.

Quindi il tempo conta parecchio per te lettore?
È fondamentale. Sono d’accordo quando scrivevi della “mappa del lettore” tempo fa: ecco se sei dentro la mappa con le strade che hai deciso di percorrere, finisce che le deviazioni che richiede il gruppo di lettura non si possono sopportare.

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7 commenti

  1. mah. dipende da come si regola un GdL. Non ci sono regole univoche.
    Se il Gdl segue un filo logico fra i libri ( ma quale? e perchè?), o un percorso diciamo così tematico, o se va a caso pescando fior da fiore.
    Noi a Pisa nel Club di letttura ci siamo dati da anni dei “percorsi”: esempio Scrittori/trici africa centrale, poi africa del nord, poi corno d’Africa, poi contemporanei europei insieme a classici russi, forse l’anno prossimo autori /autrici dei paesi baltici.

    Nel precedente Gdl al femminile abbiamo anche lì letto a tema: un anno autrici iberiche, un anno autrici della ex jugoslavia, un anno autrici del maghreb etc.

    Una tematica da seguire è la cosa più ovvia per conoscere solo un pezzo di universo lettarario, ma in modo più approfondito e per non suscitare eccessive polemiche sulle scelte del testo.

    Ci si fa fermare da così poco?

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  2. aggiungo che per me è invece sempre più difficile stare in Gdl con persone che fanno commenti stupidi e, ultimamente, ahimè, pure antisemiti, anche se sottotraccia. Questo si che è un problema vero, altrochè.

    (ps commenti emersi dopo la lettura di UN’eredità di avorio e ambra di Edmund De Waal)

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  3. @Tutti @Cristina

    Il disagio del nostro lettore MS è più che condivisibile e, a questo proposito, penso che le seguenti scelte certo non lo invoglierebbero a partecipare a un gruppo di lettura:

    1. Scelta del libro corposo: il libro troppo lungo, in particolare se si ha a disposizione un solo mese, aggrava la problematica giocata dal fattore tempo lamentata dal nostro lettore M.S. (va bene rinunciare alla propria scelta individuale a favore della discussione e delle belle scoperte, ma che la rinuncia non si traduca nell’annientamento della lettura individuale!)

    2. Scelta di seguire un “tema”. La scelta tematica impegna il partecipante, per un lasso di tempo piuttosto lungo, su un argomento che può non essere nelle sue corde o non riscuotere il suo interesse (la rinuncia di MS rischierebbe di essere più dolorosa se, per più mesi, si trovasse a leggere libri lontani da quelli che avrebbe scelto lui, leggendo per conto suo).

    Per dirla in un’altra maniera, sia libro corposo che scelta tematica, secondo me, sono più adatti a gruppi ristretti e omogenei, costituiti da persone affini per formazione e, per certe scelte, per istruzione. A me piacciono i gruppi eterogenei, quelli misti, dove i partecipanti hanno gusti diversissimi, apparentemente inconciliabili, dove c’è, sì, il lettore forte, che dedica molto tempo anche alla lettura individuale, ma c’è anche il lettore che legge solo il libro stabilito per la riunione del gruppo; in pratica, il gruppo dove devi imparare a stare con gli altri, in una parola, a convivere. Per gruppi di questo tipo, scelte impegnative in termini di tempo e di rinuncia alla scelta potrebbero risultare, a mio parere, per motivi di diversa natura, disincentivanti.

    Ciao,
    Mariangela

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  4. il mio Gdl è esattamente come descrive Mariangela: misto, per età, istruzione, abitudine alla lettura, sesso e gusti letterari. C’è chi legge 4 libri al mese e chi leggeva solo scemenze o quasi magari due volte all’anno.

    Una scelta tematica come ho specificato sopra- ovviamente condivisa da tutti/e ( nessuno impone nulla a nessuno) – all’inizio dell’anno è invece risultata fortemente motivante e un vero collante per l’intero gruppo.
    Oramai abbiamo 6-7 anni di espereinza alle spalle e posso affermarlo con certezza.

    All’inizio anche chi titubava ha poi “scoperto” realmente un altro modo di vedere il mondo, anzi i mondi, e spesso si è trattato di letture eterogenee per lunghezza, facilità di scrittura, complessità del testo,
    anche chi nulla sapeva di altri mondi ha iniziato a fare ricerche, a documentarsi come poteva, ha portato articoli, interventi, approfondimenti , idee, insomma un percorso di conoscenza tematico-geografico come abbiamo fatto noi è risultato davvero uno stratagemma fortificante e vivificante.

    Mai dubitare degli altri, hanno spesso risorse inaspettate e semplicemente dormienti.Bisogna solo trovare gli “inneschi” giusti.

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  5. @Cristina @Tutti

    Molto dipende dal numero dei partecipanti, se il numero dei partecipanti supera le 17, 18 persone, trovare una maggioranza, non dico unanime (non è così facile tenere assieme tante teste), ma anche solo qualificata può essere difficile.

    Non dubitavo del mio prossimo, Cristina, dubitavo della mia volontà – diciamo di quella del nostro lettore MS – di dedicarmi, e per molti mesi, a un filone che magari, in quel momento, anche a torto, a me non attira. Diciamo che faccio l’ipotesi di essere io quella che non ha le risorse giuste (tempo, capacità di adattamento, predisposizione al nuovo); di dover innescare le “risorse dormienti” degli altri proprio non avevo pensato, non è per quello che frequento.

    D’altro canto, lo sto vedendo proprio col filone della letteratura araba, dove non sono tutte rose e fiori, come tu stessa ammetti: avrei saputo sostenere un tema per me tanto sperimentale se non l’avessi scelto io, in autonomia?

    Ciao,
    Mariangela

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  6. un Gdl secondo me non deve mai superare le 10-12 persone, rischia il collasso. Ci sono tematiche anche meno impegnative della letteratura araba. Si può leggere solo scrittori delle isole, o baltici, o indiani.o giapponesi o cippa lippa–

    Nel mio Gdl a me spesso capita di proporre dei filoni, ecco il perchè del mio punto di vista.

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  7. […] L’intervista al lettore che non leggerà mai più in un gruppo di lettura, ha spinto qualcuno ha osservare che, in fondo, quel ragionamento mette in questione l’intera esistenza dei Gruppi di lettura. Ma è una posizione estrema, in effetti. Un lettore che non si presti al compromesso nel scegliere il libro è difficile che diventi il lettore dentro un Gdl. […]

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