Tutti gli articoli di Luca Ferrieri

Emendamento Causi sulle detrazioni per acquisto di libri: il danno e la beffa

Verso la fine dell’anno scorso (il 24 dicembre, regalo di natale), nel bel mezzo di un decreto legge con un titolo lungo un chilometro (Interventi urgenti di avvio del piano «Destinazione Italia», per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015…) era apparso un articolo, il nono Misure per favorire la diffusione della lettura - che aveva destato qualche speranza, o, almeno, qualche curiosità. Vuoi vedere che tra RC-auto, Expo e bollette del gas, qualcuno si è ricordato della lettura e dei lettori? Magari cercando di non confondere troppo le idee tra lettura dei contatori (18 occorrenze) e lettura dei libri (2 occorrenze)?

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L’articolo prevedeva la possibilità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi, in misura peraltro assai modesta, le spese per acquisto di libri. Una rivendicazione “storica” dei lettori, se si può usare questo termine per delle persone che di solito non rivendicano un bel nulla e non hanno, per fortuna, alcuna rappresentanza o titolarità sindacale, associativa, nessuna voce ufficiale, nessun santo in paradiso e poche frecce al loro arco.

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Ma l’ebook è colonialista?

Copertina libro CasatiE’ uscito presso Laterza (sia in edizione cartacea che elettronica) un libro di Roberto Casati, Contro il colonialismo digitale. Istruzioni per continuare a leggere, che sta facendo molto discutere, in rete e altrove.  Si vedano  in proposito le recensioni apparse su Doppiozero (qui e qui) e il colloquio intervista con Gino Roncaglia. Quelli che seguono sono alcuni appunti e spunti di lettura.
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Ceci n’est pas un GdL

René Magritte - La trahison des images (1929) LA County Museum of ArtOgni nascita di un gruppo di lettura nel nostro paese andrebbe festeggiata con un coro di urrà, ma quella del gruppo di lettura promosso dall’editore Neri Pozza in collaborazione con la biblioteca Sormani di Milano suscita, oltre al plauso, qualche perplessità. Sia chiaro: siamo strenui difensori della diversità, unicità, originalità di ogni GdL, del diritto di ognuno a scegliere la sua strada, la sua formula organizzativa, il suo stile di lavoro. Ma ci sono alcune cose che stanno scritte nel DNA di un GdL, nel suo nome: chiunque è libero di fare altro ma dovrebbe cambiare anche il nome di quello che fa, almeno per una questione linguistica, perché se no  rischiamo di parlare lingue diverse e di non capirci per nulla. Continua a leggere

Ebook e chaise longue. Discutendo con Tombolini

Chaise longue Le Corbusier

di Luca Ferrieri | Antonio Tombolini, uno dei protagonisti dell’ebook italiano, sul suo blog, e su quello di Virginia Gentilini, ha avanzato una serie di proposte sul rapporto ebook-biblioteche. Siccome Tombolini è piuttosto fantasioso, di proposte ne sta facendo tante, comprese alcune che si escludono tra loro ;-) ma io mi limiterò a discuterne un paio. Il dibattito prende le mosse dall’accordo BL-MLOL di cui si è già parlato in questo blog, e riguarda il “modello economico” del prestito dell’ebook in biblioteca. In sostanza chi deve pagare, e in che proporzione, per avviare questo servizio di lettura digitale. Continua a leggere

Prestito degli e-book in biblioteca: novità, potenzialità e dubbi dopo l’accordo BookRepublic – MediaLibraryOnLine


di Luca Ferrieri | È di questi giorni la notizia di un accordo tra BookRepublic (BR) e MediaLibraryOnLine (MLOL) sul prestito degli ebook in biblioteca, che presenta alcune importanti novità e ripropone anche alcuni interrogativi di fondo. Vediamo.

L’accordo, in sintesi, prevede:
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E-book, la rivoluzione digitale e i lettori: alcune idee per discuterne

Abbiamo chiesto a Luca Ferrieri, bibliotecario a Cologno Monzese, e autore del recente La lettura spiegata a chi non legge, un punto sulle questioni aperte nel rapporto fra gli e-book (o meglio, il “digitale” legato ai “libri”), la lettura e i lettori.

di Luca Ferrieri | Per comodità argomentativa e per favorire la discussione organizzo il post a tesi. È un po’ lungo e mi scuso anticipatamente.

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Quattro nuove iniziative della biblioteca di Cologno

Sotto il titolo di “La biblioteca ti legge il futuro” dal 15 febbraio la biblioteca di Cologno presenta quattro nuovi “servizi”. Il primo è Bibliopick, e recepisce quanto a suo tempo ha suggerito luiginter su questo blog. Attraverso l’opac della biblioteca, scrivendo una mail o telefonando, potrete prenotare un libro e poi ritirarlo dalle 19.00 alle 22.30 presso l’Enoteca Sormani, situata proprio di fronte all’ingresso della Biblioteca. E, mi raccomando, consumate anche un caffè o un aperitivo, perché gli amici dell’Enoteca ci danno una mano importante in questa iniziativa.
Poi c’è Books eBooks. La biblioteca vi presta il libro elettronico, l’ebook di cui tutti parlano e chissà quanti vorrebbero provare a tenere in mano e sfogliare. Quando l’avrete fatto vi chiederemo di partecipare a un focus group sull’esperienza di lettura: quanto diversa da quella di un libro di carta? Ne parleremo anche su questo blog.
Terza iniziativa: Sulle ali della biblioteca. L’area della biblioteca è ora coperta da una rete wireless attraverso cui sarà possibile, con il vostro portatile, palmare o cellulare, connettervi gratuitamente a Internet. Un altro passo verso la cittadinanza digitale, proprio mentre il welfare, soprattutto culturale, viene messo all’indice come un lusso da cancellare in tempi di crisi.
Infine Avviso ai naviganti: un corso “per fare della rete un libro aperto”. Dodici incontri, tutti i martedì dal 3 marzo all’8 giugno, con esperti, docenti, comunicatori, per usare al meglio il web e per difenderci da manipolazioni e semplificazioni. Non più solo un’alfabetizzazione, ma un’educazione digitale. Dopo i gruppi di lettura (GdL), la biblioteca cercherà di dar vita a dei “gruppi di navigazione” (GdN).
Passate parola!

Una serata molto terapeutica

Volevamo compilare una farmacopea, alla fine della riunione del gruppo di lettura colognese sui libri che consolano, con annesso elenco dei sintomi, posologia, effetti collaterali. Insomma un bugiardino, che si è rivelato oltre che sommamente bugiardo, del tutto impossibile.

L’elenco dei rimedi bibliografici alla fine ve lo diamo lo stesso in forma succinta, ma quel che è emerso dall’appassionato incontro dei lettori del gruppo  è stata l’assoluta imprescrittibilità della lettura, anche sotto forma di farmaco, e la necessaria personalizzazione di ogni cura bibliografica. Abbiamo  toccato con mano che una lettura risanatrice per l’uno può essere inutile o addirittura controproducente per un altro.  Farmaci e veleni, anche in questo caso, hanno molto in comune: è tutta una questione di contesti e di dosi. Leggi tutto il post

Firmino, il plagio e l’etica della lettura

Che si dice sul blog, mi chiede Bianca, di Firmino e del suo plagio presunto (ai danni de La bibliotecaria di Ciccarone)? Per ora ancora nulla, mi pare, e così rompo il ghiaccio, anche se Firmino (di Sam Savage, Einaudi editore) non ho finito di leggerlo e quindi sospendo il giudizio sull’esito di questa lettura, a proposito della quale penso comunque di poter condividere ciò che ne dice Fofi sul “Sole 24 ore” di oggi. In realtà anche circa l’accusa di plagio sono abbastanza scettico: sia in generale (a parte alcuni casi patenti e dolosi, spesso più che di plagio si tratta di una sorta di circolazione omeostatica e di ripetizione delle idee e dei temi, e l’idea di Firmino naviga da un pezzo nel mare editoriale), sia in particolare (quel che si sa della biografia dell’autore, e dello stato di necessità sotto cui ha scritto il libro, oltre alla sua ignoranza della lingua italiana, induce a dubitare di un plagio conclamato). Piuttosto mi sembra che Fofi abbia posto un tema importante e degno di discussione a partire da Firmino: secondo lui si tratta di un libro volto a compiacere i lettori forti, che così si sentono migliori degli altri. “Ma il vecchio luogo comune – dice Fofi – per cui «chi legge è migliore di chi non legge» io non mi sono mai sentito di sottoscriverlo”. Fofi ha perfettamente ragione a dire che ci sono analfabeti colti che sono più lettori di molti lettori (in realtà leggono senza saperlo), ma sbaglia, secondo me, nel dipingere i lettori forti come manducatori e deglutitori indifferenziati di un libro dopo l’altro. Fofi confonde i lettori forti – che sono per natura lenti e selettivi, anche se quando hanno fame mangiano con un robusto appetito – con i divoratori di best seller, cioè con il loro esatto contrario.

Ma c’è un punto – su cui già in questo blog alcune volte si è discusso – che è ancora più importante: se leggere (e leggere in un certo modo) non rendesse gli uomini (almeno un po’) migliori, non andrebbe perduta una parte decisiva del senso della lettura, della sua etica? Noi non sappiamo quale sia il modo attraverso cui questo miglioramento accade, se accade, e sicuramente è qualcosa di molto lontano da ogni didattica e da ogni proselitismo. Noi sappiamo anche che non sempre ciò è vero e sappiamo che, come ci ha ricordato Adorno, i gerarchi nazisti, dopo aver ascoltato Bach e letto Hegel, andavano a fare il loro quotidiano “lavoro” nei lager. Cioè sappiamo che non c’è nessun automatismo e che l’etica della lettura, essendo appunto un’etica, richiede decisioni e scelte consapevoli. Che ci sono semi che non attecchiscono. Che ci sono interessi o ordini più forti delle letture. Ma senza la speranza che esista o possa esistere un nesso tra lettura e formazione delle coscienze, noi ci priveremmo di una componente essenziale della lettura, che è quella utopica: disegnare un mondo altro e cercare di cambiare quello che abbiamo di fronte.

Libri senza pace

Libri senza paceBiblioteche in fiamme da Madrid (1939) a Bagdad (2003)

Un incontro internazionale a Milano il 7 marzo

Approfittando della presenza a Milano (per il convegno I diritti della biblioteca) di uno storico della distruzione dei libri come il venezuelano Fernando Báez, che è stato tra l’altro ispettore Unesco a Bagdad e testimone quasi oculare del saccheggio della biblioteca nazionale irachena nel 2003, la biblioteca di Cologno, insieme a Biblioteche oggi e alla Provincia di Milano, ha organizzato una serata sul tema del rapporto tra le biblioteche e la guerra. A discutere con Báez ci saranno Blanca Calvo, che ha curato la mostra Biblioteca en guerra sul lavoro dei bibliotecari spagnoli durante la guerra civile del 1936-1939, e Marco Capolupo, che è responsabile del progetto La casa dei libri di Bagdad per Un ponte per… Modererà il dibattito Massimo Belotti, della rivista “Biblioteche oggi”.

Ci domanderemo perché, da che guerra è guerra, i cannoni dei generali sono puntati sulle sale di lettura. E un sospetto (preventivo) è già affiorato. Non sarà forse che quelle inermi collezioni di libri, con il loro invito a vedere le cose da più lati, con il loro silenzioso appello alla coscienza e alla responsabilità di ognuno, sono un formidabile ostacolo per le principali “operazioni belliche”, ossia la disumanizzazione del nemico, la diffusione di false notizie, la sistematica persecuzione del dubbio, la trasformazione dei crimini di guerra in “effetti collaterali”?

Per tutta la notte del 25 agosto 1992 una specie di neve nera cadde sulla città di Sarajevo. Era la cenere dei libri della Biblioteca nazionale universitaria, sottoposta a un fitto e mirato bombardamento e trasformata in un immenso rogo. Quella biblioteca, con le sue collezioni meticce, ricordava le diverse culture che si erano incontrate e fuse nella storia e nella vita della capitale bosniaca. Rappresentava un nemico giurato della pulizia etnica. Andava abbattuta.

Chi è a Milano ed è interessato al tema può venire Venerdì 7 marzo, alle ore 21, alla Sala Spazio Guicciardini, in Via M. Melloni 3. Il programma dettagliato dell’iniziativa lo potete leggere qui.

Lettori in piazza

Oggi “Il Manifesto” riporta la notizia che ad Atlanta si svolgerà una manifestazione “contro i tagli alle pagine culturali”. Promosso dal National Book Critics Circle, il “primo read-in della storia” protesterà contro la diminuzione delle recensioni e delle pagine culturali sui giornali americani (diminuzione dovuta a sua volta al calo di inserzioni pubblicitarie su queste pagine).

Sappiamo che non sempre i lettori sono entusiasti delle recensioni, che spesso sono critici dei critici, eppure la riduzione degli spazi culturali, la mercificazione di ogni aspetto della vita, l’abitudine a considerare la cultura qualcosa di superfluo, ci colpiscono nel profondo delle nostre letture. Intanto nessuna pagina dei giornali, né culturale né mondana, ha riportato il fatto che in Italia la Finanziaria 2007, sulla base di una direttiva europea, ha introdotto il principio della remunerazione degli autori e degli editori per i prestiti effettuati in biblioteca (per maggiori dettagli si veda qui).

Tempo fa si sussurrava (ad occhi chiusi e mani giunte) di una Finanziaria che introducesse la deducibilità delle spese per libri dalla dichiarazione dei redditi (non per i soli insegnanti, però!). Non sarebbe stata una misura capace di aumentare la vendita dei libri, sostenendo insieme editori, autori e lettori? Non hanno diritto anche i lettori a una quota infinitesimale del chiacchierato tesoretto? E invece la Finanziaria ci ha riservato questa bella sorpresa: il prestito a pagamento, un fantastico ossimoro che fa il suo ingresso trionfale anche in biblioteca.

Non sono tutti buoni motivi per scendere in piazza, “libri in pugno”?