Gruppi di lettura, fuori dalle biblioteche!

Ritorno sulla questione dei gruppi di lettura fluidi. Che son diventati agili e leggeri (la condizione “fluida” mi sembrava un po’ passiva).

Rene Magritte, La Lectrice Soumise 1928 (wikiart.org)
Rene Magritte, La Lectrice Soumise 1928 (wikiart.org)

Ci ho pensato un po’ e mi è parsa una soluzione appropriata: alcune unità di lettori escono dalle biblioteche e portano in giro il gruppo di lettura, come abbiamo visto la volta precedente. In fondo è una soluzione quasi scontata e necessaria.

Usciamo dalle biblioteche!

No tranquilli. Non è furore contro l’istituzione alla quale i gruppi di lettura devono quasi tutto: la biblioteca pubblica.

È un po’ forzato il concetto, ma dovrebbe trascinare subito al punto: i gruppi di lettura, almeno alcune forme di Gdl, devono affrancarsi  da chi li ha fatti nascere e li ha cullati a lungo. Continua a leggere Gruppi di lettura, fuori dalle biblioteche!

Gruppo di lettura fluido

Ma che cos’è un Gruppo di lettura fluido? Che specie di metafora è mai?

Mi piacerebbe provare un gruppo di lettura disperso per la città. Un gruppo che si aggreghi nei bar, agli angoli della strade; che organizzi incontri nei parchi, sulle panchine. Che si apra e tracci un cerchio di inclusione ideale: semplice da superare in ingresso e poi in uscita. Continua a leggere Gruppo di lettura fluido

I libri più belli, letti nel 2017

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

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Marcel Proust in un filmato del 1904

Marcel Proust, 1904, fermo immagine di un filmato pubblicato nel febbraio del 2017
Marcel Proust, 1904, fermo immagine di un filmato pubblicato nel febbraio del 2017

Emozionati per le immagini di Proust che scende le scale?
Diciamo che fa lo stesso effetto che potrebbe fare a un fan di un calciatore fenomenale vederlo camminare per la strada e non in campo: un uomo normale.
Sì insomma, irriverenza a parte, vedere uno scrittore non fa un grande effetto.

Nelle immagini del 1904 annunciate da uno studioso di letteratura, Jean-Pierre Sirois-Trahan, dell’Université Laval de Québec, vediamo Marcel Proust nel 1904, solo nove anni prima la pubblicazione di Dalla parte di Swann, il primo volume della Recherche.
Proust si vede al secondo numero 37. È al matrimonio di Armand de Guiche, un amico. Scende le scale, a destra della ripresa, vestito in modo meno formale – almeno per l’epoca – degli altri invitati. Continua a leggere Marcel Proust in un filmato del 1904

Addio a Tzvetan Todorov, 1939-2017

Ci ha spiegato come i migliori spiriti del XX secolo siano restati umani davanti al totalitarismo

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Tzvetan Todorov, 1939-2017, Wikimedia Commons


Tzvetan Todorov se n’è andato a 77 anni.
Il filosofo, storico della cultura, analista politico e critico letterario, nato nel 1939 a Sofia, in Bulgaria, è morto martedì 7 febbraio 2017, pochi giorni dopo aver finito il suo ultimo libro, Le Triomphe de l’artiste. Continua a leggere Addio a Tzvetan Todorov, 1939-2017

Thomas Mann, La montagna incantata (II) al Gdl di Cologno Monzese

Mercoledì 8 febbraio (alle 9 di sera), alla biblioteca di Cologno Monzese si incontra il gruppo di lettura “Grandi libri”. L’incontro è dedicato alla seconda parte della Montagna incantata”di Thomas Mann.

On A Shaker Theme #2, Charles Sheeler data sconosciuta
On A Shaker Theme #2, Charles Sheeler data sconosciuta, Wikiart

È ormai abitudine di questo gruppo di lettura – che ha dunque scelto di specializzarsi in opere ingombranti, classici, sui quali è stato detto e scritto molto, forse già tutto il necessario – abitudine, dicevo, di districarsi per ricavare pensieri e anche un po’ di emotiva analisi capaci di formulare la domanda: Che cosa ha ancora da dirmi questo libro? Continua a leggere Thomas Mann, La montagna incantata (II) al Gdl di Cologno Monzese

Populisti? Rabbia, invidia e rancore

Secondo i gruppi sociali bianchi e identitari “lasciati indietro”, gli “sconfitti della globalizzazione”, Trump e i suoi imitatori hanno  il merito di urlare quanto siano esecrabili “le élite culturali e politiche”, (come le chiamano) che nell’ultimo decennio, a loro sembra, hanno descritto l’America e l’Europa ignorando, o peggio, trattando con sufficienza, sarcasmo e condiscendenza quei gruppi; li hanno, a loro dire, canzonati, quando non esplicitamente disprezzati.

Charles Sheeler, American Landscape, 1930
Charles Sheeler, American Landscape, 1930

La ribellione genericamente etichettata “populismo”  è evidentemente un fenomeno sociale e politico complesso e per questo viene interpretato a più livelli e con più di una categoria di analisi.

I fatti “duri” delle condizioni economiche e delle relazioni sociali difficili – per esempio le conseguenze minacciose della globalizzazione o l’immigrazione – sono circondati da fatti altrettanto importanti, collocabili nella sfera psicologica e della comunicazione. Continua a leggere Populisti? Rabbia, invidia e rancore