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Un blog elegante

Questa sera ho aperto il blog per curiosare tra i post e all’inizio credevo di aver sbagliato. Era molto ma molto più bello di prima! Ci ho messo qualche secondo a capire che era sempre il Gruppodilettura ma con una grafica diversa! È bellissima! Elegante ma chiara, contenuta, non eccessiva. Complimenti. Mi piace moltissimo!

Più semplice, più leggibile (mi sembra)

A poche settimane di distanza dalla precedente trasformazione, ho pensato fosse meglio cambiare di nuovo il tema del blog.

Ho seguito il consiglio/indicazione dei ragazzi di WordPress.com che hanno scelto questo come tema base. Un tema (ne avevo già usato in passato una versione precedente) che punta soprattutto sulla semplicità e la leggibilità: sfondo bianco, testi più grandi, ordine e semplicità, dunque.
Come immagine sotto la testata ho usato un ingrandimento di una pagina di un libro; una foto scattata un paio di anni fa. Il libro è facilmente individuabile dal nome del protagonista.

Spero vi piaccia.
Fatemi sapere che ne pensate

ciao ciao a tutti

Gruppodilettura su Repubblica di sabato in Internet Club di Loredana Lipperini

Il nostro blog citato da Internet Club del 24 luglio 2010
Il nostro blog citato da Internet Club del 24 luglio 2010

Due parole per ringraziare Loredana Lipperini (autrice anche di un blog letterario molto frequentato, Lipperatura) che in Internet Club, su La Repubblica di sabato 24 luglio, ha citato il nostro blog, in particolare a proposito di Gruppi di lettura e della nostra democratica raccolta in progress di libri più belli letti nel 2010.

SIAMO SEMPRE NOI!

Sì, chi ci segue da un po’ di tempo (magari da anni) sa che ogni tanto cambiamo l’aspetto del blog; sfruttando i temi che WordPress.com ci mette a disposizione.

Questo in effetti è un po’ audace ma mi piace molto.

Dovrebbe servire anche a ridare un poco di slancio al blog; negli ultimi mesi – per vari motivi – mi sento di aver trascurato gruppodilettura, ho pensato quindi di segnare, con un cambio di aspetto, il proposito di ritornare a dedicare tempo e attenzione a questa casa – con le porte sempre aperte – dei lettori.

Il tema – che si chiama “Greyzed” ha, tra l’altro, un bel modo, molto chiaro, per visualizzare i commenti. Commenti che sono il patrimonio più importante del blog.

Be’ spero vi piaccia; dopo il primo impatto – che genera un po’ di sconcerto – credo vi troverete bene.

Mi serve il vostro parere sulla lettura condivisa

Mi serve il vostro aiuto. Mi hanno chiesto di parlare, a un convegno dedicato soprattutto ai bibliotecari (io sarò uno dei pochi “estranei” alla professione), di lettura condivisa (parlare dei libri che si leggono, di come si leggono, scambiarsi opinioni, consigli, racconti di lettura…) e blog.

Vorrei ovviamente portare qualche punto di vista e idea in arrivo dai frequentatori del blog.
Insomma:

  • che cosa significa per voi condividere (parlarne, scambiarsi opinioni, consigli, racconti di lettura) con altri le vostre letture?
  • e che cosa vi spinge a farlo con persone che nemmeno avete mai visto, sulle pagine di un blog come questo (o su quelle di un altro blog, o di un forum o di un gruppo di anobii…)?
  • per chi condivide le proprie letture anche  in incontri faccia a faccia (un gruppo di lettura strutturato; scambi di pareri con amici a cena; consigli dati e ricevuti alla macchinetta del caffè in ufficio; a scuola, all’università, al bar, in autobus, in fabbrica…), che effetto fa lo scambio a distanza, in rete?
  • Qualsiasi altra idea legata a questi temi vi venga in mente

Se a qualcuno va di lasciarmi qualche pensiero, può usare, come sempre, i commenti.

Per chi volesse approfondire il concetto di Lettura condivisa, consiglio di leggere un documento illuminante preparato n paio di anni fa da Luca Ferrieri.

un abbraccio a tutti :)

È che alle chiacchiere manca la responsabilità

Ero stato alla presentazione del libro Le vie dorate: con Giuseppe Pontiggia (a cura di Daniela Marcheschi, MUP). Bello l’intervento di Piero Dorfles che aveva parlato di “Stile” come categoria scomparsa dagli articoli che parlano di libri. Pontiggia invece ci teneva molto. E bello un articolo dello stesso Pontiggia, di cui si era data lettura. Spiegava (con esempi esilaranti) perché quando si scrive non bisogna affidarsi alla prima idea che viene in mente.

L’articolo è uscito poi (qualche settimana fa) sul Domenicale del Sole 24 Ore. Purtroppo non lo trovo in Rete. Mi sarebbe piaciuto condividerlo con voi, per via di un significato molto attuale e particolarmente adatto al web.

Si tratta di questo. Spesso chi commenta nei blog scrive la prima cosa che gli passa per la mente, senza considerare le concrete conseguenze, senza porsi problemi di forma (stile), e soprattutto senza domandarsi: la penso veramente così?

Questo è un blog in cui si discute di libri e, in senso lato, di scrittura. Dunque mi sembra il luogo adatto per lanciare questa piccola discussione. Trovo che i commenti lasciati nei blog siano molto spesso scritti a cuor leggero (presenti esclusi, sia chiaro ;)), più o meno come fossero battute pronunciate dietro il bancone di un bar. Io invece trovo una grande differenza tra un commento scritto e una battuta pronunciata. Una battuta può essere estemporanea, immediata. La parola scritta, invece, dovrebbe essere sermpre mediata da una riflessione. La parola scritta, in sostanza, dovrebbe presupporre maggiore responsabilità.

Alle parole dette si mischia il rumore dei tram e la lingua brutta dei telegiornali. A quelle scritte, invece, affidiamo il compito di far circolare le idee. Le lasciamo lì, ferme, nero su bianco perché qualcuno possa tornarci con calma e pensarci su. Se annulliamo la differenza tra la parola detta e quella scritta, finiremo con lo scrivere inutili chiacchiere.

Con tutto questo non voglio dire che non possa esserci leggerezza. Leggerezza e responsabilità dal mio punto di vista vanno più che d’accordo.

Visto che questo è un blog anomalo rispetto alla media, vorrei la vostra opinione. (Anche per sapere se sono l’unico disadattato nell’epoca del web).

Lingua Madre alla Fiera del libro di Torino

 Al di là di un discorso generale sulla Fiera del libro 2009, può essere interessante approfondire il discorso su LINGUA MADRE, settore che esiste dal 2005 e che da allora  ho seguito con particolare interesse.

“Lingua madre” è nata da una costola di TERRA MADRE, con cui ha in comune in un contesto di globalizzazione economica un’idea di sviluppo  sostenible, di rispetto e valorizzazione delle singole culture e singole comunità. Significativa la battuta di Vandana Shiva che, dopo essere stata a Terra Madre, venuta quest’anno alla Fiera del libro, si è detta divertita per aver visto che formaggi e  salami  si erano trasformati in libri.

Lingua madre vuole approfondire il rapporto tra identità, radici e mondo ALTRO. Il titolo è provocatorio:  ribalta il concetto di MADRE LINGUA, lascia intuire un confronto tra lingue native e lingue di successive acquisizioni ad opera di scrittori, portatori di una forte tensione conoscitiva ed espressiva.

I valori di riferimento, oltre alla LINGUA, sono MEMORIA, e ORALITA’. L’incontro tra le culture deve avvenire nel rispetto delle singole IDENTITA’, evitando l’omologazione e la scomparsa di patrimoni preziosi per la ricchezza culturale dell’umanità.

Lo spazio fisico, riservato a Lingua madre, è di per sè accogliente per come è attrezzato, per come, a colpo d’occhio, si colgono i riferimenti alle diverse culture e lingue. E’ uno spazio aperto che accoglie chiunque si trovi a passare di lì: questo è anche un difetto, perchè molti eventi sono disturbati dai frequenti rumori che vengono dagli spazi circostanti. Continua…

Discussioni più facili con le ‘repliche’ nei commenti

Più chiare e articolate le discussioni sul blog: i ragazzi di WordPress infatti hanno aggiunto la funzione di risposta ai singoli commenti (comment threading).
E’ ora possibile rispondere direttamente a uno dei commenti cliccando sulla parola Replica: in questo modo la risposta non finirà in coda a tutti i commenti, ma sarà direttamente legata al commento cui replichiamo, appunto.
Questa piccola funzione favorisce le discussioni, specialmente quelle nei post con molti commenti, dove spesso si instaurano dialoghi o dove qualcuno pone una domanda specifica.
In questo modo, insomma, ogni singolo commento può assumere la funzione simile a quella di una discussione in un forum.