Archivi categoria: Cinema

Crazy heart, Thomas Cobb

Ecco un altro libro che è anche un film, che però io non ho visto, non ancora almeno. Mi limito quindi a parlare solo di *Crazy heart*, scritto da Thomas Cobb, e pubblicato da Einaudi.

Immaginatevi un sottofondo di musica country _o, se volete, potete anche acquistare direttamente la colonna sonora del film e ascoltare quella, come sto facendo io ora_ e un cantante vicino ai 60 anni, lasciatosi un po’ andare _impersonato sullo schermo da Jeff Bridges_, Bad Blake, pancia da alcolista, sigaretta sempre accesa, stivali da cowboy, e rigorosamente chitarra e amplificatore.

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Un gelido inverno, Daniel Woodrell

Qualche anno fa il mio ragazzo mi portò a casa questo libro. Ha molto fiuto, lui, e appena lo vide pensò che mi potesse piacere. In effetti lo lessi subito, e mi piacque molto. Era il 2007, il libro si intitolava *Un gelido inverno*, scritto da Daniel Woodrell, edito da Fanucci.

Quest’anno, poi, ho sentito riparlare di questo titolo, quando è uscito l’omonimo film, presentato al Sundance Film Festival, e candidato a 4 premi Oscar _però non ne ha vinto neanche uno…

Ho visto al cinema il film, ed è bellissimo: bella regia, bravi gli attori, bellissima l’ambientazione, ben rispettata la storia.

Così, mi è venuta voglia di rileggere il libro, del quale avevo solo alcune sensazioni.

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Mordecai Richler, La versione di Barney

Mordechai Richler a Montreal, nei primi anni '70
Mordechai Richler a Montreal, nei primi anni '70

Dal 2002 La versione di Barney era nella mia libreria in attesa di essere letto, ma c’era sempre qualcosa  che mi attirava di più e così solo ora mi sono decisa, forse sollecitata dall’uscita del film, che la critica unanime ritiene molto ben confezionato. E così sin dalle prime pagine questo romanzo mi ha coinvolto e, nonostante la lunghezza (pp 490) una settimana dopo era già terminato con in mezzo anche la visione del film, uscito il 14 gennaio.

Prima di Barney l’autore, Mordecai Richler (1931-2001), canadese ebreo anglofono, aveva scritto altri romanzi non di successo e si era fatto conoscere come sceneggiatore. Anche per la televisione. Nato in una famiglia ebrea ortodossa, in cui si parlava solo yiddish,e che voleva fare di lui un rabbino,  da adolescente prende le distanze  dalla fede e a 19 anni  è a Parigi, dove frequenta scrittori come Allen Ginberg, si nutre di  letteratura e di comunismo, va in Spagna interessato alle Brigate internazionali. Per 20 anni è a Londra, ma poi torna nel Quebec, che è la provincia francofona del Canada, dove ci sono fermenti indipendentisti, che si colgono qua e là anche nel romanzo. Continua a leggere

Porco rosso, Miyazaki racconta il maiale aviatore antifascista

Non perdetevi Porco Rosso di Hayao Miyazaki, il film di animazione giapponese prodotto nel 1992 ma arrivato nelle sale italiane solo in questi giorni. E affrettatevi a vederlo, perché non è detto che ci rimanga molto. Dovete vederlo perché è un grande esempio di scrittura per il cinema e vi piacerà anche se non avete mai considerato il cinema di animazione.
(Io comunque non entro nel merito dell’animazione e del disegno, non ci capisco).
Il film ha una sceneggiatura molto bella e alcuni personaggi, soprattutto il protagonista Marco Pagot, nel presente della vicenda però conosciuto da tutti come Porco Rosso, sono delle vere perle.
Porco Rosso
Porco Rosso è un aviatore abilissimo, è stato un asso dell’Aeronautica italiana durante la Grande Guerra e ora – siamo nel 1929 – vive facendo il cacciatore di taglie, ai danni dei piloti-pirati di idrovolanti che infestano il Mare Adriatico. Continua a leggere

Quella sera dorata e James Ivory a Sabato Libri, Radio Popolare

Oggi a Sabato Libri, il programma di Radio Popolare dedicato come dice il nome alla lettura, fra le altre cose (come il Nobel a Vargas Llosa) si è parlato anche di *Quella sera dorata*, del libro di Peter Cameron e del film di James Ivory, uscito ieri in Italia.

Con una presentazione dell’opera, un interessante confronto fra libro e film, e un’intervista al regista, fatta in occasione di una lezione al cinema Anteo a Milano.

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Amabili resti, Alice Sebold

Cielo - foto di giuliaduepuntozero
Cielo - foto di giuliaduepuntozero

Non ci si accorge che i morti se ne vanno, una volta che hanno deciso di partire. Non è previsto. Al massimo li si avverte come un sussurro o come l’onda di un sussurro che si placa piano piano. Lo paragonerei a una donna in fondo a una sala conferenza o a un teatro, che nessuno nota finché non sgattaiola fuori. E anche allora, solo quelli più vicini alla porta, come nonna Lynn, ci fanno caso, per gli altri è come una brezza inspiegabile in una stanza chiusa.

Susie ha 14 anni quando viene violentata e assassinata da un vicino di casa, un serial killer che si scopre aver ucciso già molte volte. Il corpo di Susie non verrà mai trovato, né l’assassino mai catturato, e la famiglia _il padre, la madre, la sorella minore Lindsey e il fratellino Buckley_ non riescono a darsene pace. Ma Susie è ancora vicino a loro, anche se in modo diverso: li guarda dal suo Cielo, un luogo davvero speciale dove vanno le persone dopo la morte: Continua a leggere

L’uomo che verrà: ringraziamo Giorgio Diritti per questo grande film

L'uomo che verrà
Una scena del film: le SS portano alcuni civili sul luogo dove verranno fucilati

Credo che dovremmo ringraziare Giorgio Diritti per quanto ci ha regalato con il suo film L’uomo che verrà.

Non solo per il tema (una famiglia contadina sulle colline bolognesi vicino a Marzabotto nei giorni terribili che culminarono nelle stragi effettuate dai nazisti nell’autunno del 1944) ma per la forma con cui lo ha svolto.
Nessuna retorica. Continua a leggere

Don Chisciotte, Terry Gilliam ci riprova

Gli amanti della letteratura e del suo meraviglioso rapporto d’amore/odio con il cinema saranno contenti: Terry Gilliam ha confermato oggi che farà un film tratto dal Don Chisciotte. Il protagonista sarà Robert Duvall insieme a “tanti amici attori che reciteranno gratis proprio perché credono in questa idea”.
Gilliam ha già scelto anche la location in Spagna dove girerà il film.
Il regista di Brasil, de Le Avventure del Barone di Munchausen, La Leggenda del Re pescatore e di Parnassus ecc è al quarto tentativo con il romanzo di Cervantes: speriamo sia la volta buona dopo i precedenti fallimenti.
Fallimenti che hanno dato comunque vita a quel meraviglioso documentario/film che è Lost in La Mancha (2002). (Da qualche settimana Imdb assegna anche un titolo provvisorio al film di Gilliam: The Man Who Killed Don Quixote).
Lost in La Mancha, Terry Gilliam

Ancora su Into the wild: Eddie Vedder e Erri De Luca

Come scritto, *Into the wild*/*Nelle terre estreme* mi ha molto colpito. Prima il film, poi il libro, e infine la colonna sonora di Eddie Vedder.

Proprio a proposito della colonna sonora del film, ieri il mio ragazzo mi ha mandato il testo di una delle canzoni di Eddie Vedder inclusa nell’album, e quello di una poesia di Erri De Luca. Le somiglianze sono forti…
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Sergio Leone al festival di Cannes

Oggi al festival di Cannes ricordano l’immenso Sergio Leone proiettando la copia restaurata di Giù la testa. Il restauro è stato eseguito dal laboratorio “L’immagine ritrovata” per la Cineteca di Bologna.

E’ la terza pellicola di Leone restaurata dal Laboratorio di Bologna, dopo, Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto e il cattivo.
I restauri sono resi possibili anche dalla collaborazione di Sky (che tra l’altro sta già trasmettendo le versioni restaurate del secondo e terzo film della trilogia del dollaro).
via FilmReview – Il trailer in inglese del film

Crash, dal film di Paul Haggis alla tv

Dennis Hopper è Ben Cendars in Crash, la serie tv
Dennis Hopper è Ben Cendars in Crash, la serie tv
Paul Haggis è un vero scrittore pop.
Anche se a volte non si ferma al soggetto e/o alla sceneggiatura ma passa alla regia e come regista – di Crash – ha anche vinto un Oscar, in un film dove forse si era fatto prendere un po’ la mano dagli intrecci: molto meglio mi è parso Nella Valle di Elah.

La tessitura delle storie di Crash si è prolungata in una serie tv prodotta da Glen Mazzara (alcuni episodi a cura dello stesso Haggis), in onda negli Usa su Starz Channel. In Italia la serie è in programma su Cult tv (Sky 131), ieri sera i primi due episodi.

L’impressione che mi ha lasciato è un po’ la stessa del film: storie che attirano, intrecci di destini e scelte; momenti decisivi. Ma a volte la scrittura sembra forzare un po’ il meccanismo. Vedendo due puntate di seguito sembra di intravedere una cadenza ripetitiva degli eventi e dei tempi dedicati ai vari protagonisti. Potremmo dire che la scrittura di un prodotto di finzione così, forse dovrebbe avere il coraggio di dedicarsi un po’ di più ai satelliti narrativi e meno ai nuclei. Vediamo come prosegue.

Sono ancora alla ricerca di qualcosa di televisivo che narrativamente e come scrittura valga i Soprano.