Archivi categoria: Democrazia

La biblioteca autogestita di Occupy Wall Street

Approfitto di questa fotografia per introdurre il tema della diffusione delle proteste dei giovani (ma non solo giovani) in molte parti del pianeta. Per intenderci, quelle che hanno alcune similitudini con gli Indignados spagnoli.
È un’immagine della Occupy Wall Street Library: in Liberty Plaza, una biblioteca collettiva e pubblica, autogestita dai manifestanti, che presta i libri e altro materiale (riviste, zines varie, pamphlet).

Occupy Wall Street Library
Occupy Wall Street Library (peopleslibrary.wordpress.com)

Per ora mi limito a leggere e a capire meglio. Anche se, così d’istinto, la faccenda mi piace parecchio e mi ispira un certo senso di rinnovata fiducia.
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Donne che muoiono per le diseguaglianze: quasi 4 milioni ogni anno secondo il World Development Report

Chinese women are carrying basket. wikimedia
(credits: Stougard, Wikimedia Commons)

Ovvero: perché le donne continuano a morire prematuramente molto più degli uomini

di luiginter | Oggi vi propongo una lettura anomala: un rapporto della Banca mondiale. Eppure è una lettura che merita. Il World Development Report 2012: Gender Equality and Development di quest’anno è dedicato al rapporto tra sviluppo e l’eguaglianza (diseguaglianza) di genere.

Fra le molte parti del rapporto, segnalo (per ora) solo quella sulle cosiddette “morti in eccesso” delle donne.
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Referendum 12-13 giugno, una prova di democrazia

Io vado a votare il 12-13 giugno 2011 - Referendum
Giusti nel merito i quattro sì ai referendum del 12-13 giugno:

* legittimo impedimento,

* acqua bene comune (due schede),

* nucleare

Ancore più importante il principio: partecipare al voto significa anche  difendere l’istituto democratico del referendum che troppe volte nel recente passato è stato svuotato dal disinteresse dei cittadini. È fondamentale raggiungere il quorum.

150 dall’Unità d’Italia. Salviamo l’Italia

Paul Ginsborg torna, con un altro dei suoi  contributi, piccoli ma densi di informazioni e di proposte, a parlare di un tema importante, con un titolo che non è un imperativo- contrario sarebbe all’ idea di mitezza che egli affronta nel testo- ma  una constatazione, quasi un processo ineluttabile e normale:  Salviamo l’Italia, Einaudi editore.

Da cosa la si debba salvare , come e perché ciò si debba fare, lo storico ce lo dice in poco più di 100 pagine, caratterizzate dalla consueta pacatezza e da una consolidata capacità di sintesi, in grado di parlare al lettore anche con il non detto.

Quattro sono gli interrogativi a cui Ginsborg risponde: Vale la pena di salvare l’ Italia?   Su quali elementi  agire per mettere in moto il processo di “salvezza”?  Da cosa bisogna salvare l’ Italia?  “Chi”  dovrà salvarla? Continua a leggere

Salvatore Veca, dizionario minimo. Le parole della filosofia per una convivenza democratica

Credo meriti attenzione un piccolo libro appena pubblicato da Salvatore Veca, Dizionario minimo. Le parole della filosofia per una convivenza democratica (Frassinelli).

Perché questo dizionario minimo è una specie di promemoria filosofico per la vita in una società giusta (tema caro a Veca e ai suoi autori di riferimento, come Norberto Bobbio e John Rawls).

Le parole di questo dizionario sono:
Libertà, Tirannia, Solitudine, Incompletezza, Giustizia, Democrazia, Laicità, Riformismo, Tolleranza, Rispetto, Identità, Speranza.

Domenica scorsa (31 maggio) Armando Massarenti ha scritto di questo libro sul “domenicale” del Sole 24 Ore. Massarenti ricorda come la voce Solitudine del libro di Veca inizi con una citazione di David Hume che definiva la solitudine involontaria come il peggiore supplizio per un essere umano. Continua…

Roberto Saviano, lo spettacolo della letteratura in tv

Lascia il segno lo show (inteso nella migliore accezione della parola) di Roberto Saviano mercoledì sera in tv su Rai 3.

Colpisce il modo in cui Saviano racconta, anche davanti alla telecamera, non solo sulle pagine. Tempi accurati, quasi mai in eccesso, pause studiate, sguardi diretti, emozione evidente ma trattenuta, sempre sotto controllo.

Uno show, appunto.
Uno show per la letteratura e per la verità, per riallineare le parole e le cose.
La letteratura, così diversa dalla cronaca: la cronaca delle gazzette locali, la cronaca che raccoglie le voci, le genera, diffama i coraggiosi.

Saviano ha spettacolarizzato la sua concezione di letteratura – così dichiaratamente e programmaticamente diversa dal “giornalismo”, pur occupandosi di cose di cui si occupa anche il giornalismo.
Ha portato in classifica un libro terribile come Gomorra, ci mostra la rete che opprime il meridione e ci dice (ci fa vedere, con gli occhi, con le sensazioni) che riguarda tutti noi; ci dice che molta dell’economia di questo paese vive di quel denaro sporco di sangue, denaro che vuole ripulirsi circolando. E ci dice, ci fa sentire dentro, che non possiamo dimenticare tutto questo, non dovremmo fare finta di niente.

Saviano scrittore è veramente un fenomeno dirompente perché usa se stesso, il suo corpo prigioniero, la sua vita blindata di ragazzo in uno show continuo per una causa giusta e forte, che è già tutta nel suo libro.

Le immagini di Saviano accanto a Paul Auster e David Grossman ci ricordano che le parole scritte della letteratura sono lo strumento più forte di questa lotta e che lo show serve per portare tutti dentro quelle parole, quelle pagine. E come dice lui a chi lo accusa di protagonismo, viene da chiedersi: che male c’è a rendere spettacolari le parole, a fare moda attorno alla sua ossessione-giusta, attorno alla letteratura come strumento di civiltà?

PAUL AUSTER, UOMO NEL BUIO “e il folle mondo viene avanti rotolando”

Nell’ ultimo romanzo di Paul Auster, Uomo nel buio, Einaudi, c’ è posto anche per riferimenti a GIORDANO BRUNO, che

sosteneva che, se Dio è infinito e i poteri di Dio sono infiniti, allora ci deve essere un numero infinito di mondi…e allora non c’è un’unica realtà… non c’è un unico mondo. Ci sono molti mondi, e tutti continuano in parallelo l’uno nell’altro, e ciascun mondo è sognato o immaginato o scritto da qualcuno in un altro mondo… ciascun mondo è una creazione di una mente.

E infatti nel romanzo di Paul Auster ci sono almeno due storie parallele, quella di AUGUST BRILL, critico letterario settantenne in pensione, che, su una sedia a rotelle dopo un incidente stradale, vedovo dopo avere perso da poco l’amata moglie Sonia, malata di cancro, vive nel Vermont… in una casa DI ANIME IN LUTTO, FERITE, cioè con la figlia Myriam dopo un divorzio, con la nipote Katya dopo la tragica morte del fidanzato Titus in Iraq. Leggi tutto il post

Argomento scomodo ma necessario

Che il testamento biologico fosse un diritto lo sapevamo anche prima che infuriasse la battaglia mediatica sulle pratiche di rianimazione e fine vita, ma ora l’argomento sarà portato a livello istituzionale allo scopo di farne una legge.

E’ strano come, parlando (seriamente) di leggi, viene a mancare improvvisamente quel rassicurante senso sulla discrezionalità all’italiana per la quale sappiamo che sarà fatto quanto desideriamo.

Ma l’alternativa è che si scateni una tempesta di decisioni ed imposizioni individuali altrettanto inaffidabili sul fatto che il nostro volere venga esaudito. Quindi disponiamoci democraticamente, con serenità, a discutere della cosa. Credo sia indispensabile avere comunque qualche informazione di base e qualche riferimento.

Tuttavia, anche la letteratura è ricca di immagini utili alla riflessione, quindi non rifiuterei a priori alcuni romanzi. Segnalerei, non tutti della stessa opinione:
Cosa sognano i pesci rossi” di Marco Venturino, ed. Mondadori (romanzo)
Oscar e la dama in rosa” di Eric-Emmanuel Schmitt, ed BUR (romanzo)
Credere e curare” di Ignazio Marino, ed. Einaudi (saggio)
Modi di morire” di Iona Heath, ed.Bollati Boringhieri (saggio)
Contro la bioetica” di Jonathan Baron, ed Cortina Raffaello (saggione)
Allo stesso tempo vorrei conoscere altre segnalazioni.
Grazie.
laraffaella

Costituzione da difendere

In questi giorni viene la pelle d’oca: aggressioni alla divisione dei poteri che sta alla base di ogni democrazia liberale; attacchi al diritto di essere laici; legittimazione della discriminazione e della violenza e dell’ingiustizia verso i cittadini stranieri, con provvedimenti ispirati dalla paura e dalla demagogia:  la Costituzione (disprezzata da chi ci ha giurato sopra) è forse il riferimento migliore attorno a cui raccogliere le forze per provare a contrastare la marea che può allontanarci dalla civiltà.

Il movimento Libertà e Giustizia ha diffuso un appello a difesa delle democrazia (Rompiamo il silenzio, ripreso anche da Repubblica), scritto dal presidente Gustavo Zagrebelsky. Qui sotto ne riporto un paragrafo. Il resto si trova sul sito del movimento. Soprattutto sul sito si può firmare l’appello che ha tra i primi firmatari: Gustavo Zagrebelsky, Gae Aulenti, Umberto Eco, Claudio Magris, Guido Rossi, Sandra Bonsanti, Giunio Luzzatto, Simona Peverelli, Elisabetta Rubini, Salvatore Veca.

Rompiamo il silenzio. Mai come ora è giustificato l’allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale: perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti. Quando i legami sociali sono messi a rischio, non stupiscono le idee secessioniste, le pulsioni razziste e xenofobe, la volgarità, l’arroganza e la violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi. Preoccupa soprattutto l’accettazione passiva che penetra nella cultura. Una nuova incipiente legittimità è all’opera per avvilire quella costituzionale. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse un giorno sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi.

Il testo completo di “Rompiamo il silenzio

PS
Spero non sembri fuori luogo questo post in questo blog: il fatto è che il diritto alla cultura (e alla lettura) è un diritto che non vive da solo; è inserito in una rete di diritti; se uno di questi diritti viene minacciato, anche gli altri si indeboliscono… no?