Populisti? Rabbia, invidia e rancore

Secondo i gruppi sociali bianchi e identitari “lasciati indietro”, gli “sconfitti della globalizzazione”, Trump e i suoi imitatori hanno  il merito di urlare quanto siano esecrabili “le élite culturali e politiche”, (come le chiamano) che nell’ultimo decennio, a loro sembra, hanno descritto l’America e l’Europa ignorando, o peggio, trattando con sufficienza, sarcasmo e condiscendenza quei gruppi; li hanno, a loro dire, canzonati, quando non esplicitamente disprezzati.

Charles Sheeler, American Landscape, 1930
Charles Sheeler, American Landscape, 1930

La ribellione genericamente etichettata “populismo”  è evidentemente un fenomeno sociale e politico complesso e per questo viene interpretato a più livelli e con più di una categoria di analisi.

I fatti “duri” delle condizioni economiche e delle relazioni sociali difficili – per esempio le conseguenze minacciose della globalizzazione o l’immigrazione – sono circondati da fatti altrettanto importanti, collocabili nella sfera psicologica e della comunicazione. Continua a leggere Populisti? Rabbia, invidia e rancore

People are intensely loyal to groups which abuse newcomers. Why?

Lajos Tihanyi, Autoritratto con berretto (1910)
Lajos Tihanyi, Autoritratto con berretto (1910)

di Christopher Kavanagh (Aeon)

In the autumn of 1900, Oscar Booz, a 17-year-old student at West Point military academy, was hazed by fellow cadets. Tabasco sauce was forced down his throat on three different occasions, and he was coerced into boxing a much larger student who savagely beat him. After the fight, he became ill, moved home and died.

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Perché dobbiamo essere ottimisti

I principali  indicatori di benessere evidenziano il gigantesco progresso negli ultimi due secoli ma anche negli ultimi 50 anni. Il pessimismo è politicamente regressivo e pericoloso: due libri per convincervi

Time transfixed, Rene Magritte · 1938
Time transfixed, Rene Magritte · 1938 (particolare)

Ovviamente non voglio semplicemente consolarmi. Vorrei credere che davvero il mondo a fine 2016 e inizio 2017 sia un posto migliore. Migliore di cosa? O meglio, migliore del mondo di quando?

In sostanza dobbiamo guardare attentamente e in prospettiva.

Come dobbiamo confrontare l’oggi per poter dire che davvero le cose vanno meglio?

La risposta è che basta avere una prospettiva di qualche decennio e tenere conto dei dati e non di impressioni superficiali (sbagliate) fondate soprattutto sugli eventi “a portata di mano”, semplicemente perché più facili da ricordare (cfr. anche Daniel Kahneman, Pensieri lenti e veloci, Mondadori).

Con questa prospettiva adeguata difficile non pensare al mondo di oggi come a un posto migliore.  Continua a leggere Perché dobbiamo essere ottimisti

How our contradictions make us human and inspire creativity

Alcune riflessioni sul significato e l’importanza delle contraddizioni, sulle quali esprimiamo spesso opinioni, appunto, incoerenti

di David Berliner (Aeon)

Have you ever wondered how many contradictory thoughts you have in a day? How many times your thoughts contradict your actions? How often your feelings oppose your principles and beliefs? Most of the time, we don’t see our own contradictions – it’s often easier to observe such inconsistencies in others. But you are as full of contradictions as I am. We humans are structurally made of contradictions, living peacefully, sometimes painfully, with our oxymoronic selves. Walt Whitman got it right when he wrote in ‘Song of Myself’ (1855): Continua a leggere How our contradictions make us human and inspire creativity