Leggere gli scrittori contemporanei è più difficile dei classici

In un commento a un post del blog, Domenico Fina osserva come si stia diffondendo fra critici, ma anche fra accademici, in modo a volte esplicito a volte sottinteso, la tesi che il lettore di oggi sia superficiale e che lo sia anche lo scrittore contemporaneo.

Roger Raveel, Man with wire · 1953
Roger Raveel, Man with wire · 1953

Sarebbe al lavoro una sorta di retroazione reciproca: per cui lo scrittore si adatta al lettore che ha e il lettore finisce per adattarsi allo scrittore e ai libri superficiali che questi gli propone.

Ora, questo giudizio, ci fa notare Domenico, è frutto più che altro di pigrizia. Sia nella ricerca di autori di qualità sia nella lettura dei loro libri. Continua a leggere Leggere gli scrittori contemporanei è più difficile dei classici

Annunci

Leggere Proust non mi ha reso una persona migliore

Entrare nella Recherche è come vaccinarsi contro l’esibizione sociale e narcisistica della lettura

David Park, Boston Street Scene, 1954
David Park, Boston Street Scene, 1954 (WikiArt, Fair Use)

Nel sesto volume della Recherche, Albertine è scomparsa, Proust fa dire al Narratore un pensiero che è una sintesi/premessa di tutta la sua idea della relazione fra l’interiorità sua propria, vera protagonista dell’opera, e gli altri esseri umani:

“I legami fra un essere e noi non esistono che nel nostro pensiero. L’affievolirsi della memoria li allenta, e a dispetto dell’illusione di cui vorremmo esser vittime e di cui, per amore, per amicizia, per cortesia, per rispetto umano, per dovere, rendiamo vittime gli altri, è da soli che esistiamo. L’uomo è l’essere che non può uscire da sé, che non conosce gli altri se non in sé; e, se dice il contrario, mente.”

Non ho ovviamente l’ardire di discutere il pessimismo di Proust (o meglio del suo narratore). Mi interessa invece considerare questa idea, almeno per un momento, come una delle chiavi di lettura di tutta l’opera.

Continua a leggere Leggere Proust non mi ha reso una persona migliore

La Recherche di Proust: la guida alla lettura di “All’ombra delle fanciulle in fiore” del Gdl di Cologno Monzese

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Cologno Monzese si è riunito il 1 ottobre per discutere insieme del secondo libro di “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust: All’ombra delle fanciulle in fiore.

Il progetto di lettura è inziato a giugno. Ormai siamo tutti molto presi in questo viaggio tra le pagine “immense” dell’opera proustiana e non abbiamo intenzione di fermarci. A dicembre (il 10 o il 17 – seguono aggiornamenti) alle ore 21, infatti, ci incontreremo ancora per la lettura del terzo volume: “I Guermantes”. L’incontro è aperto (come sempre) a tutti.

Come già fatto per il primo volume (“La strada di Swann”) ecco la nostra guida di lettura al secondo libro. Nessuna pretesa esaustiva, ma una serie di appunti e notazioni scaturiti dai membri del gruppo e che volentieri condividiamo.

Leggi anche: La guida alla lettura di “La strada di Swann” Continua a leggere La Recherche di Proust: la guida alla lettura di “All’ombra delle fanciulle in fiore” del Gdl di Cologno Monzese

I libri più belli secondo García Márquez

I libri che leggiamo durante la nostra vita sono dei piccoli mattoni che costruiscono la nostra storia, delle travi di sostegno della nostra personalità. È così che, come ci consiglia Maria Popova su Brainpickings, sapere quali sono stati i libri più belli, più importanti per uno scrittore può dirci molto di lui. Soprattutto se quello scrittore è Gabriel García Márquez.

– Leggete anche: Voi come avete letto García Márquez?

Continua a leggere I libri più belli secondo García Márquez

Ascoltare un libro: quando a leggere è un’altra persona

Vittorio Matteo Corcos - Pomeriggio in terrazza (1859-1933)
Vittorio Matteo Corcos – Pomeriggio in terrazza (1859-1933)

È un po’ come assistere a un’opera teatrale ma senza palco e senza scenografia. Senza poter decidere nulla. Senza avere il controllo su niente. Se invece di leggere il proprio libro da soli, lo si fa leggere a qualcun altro (tutto o anche solo poche pagine) e ci si limita ad ascoltare, cambia un po’ tutto. Continua a leggere Ascoltare un libro: quando a leggere è un’altra persona

Leggere un romanzo (oggi) è davvero difficile

Leggere la  fiction contemporanea in un mondo che non capiamo. Come scegliere i libri che ci aiutino a fare le domande giuste al nostro tempo. E perché Lionel Asbo di Martin Amis è sembrato “un libro inutile”

Virginia Woolf
Virginia Woolf

 

“Non leggerò mai uno scrittore già morto!”

Un giorno un giovane lettore mi disse che non avrebbe mai letto, almeno per i successivi dieci anni (“prima che io diventi un uomo maturo”) uno scrittore che fosse già morto.
Diceva che solo la prossimità fra il tempo della scrittura e il tempo della lettura poteva rendere un romanzo interessante.
Ci ho ripensato in queste settimane. E fra alcuni fili che si sono intrecciati ho trovato annodati il pensiero di questo lettore e la mia attuale difficoltà a dedicarmi alla lettura di un romanzo.

È solo un piccolo ragionamento sul tempo. Sul tempo e la lettura, ovviamente, e il lettore. Continua a leggere Leggere un romanzo (oggi) è davvero difficile

Gli e-book e il nuovo lettore digitale

Dall’oralità alla scrittura. Dal rotolo di carta al manoscritto. Dal manoscritto al libro stampato. E ora dal libro stampato a quello digitale. La “quarta rivoluzione”, come viene definita ormai da anni, è cosa fatta. Anche chi tenta di chiudersi tra le mura della tradizione non può negarlo: nel momento in cui un colosso come Amazon lancia il servizio Kindle Unlimited (9,99 euro per scaricare in un mese tutti i libri digitali e audio che si vuole tra i 600 mila offerti), è chiaro che la rivoluzione è proprio esplosa. Ma la domanda è: il destinatario di questa rivoluzione, il lettore digitale, sarà un lettore migliore o peggiore di quello dei volumi di carta? Continua a leggere Gli e-book e il nuovo lettore digitale