Archivi categoria: Storia

soldati-tedeschi-mitragliatrice-ww1

La prima guerra mondiale, 100 anni. Una continua, inevitabile lettura

D’altra parte, non possiamo dimenticare che questo è l’anno del centenario della prima guerra mondiale. Dieci anni fa, quando raggiungemmo i 90 anni, già parlammo di libri, alcuni dei quali rispolveriamo adesso.
La Grande guerra fu un evento decisivo: la civiltà europea svoltò bruscamente, l’industria e la produzione di massa applicata alla guerra e alla produzione di morte inaugurò il secolo breve, completò il processo della violenza colonialista applicandolo al nemico vicino di casa e aprì la strada ai totalitarismi di sterminio totale.
Continua a leggere

La giornata della memoria, Primo Levi e perché “può accadere di nuovo”

Primo Levi in una delle ultime pagine de I sommersi e i salvati ci ricorda:

È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire. Può accadere, e dappertutto. Non intendo né posso dire che avverrà; [è poco probabile che si verifichino di nuovo, simultaneamente, tutti i fattori che hanno scatenato la follia nazista, ma si profilano alcuni segni precursori].

Primo Levi, autore (tra gli altri) di Se questo è un uomo
Primo Levi, autore (tra gli altri) di Se questo è un uomo

La violenza «utile» o «inutile», è sotto i nostri occhi: serpeggia, in episodi saltuari e privati, o come illegalità di stato [...]. Attende solo il nuovo istrione (non mancano i candidati) che la organizzi, la legalizzi, la dichiari necessaria e dovuta e infetti il mondo.
Pochi paesi possono essere garantiti immuni da una futura marea di violenza, generata da intolleranza, da libidine di potere, da ragioni economiche, da fanatismo religioso o politico, da attriti razziali. Occorre quindi affinare i nostri sensi, diffidare dai profeti, dagli incantatori, da quelli che dicono e scrivono «belle parole» non sostenute da buone ragioni.

Continua a leggere

Il “mio” Festivaletteratura Mantova 2011 – parte seconda: la primavera araba

| Il tema che più ho rincorso in questo festivaletteratura Mantova 2011 è stato senz’altro “La Primavera araba” a partire dal’evento “Lezioni dal secondo risveglio arabo”, condotto dalla giornalista Paola Caridi, che da molti anni vive e lavora in Egitto.

Gli intervistati erano Gad Lerner  e Tahar Lamri, un intellettuale algerino che ha vissuto in Libia e che ora  vive in Italia da molti anni.  Importante il suo doppio sguardo su Italia e Maghreb.
Continua a leggere

Bella Italia

E’ vero che in questo blog si parla soprattutto di libri, ma qualche volta è bello, anzi utile sconfinare.

Sono appena rientrata da un viaggio, in cui per 25 giorni ho girovagato in camper  alla scoperta o alla rivisitazione di molti luoghi del Piemonte. Non avrei messo in conto Torino, che già conosco, se per un felice e occasionale incontro alla Reggia di Agliè e alla casa di Gozzano,non mi fosse stato caldamente suggerito di non perdere la mostra allestita per i 150 anni dell’Unità d’Italia a Venaria Reale: Bella italia. La mostra rimarrà fino all’11 settembre.

Continua a leggere

Timothy Snyder, Bloodlands: l’Europa orientale nella morsa sanguinaria di Hitler e Stalin

Hitler and Stalin (da The Economist)
E’ stato appena pubblicato ma è già al centro di un dibattito pubblico il nuovo libro di Timothy Snyder, Bloodlands: Europe Between Hitler and Stalin (Basic Books).

Il tema del libro sono i massacri nell’Europa orientale: Polonia, Ucraina e Bielorussia, Russia occidentale e nei Paesi Baltici fra il 1930 e il 1945. Autori dei massacri: nazisti (tedeschi e locali) e sovietici.
Altre volte ho citato Snyder sul blog, in particolare quando uscì un suo articolo sulla New York Review of Books proprio dedicato al tema di Bloodlands (l’articolo è una sintesi di tutti gli argomenti di Bloodlands, sui quali ora non torno).

Il libro è lungo e complesso (sono oltre 500 pagine di un volumone rilegato) e, come dice Snyder in un articolo introduttivo scritto per il Guardian, l’autore cerca di spiegare e raccontare cosa abbia significato per i popoli e i territori fra Berlino e Mosca essere sotto il potere nazista e quello sovietico.

In questa area geografica, nei 12 anni nei quali erano al potere contemporaneamente sia Hitler che Stalin, vennero uccise 14 milioni di persone – nel numero non sono comprese le persone uccise in combattimenti – di questi 14, cinque milioni erano ebrei.
Di questi 14 milioni di morti nelle bloodlands, fra il 1933 e il 1945, un terzo fu responsabilità sovietica e due terzi di responsabilità nazista. Continua a leggere

In Viaggio (anche con libri) nella Somme e nelle Fiandre, nella memoria della Grande Guerra

Soldati canadesi sul fronte occidentale
Soldati canadesi sul fronte occidentale

Ieri sera un amico mi ha guardato un poco stupito mentre gli dicevo che la prossima settimana, girando per le strade di Francia, voglio fermarmi per uno o due giorni nella valle della Somme e magari poco più a Nord, al confine (di qua e di là)  con il Belgio: nelle zone cruciali, insomma, del ‘fronte occidentale’ durante la Grande Guerra.

SOLO UN PAIO DI GIORNI, l’ho rassicurato. Certo lo stupore è da capire. Se non hai in testa tutta l’elaborazione della ‘memoria’ di quella guerra, fatta da romanzi, libri di storia, fotografie, monumenti, cimiteri, guide; se non ti porti questo strato di parole e idee e emozioni, quella è solo ‘campagna e villaggi’.

Oltre a quello che ho letto in passato (per esempio l’irrinunciabile Paul Fussel, La Grande Guerra e la memoria moderna, il Mulino; Terra di nessuno di Eric J. Leed o l’altrettanto irrinunciabile Eric Maria Remarque) in questo pellegrinaggio nell’idea di memoria legata al 1914-1918 mi faccio accompagnare da un libro scritto proprio su questo tema da Geoff Dyer, The Missing of the Somme (Phoenix). Continua a leggere

Kamp, lo sterminio rappresentato con i burattini

Kamp, Hotel Modern
Una scena di Kamp

Kamp è un lavoro complesso, in parte installazione artistica in parte rappresentazione teatrale, realizzato con pupazzi in plastilina e scenari di legno da un gruppo olandese, Hotel Modern.

Date un’occhiata al video

La scena è un campo di annientamento nazista riprodotto in uno spazio grande quanto una stanza, con tutte le attività di lavoro forzato e di morte che in esso avvenivano. Continua a leggere

Mark Thompson, La guerra bianca e i ricordi del nonno

Mio nonno Peppino (classe 1898) mi portò, quando ero ragazzino, due o tre volte sulla Bainsizza, a Redipuglia e sul Carso, e poi a Vittorio Veneto. Il ricordo della Grande Guerra per lui era ancora vivo e forte e presente, quasi sessanta anni dopo l’armistizio del 4 novembre del 1918.

Sarà forse per questi ricordi passatimi dal nonno che la Grande Guerra è una mia fissazione, che ritorna spesso nelle letture.
In queste settimane mi accompagna un saggio del 2008 dello storico inglese Mark Thompson, La guerra bianca, Vita e morte sul fronte italiano, 1915-1918 (Il Saggiatore).
Credo che fra i numerosi pregi di questo libro bellissimo, il più incisivo sia la sua capacità di farmi ripensare a mio nonno nel modo più affettuoso e allo stesso tempo comprensivo e razionale, regalandomi forse più di tutte le mie precedenti letture sulla prima guerra mondiale la sensazione di poter avvicinare sia l’esperienza umana dei soldati sia il quadro generale del conflitto. Continua a leggere

Altai, Wu Ming

Leone di San Marco. Foto di pietro46

Mi aspettavo di più dall’ultimo romanzo di Wu Ming, “Altai”, ed. Einaudi Stile Libero; lo aspettavo, dieci anni dopo lo straordinario “Q“.

Non ho ritrovato quella energia, quella visione, quella  scrittura forte, secca, tagliente, che aveva caratterizzato Q.  Un romanzo un po’ di maniera, in cui traspare, forse troppo, il mestiere dello scrivere.

E’ comunque un romanzo di ottima lettura, ben scritto, una vicenda interessante, tanti personaggi e motivi, anche di attualità.

Alcuni temi e vicende, in particolare, mi hanno colpito e interessato. Continua a leggere

Patrick Desbois, “Fucilateli tutti!”

Patrick Desbois “Fucilateli tutti ! La prima fase della Shoah raccontata dai testimoni”, Marsilio, pp 290, 2007/2009

Padre Patrick Debois è un sacerdote cattolico che presiede l’associazione, nata nel 2004, Yahad-in unum, L’uno e l’altro insieme: con il nome, parte in ebraico e parte in latino, si vuole sottolineare la volontà di cooperazione tra cattolici ed ebrei.
Oggi, grazie a questo sacerdote francese, esiste un archivio con filmati, foto, testimonianze che mostrano l‘altra faccia della Shoah: tutti conoscono la storia degli ebrei sterminati nei lager, pochi invece la storia dei tanti ebrei uccisi prima in Urss.

Continua…