Addio a Tzvetan Todorov, 1939-2017

Ci ha spiegato come i migliori spiriti del XX secolo siano restati umani davanti al totalitarismo

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Tzvetan Todorov, 1939-2017, Wikimedia Commons


Tzvetan Todorov se n’è andato a 77 anni.
Il filosofo, storico della cultura, analista politico e critico letterario, nato nel 1939 a Sofia, in Bulgaria, è morto martedì 7 febbraio 2017, pochi giorni dopo aver finito il suo ultimo libro, Le Triomphe de l’artiste. Continua a leggere Addio a Tzvetan Todorov, 1939-2017

Thomas Mann, La montagna incantata (II) al Gdl di Cologno Monzese

Mercoledì 8 febbraio (alle 9 di sera), alla biblioteca di Cologno Monzese si incontra il gruppo di lettura “Grandi libri”. L’incontro è dedicato alla seconda parte della Montagna incantata”di Thomas Mann.

On A Shaker Theme #2, Charles Sheeler data sconosciuta
On A Shaker Theme #2, Charles Sheeler data sconosciuta, Wikiart

È ormai abitudine di questo gruppo di lettura – che ha dunque scelto di specializzarsi in opere ingombranti, classici, sui quali è stato detto e scritto molto, forse già tutto il necessario – abitudine, dicevo, di districarsi per ricavare pensieri e anche un po’ di emotiva analisi capaci di formulare la domanda: Che cosa ha ancora da dirmi questo libro? Continua a leggere Thomas Mann, La montagna incantata (II) al Gdl di Cologno Monzese

Populisti? Rabbia, invidia e rancore

Secondo i gruppi sociali bianchi e identitari “lasciati indietro”, gli “sconfitti della globalizzazione”, Trump e i suoi imitatori hanno  il merito di urlare quanto siano esecrabili “le élite culturali e politiche”, (come le chiamano) che nell’ultimo decennio, a loro sembra, hanno descritto l’America e l’Europa ignorando, o peggio, trattando con sufficienza, sarcasmo e condiscendenza quei gruppi; li hanno, a loro dire, canzonati, quando non esplicitamente disprezzati.

Charles Sheeler, American Landscape, 1930
Charles Sheeler, American Landscape, 1930

La ribellione genericamente etichettata “populismo”  è evidentemente un fenomeno sociale e politico complesso e per questo viene interpretato a più livelli e con più di una categoria di analisi.

I fatti “duri” delle condizioni economiche e delle relazioni sociali difficili – per esempio le conseguenze minacciose della globalizzazione o l’immigrazione – sono circondati da fatti altrettanto importanti, collocabili nella sfera psicologica e della comunicazione. Continua a leggere Populisti? Rabbia, invidia e rancore

People are intensely loyal to groups which abuse newcomers. Why?

Lajos Tihanyi, Autoritratto con berretto (1910)
Lajos Tihanyi, Autoritratto con berretto (1910)

di Christopher Kavanagh (Aeon)

In the autumn of 1900, Oscar Booz, a 17-year-old student at West Point military academy, was hazed by fellow cadets. Tabasco sauce was forced down his throat on three different occasions, and he was coerced into boxing a much larger student who savagely beat him. After the fight, he became ill, moved home and died.

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Perché dobbiamo essere ottimisti

I principali  indicatori di benessere evidenziano il gigantesco progresso negli ultimi due secoli ma anche negli ultimi 50 anni. Il pessimismo è politicamente regressivo e pericoloso: due libri per convincervi

Time transfixed, Rene Magritte · 1938
Time transfixed, Rene Magritte · 1938 (particolare)

Ovviamente non voglio semplicemente consolarmi. Vorrei credere che davvero il mondo a fine 2016 e inizio 2017 sia un posto migliore. Migliore di cosa? O meglio, migliore del mondo di quando?

In sostanza dobbiamo guardare attentamente e in prospettiva.

Come dobbiamo confrontare l’oggi per poter dire che davvero le cose vanno meglio?

La risposta è che basta avere una prospettiva di qualche decennio e tenere conto dei dati e non di impressioni superficiali (sbagliate) fondate soprattutto sugli eventi “a portata di mano”, semplicemente perché più facili da ricordare (cfr. anche Daniel Kahneman, Pensieri lenti e veloci, Mondadori).

Con questa prospettiva adeguata difficile non pensare al mondo di oggi come a un posto migliore.  Continua a leggere Perché dobbiamo essere ottimisti

I libri più belli del 2016 secondo il New York Times

Number 23 John McLaughlin · 1960
Number 23 John McLaughlin · 1960

Non delude mai la lista dei libri migliori del New York Times. Quest’anno però mi sembra particolarmente stimolante, perché, tra l’altro, propone su una grande ribalta un libro delizioso in arrivo da una cultura e una lingua un poco ai margini.

Si tratta di

-Guerra e trementina, scritto da Stefan Hertmans, un autore fiammingo, che l’editore italiano Marsilio ha avuto il merito di portare da noi già nel 2015.
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How our contradictions make us human and inspire creativity

Alcune riflessioni sul significato e l’importanza delle contraddizioni, sulle quali esprimiamo spesso opinioni, appunto, incoerenti

di David Berliner (Aeon)

Have you ever wondered how many contradictory thoughts you have in a day? How many times your thoughts contradict your actions? How often your feelings oppose your principles and beliefs? Most of the time, we don’t see our own contradictions – it’s often easier to observe such inconsistencies in others. But you are as full of contradictions as I am. We humans are structurally made of contradictions, living peacefully, sometimes painfully, with our oxymoronic selves. Walt Whitman got it right when he wrote in ‘Song of Myself’ (1855): Continua a leggere How our contradictions make us human and inspire creativity