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Quattro nuove iniziative della biblioteca di Cologno

Sotto il titolo di “La biblioteca ti legge il futuro” dal 15 febbraio la biblioteca di Cologno presenta quattro nuovi “servizi”. Il primo è Bibliopick, e recepisce quanto a suo tempo ha suggerito luiginter su questo blog. Attraverso l’opac della biblioteca, scrivendo una mail o telefonando, potrete prenotare un libro e poi ritirarlo dalle 19.00 alle 22.30 presso l’Enoteca Sormani, situata proprio di fronte all’ingresso della Biblioteca. E, mi raccomando, consumate anche un caffè o un aperitivo, perché gli amici dell’Enoteca ci danno una mano importante in questa iniziativa.
Poi c’è Books eBooks. La biblioteca vi presta il libro elettronico, l’ebook di cui tutti parlano e chissà quanti vorrebbero provare a tenere in mano e sfogliare. Quando l’avrete fatto vi chiederemo di partecipare a un focus group sull’esperienza di lettura: quanto diversa da quella di un libro di carta? Ne parleremo anche su questo blog.
Terza iniziativa: Sulle ali della biblioteca. L’area della biblioteca è ora coperta da una rete wireless attraverso cui sarà possibile, con il vostro portatile, palmare o cellulare, connettervi gratuitamente a Internet. Un altro passo verso la cittadinanza digitale, proprio mentre il welfare, soprattutto culturale, viene messo all’indice come un lusso da cancellare in tempi di crisi.
Infine Avviso ai naviganti: un corso “per fare della rete un libro aperto”. Dodici incontri, tutti i martedì dal 3 marzo all’8 giugno, con esperti, docenti, comunicatori, per usare al meglio il web e per difenderci da manipolazioni e semplificazioni. Non più solo un’alfabetizzazione, ma un’educazione digitale. Dopo i gruppi di lettura (GdL), la biblioteca cercherà di dar vita a dei “gruppi di navigazione” (GdN).
Passate parola!

Google Book Search: quale futuro per i libri?

Google Book Search
Google Book Search

Ieri mia figlia mi chiesto cosa fosse esattamente Google Book Search (c’è anche in italiano) e perché fosse considerata così importante la questione della digitalizzazione dei libri.

Aveva visto su qualche sito la pubblicità  – pagata da Google – che invita gli autori e i titolari di diritti d’autore ad accordarsi con Google nel quadro della conciliazione raggiunta in ottobre, dopo l’azione legale intentata da autori ed editori per violazione della normativa sul copyright.

Era successo infatti che molti autori e i relativi editori si fossero spaventati e preoccupati che l’attività di digitalizzazione dei libri violasse i loro diritti, permettendo la lettura, la copia e la manipolazione gratuita di opere coperte, appunto, da copyright.

Per capire la faccenda di Google Book Search, per fortuna, sulla New York Review of Books sono usciti in questi mesi due articoli-saggio dello storico Robert Darnton, uno già tradotto anche dalla Rivista dei libri (il secondo credo arriverà presto). Continua…

Con la crisi economica si frequentano di più le biblioteche? (a Seattle è così)

Seattle_Public_Library, originally uploaded by Odessea.

Seattle oltre che una delle città più amichevoli degli Stati Uniti è anche una di quelle dove si legge di più (forse non è un caso ;)

Pare che però i bibliotecari siano comunque sorpresi dalla crescita dei prestiti nel 2008 rispetto al 2007. I due sistemi bibliotecari dell’area cittadina King County Library System (KCLS) e Seattle Public Library (SPL) hanno registrato incrementi rispettivamente del 6,55% e addirittura del 21%

(Nel conto ci stanno anche i cd, i dvd, gli audiolibri e gli e-book). Per avere un’idea, il totale dei prestiti delle due istituzioni è attorno ai 30,5 milioni.
La cosa interessante è che i blibliotecari attribuiscano la crescita delle attività alla crisi economica

Il partito dei lettori

colette, originally uploaded by laperegina.

 

Nel mio girovagare di lettore ambulante incontro tanti lettori, alcuni un po’ fanatici, altri più tranquilli, tantissimi potenziali timidi lettori e per la maggior parte persone simpatiche che amano leggere.
Lungi da me assolutamente il pensiero che leggere renda migliori come sostengono alcuni autorevoli pensatori, certo la lettura fornisce delle belle occasioni di scambio e condivisione. E se fondassimo un partito dei lettori?
Vi abbozzo un’ipotesi di programma:

  • Istituire finalmente anche in Italia la legge sul libro che così bene funziona in Francia (qui è spiegato bene ).
  • Dopo aver salvaguardato con il primo punto le librerie indipendenti e i veri librai, passiamo alle biblioteche, che devono avere sempre fondi sufficienti per la fornitura di libri, il personale, spazi adeguati. Qui potremmo guardare alla Spagna dove le biblioteche toccano anche il 60% di utenti sull’intera popolazione e hanno diverse figure professionali tra cui il bibliotecario lettore. In Italia quale bibliotecario riesce a leggere nel suo orario di lavoro? Se ne trovate uno lo mettiamo sotto protezione del WWF!
  • Passiamo adesso alla comunicazione rivolta a noi lettori. Con tutto quello che viene pubblicato in Italia (ma questo è un capitolo a parte) non è difficile prendere delle fregature ed è comunque improbo orientarsi. Ammesso e non concesso che gli editori devono vendere il loro prodotto e quindi non possono forse essere obiettivi, dove sono finiti i recensori onesti, cioè che leggono? Le rubriche con segnalazioni fedeli e fidate? Se non ci fosse internet dove incontrarsi e scambiarsi consigli e sconsigli di lettura, noi poveri lettori saremmo davvero abbandonati nella foresta amazzonica dell’enorme offerta libraria senza nessuna bussola.
  • Adesso sì che tiriamo in ballo gli editori: il prezzo dei libri? Possono fare qualcosa? Fondiamo dei gruppi di acquisto? Credo che molti lettori già lo facciamo: tu prendi questo che poi lo passi a me che compro il Pennac che dopo averlo letto lo passo a Marisa che intanto ha investito su Follett e lo baratta anche con l’ultimo dell’Allende e…
  • Adesso pensiamo ai nostri amici non lettori, grandi e piccoli. Tutti sono potenziali lettori, su questo punto non mi schiodo. Bisogna però fare l’incontro giusto nel momento giusto. Un po’ come innamorarsi. Noi l’abbiamo fatto, magari ne parliamo in un altro post. Altri non ancora. Lasciamo stare la scuola, che a volte scoraggia, lo sport, gli impegni, il tempo che manca, etc… L’importante è prima o poi comprendere cosa significa perdersi in un libro e vederti aperti davanti mondi inimmaginabili. E pensare che quel libro l’hanno scritto proprio per te. Poi hai altro da fare? Preferisci le bocce o il luna park? Non importa, sai quel che vuol dire la passione di leggere, fai le tue scelte e comunque è una risorsa che hai per sempre. Come imparare ad andare in bicicletta. Ma bisogna anche creare delle occasioni per far scoccare la scintilla! Biblioteche invitanti, anche quelle scolastiche; visite in librerie fornite e con personale appassionato, programmi radiofonici e televisivi accattivanti, fatti da lettori. Insomma tutte quelle iniziative che rendano la lettura la cosa più naturale del mondo. L’attività con il miglior rapporto divertimento-prezzo. Costo zero (biblioteca) e profitto spesso incommensurabile. Come attività simili concorrenziali vedo solo il sesso, ma sono bene accette naturalmente altre proposte.

Legge sul libro, librerie, biblioteche, prezzi, comunicazione e promozione della lettura. Che altro? Non vorrete mica che faccia tutto io in questo partito! Adesso tocca a voi. Purtroppo per aprile non ce la facciamo a presentare la lista. In realtà non avevo nessuna intenzione politica. Potremmo però formare una sorta di formazione trasversale, che dite?
Per far sentire un po’ la nostra voce. La lettura è estremamente contagiosa, state attenti! E i lettori, per quanto buoni e tolleranti, al limite della coglionaggine, potrebbero stufarsi. Allora sì che ne vedremmo delle belle! Letture, naturalmente.

Libri senza pace

Libri senza paceBiblioteche in fiamme da Madrid (1939) a Bagdad (2003)

Un incontro internazionale a Milano il 7 marzo

Approfittando della presenza a Milano (per il convegno I diritti della biblioteca) di uno storico della distruzione dei libri come il venezuelano Fernando Báez, che è stato tra l’altro ispettore Unesco a Bagdad e testimone quasi oculare del saccheggio della biblioteca nazionale irachena nel 2003, la biblioteca di Cologno, insieme a Biblioteche oggi e alla Provincia di Milano, ha organizzato una serata sul tema del rapporto tra le biblioteche e la guerra. A discutere con Báez ci saranno Blanca Calvo, che ha curato la mostra Biblioteca en guerra sul lavoro dei bibliotecari spagnoli durante la guerra civile del 1936-1939, e Marco Capolupo, che è responsabile del progetto La casa dei libri di Bagdad per Un ponte per… Modererà il dibattito Massimo Belotti, della rivista “Biblioteche oggi”.

Ci domanderemo perché, da che guerra è guerra, i cannoni dei generali sono puntati sulle sale di lettura. E un sospetto (preventivo) è già affiorato. Non sarà forse che quelle inermi collezioni di libri, con il loro invito a vedere le cose da più lati, con il loro silenzioso appello alla coscienza e alla responsabilità di ognuno, sono un formidabile ostacolo per le principali “operazioni belliche”, ossia la disumanizzazione del nemico, la diffusione di false notizie, la sistematica persecuzione del dubbio, la trasformazione dei crimini di guerra in “effetti collaterali”?

Per tutta la notte del 25 agosto 1992 una specie di neve nera cadde sulla città di Sarajevo. Era la cenere dei libri della Biblioteca nazionale universitaria, sottoposta a un fitto e mirato bombardamento e trasformata in un immenso rogo. Quella biblioteca, con le sue collezioni meticce, ricordava le diverse culture che si erano incontrate e fuse nella storia e nella vita della capitale bosniaca. Rappresentava un nemico giurato della pulizia etnica. Andava abbattuta.

Chi è a Milano ed è interessato al tema può venire Venerdì 7 marzo, alle ore 21, alla Sala Spazio Guicciardini, in Via M. Melloni 3. Il programma dettagliato dell’iniziativa lo potete leggere qui.