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Steve Jobs, Walter Isaacson

I heart my Mac - foto: giuliaduepuntozero, flickr
I heart my Mac - foto: giuliaduepuntozero, flickr

Ho dovuto pensare un po’ prima di scrivere la recensione di Steve Jobs, di Walter Isaacson, ed. Mondadori. Non leggo abitualmente molte biografie, quindi non ho metri di paragone. Di contro, provo una profonda ammirazione, stima e rispetto per Jobs, che può portarmi a una distorsione nel giudizio. Così in questa recensione voglio riportare un po’ di frasi che mi hanno colpita.

Fatto sta, che ho divorato il libro, e la mia ammirazione per il personaggio è cresciuta ancora di più. Sarei comunque portata a dire che è un libro che va letto, Appla-maniaci come me o no. Steve Jobs è stato un personaggio controverso, ma non si può negare la sua genialità, e qualcosa da imparare nella sua vita c’è per tutti. E le risate che mi ha strappato dalle pagine di questo libro…
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Open, Andre Agassi

Non ho ancora letto Open, biografia di Andre Agassi, pubblicato da Einaudi Stile Libero. E’ stato il primo libro consigliato da Baricco nella sua rubrica domenicale su Repubblica, Una certa idea di mondo. In generale, ho letto solo buone recensioni, quindi, anche se non ho mai avuto un particolare amore per lui (neppure odio… solo indifferenza, ma anche per il tennis in generale), mi sa che prima o poi finirò per leggerlo.

Nel frattempo, su questo blog lagazzettadicyrano una bella recensione.

*giuliaduepuntozero

Mario Vargas Llosa, Il paradiso è altrove

Flora Tristan
Flora Tristan
Il sottotitolo di Il paradiso è altrove di Mario Vargas Llosa (Einaudi)  recita “La storia incrociata di Flora Tristan e di Paul Gauguin.

Tutti noi conosciamo le splendide immagini tahitiane dei quadri di Gauguin, ma, accetto scommesse, che siano pochissimi a sapere chi è Flora Tristan: questo libro, direi non molto noto tra i trenta pubblicati dal premio Nobel 2010, è, dunque, una piacevole scoperta.
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Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese, Stefania Nardini

Notre Dame de la Garde - Marseille - foto: Howard, flickr
Notre Dame de la Garde - Marseille - foto: Howard, flickr

Guardando la città da questa collina viene da pensare che è impossibile raccontare Jean-Claude Izzo senza parlare di Marsiglia. Una città consacrata dal mito. Nata, narra la leggenda, dall’incontro di un marinaio della Focide con la principessa ligure Gipsy. Un’invenzione partorita da quell’incontro.
Essere un marsigliese, come lo era Izzo, significa stare dentro una comunità meticcia, in cui convivono sessanta etnie.

Izzo, ormai dovreste saperlo, si contente con Joyce Carol Oates lo scettro di mio scrittore preferito. JCO grazie alla sua prolificità continua a regalarmi romanzi, mentre Izzo è stata portato via da un tumore il 26 gennaio 2000, lasciando un grandissimo vuoto.

Almeno in me. Che quando _su segnalazione di mio papà, grazie_ ho saputo dell’uscita di *Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese*, di Stefania Nardini, ed. Perdisa, mi sono precipitata ad acquistarlo.

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Anna, una regina in cerca della verità

Il 7 marzo 1908 nasceva Anna Magnani. Per il centenario, il figlio Luca insieme a Matilde Hochkofler sta preparando una biografia, Anna sconosciuta, che arriverà in libreria entro la fine dell’anno.  Qui sotto ne trovate uno stralcio, pubblicato oggi su Repubblica:

Non ho avuto in quello che ho fatto in vita mia che due ambizioni: essere pulita moralmente, e dire sempre la verità. Ma la verità è stata un lusso, procurandomi non poche noie e la fama di donna dal carattere impossibile. (…) Sono sempre stata vera, non ho mai fatto il minimo sforzo per sembrare un’altra. Le bestie vivono secondo natura e non sbagliano quasi mai. Ho trasportato questa teoria nel campo degli uomini. Anche questa è la verità, non ho mai avuto ambizioni di nessun genere, non sono mai stata invidiosa  né del successo né delle ricchezze altrui. Ho sempre camminato nella vita per sentire in me la gioia di una continua metamorfosi, di un continuo studio di quello che era il mio lavoro e, oserei dire, di un continuo perfezionamento della donna che era in me.  (…)

La vita val la pena di essere vissuta in qualunque maniera, felici o no. Non si può riuscire in tutto. Ho cercato di far amare la verità al pubblico col mio lavoro, ma mi è stato più difficile farla amare come donna, anzi devo dire che in questo ho avuto un vero insuccesso. È nella vita che bisogna saper recitare, me ne sono accorta tardi, altrimenti gli altri ti guardano come si guarda una pazza, ma io non ho mai saputo recitare, ho sempre vissuto anche quando lavoravo.