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Spaghetti aglio, olio, peperoncino e prosciutto, Haruki Murakami

2509 Agghiu e uogghiu still-life - foto: godzillante|photochopper, flickr
2509 Agghiu e uogghiu still-life - foto: godzillante|photochopper, flickr

Continuano le ricette letterarie. Oggi ve ne presento una tratta da *Dance dance dance* _ed. Einaudi_ di Haruki Murakami, un autore molto amato su questo blog.

Dopo aver finito di mangiucchiare il sedano, cominciai a pensare a cosa prepararmi per cena. Decisi per gli spaghetti. Si tagliano due spicchi di aglio a pezzetti e si scaldano in padella con un po’ d’olio d’oliva. La padella va inclinata in modo da raccogliere l’olio in un punto e lì si fa rosolare l’aglio a fuoco lento. Si aggiunge un peperoncino intero e lo si lascia soffriggere insieme all’aglio. A questo punto aglio e peperoncino vanno tolti, per evitare che diano al sugo un sapore amaro. E’ importante calcolare bene il momento. Poi si aggiunge del prosciutto cotto, tagliato a pezzetti, e lo si lascia rosolare. Infine si mescola rapidamente e si aggiunge del prezzemolo tritato. Ah, mi farò anche un’insalata di mozzarella fresca e pomodori. Niente male.

Tratto da *Dance dance dance* di Murakami Haruki, ed. Einaudi, pag. 163

Maxence Fermine, Neve

Un libricino magico, pubblicato nel 1999, ma scoperto oggi da me per caso: regalato ieri a mia figlia e letto per prima da me: Neve di Maxence Fermine, uno scrittore francese, che, poco più che trentenne, scrisse questo breve romanzo, primo di una trilogia. La trilogia dei colori comprende: Neve, Il violino, L’apicultore ed è pubblicata in Italia da Bompiani.

Il breve romanzo di sole 107 pagine sulla copertina bianca riporta un ideogramma giapponese ed è il primo segnale che ti trasporta in un Giappone un po’ fiabesco. E l’atmosfera del libro è proprio quella della fiaba: una fiaba di amore e morte, di vita e poesia. Continua a leggere

Le quattro casalinghe di Tokyo, Natsuo Kirino

PMetro Woman - foto: Extra Medium, flickr
Metro Woman - foto: Extra Medium, flickr

Il titolo, *Le quattro casalinghe di Tokyo* del libro della scrittrice Natsuo Kirino, pubblicato da Neri Pozza, fa pensare a Desperate Housewives, e l’atmosfera un po’ è quella, ma senza le risate del telefilm americano.

Quattro donne, che casalinghe a dire il vero non lo sono, visto che lavorano duramente in una fabbrica di confezionamento di piatti pronti, nel turno di notte. Una Tokyo in gran parte del libro notturna, quindi, e molto calda e afosa. Quattro amiche, o meglio complici, non per amicizia, ma per denaro, per voglia di avventura, per amore del rischio, l’amicizia non è un sentimento che emerge dalle pagine del libro.

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After Dark, Haruki Murakami

After Dark, Murakami Haruki
After Dark, Murakami Haruki

Ogni tanto leggo libri giapponesi, in questo periodo per strani motivi abbastanza spesso _vedi Banana Yoshimoto_. Ora ho finito *After dark*, ed. Einaudi, di Murakami Haruki o Haruki Murakami che dir si voglia (per la cronaca, Murakami è il cognome e Haruki è il nome, in giapponese si mette prima il cognome, così da un po’ di tempo anche le nuove edizioni dell’Einaudi hanno il nome dell’autore scritto in questo ordine), scrittore veramente cult, soprattutto grazie a *Tokyo Blues*, originalmente edito da Feltrinelli e ora ripubblicato da Einaudi, come tutti i suoi libri, che in questo caso, per inciso, oltre al cognome ha invertito anche il titolo (*Norwegian Blues. Tokyo Blues*).

I libri di Murakami _abbastanza numerosi per altro_ si dividono in due tipi: quelli totalmente campati in aria, nel senso buono del termine ovviamente, onirici, surreali, irreali; e quelli più ancorati a terra, senza mai esagerare comunque.

Farei rientrare questo *After dark* nella seconda categoria, ovviamente senza esagerare troppo  _facciamo un 70% di realismo e un 30% di surrealismo.

Tokyo, mezzanotte, in un quartiere che si anima con il calare della notte e il termine delle corse della metropolitana: locali notturni, supermercati aperti 24 ore su 24, musicisti, impiegati del turno di notte (???), alberghi a ore. Mari, una giovane studentessa di cinese; Takahashi, musicista _suona il trombone in una jazz band; Kaoru, manager del love hotel Alphaville; una diciannovenne cinese, prostituta, picchiata da un cliente e lasciata senza nulla; Shirakawa, impiegato in un ufficio della zona; e infine Eri, una giovane, bellissima ragazza, che ha deciso di dormire, da 2 mesi (in altre parole, dorme da due mesi senza svegliarsi, se no ogni tanto per i bisogno elementari).

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Presagio triste e Il coperchio del mare, Banana Yoshimoto

Mt. Fuji. - foto: skyseeker, flickr
Mt. Fuji. - foto: skyseeker, flickr

Era da tanti anni che non leggevo un libro di Banana Yoshimoto, veramente da secoli. Il Giappone è Paese che mi attira parecchio, ma negli ultimi tempi mi sono limitata a qualche libro di Haruki Murakami, a quelli di Amelie Nothomb ambientati in Giappone, a qualche film.

Invece qualche tempo fa, in una delle mie spedizioni al Libraccio, mi è caduto l’occhio sulla parte di scaffale riservata alla scrittrice giapponese _parecchio rifornita come numero di titoli, fra l’altro_ e sono tornata a casa con *Presagio triste* e *Il coperchio del mare*, entrambi editi da Feltrinelli, come tutti i suoi titoli.

Cavolo, mi mancava proprio.

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Né di Eva né di Adamo, Amélie Nothomb

Una storia di amore, questa dell’ultimo libro di Amélie Nothomb, *Né di Eva né di Adamo*, ed. Voland.
La storia d’amore per Rinri, ragazzo di Tokyo, un po’ originale un po’ sognatore (uno *scopanuvole*, l’avrebbe definito la mia nonna), a cui Amélie insegna il francese.
Storia vera, Amélie ha 20 anni e torna nell’amato paese in cui è nata e ha vissuto da piccola.
Nasce l’amore fra lei e Rinri, fatto di grandi pranzi, giri per Tokyo e sulle montagne giapponesi, discussioni e confronti.
Ma soprattutto è la storia di amore della Nothomb per il Giappone.
Più leggero e spensierato di tanti altri libri della scrittrice belga, strappa parecchie risate, tanta voglia di visitare il Giappone e di innamorarsi un po’.

*giuliaduepuntozero