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I libri più belli del 2011 secondo gli scrittori interpellati dal Guardian

Anche per il 2011, il Guardian ha chiesto ad alcuni scrittori di scegliere i libri migliori dell’anno. Ormai è quasi un gioco per questo blog, segnalare le liste. Questa degli scrittori è fra quelle che apprezzo di più. Ve ne offro una sintesi, con alcune scelte di qualcuno degli scrittori interpellati:

Daniel WoodrellThe Outlaw Album (Sceptre): una serie di racconti di uno dei più bravi romanzieri Usa. Di Woodrell ci ha parlato recentemente anche giuliaduepuntozero.

John Jeremiah Sullivan, Pulphead (FSG, USA): una serie di saggi autobiografici, su star del rock, su altre argomenti, scritti in origine per alcune grandi riviste. Qualcuno lo ha paragonato agli scritti saggistici di david Foster Wallace.

Ben Lerner, Leaving the Atocha Station (Coffee House Press):  la storia di un giovane poeta americano,  instabile mentalmente, dipendente da sostanze stupefacenti e altro che spreca il suo tempo a Madrid.

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I 100 libri di saggistica più belli, secondo il Guardian

Anche se le liste dei “libri più belli di…” risultano indigeste ad alcuni lettori, a me divertono e quando sono compilate in modo originale e collettivo, da più autori e da più punti di vista, sono molto stimolanti.

Quella che voglio proporre oggi è del Guardian. Riguarda i 100 migliori libri di saggistica (The 100 greatest non-fiction books) scelti dallo staff del giornale/sito web del quotidiano inglese.

Sarà che mi piace molto, complessivamente, il sito del Guardian, e quindi sarò forse un po’ prevenuto. Però la lista è davvero interessante, stimolante e per molti versi sorprendente.
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I libri più belli del 2010 secondo gli scrittori del Guardian

Si avvicina la fine dell’anno e cominciano ad arrivare le liste dei migliori libri del 2010. [Ovviamente la nostra lista - in realtà è molto di più di una lista - è il nostro principale orgoglio].

Cominciamo con quelle che il Guardian ha chiesto agli scrittori che collaborano con la testata. Eccole in sintesi. Ho inserito solo le scelte di alcuni scrittori. L’elenco completo nell’articolo del Guardian.

– Chimamanda Ngozi Adichie
Jackie Kay, Red Dust Road (Picador)
Isabel Wilkerson, The Warmth of Other Suns (Random House)
Chang-rae Lee, The Surrendered (Little, Brown)
David Remnick, The Bridge (Picador) [E' la biografia di Obama] Continua a leggere

I mille romanzi che tutti dovrebbero leggere

Il Guardian ha selezionato i mille romanzi che tutti dovrebbero leggere.
Son divisi per categorie: per esempio i gialli e noir, nell’elegante e laica categoria “crime“; oppure i libri “comici” rubricati in “comedy” (ma: comedy is not humor…), o ancora la rassicurante “Family & Self” per libri come Papà Goriot, I Fratelli Karamazov ma anche Middlesex di Jeffrey Eugenides. E naturalmente i romanzi d’amore: Love.

Le liste sono in ordine alfabetico per autore: quindi, prima di scandalizzarvi per chi c’è e chi non c’è, dovete avere la pazienza di scorrere, per ogni tipo di romanzo, le tre parti in cui è suddiviso l’elenco. La lista dei romanzi di crime, per esempio, incomincia con L’uomo dal braccio d’oro di Nelson Algren, autore sublime, in effetti, ma non credo che lo avrei mai inserito fra i giallli o noir.

Interessanti anche alcune digressioni: come i migliori detectivi atipici (The best unusual detectives), i migliori romanzi che usino il flusso di coscienza (The best stream-of-consciousness novels). C’è anche una interessante incursione nella graphic novel.

1000 novels everyone must read, Guardian.co.uk

Chi prova a contare quanti ne ha già letti?

Aggiornamento: al Guardian continuano ad aggiungere pezzi al mosaico che compone i “mille romanzi che tutti dovrebbero leggere. Oggi, per esempio, hanno aggiunto la categoria State of the nation: piena di libri interessanti, per tutti, mi pare: Dickens, Rushdie, Franzen, Zadie Smith. George Orwell ecc. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivarne altri.

Ecco. Ora hanno completato la serie con Science fiction & fantasy, e War and travel.

Il posto dei libri

Un paio di settimane fa mi sono imbattuta in un articolo di Internazionale. Era tratto dal Guardian e si parlava di librerie. Appena una pagina, con la classifica delle dieci librerie più belle del mondo: Boekhandel Selexyz Dominicanen (Maastricht); El Ateneo (Buenos Aires); Libraria Lello (Porto); Secret Headquarters (Los Angeles); Borders (Glasgow); Scarthin Books (Peak District, Derbyshire); Posada (Bruxelles); El Lugar de la Mancha (Messico); Keibunsha (Kyoto) e Hatchards (Londra).
Purtroppo non ho mai messo piede in nessuna di queste, quindi mi sono buttata a capofitto (e con un sospiro) nella descrizione di ognuna.
La cosa che mi ha lasciato più perplessa, però, è stata il sottotitolo:
La grande distribuzione e gli acquisti online fanno sparire i piccoli negozi. Ma alcune librerie sono diventate luoghi di culto. Ecco la top ten del Guardian.
Già, lo sappiamo da un pezzo che il libro è diventato un prodotto simile a tanti altri dal punto di vista merceologico e quindi si può vendere (scontato) al super,oltre che in edicola, in libreria e on line.
Continua…