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Leggere con il Kindle: gli articoli attraverso Readability

Sono ormai nove mesi che leggo anche sul Kindle. Esperienza cui ho già dedicato alcune righe qualche tempo fa e della quale confermo quasi tutte le buone impressioni ma anche i dubbi e i difetti.

Oggi però accenno all’uso del Kindle per leggere non i libri ma gli articoli pescati sul Web. Lo facevo prima con Instapaper poi sono passato a Readability che mi pare più pratico, almeno per il Kindle (Instapaper è invece preferibile se si legge sull’iPad).
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Steve Jobs, Walter Isaacson

I heart my Mac - foto: giuliaduepuntozero, flickr
I heart my Mac - foto: giuliaduepuntozero, flickr

Ho dovuto pensare un po’ prima di scrivere la recensione di Steve Jobs, di Walter Isaacson, ed. Mondadori. Non leggo abitualmente molte biografie, quindi non ho metri di paragone. Di contro, provo una profonda ammirazione, stima e rispetto per Jobs, che può portarmi a una distorsione nel giudizio. Così in questa recensione voglio riportare un po’ di frasi che mi hanno colpita.

Fatto sta, che ho divorato il libro, e la mia ammirazione per il personaggio è cresciuta ancora di più. Sarei comunque portata a dire che è un libro che va letto, Appla-maniaci come me o no. Steve Jobs è stato un personaggio controverso, ma non si può negare la sua genialità, e qualcosa da imparare nella sua vita c’è per tutti. E le risate che mi ha strappato dalle pagine di questo libro…
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iPad e la lettura dei libri (e dei giornali)

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Ho avuto per le mani per qualche ora un iPad.
Ovviamente vi risparmio le mie impressioni generali (anche perché non ho le idee chiare sullo strumento/oggetto e mi dovrei limitare a dire: “bello anche se non ho capito esattamente cosa me ne farei se ne avessi uno”) e dico solo due o tre cose sulla “lettura”.
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Leggere i libri con il Kindle di Amazon

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Per una decina di giorni ho usato il lettore di e-book di Amazon, il Kindle.
L’ho preso in prestito nella nostra biblioteca civica a Cologno Monzese, dove ci sono alcuni esemplari sia di Kindle sia di e-book reader di altre case.
Provo a lasciare alcune impressioni, provvisorie, limitate. Continua a leggere

Leggere nell’era dei libri digitali, del print-on-demand e degli ebook

Tranquilli, i libri non se ne vanno

Le pareti vuote, senza gli scaffali che sapevo essere qui; quelli che un tempo chiamavo “libri” (svariate centinaia di pagine di carta, stampate con inchiostro e rilegate sulla costa e con una copertina rigida sui due fronti) sono ora solo “file” digitali compressi in un oggetto di plastica che magicamente me li può proporre, me li può fare leggere ma, altrettanto magicamente, me li può negare: perché si è rotto, perché la batteria è scarica, perche i file “si sono cancellati”, perché non ho rinnovato il pagamento del diritto di leggerli.

Alla tv un servizio in coda al telegiornale comunica che il Ceo di Google ha deciso di cancellare, distruggere, milioni di “libri” digitalizzati: quelli che una commissione aziendale ha giudicato ormai “inutili”: lo speaker distratto cita a caso qualche titolo e spiega che Google in un breve comunicato ha anche elencato quali sono stati i criteri usati nella selezione finale.

Calma, svegliati! è solo un brutto sogno, un incubo.
La realtà non è questa. I libri ci sono sui miei scaffali, ci sono nella nostra biblioteca civica, ci sono nei negozi, le librerie; Google ha ancora tutti i libri che ha digitalizzato e soprattutto i libri digitalizzati esistono anche in numerose copie stampate, in varie città del mondo.

Proviamo dunque a ragionare, senza farci prendere dall’immotivata paura di perdere il mondo dei libri che conosciamo; e magari anche senza farci trascinare in inutili scenari di utopia, nei quali il libro digitale permette a tutti l’accesso alla cultura, magari gratis.

Alcuni punti fermi, che credo dovremmo tenere sempre presenti. Continua a leggere