55 libri sulla lettura e i gruppi di lettura

Georgia O'Keeffe, Lake George Barns, 1926
Georgia O’Keeffe, Lake George Barns, 1926

Fra le perle preparate per il Terzo raduno nazionale dei Gruppi di lettura di Mantova c’è una preziosa bibliografia curata da Luca Ferrieri (egolector) e Simonetta Bitasi (lettoreambulante).
Ve la propongo perché è davvero piena di spunti e di libri usciti da poco oltre ad alcuni “classici” in tema.
I libri in elenco sono di valore, peso, portata molto diversi. Si va da riflessioni teoriche profonde a manuali di self-help per gruppi intraprendenti. Ma ci sono anche romanzi, e saggi su argomenti specifici. Insomma, vedete voi. Aiutano, credo, a essere lettori (e Gruppi) ambiziosi.

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Il lettore dentro la mappa

Ogni lettore ha una mappa. Anzi due. E le mappe di ciascun lettore sono diverse da quelle di ogni altro lettore. In un gruppo di lettura si confrontano queste mappe, non solo la lettura di un libro

Parlare (o scrivere) di un libro che si sta leggendo — condividere la lettura — è, fra l’altro, un modo per chiarire a se stessi i confini e i percorsi di quel libro nei nostri pensieri.
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Come scegliere il libro nel gruppo di lettura

Ovvero: guardiamoci dalla coazione a consigliare. Anche se questo post è il quarto della serie su “Come creare un gruppo di lettura e farlo vivere felice” in realtà ci occupiamo qui di un passaggio decisivo per tutti i tipi di lettura condivisa in un Gruppo di lettura.

George Tooker, Government Bureau, 1956
George Tooker, Government Bureau, 1956 – Wikiart

Accettare di scegliere un libro da leggere in privato per poi parlarne (in sostanza è questa la condivisione) è uno sforzo davvero faticoso per un lettore. E più forte è il lettore, più difficile lo sforzo. Continua a leggere Come scegliere il libro nel gruppo di lettura

Il gruppo di lettura di Cologno Monzese ricomincia dopo l’estate. E aspetta nuovi lettori. Venite!

Giovedì 23 settembre riprende dunque il cammino del Gruppo di lettura della Biblioteca di Cologno Monzese. Continua a leggere Il gruppo di lettura di Cologno Monzese ricomincia dopo l’estate. E aspetta nuovi lettori. Venite!

Mi serve il vostro parere sulla lettura condivisa

Mi serve il vostro aiuto. Mi hanno chiesto di parlare, a un convegno dedicato soprattutto ai bibliotecari (io sarò uno dei pochi “estranei” alla professione), di lettura condivisa (parlare dei libri che si leggono, di come si leggono, scambiarsi opinioni, consigli, racconti di lettura…) e blog.

Vorrei ovviamente portare qualche punto di vista e idea in arrivo dai frequentatori del blog.
Insomma:

  • che cosa significa per voi condividere (parlarne, scambiarsi opinioni, consigli, racconti di lettura) con altri le vostre letture?
  • e che cosa vi spinge a farlo con persone che nemmeno avete mai visto, sulle pagine di un blog come questo (o su quelle di un altro blog, o di un forum o di un gruppo di anobii…)?
  • per chi condivide le proprie letture anche  in incontri faccia a faccia (un gruppo di lettura strutturato; scambi di pareri con amici a cena; consigli dati e ricevuti alla macchinetta del caffè in ufficio; a scuola, all’università, al bar, in autobus, in fabbrica…), che effetto fa lo scambio a distanza, in rete?
  • Qualsiasi altra idea legata a questi temi vi venga in mente

Se a qualcuno va di lasciarmi qualche pensiero, può usare, come sempre, i commenti.

Per chi volesse approfondire il concetto di Lettura condivisa, consiglio di leggere un documento illuminante preparato n paio di anni fa da Luca Ferrieri.

un abbraccio a tutti 🙂

Anobii, le cose migliori sono quasi nascoste

Qualche mese fa dissi che Anobii mi sembrava sopravvalutato. In sostanza, quello che volevo dire (anche se non usavo questo paragone) è che mi pareva una specie di Facebook dei libri.

Ora, alcuni scambi di pareri mi hanno convinto a ritornare su Anobii per provare a capire se veramente mi ero sbagliato.

Ho dunque riprovato a usare Anobii per fare quello che secondo me dovrebbe fare: rendere facile l’interazione fra i lettori, la condivisione delle letture e dei pensieri sulle letture. Non l’esibizione – un po’ compiaciuta e narcisista e come raccolta delle figurine – dei libri che si hanno in casa o di quelli letti.

Il mio giudizio di allora era un po’ esagerato, ma non del tutto sbagliato, mi sembra. Anobii in effetti aiuta l’interazione, la condivisione della lettura (per il concetto preciso di lettura condivisa cfr. Luca Ferrieri).
Però non lo fa abbastanza. Lo fa poco. Resta l’impressione che sia favorito sopprattutto l’effetto “raccolta figurine”. Alcune delle cose migliori stanno un po’ nascoste. Leggi tutto il post