Leggere gli scrittori contemporanei è più difficile dei classici

In un commento a un post del blog, Domenico Fina osserva come si stia diffondendo fra critici, ma anche fra accademici, in modo a volte esplicito a volte sottinteso, la tesi che il lettore di oggi sia superficiale e che lo sia anche lo scrittore contemporaneo.

Roger Raveel, Man with wire · 1953
Roger Raveel, Man with wire · 1953

Sarebbe al lavoro una sorta di retroazione reciproca: per cui lo scrittore si adatta al lettore che ha e il lettore finisce per adattarsi allo scrittore e ai libri superficiali che questi gli propone.

Ora, questo giudizio, ci fa notare Domenico, è frutto più che altro di pigrizia. Sia nella ricerca di autori di qualità sia nella lettura dei loro libri. Continua a leggere Leggere gli scrittori contemporanei è più difficile dei classici

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Le qualità di un lettore secondo Nabokov

È solo un piccolo gioco, che però può avere delle implicazioni serie. Almeno per un lettore che si interroga su come legge.

In una delle sue Lezioni di letteratura, Vladimir Nabokov propose ai suoi studenti una specie di test perché misurassero la qualità della lettura. Sottopose 10 definizioni di lettore. Di queste dieci, quattro erano quelle che, combinate, definivano — secondo lui — il buon lettore.
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Libri irrilevanti, non vi leggiamo!

Il lettore è uno spirito critico. È estraneo all’entusiasmo missionario della “promozione del libro, basta che sia un libro”

La mail del blog riceve parecchie proposte di “leggere il mio nuovo libro”. Vale a dire autori, più o meno esordienti, che invitano a infilarsi nella lettura della loro opera.

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Massimo rispetto. Per gli autori e per gli editori che li pubblicano.
Però l’entusiasmo e la passione per i libri porta con sé anche un’ambiguità che non sempre abbiamo il coraggio di formulare:  Continua a leggere Libri irrilevanti, non vi leggiamo!

Emendamento Causi sulle detrazioni per acquisto di libri: il danno e la beffa

Verso la fine dell’anno scorso (il 24 dicembre, regalo di natale), nel bel mezzo di un decreto legge con un titolo lungo un chilometro (Interventi urgenti di avvio del piano «Destinazione Italia», per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015…) era apparso un articolo, il nono – Misure per favorire la diffusione della lettura – che aveva destato qualche speranza, o, almeno, qualche curiosità. Vuoi vedere che tra RC-auto, Expo e bollette del gas, qualcuno si è ricordato della lettura e dei lettori? Magari cercando di non confondere troppo le idee tra lettura dei contatori (18 occorrenze) e lettura dei libri (2 occorrenze)?

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L’articolo prevedeva la possibilità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi, in misura peraltro assai modesta, le spese per acquisto di libri. Una rivendicazione “storica” dei lettori, se si può usare questo termine per delle persone che di solito non rivendicano un bel nulla e non hanno, per fortuna, alcuna rappresentanza o titolarità sindacale, associativa, nessuna voce ufficiale, nessun santo in paradiso e poche frecce al loro arco.

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Luca Ferrieri, “fra l’ultimo libro letto e il primo nuovo da aprire”: letture e passioni, senza compiacimenti

Non è un libro facile questo di Luca Ferrieri, fra l’ultimo libro letto e il primo nuovo da aprire. Letture e passioni che abitiamo, Olschiki Editore.

Indica fatica in chi lo ha scritto – credo io – e la fatica la fa sentire a chi lo legge. Perché è un libro che analizza e pratica la lettura senza compiacimenti o tentazioni di missione, e scava a fondo e in ampiezza. È un libro bellissimo.

È un libro per lettori, sulla lettura. Lettori che devono e vogliono fare i conti – con grande attenzione e senza indulgenze – con il concetto di passione associato alla lettura.
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Ma l’ebook è colonialista?

Copertina libro CasatiE’ uscito presso Laterza (sia in edizione cartacea che elettronica) un libro di Roberto Casati, Contro il colonialismo digitale. Istruzioni per continuare a leggere, che sta facendo molto discutere, in rete e altrove.  Si vedano  in proposito le recensioni apparse su Doppiozero (qui e qui) e il colloquio intervista con Gino Roncaglia. Quelli che seguono sono alcuni appunti e spunti di lettura.
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Leggere e dimenticare

L’idea di essere un cattivo lettore mi passa per la testa spesso.
Soprattutto per via di quel che ricordo dei libri che leggo. O meglio, di quello che non ricordo, almeno di una parte dei libri letti.

Charles Dickens, "Casa desolata", la pagina dell'autocombustione di Mr Krook (Einaudi)
Charles Dickens, “Casa desolata”, la pagina dell’autocombustione di Mr Krook (Einaudi)

È una questione che ogni tanto ritorna nel flusso dei pensieri su questo blog. Riemerge come domanda o come sollecitazione, in arrivo anche dalle esperienze di altri lettori.

Così mi son trovato gradevolmente in buona compagnia quando qualche giorno fa ho trovato sul New Yorker un articolo di Ian Croucher dedicato a questa piccola stigma, abbastanza diffusa fra noi lettori, che spesso nascondiamo con bluff o menzogne.
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