Archivi tag: Markaris Petros

Prestiti scaduti, Petros Markaris

Night falls over Athens - foto: MarcelGermain, flickr
Night falls over Athens - foto: MarcelGermain, flickr

Mentre leggevo questo libro, avevo la sensazione che stessi leggendo le pagine di un quotidiano, per l’attualità dell’ambientazione.

L’ultima indagine del commissario Kostas Charitos, in Prestiti scaduti di Petros Markaris, ed. Bompiani, è ambientato nella Grecia dell’estate del 2010, fra Mondiali sudafricani e lo scoppio della crisi economica.

Non manca certo, come nei precedenti, tanta ironia, grazie alle numerose e spassose gag fra il commissario e la moglie Adriana, dispensatrice di massime e filosofa di strada. Ma lo sfondo è dei più neri: scioperi, cortei, crisi economica, riforma pensionistica. Continua a leggere

Intervista a Petros Markaris, Parolario, Como

Petros Markaris, Parolario, Como - foto: halighalie
Petros Markaris, Parolario, Como - foto: halighalie, flickr

Venerdì 11 settembre sono stata  a Como a Parolario, la manifestazione letteraria di cui avevamo già parlato su questo blog.

19.00 Como, Piazza Cavour
Incontro con l’autore: Petros Markaris “La Balia, il commissario Charistos a Istanbul“.
Dialoga con Severino Colombo. Sarà presente Andrea Di Gregorio, traduttore dei libri di Markaris. Interprete dall’inglese Emanuela Gini

Inutile dire che l’incontro è stato bellissimo, interessantissimo, lui simpaticissimo e spiritosissimo, e complice un temporale furibondo, si è pure protratto per due ore.

Riporto l’intervista di quella serata.

Severino Colombo: Lei è nato a Istanbul ma è greco. Si sente turco o greco?

Petros Markaris: Mio padre era armeno, mia madre greca di Istanbul. Quando parlo di Istanbul, parlo della minoranza greca. Ho frequentato una scuola austriaca per studiare il tedesco, perché mio padre voleva che continuassi la sua attività e pensava che il tedesco sarebbe diventato la lingua commerciale. Mio padre si è sbagliato su entrambi i punti! Grazie a questi studi, però, sono diventato traduttore dal tedesco al greco. Mi sento di appartenere a Istanbul, anche se per me la parola “patria” non significa nulla, ma se ci deve essere un posto che considero la mia patria, questo è Istanbul.

Continua…

La balia, Petros Markaris

My city - foto: Atilla1000, flickr
My city - foto: Atilla1000, flickr

Un giallo di Petros Markaris si legge sempre a prescindere.
Luca Mastrantonio, Il Riformista, dalla quarta di copertina de *La balia*

Sottoscrivo pienamente  e consiglio a tutti di leggere *La balia*, l’ultima avventura del commissario “Kostas Charitos, sbirro greco” _così definito dalla moglie Adriana, personaggio incredibile_ edito da Bompiani.

Kostas, appunto, è un commissario della polizia di Atene, e si trova in vacanza a Istanbul _Costantinopoli per loro_ con la moglie e una comitiva di greci per riprendersi dalla delusione del matrimonio della figlia Caterina, testarda e cocciuta come il padre, che ha deciso di sposarsi in comune e non in chiesa, deludendo genitori e suoceri.

Il padre e la madre decidono di cambiare un po’ aria, e la vacanza nella Città è la giusta occasione. La compagnia è un po’ stramba, fra un generale in pensione che snocciola pillole di saggezza da stratega, la moglie che chiama dieci volte al giorno a casa per sapere come sa la cava la sua cagnolina, la signora Mouratoglou, fuggita da Istanbul anni prima in occasione dei pogrom che viene eletta a guida dal commissario e personal shopper da Adriana.

Ma sarebbe troppo bello se tutto filasse liscio… Charitos viene fermato da uno scrittore della comunità dei romei _i greci che vivono in Turchia_ preoccupato per le sorti della sua balia novantanne, partita da Salonicco giorni prima e mai arrivata in Turchia. Sulle prime il commissario decide di tenersi ben lontano dalla strana storia, ma una serie di omicidi compiuti con torte salate infarcite di veleno lo costringono a mettersi a disposizione della polizia turca e collaborare con loro. Sulle prime con un po’ di diffidenza, alla lunga con un crescendo di amicizia, rispetto e partecipazione.

Quello che mi piace di più in questa serie di gialli è l’umorismo che pervade tutte le pagine: gli screzi fra Kostas e Adriana sono davvero spassosi, e come anche per gli altri libri mi capitava di ridere a ogni pagina. Non è facile unire una trama gialla ben costruita a una buona scrittura nonché a un divertente umorismo.

*giuliaduepuntozero

Novità in libreria

Ieri ho fatto un salto in libreria, e ho notato alcune novità molto appetitose, di scrittori che mi piacciono.
Innanzitutto, *La figlia dello straniero* di Joyce Carol Oates, ed. Mondadori (20 €). Non mi dilungo ulteriormente sulle immense doti di questa scrittrice, di cui tanto ho parlato e che tanto ho elogiato e di cui tanto parlerò ancora. Consiglio solo a tutti di leggerla. L’occasione buona potrebbe essere quest’ultimo titolo pubblicato da Mondadori, questa la quarta di copertina:

Rebecca è una donna dai molti segreti. Mentre si sposta lungo l’America tenendo stretto per mano il figlio Niley, lascia dietro di sé pezzi enormi del suo passato. Una famiglia giunta dall’Europa carica degli orrori della Seconda guerra Mondiale, un marito che trova sfogo alla durezza della vita quotidiana nella violenza sulla propria moglie, una lettera da un lontano cugino, sopravvissuto all’Olocausto, che le rivela dei suoi genitori più di quanto essi avrebbero mai voluto confessare. L’unica soluzione, per Rebecca e Niley, sembra dunque quella di partire. Partire e reinventarsi. In fondo l’America, è anche questo. Ma riuscirà quel giovane, immenso e violento paese a proteggere una madre e un figlio?

In un’intervista pubblicata qualche settimana fa su IoDonna, Joyce Carol Oates disse che il romanzo è ispirato alla storia della madre di suo padre, in America all’inizio del Ventesimo secolo.

Seconda uscita da segnalare, *Paura della matematica* di Peter Cameron, ed. Adelphi (15€). Anche Cameron è uno scrittore niente niente male, che consiglio di leggere, sia con *Quella sera dorata*, il romanzo che l’ha fatto scoprire in Italia, sia con *Un giorno questo dolore ti sarà utile*, che personalmente mi ha presa ancora di più. *Paura della matematica* è una raccolta di racconti.

In libreria da qualche giorno anche il secondo capitolo della Millennium Trilogy del giallista svedese Stieg Larsson, intitolato *La ragazza che giocava con il fuoco*, edito anche questo da Marsilio (19,50€).  Negli ultimi tempo ho tanto sentito parlare dell’eredità dello scrittore e dei litigi fra i famigliari e la compagna. Lascerei da parte queste vicende, e consiglierei invece, a chi non l’avesse ancora fatto, di prendere in mano *Uomini che odiano le donne*, e di proseguire poi la lettura con quest’ultima uscita.

Infine, scendiamo sul Mediterraneo con un’altra raccolta di racconti, *I labirinti di Atene* di Petros Markaris, ed. Bompiani (16€). Otto raccolti con al centro storie di immigrati e immigrazione. Il commissario Charitos, consueto protagonista dei gialli dello scrittore greco-armeno (un altro degli scrittori che consiglio caldamente), compare solo nel primo racconto, mi sembra di capire, comunque da parte mia penso di comprarlo anche solo per quelle poche pagine.

*giuliaduepuntozero

“La lunga estate calda del commissario Charitos”, Petros Markaris

Qualche mese fa avevo scritto dell’imminente pubblicazione del nuovo libro del giallista greco Petros Markaris, creatore di Kostas Charitos, commissario della polizia ateniese.
Ai tempi avevo letto che il nuovo sforzo si sarebbe chiamato *L’azionista*, invece è poi uscito un mesetto fa come *La lunga estate calda del commissario Charitos* . Titolo ridondante, ma rende sicuramente l’idea delle vicende narrate in queste quasi 400 pagine di indagini del commissario nella calda e infiammata Atene.
Due casi tormentano il commissario, apparentemente slegati fra loro, ma che poi si intracceranno (un po’ forzatamente, a mio giudizio): il dirottamento di un traghetto, con a bordo la figlia Caterina, e una catena di asassini a freddo di personaggi del mondo della pubblicità.
Come al solito il libro si legge d’un fiato, grazie all’umorismo del commissario, ironico e pungente nella sua visione del mondo. Molti accenni alla contemporaneità ellenica (fin troppi per chi non è greco), e alla realtà ateniese, in primo luogo nella dettagliatissima descrizione dei luoghi.
In copertina ammicca il giudizio di Camilleri:

C’è la Marsiglia di Jean-Claude Izzo, c’è il mio Montalbano e c’è la Grecia di Markaris. Questo è stato il grosso passo in avanti fatto fare al romanzo giallo.

*giuliaduepuntozero

Petros Markaris

Sbirciando fra l’elenco dei titoli che verranno pubblicati nel 2007, scopro con piacere il nome di Petros Markaris, giallista greco, creatore del commissario Charitos. Secondo Wuz è prevista per marzo l’uscita del quarto volume delle avventure del commissario ateniese, *L’Azionista*.

Consiglio Markaris a tutti gli amanti del genere: storie simpatiche e avvincenti, ben scritte e interessanti nella loro ambientazione ad Atene. Il commissario Charitos è un simpatico personaggio che si fa piacere da subito, con la sua aria burbera e burrascosa, e i suoi bisticci con la moglie.

Lo aspettavo da un bel po’, e son sicura che non deluderà neanche questo volume, dopo *Ultime della notte*, *Difesa a zona*, *Si è sucidato il Che*.

*giuliaduepuntozero

Ma che fine hanno fatto?

Ci sono scrittori che mi piacciono particolarmente, e che, guarda caso, non scrivono libri da anni.
E io li aspetto con ansia, ma che fine hanno fatto?
Innanzitutto, aspetto il terzo capitolo della trilogia di Ellroy sulla storia degli Stati Uniti, dopo *American Tabloid* e *Sei pezzi da mille*.
Bellissimi, avvincenti, istruttivi. Come la storia sia andata avanti, ovviamente, ormai si sa, ma raccontata da Ellroy, è tutta un’altra cosa. Intanto lui, per lo meno, ne ha scritti e pubblicati altri, l’ultimo per Bompiani, *Jungletown jihad*, ma si starà veramente impegnando per far uscire questo attesissimo libro per l’anno prossimo, come ho sentito dire? Mah.
E poi Eugenides: l’ho sentito qualche anno fa (2003?) al Festivaletteratura di Mantova, era appena uscito *Middlesex*. Lui fortissimo, con un’interessante storia alle spalle: americano, con genitori greco e irlandese. Bravo, simpatico, scrive bene, ancora meglio in *Le vergini suicide*, uno dei miei libri cult. Ma anche lui, non sarebbe ora di scriverne un altro?
Infine Markaris, con il suo ispettore Kostas Karitos ad Atene, bellissimo. Dopo *Ultime della notte*, *Difesa a zona* e *Si è suicidato il Che*, anche questo del 2003…

*giuliaduepuntozero