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Cosa ricordiamo dei libri che abbiamo letto?

Di quali romanzi o racconti riusciremmo a raccontare/spiegare a un amico, la trama, i personaggi principali e magari anche il “senso” che attribuimmo alla nostra lettura al momento di farla?

Ci restano le storie, i nomi dei personaggi, le scene, le descrizioni, i caratteri?
Personaggi spariti dalla memoria
Ogni tanto mi faccio queste domande, specie quando penso a un libro che mi è piaciuto o addirittura ho amato (credo di aver amato), e mi trovo con il dubbio di non ricordare abbastanza. Continua a leggere

La storia dell’ultimo francese della prima guerra mondiale

Reeve 011400, originally uploaded by otisarchives1.

Si chiamava Lazare Ponticelli, ed è morto a 110 anni.
L’ultimo dei francesi che combatté nella grande guerra (1914-1918, I soldati nella foto non sono dell’esercito francese).
In verità era italiano, ed era passato a combattere sul fronte austriaco con l’uniforme dei Savoia, quando il Regno entrò in guerra nel 1915. Visto che era diventato cittadino francese, in Francia se lo sono collocato come l’ultimo depositario della memoria degli oltre 8 milioni di soldati che parteciparono al massacro che ha dato il via al Novecento, il secolo breve (quest’anno in novembre saranno 90 anni dalla fine di quel conflitto).
La storia di Ponticelli (qui sotto in una foto recente) l’ho letta in uno degli obituary dell’Economist.
L’obituary (in realtà un obituary è molto più dell’idea di necrologio cui siamo abituati noi, e decisamente diverso anche dai coccodrilli della stampa nazionale) dell’Economist è da anni una delle mie letture preferite: prima di tutto per la scelta delle persone di cui occuparsi (ovviamente devono avere la sventura di morire nella settimana per avere il diritto di finire sulla pagina di chiusura del numero) e poi per il taglio degli articoli: pieno di informazioni, mai retorico e mai semplicemente celebrativo (celebrare i morti, qualsiasi cosa abbiano fatto da vivi è un po’ un vizio italiano no?). Fra gli obituary recenti vi consiglio quello di Marie Smith, l’ultima persona a conoscere la lingua Eyak: una lingua di una regione del sud est dell’Alaska.
Per tornare alla prima guerra mondiale: consiglio di seguire la storia, “in diretta” di William Henry Bonser Lamin su wwar1.blogspot.com. William era in servizio nel 32507/9 Batt York and Lanc Regt, . Company 2 Platoon L.G.S.
Un nipote pubbica in questo blog le lettere di William esattamente 90 anni dopo che vennero scritte. Non conosciamo il destino di William, la sua vita al fronte è per noi quella delle sue lettere…

Leggere con moderazione, per leggere meglio, per non dimenticare

L’altra sera durante la riunione del gruppo di lettura di Cologno Monzese dedicata a La Vita agra di Luciano Bianciardi c’è stato un altro bel momento di coincidenze: uno dei lettori, infatti, ha espresso un’idea simile a quella che Capaldi ci ha detto (chi lo ha perso lo legga qui) proprio a proposito di La Vita agra con riferimento alla faccenda della memoria nella lettura. Il nostro lettore del Gdl in sostanza diceva:

forse ad alcuni di noi Bianciardi sembra difficile, oscuro, semplicemente perché leggiamo troppo e quindi leggiamo troppo in fretta e fatichiamo ad entrare nelle pagine, a stare bene fra le parole.

Insomma, dobbiamo praticare nella lettura la moderazione, la ripetizione, l’esercizio di attenzione, la lentezza che ci aiuta a capire, ad apprezzare e ad amare le parole. Che ci aiuta a ricordare. (Certo a proposito di memoria e ricordare, vi segnalo l’idea parzialmente diversa di Renza in questo commento, per chi se lo è perso).
Su Bianciardi e il gruppo di lettura, sulla memoria e l’oblio nella lettura devo ritornare ancora. Spero di non annoiare. ;)

La vita agra, Luciano Bianciardi al gruppo di lettura di Cologno

A proposito di memoria, il gruppo di lettura della biblioteca di Cologno Monzese sta leggendo La vita agra, di Luciano Bianciardi (se ne discuterà giovedì 31 gennaio alle 9 di sera, alla biblioteca, in Piazza Mentana a Cologno, mappa).
Il libro di Bianciardi l’ho letto l’estate scorsa,  l’ho inserito nella cinquina dei miei preferiti per l’anno 2007: quindi, pensavo: alla riunione faccio un figurone ;) senza troppo sforzo: basta mettersi lì a ricordare quel che mi ha dato il libro, e qualche passaggio decisivo, caratterizzante. Invece, oggi ci ho pensato e temo che la memoria e l’oblio (approfondiremo quando parleremo di memoria e Kundera) stiano facendo a pugni. Domani quindi riprendo in mano La vita agra e provo a spareggiare l’incontro. Poi vi dico

Memoria, tracciate un segno deciso e ricordate!

Lunedì notte, colto da insonnia, dopo aver vagato distrattamente fra le pagine del romanzo che a fatica sto leggendo, son capitato in un articolo della rivista National Geographic di novembre 2007: un articolo dedicato alla memoria.
Non sto qui a dirvi cosa stava in quell’articolo: solo che al mattino mi è venuta l’idea di dedicare qualche post alla memoria nella lettura.
Continua…