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Con che libro avete iniziato l’anno?

L’inizio dell’anno mi impone sempre un pensiero al tempo (cronologico) e l’inizio del 2009 mi ha suggerito anche  la lettura di un libro che sul tempo e sulla sua analisi è (in buona parte) costruito: La coscienza di Zeno di Italo Svevo.

Libro che, sempre a proposito di tempo, (come molti altri) è decisamente più adatto a una lettura in età matura, più matura di quella scelta dagli insegnanti per queste pagine. Ricordo che da giovane, troppo giovane, girai alla larga dalla vera lettura di Zeno… Ora vedremo come va.

E voi che con libro avete iniziato l’anno?

Ma quante ore dedicate voi alla lettura?

Oggi ci ho pensato un po’ e mi son reso conto che io alla lettura dedico poco tempo.
Stimiamo 10 ore a settimana (meno del 9% del tempo a disposizione, se escludiamo 56 ore di sonno).
Non sono un po’ poche per una passione?
Poche anche per avvicinarsi al titolo di “lettore forte” (anche se mi piace la definizione che di LF ci ha dato egolector, quindi non quantitativa ma qualitativa, di modo più che di peso: “per natura lenti e selettivi”).

Non solo leggo meno libri di quelli che vorrei, ma forse li leggo anche troppo lentamente, frammentando troppo, prolungando troppo la lettura dei libri lunghi.

Insomma, se pensiamo al tempo da passare con le persone cui vogliamo bene, ad alcune pratiche ossessive (come la corsa, che da sola occupa assai più tempo della lettura, fra una cosa e l’altra), al lavoro e ad altri fastidi sparsi, ci si rende conto che il tempo per la lettura oltre a essere pochino è anche relegato alle ore notturne (con il peso della stanchezza da sollevare) o ai ritagli (bagno, semafori, autobus – ma ne prendo pochi).
Insomma, non sarò per caso un lettore scarso o un lettore in difficoltà?

Voi come siete messi?

Ps La settimana appena passata, tanto per rendere ancora più colpevole la mia condizione, non ho scritto nemmeno una riga per questo blog :(

Non è un paese per vecchi e il tempo sbagliato dell’Einaudi

Dentro fino al collo nei guai di Llewelyn Moss, l’eroe di Non è un paese per vecchi, di Cormac McCarthy, mi sento anche proiettato al confine fra Texas e Messico e all’indietro nel tempo, in quel 1980 nel quale è ambientato questo noir torcibudella. Peccato che all’Einaudi nessuno sembra aver letto il romanzo: altrimenti come potrebbero aver scritto sulla quarta di copertina “Nel Texas di oggi“?
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