I giochi dei suoi quattro anni
E fra le due guerre, ignaro e tranquillo nel suo grembiulino a pieghe, il piccolo Johann in giardino, vicino alla fontana che zampilla, o sull’”altana” separata apposta per lui mediante una piccola balaustra dal vestibolo del secondo piano, gioca i giochi dei suoi quattro anni… Quei giochi di cui nessun adulto sa più capire l’incanto e il significato profondo, quei giochi per i quali bastano tre sassolini o un pezzetto di legno che porta magari come elmo una bocca-di-leone, ma occorre la pura, forte, fervida e intatta fantasia di quell’età felice, non ancora turbata o intimidita, quando la vita non ardisce ancora toccarci, quando né il dovere né la colpa osano ancora metterci le mani addosso, quando ci è permesso vedere, udire, ridere, meravigliarci e sognare senza che il mondo esiga i nostri servigi… e l’impazienza di coloro, che noi vorremmo pur amare, non ci tormenta ancora col pretendere segni e prove della nostra attitudine a rendere quei servigi… Ahimè, non andrà molto, e con sgarbata prepotenza tutto ci piomberà addosso, per violentarci, manovrarci, accorciarci, allungarci, guastarci…
da *I Buddenbrook – Decadenza di una famiglia*, Thomas Mann, pag. 398, ed. Einaudi Tascabili
Il fascino (e l’efficienza) delle piccole librerie
A uno degli ultimi appuntamenti del gruppo di lettura casalingo suggerisco Carver e propongo Cattedrale, perché l’ho già letto in inglese e mi piace l’idea di riprenderlo e di poter apprezzare le sfumature dei suoi racconti in italiano.
Durante un giro di shopping cerco il libro ripubblicato da Minimum Fax nel 2002 in occasione dei vent’anni dalla prima pubblicazione, entro alla Feltrinelli di C.so Buenos Aires a Milano, ma il libro che la commessa mi dà è un volume con copertina rigida edito da Einaudi, titolo Principianti.
Non è questo che voglio, girovago per la libreria in cerca degli scaffali in ordine per autore, trovo Carver e le altre raccolte Minimum Fax. Scopro che il libro che mi hanno dato è invece l’ultimo uscito con i suoi racconti inediti.
Chiedo ad un altro commesso che mi dà un libro ancora diverso: in questo il racconto Cattedrale c’è, ma di nuovo non è la raccolta che cercavo. “Tutto quello che abbiamo è qui, il racconto lo trova in quest’altra raccolta se vuole. Quello che cerca non lo hanno ripubblicato”.
In Feltrinelli gli addetti forse non sanno che Minimum Fax ha ripubblicato la raccolta? O forse non hanno capito quello che cerco?
Vado nella libreria di fronte – Emporio del Libro - con poche vetrine e un solo commesso, che forse è lo stesso responsabile. Chiedo lo stesso libro, lo stesso autore, la stessa raccolta. “Libro meraviglioso – mi dice lui – l’ho letto parecchie volte e ogni volta è una sorpresa. Ecco è l’ultima copia che ho, è stata fortunata!”.
La differenza tra le due librerie è fin troppo evidente: in una l’attenzione alle richieste dei clienti
lascia molto a desiderare, l’atteggiamento degli addetti è svogliato, distante – sembrano quasi impreparati; nella libreria più piccola stupiscono invece i modi “umani”, vicini al lettore, la disponibilità e l’attenzione, la
preparazione e il desiderio di trovare ciò che il lettore cerca. E magari in questi piccoli angoli senza grandi nomi non solo riescono ad accontentare il lettore , ma riescono a dare anche qualche commento o consiglio personale.
Esattamente come è successo qualche giorno dopo – quando entrando da Utopia – sono rimasta a chiacchierare mezz’ora con il commesso che, oltre a vendermi la guida di Cuba, mi ha – con particolare entusiasmo – raccontato delle sue esperienze lì e mi ha pregato di tornare, perché mi avrebbe preparato qualche indirizzo utile per il mio prossimo viaggio.
Una bella differenza! Di sicuro la prossima volta che dovrò scegliere un libro entrerò all’Emporio del Libro o da Utopia, rinunciando volentieri ai punti fedeltà.
Il lettore ideale (4)
Il lettore ideale è un lettore cumulativo: ogni volta che legge un libro aggiunge un nuovo strato di memoria alla narrazione.
Ogni lettore ideale è un lettore associativo. Legge come se tutti i libri fossero opera di un unico autore eterno e fecondo.
Alberto Manguel, “Appunti per una definizione del lettore ideale”, in Al tavolo del cappellaio matto, Archinto.
Ps. Vado in vacanza per una decina di giorni; lascio il blog in buone mani
a presto
Il lettore ideale (3)
Il lettore ideale percorre il sentiero battuto. “Un buon lettore, gran lettore, un lettore attivo e creativo è un rilettore.” Vladimir Nabokov.
Alberto Manguel, “Appunti per una definizione del lettore ideale”, in Al tavolo del cappellaio matto, Archinto
Ps. Non perdetevi il finale di questa serie sul lettore ideale; perché, ovviamente, il finale del saggio di Manguel è sorprendente (chi lo ha già letto non lo riveli!, vi prego!
Il lettore ideale (2)
Il lettore ideale sa quel che lo scrittore intuisce soltanto.
Il lettore ideale sovverte il testo. Il lettore ideale non dà per scontata la parola dello scrittore.
Alberto Manguel, “Appunti per una definizione del lettore ideale”, in Al tavolo del cappellaio matto, Archinto
Il lettore ideale (1)
Il lettore ideale non conta mai i suoi libri.
Alberto Manguel, “Appunti per una definizione del lettore ideale”, in Al tavolo del cappellaio matto, Archinto
Gioconda Belli, L’infinito nel palmo della mano
Un mio secondo incontro con Gioconda Belli a Torino alla Fiera del libro 2009.
Nel 2007 era venuta a Mantova a promuovere La pergamena della seduzione e aveva annunciato che stava lavorando ad un romanzo sui nostri progenitori Adamo e Eva e confesso che mi aveva fatto sorridere un argomento del genere, dopo che aveva sperimentato il romanzo storico, occupandosi di Giovanna la pazza, costruendolo con originalità e partendo da una attenta documentazione.
Scrivere su Adamo ed Eva – prima e dopo la cacciata dal Paradiso terrestre – è ben altra cosa!
Significa sbizzarrire la propria immaginazione a partire da quei 40 versetti della Bibbia, in cui si parla di Paradiso Terrestre, di tentazione, di peccato, di esilio sulla terra, di dolore nel partorire,di fatica nel lavorare.
Gioconda Belli scrive così con L’infinito nel palmo della mano il racconto magico delle nostre origini e il magico ci rimanda a tanta letteratura sudamericana da Marquez all’Allende alla stessa Belli di Waslala, Memoriale del futuro.
Pur partendo da così lontano, Gioconda Belli, intervistata a Torino, fa riferimento al presente, alla crisi che vive il mondo di oggi.
Non è solo una crisi economica… ha anche a che vedere con il nostro modo di vivere, in base all’identità che ci siamo dati. Poichè, quando si va dallo psicanilista si fa l’analisi delle nostre origini, di chi erano nostro padre e nostra madre, così anche rivisitare il mito in cui si narra del nostro primo padre e madre può essere importante, per ripensare il nostro modo di vivere e per smettere di disumanizzarci come stiamo facendo. Una crisi è anche una forma di disumanizzazione che ci porta a distruggere ciò che ci circonda.
In questo modo riproporre un mito fondante della civiltà occidentale, alla base della cultura giudaico cristiana, assume un valore politico, rivoluzionario verso la stessa società che ha generato il mito. Continua…
I libri per le vacanze: uno per lo zaino, due per la valigia
Un amico farà, in luglio, un lungo viaggio in bicicletta verso est. Bagaglio piccolo quindi. E mi ha chiesto un consiglio:
ho spazio per un solo libro, deve durarmi due mesi e deve piacermi per forza.
Ci abbiamo ragionato un po’: io gli ho consigliato un libro di racconti (ora vedremo quale). I racconti dei grandi scrittori sono fatti apposta per essere letti e riletti; sottolineati, richiedono e regalano letture simili a quelle delle poesie: lente, ripetute; per apprezzare le parole cesellate. Per analizzare l’enigmaticità dei personaggi – massima nei racconti. Per proiettarsi nei possibili sviluppi delle storie: quasi mai le storie dei racconti sono storie che si chiudono; stanno aperte, aperte alle interpretazioni e agli sviluppi.
Insomma, un libro di racconti è il compagno perfetto per uno zaino.
Allora approfitto per proporre a tutti i lettori l’invito:
-Consigliate un libro per chi farà una vacanza itinerante e ha poco spazio: un libro per lo zaino
-Consigliate invece due libri per chi ha una valigia (con due libri si può anche rischiare…)
Del resto, forse anche la condizione psicologica della vacanza di chi usa lo zaino rispetto a quella di chi usa la valigia richiede consigli differenziati, no?
Naturalmente usiamo i commenti.
Ciao a tutti
Intrigo scolastico, Tom Perrotta
Dopo pochi mesi dalla lettura del precedente libro di Tom Perrotta, *L’insegnante di astinenza sessuale*, ho ora appena divorato l’ultimo titolo pubblicato da e/o, *Intrigo scolastico* (versione originale del 1998, titolo originale *Election*). Letteralmente divorato in un paio di giorni, anche se non è stato difficile visto che non arriva a 200 pagine, e soprattutto perché è davvero un *page-turner*.
Come anche i libri precedenti, mi è piaciuto molto il mondo che Perrotta sa descrivere, quelle cittadine americane di provincia che facilmente abbiamo nella nostra memoria. Il centro dell’azione è il liceo di Winwood, in prossimità delle elezioni scolastiche per il rappresentante di istituto. Tre i candidati: Paul Warren, lo “Sudente Eroe”, bravo a scuola, sportivo, simpatico a tutti; Tracy Flick, la politicante di professione; e a sorpresa Tammy Warren, sorella minore e sfigata di Paul.
Tutta la vicenda è raccontata dai 3 candidati, dal Prof, da Lisa la ragazza di Paul nonché sua spin doctor nonché ex della sorella Tammy, dal bidello Joe. E questo metodo di narrazione è un altro punto a vantaggio del libro _oltre a trama e ambientazione_, perché crea una grande suspance nel passaggio da un narratore all’altro, e un bellissimo effetto quando la stessa vicenda viene rimpallata dalla voce dell’uno alla voce dell’altro. Ecci l’incipit:
Ho sempre desiderato insegnare. A differenza di tante altre persone, non ho mai dovuto chiedermi cosa fare della mia vita. Il mio unico sogno è sempre stato quello di sedermi sul bordo della scrivania in un’aula piena di ragazzi curiosi e parlare dei fatti del mondo.
L’elezione che ha fatto di me un venditore di automobili ebbe luogo nella primavera del 1992 [...]
*giuliaduepuntozero
Una fotografia sulla copertina di un libro
Questa è la storia di una foto e della copertina di un libro
Questa è la copertina del libro
E questa è la foto:
Be’, il libro è Shout Down the Moon di Lisa Tucker ed è in vendita su Amazon.com; non so esattamente che libro sia: un romanzo sì, ma non so di che genere.
Lo comprerò giusto per vedere la mia foto stampata su un libro.
Il designer della Simon and Schuster ha trovato la foto su Flickr e mi ha chiesto di usarla. In cambio 500$ (che ancora non mi sono arrivati). Insomma:
ne sono orgoglioso quindi mi sono concesso un post narciso.
Georges Simenon, Le campane di Bicetre
La casa editrice Adelphi continua a pubblicare l’opera omnia di George Simenon e in questo 2009, a 30 anni dalla morte, Le Campane di Bicetre, scritto in realtà nel lontano 1963.
Non è un giallo, ma appartiene ai “romanzi psicologici o del destino”, anzi ai cd. ROMANS DURS, come lo stesso autore li ha definiti,quando dopo il 1941 mette al bando”il sentimentale e ignobile Maigret“.
La fama di Simenon con i suoi ( pare) 400 romanzi, scritti anche con pseudonimi diversi, è legata soprattutto ai gialli di Maigret, ma i riconoscimenti arrivati tardi dalla critica sono proprio a partire da romanzi come” Le campane di Bicetre”. Lo stesso Simenon lo considerava importante tanto da avergli dedicato più tempo nella scrittura ed è l’unico a cui abbia premesso una introduzione. Continua…
L’enigma delle sabbie, Erskine Childers
Non sapevo se recensire questo libro… mi sembrava un po’ una cattiveria, visto che il libro è bellissimo e il mio consiglio è decisamente di leggerlo al più presto, ma purtroppo mi sa che è praticamente introvabile.
Pubblicato nel 1989 da Bariletti, editore che sembra essere scomparso, non si trova neppure su Internet (io infatti sto pensando di rivendere su Ebay quello di mio papà…), se non forse in edizione inglese, The Ridde of The Sands.
Io l’ho letto grazie a mio papà che l’ha ripescato nei meandri della sua memoria e della nostra libreria, consigliandomelo per la sua ambientazione nelle Isole Frisone, dove andrò in vacanza questa estate.
Il libro è stato scritto nel 1903 e racconta le vicende di due amici, Davies e Carruthers, che a bordo di una barca, il Dulcibella, navigano nel Mar Baltico e nel Mare del Nord intorno alle isole tedesche. Il romanzo è sia un bellissimo libro di viaggio e di mare, sia, soprattutto, un giallo-spy story. I due amici, infatti, sono convinti dell’esistenza di un piano di attacco via mare della Germania all’Inghilterra. Si legge nella quarta di copertina:
Lingua Madre alla Fiera del libro di Torino
Al di là di un discorso generale sulla Fiera del libro 2009, può essere interessante approfondire il discorso su LINGUA MADRE, settore che esiste dal 2005 e che da allora ho seguito con particolare interesse.
“Lingua madre” è nata da una costola di TERRA MADRE, con cui ha in comune in un contesto di globalizzazione economica un’idea di sviluppo sostenible, di rispetto e valorizzazione delle singole culture e singole comunità. Significativa la battuta di Vandana Shiva che, dopo essere stata a Terra Madre, venuta quest’anno alla Fiera del libro, si è detta divertita per aver visto che formaggi e salami si erano trasformati in libri.
Lingua madre vuole approfondire il rapporto tra identità, radici e mondo ALTRO. Il titolo è provocatorio: ribalta il concetto di MADRE LINGUA, lascia intuire un confronto tra lingue native e lingue di successive acquisizioni ad opera di scrittori, portatori di una forte tensione conoscitiva ed espressiva.
I valori di riferimento, oltre alla LINGUA, sono MEMORIA, e ORALITA’. L’incontro tra le culture deve avvenire nel rispetto delle singole IDENTITA’, evitando l’omologazione e la scomparsa di patrimoni preziosi per la ricchezza culturale dell’umanità.
Lo spazio fisico, riservato a Lingua madre, è di per sè accogliente per come è attrezzato, per come, a colpo d’occhio, si colgono i riferimenti alle diverse culture e lingue. E’ uno spazio aperto che accoglie chiunque si trovi a passare di lì: questo è anche un difetto, perchè molti eventi sono disturbati dai frequenti rumori che vengono dagli spazi circostanti. Continua…
Salvatore Veca, dizionario minimo. Le parole della filosofia per una convivenza democratica
Credo meriti attenzione un piccolo libro appena pubblicato da Salvatore Veca, Dizionario minimo. Le parole della filosofia per una convivenza democratica (Frassinelli).
Perché questo dizionario minimo è una specie di promemoria filosofico per la vita in una società giusta (tema caro a Veca e ai suoi autori di riferimento, come Norberto Bobbio e John Rawls).
Le parole di questo dizionario sono:
Libertà, Tirannia, Solitudine, Incompletezza, Giustizia, Democrazia, Laicità, Riformismo, Tolleranza, Rispetto, Identità, Speranza.
Domenica scorsa (31 maggio) Armando Massarenti ha scritto di questo libro sul “domenicale” del Sole 24 Ore. Massarenti ricorda come la voce Solitudine del libro di Veca inizi con una citazione di David Hume che definiva la solitudine involontaria come il peggiore supplizio per un essere umano. Continua…
Leggere in tram
Questo signore legge un’Urania, un libro della mitica collana di fantascienza Mondadori.
Jeans, camicia a scacchi, borsa a tracolla, incurante del mondo, salvo un’occhiata, ogni tanto ai progressi del tram verso casa…
Lo “straordinario dentro l’ordinario”, oppure “a magic moment”…
My sister, my love, Joyce Carol Oates
Ho finito di leggere questo libro qualche settimana fa, e mi sono subito detta: devo parlarne sul blog, è da troppo tempo che non recensisco un libro di Joyce Carol Oates! Poi ci ho pensato, e ho capito che era da troppo tempo che non recensivo un libro di Joyce Carol Oates perché era da troppo tempo che non uscivano libri di Joyce Carol Oates.
Per chi non avesse letto le puntate precedenti, ho scoperto anni fa, assolutamente per caso questa scrittrice in una libreria reminder con *La ballata di John Reddy Heart*, è stato un colpo di fulmine, e man mano sono andata a cercare tutti i libri pubblicati in Italia, fino ad arrivare all’ultima chicca trovata qualche mese fa al Libraccio, *Nel buio dell’America*, due testi teatrali pubblicati da Sellerio che sfido chiunque ad avere nella propria libreria.
Comunque, finita la scorpacciata con relative recensioni, mi sono buttata sugli originali in inglese, di cui però mi sembra solitamente difficile parlarne qui.
Ma guarda un po’, nel frattempo vado in libreria e vedo fra le novità *Sorella, mio unico amore*, edito da Mondadori.
Finalmente! A parte per la pessima copertina scelta (molto più bella quella della Harper che ho letto io), grazie Mondadori! (anche la traduzione del titolo però non mi fa impazzire….)
Il romanzo è di finzione, ma è _dichiaratamente_ basato sulla storia vera dell’omicidio della reginetta di bellezza JonBenet Ramsey, avvenuto nel 1996, e rimasto ancora irrisolto.
Il sottotitolo del romanzo è The Intimate Story of Skyler Rampike: il romanzo è tutto narrato dalla voce del fratello maggiore della piccola Bliss, che, con una struttura fra l’autobiografia, il giallo, il flusso di coscienza e _a tratti_ la quasi farneticazione, racconta la storia della sua famiglia, dell’omicio della sorellina, fino ad arrivare, in un crescendo di suspance, alla risoluzione del mistero e al difficile futuro dopo la tragedia.
Skyler help me Skyler I am so lonely in this place Skyler I am so afraid I hurt so Skyler you won’t leave me in this terrible place will you Skyler?
Nine years, ten months, five days.
This child-voice in my head.
*giuliaduepuntozero
Mario Calabresi, Spingendo la notte più in là, al gruppo di lettura di Cologno Monzese
Discussione intensa ieri sera al gruppo di lettura della Biblioteca di Cologno Monzese a proposito del libro di Mario Calabresi, Spingendo la notte più in là (Mondadori).
Provo qui a sintetizzare alcune delle mie impressioni di lettura. Non intendono in alcun modo esprimere quelle degli altri partecipanti alla discussione, anche se, su alcune questioni, ci siamo trovati in sintonia.
Ho letto il libro di Calabresi come un invito a considerare il punto di vista, le sofferenze, le vite sconvolte di chi ha visto i propri cari morire ammazzati dai terroristi. Di chi ha visto le loro personalità, diverse e complesse appiattite nel ruolo di “vittime del terrorismo” e in quel ruolo nell’ombra abbandonate. Di chi si è sentito abbandonato, isolato nel silenzio, ignorato dalle istituzioni. Continua…
Fiera del Libro di Torino 2009
Quest’anno sbaglio o nessuno ha scritto niente sulla Fiera del Libro di Torino (parlo di questo blog, ovviamente)?
Io ci sono andata, come sempre ormai, ma ho avuto la sensazione come se fosse un po’ sottotono… e anche questo silenzio sul blog contribuisce.
Innanzitutto, mancavano gli stand di alcune case editrici che negli anni passati erano presenti; ad esempio, quello della Fernandel, che ci eravamo segnati di visitare.
Altri mi sono sembrati più piccoli (e/o, Neri Pozza) o vuoti di libri (IlSaggiatore, aveva pochissimi titoli di narrativa…).
I corridoi, di contro, mi sono sembrati così ampi… forse erano più vuoti?
Non so, forse è stata solo una mia sensazione, anche perché chiacchierando con qualcuno nei vari stand mi sono sentita dire che non hanno mai venduto tanto come quest’anno.
Per la cronaca, come sempre ecco l’elenco dei miei acquisti:
- il giallo *I segreti dei giardini Hanbury*, Andrea Becca, ed. Fratelli Frilli;
- il giallo *Assassinio nel labirinto*, J. J. Connington, ed. Polillo;
- il graphic novel *9/11. Il rapporto illustrato sull’11 settembre*, Ernie Colon e Sid Jacobson, ed. Alet;
- il primo numero del nuovo Animals, giornale a fumetti;
- traduzione e commenti delle canzoni del boss *Springsteen. Talk about a dream. Testi commentati (1973-1988)*, Ermanno Labianca, ed. Arcana.
Rileggendo, sono stata un po’ monotematica, fra gialli e fumetti.
Qualcuno di voi è venuto? Sensazioni?
*giuliaduepuntozero
Gialli scandinavi: alcune segnalazioni
Gialli scandinavi, originally uploaded by halighalie (foto scattata però da mio papà).
Scrivo questo post come promemoria anche per me, perché c’è parecchio fermento in questo periodo con nuove uscite di gialli scandinavi, e si rischia di perderne qualcuno.
Nei miei giri in libreria e su Internet ho visto:
- *Non deve accadere* di Anne Holt, ed. Einaudi, secondo volume dopo *Quello che ti meriti* con la “profiler” Johanne Vik e il detective Yngvar Stubø; segnalo sul sito della casa editrice una bella videointervista;
- *Misterioso* di Arne Dahl, ed. Marsilio, anche in questo caso un secondo volume, dopo *La linea del male*, molto bello, ma che per qualche scherzo del destino non mi è capitato di recensire su questo blog; protagonista il gruppo A, speciale unità della polizia di Stoccolma per crimini violenti, del genere Criminal Minds (uno dei miei telefilm preferiti, fra l’altro);
- di prossima uscita *Sentiero nero* di Asa Larsson, sempre ed. Marsilio, autrice de *Il sangue versato* e *Tempesta solare*, ambientati tutti nel Nord della Svezia, a Kiruna;
- anche questo di prossima uscita *Il giardino di pietra* di Kjell Eriksson, ed. Marsilio, new entry;
- *L’uomo che andò in fumo* di Maj Sjöwall e Per Wahlöö, ed. Sellerio, i gloriosi capostipiti del genere giallo scandinavo con la serie di Martin Beck, avevo parlato di Roseanna tempo fa, ma ne sono stati pubblicati tanti altri (devo mettermi alla pari, nell’ordine sono: *Roseanna*, *Un assassino di troppo*, *L’uomo al balcone*, *Il poliziotto che ride*, *L’autopompa fantasma*, *Omicidio al Savoy*.
*giuliaduepuntozero
Erri De Luca, Il giorno prima della felicità
Per fortuna Napoli non è solo la Gomorra di Saviano, ma anche quella di Erri De Luca, così come la ritrae con poche parole, scarne ed essenziali, nei suoi brevi, ma intensi romanzi.
Ed è quella ritratta in Il giorno prima della felicità, una Napoli “vecchissima, scavata, imbottita di grotte e nascondigli“, dove hanno trovato rifugio anche ebrei, per sfuggire alla furia della guerra. Una città che” contiene tutte le epoche“, che “tiene il terremoto sotto e il vulcano pronto” e che è ancora una città” scassata dalle macerie”. E’ la Napoli anni cinquanta del dopoguerra, che con l’arrivo degli americani” faceva carnevale tutti i giorni“, ” monarchica e anarchica …voleva un re, ma nessun governo. Era una città spagnola, che sta in Italia per sbaglio“. Ma è anche la Napoli- come racconta Don Gaetano- che ha liberato da sola la città prima dell’arrivo degli americani.
Non so perchè saltammo come i grilli per le strade tutt’insieme…è quel corpo che si chiama popolo sono le persone che fanno come te e tu fai come loro. E’ una cosa che somiglia a una musica. Ognuno suona uno strumento e quello che viene fuori non è la somma dei suonatori, ma è la musica, una corrente che si muove a onde”
Sono le parole di don Gaetano a lo Smilzo, ‘a Scigna ( la Scimmia ), “ quel minuscolo scopettino da cortile“, secco, affamato, orfano come lui: due orfani di due diverse generazioni.
Continua…
La nuova biblioteca di Cologno Monzese
Questa sera (22 maggio 2009) alle 21 si presenta il progetto della nuova Biblioteca di Cologno Monzese.
L’appuntamento è in Villa Casati (via Mazzini, 9) alle 21.
Ci sono i lettori, i bibliotecari; e gli architetti che lavorano al progetto.
Si vedrà anche un brevissimo video.
PROGRAMMA DELLA SERATA
“La Biblioteca germoglia e… raddoppia”
(video 10’)
a cura di Studio Plunks
regia di Davide Menchetti
Introduzione e saluti
Sindaco di Cologno Monzese,
Assessore Cultura della Provincia di Milano,
Assessore alla Cultura di Cologno Monzese
Presentazione del progetto a più voci
Marco Dezzi Bardeschi, Architetto, Professore ordinario di Restauro Architettonico del Politecnico di Milano
Raffaella Magnano e Domenico Racca, Architetti , Studio AREAPROGETTI – TORINO
i bibliotecari e i lettori della Biblioteca Civica di Cologno Monzese
Piano operativo e tempi di realizzazione
Danilo Bettoni architetto. Dirigente Area Tecnica del Comune di Cologno Monzese
Da questa sera è aperta anche una mostra sulla lettura e la biblioteca
SALA MOSTRE – Villa Casati
dal 22 al 29 maggio 2009
sala1. Dare spazio alla lettura
sala 2. Dica trentatre (lo stato di “salute” dei nostri primi trent’anni)
orari: sabato dalle 17 alle 19
da lunedì a venerdì dalle 16,30 alle 19
Sergio Leone al festival di Cannes
Oggi al festival di Cannes ricordano l’immenso Sergio Leone proiettando la copia restaurata di Giù la testa. Il restauro è stato eseguito dal laboratorio “L’immagine ritrovata” per la Cineteca di Bologna.
E’ la terza pellicola di Leone restaurata dal Laboratorio di Bologna, dopo, Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto e il cattivo.
I restauri sono resi possibili anche dalla collaborazione di Sky (che tra l’altro sta già trasmettendo le versioni restaurate del secondo e terzo film della trilogia del dollaro).
via FilmReview – Il trailer in inglese del film
In uscita nuovo libro di Sarasso
Segnalo con grande entusiasmo l’uscita prevista oggi di *Settanta*, il secondo romanzo della Trilogia sporca dell’Italia di Simone Sarasso, edito da Marsilio.
Ricordo con piacere la lettura del primo titolo, *Confine di stato*, e aspettavo davvero con ansia la continuazione della trilogia.
Ringrazio Simone Sarasso che mi ha avvisato dell’uscita!
Grazie Simone, compro il libro appena capito in una libreria, e a sentirci _se ti va_ per una seconda intervista!
*giuliaduepuntozero










L'angolo del