Kate Atkinson, “Le molte vite di Ursula Todd”

Pubblico con piacere queste riflessioni di un’anonima lettrice su un libro che le è rimasto dentro. Idee e pensieri che intende condividere con tutti noi:

Ursula Todd nasce nel 1910 in una villa inglese durante una tormenta di neve. Né la levatrice né il dottore ce la fanno ad arrivare e la bambina muore, strangolata dal cordone ombelicale.

Ma forse non è così, forse il dottore arriva, taglia il cordone ed Ursula entra nella sua nuova vita.

At the Breakfast Table with the Morning Newspaper, L. A. Ring, 1898

At the Breakfast Table with the Morning Newspaper, L. A. Ring, 1898

Le ipotesi che tutti noi ci facciamo su cosa sarebbe successo “se”, su cosa sarebbe successo “se non”, per Ursula sono una realtà; le sono concesse molteplici versioni della stessa vita, lo stesso fatto può portare a gravi conseguenze o non essere neppure avvertito.
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I primi quattro libri del Gruppo di lettura per “Leggere il XXI secolo”

Dunque siamo arrivati ai primi quattro libri del Gruppo di lettura di Cologno Monzese, “Leggere il XXI secolo“.
Siamo arrivati a questi quattro libri in modo insieme rischioso e nuovo per il gruppo. Perché abbiamo sollecitato proposte in tema – un tema piuttosto generico in effetti. I libri consigliati sul blog e via mail sono stati circa 50; l’elenco è stato pubblicato sulla pagina della biblioteca di Cologno dove chiunque poteva scegliere i libri da leggere nel gruppo.
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Parlare dei libri

A volte è inutile parlare dei libri letti: sarebbe un monologo. Se gli interlocutori non conoscono l’autore, o quell’opera, finisci col tacere

Edward Hopper, Sunday, 1926

Edward Hopper, Sunday, 1926

Alcune settimane fa mi sono fatto prendere la mano da una sorprendente necessità di definizione: volevo chiarire quando pensavo fosse il caso di parlare di un libro letto e quando, invece, fosse il caso di lasciare perdere.

Credo si trattasse, almeno in parte, di giustificare i miei frequenti, troppo frequenti, silenzi e di rivendicare un diritto ad avere anche una lettura solo per se stessi, oltre che una lettura che serve soprattutto per preparare altre letture o per colmare lacune.
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4 motivi per cui leggere fa bene allo spirito

Domanda eterna, forse, ma sempre attuale: “Quali sono gli effetti della lettura sul nostro spirito? Perché leggere dovrebbe farci stare meglio? Cosa la letteratura porta alla nostra esistenza?” Se lo chiede Maria Popova su Brainpickings.com  unendo le riflessioni a un piacevolissimo video realizzato dallo scrittore e filosofo Alain de Botton e dal suo team della School of Life.

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Gruppi di lettura a Mantova

spilla3Se leggete con un gruppo di lettura e venite a Mantova per Festivaletteratura non potete non passare dal corner di THEREADINGCIRCLE in piazza Erbe e ritirare la spilla realizzata dal fumettista  Marco Petrella, su invito delle biblioteche mantovane. 

La spilla contrassegnerà i lettori che appartengono ai gruppi di lettura e permetterà di fare una sorta di censimento di quelli che frequentano e si incontrano al festival.

Marco Petrella ha anche realizzato il banner del blog thereadingcircle (http://thereadingcircle.wordpress.com/) che raccoglie date, appuntamenti, letture e commenti dei lettori dei gruppi di lettura mantovani. E che pubblicherà le foto dei lettori con la spilla.

Gli e-book e il nuovo lettore digitale

Dall’oralità alla scrittura. Dal rotolo di carta al manoscritto. Dal manoscritto al libro stampato. E ora dal libro stampato a quello digitale. La “quarta rivoluzione”, come viene definita ormai da anni, è cosa fatta. Anche chi tenta di chiudersi tra le mura della tradizione non può negarlo: nel momento in cui un colosso come Amazon lancia il servizio Kindle Unlimited (9,99 euro per scaricare in un mese tutti i libri digitali e audio che si vuole tra i 600 mila offerti), è chiaro che la rivoluzione è proprio esplosa. Ma la domanda è: il destinatario di questa rivoluzione, il lettore digitale, sarà un lettore migliore o peggiore di quello dei volumi di carta? Continua a leggere

Moby Dick: la vera storia della balena Mocha illustrata

Una delle ilustrazioni di Randall Enos in "Mocha Dick: The Legend and the Fury" presa da Brain Pickings

Una delle illustrazioni di Randall Enos in “Mocha Dick: The Legend and the Fury” presa da Brain Pickings

Tutti la chiamiamo Moby Dick, ma in realtà il nome della grande balena che ha ispirato la favola di Herman Melville è Mocha Dick, un vero cetaceo, un capodoglio bianco (albino) che viveva nell’Oceano Pacifico all’inizio del XIX secolo al largo del Cile, precisamente nei pressi dell’isola di Mocha, da cui il nome. Ora, in un libro  (che è possibile acquistare su Amazon) la sua storia viene raccontata da Brian Heinz con bellissime illustrazioni firmate da Randall Enos. Continua a leggere