Leggere Proust non mi ha reso una persona migliore

Entrare nella Recherche è come vaccinarsi contro l’esibizione sociale e narcisistica della lettura

David Park, Boston Street Scene, 1954
David Park, Boston Street Scene, 1954 (WikiArt, Fair Use)

Nel sesto volume della Recherche, Albertine è scomparsa, Proust fa dire al Narratore un pensiero che è una sintesi/premessa di tutta la sua idea della relazione fra l’interiorità sua propria, vera protagonista dell’opera, e gli altri esseri umani:

“I legami fra un essere e noi non esistono che nel nostro pensiero. L’affievolirsi della memoria li allenta, e a dispetto dell’illusione di cui vorremmo esser vittime e di cui, per amore, per amicizia, per cortesia, per rispetto umano, per dovere, rendiamo vittime gli altri, è da soli che esistiamo. L’uomo è l’essere che non può uscire da sé, che non conosce gli altri se non in sé; e, se dice il contrario, mente.”

Non ho ovviamente l’ardire di discutere il pessimismo di Proust (o meglio del suo narratore). Mi interessa invece considerare questa idea, almeno per un momento, come una delle chiavi di lettura di tutta l’opera.

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Quando la nostra vita entra nella mappa del lettore

La nostra lettura si intreccia in modo inestricabile – forse troppo –  con il resto della vita. Il discorso generato dalla lettura diventa così irriducibile a qualsiasi ortodossia, qualsiasi interpretazione derivata. Addirittura – paradosso per un Gdl – : impossibile da comunicare davvero agli altri

Charles-Sheeler-GoldenGate-1955
Charles Sheeler, Golden Gate, 1955 (WikiArt, Fair Use)

Ancora una aggiunta al tema della mappa del lettore (della quale abbiamo già tracciato le coordinate).

Questa volta per ricordarci come le vicende personali di ciascun lettore, osservate dopo alcune letture, entrino nella mappa di quel lettore, sia come fattore emotivo, sia come conoscenza rielaborata.
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Giorgio Albertazzi, “il ragazzo di Salò” volontario della Legione di assassini della “Tagliamento”

Militi_del_Battaglione_Tagliamento
Militi del Battaglione Tagliamento con Mussolini

Giorgio Albertazzi: uno dei più grandi attori di teatro italiani ma anche milite di una delle più sanguinarie formazioni della Repubblica sociale, impegnata nella repressione di partigiani. Qui viene ricordata, in particolare, l’azione terribile in Valsesia dal dicembre del 1943, il Natale di sangue.

di Edoardo Frittoli

La LXIII Legione D’Assalto “Tagliamento” fu una delle formazioni più sanguinarie della Repubblica Sociale, quasi interamente impiegata nella repressione antipartigiana.

Il “ragazzo di Salò” Giorgio Albertazzi militò volontariamente nella 3a Compagnia come Sottotenente, addestrato a Lucca presso la scuola Allievi Ufficiali. Aveva pronunciato il giuramento militare tedesco in quanto la Tagliamento era stata inizialmente inquadrata nella II Divisione paracadutisti germanica.

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Anche Gruppi di lettura a Piccoli Editori, Mantova

A Mantova, dal 27 (venerdì) al 29 maggio (domenica) si terrà la settima edizione di Piccoli Editori. Anche quest’anno un appuntamento ricco di iniziative, incontri e mostre.

Il programma completo lo trovate sul sito della Biblioteca Baratta di Mantova, luogo attorno alla quale ruota tutta la manifestazione.

Piccoli Editori è stata quest’anno inserita nelle manifestazioni di Mantova Capitale italiana della cultura e si è arricchita e rinnovata rispetto alle precedenti edizioni.

Sabato 28 maggio, alla Chiesa di Santa Paola (Piazza dei Mille 16/d) alle 11:30 si parlerà anche di Gdl.
Leggi con me: prove di dialogo tra gli editori e i gruppi di lettura
Ringrazio Simonetta Bitasi (lettoreambulante) – che si occupa dell’intera consulenza del progetto Piccoli Editori e che coordinerà questo incontro – per avermi invitato insieme con Isabella Ferretti di 66thand2nd e Maurizio Vento di Sellerio.

Se passate da Mantova venite a dire la vostra.

Piccoli Editori, Mantova, 27, 28, 29 maggio 2016

Emmanuel Carrère, Il Regno: il racconto di una lettura di Luca e degli Atti

Il fascino delle voci: dell’evangelista, di Paolo e dello scrittore che scrivendo ci parla soprattutto di quello che ha letto; di noi lettori che parliamo di questo libro, dei Vangeli, di altre letture

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Emmanuel Carrère

Quando, a inizio maggio, alcuni di noi si sono incontrati per scambiarsi alcuni pensieri provocati dalla lettura de  Il Regno (Adelphi 2015), il libro che Emmanuel Carrère ha dedicato alla storia dei primi cristiani (definisco così per semplificare, in verità chi l’ha letto sa che è una cosa un po’ diversa e più complessa), mi ha fatto piacere pensare che in un certo senso Carrère fosse lì con noi.

La voce del narratore di Carrère, molto precisa e con un’identità decisa e riconoscibile, descrive e racconta la lettura e l’interpretazione che dei fatti – molti e controversi – fanno gli evangelisti e Paolo. In particolare, è il racconto della lettura di Luca, del suo Vangelo e degli Atti degli Apostoli, oltre che delle Lettere di Paolo. Continua a leggere Emmanuel Carrère, Il Regno: il racconto di una lettura di Luca e degli Atti

Il premio Pulitzer “fiction” al romanzo della guerra in Vietnam

Lunedì 18 aprile sono stati assegnati i premi Pulitzer 2016 (è l’anno del centenario dei prize).
Segnalo solo il libro nella categoria fiction.

È The Sympathizer. Un romanzo di Viet Thanh Nguyen , professore universitario che debutta nella narrativa a 45 anni, con una storia a cavallo fra Vietnam e Stati Uniti.

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Proust, Recherche, La prigioniera, il 27 aprile

Il 27 aprile ci sarà l’incontro sul quinto volume della Recherche di Marcel Proust, La prigioniera.

È il primo libro dell’immenso sforzo di Proust, uscito dopo la sua morte. In un certo senso, è meno suo. Perché non ha potuto curarlo fino alla pubblicazione, e sappiamo quanta cura ci mettesse, quanta passione, quanti ripensamenti e pignolerie.

La Prigioniera esce dieci anni dopo Swann, nel 1923. Continua a leggere Proust, Recherche, La prigioniera, il 27 aprile