“Non leggerò mai più in un gruppo di lettura”

Intervista a un lettore (forte) che da anni ha abbandonato la lettura condivisa in un Gdl: “Non sopporto i compromessi nella scelta del libro”
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I libri più belli, letti nel 2018

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

I “saloni dei libri” dipendono dalla sfera pubblica dei lettori

La forza e vivacità della “sfera pubblica” della lettura – lettori che si parlano – assicura, in fondo, anche il successo di appuntamenti come Torino o Tempo di libri a Milano, o  di tutte le decine di festival più piccoli che si svolgono in Italia. Anche quando l’impulso commerciale sembra prevalere.

George Ault, Bright Light at Russell's Corners, 1946 (Wikiart)
George Ault, Bright Light at Russell’s Corners, 1946 (Wikiart)

Siamo tutti contenti quando grandi e piccole manifestazioni pubbliche dedicate ai libri, alla lettura e alla scrittura vanno bene. Bene nel senso che ci transita un sacco di gente, si vedono molti autori che incontrano lettori, si vendono libri in quantità.

Sappiamo però anche che il Salone del Libro di Torino, o Tempo di Libri a Milano, ma anche Il Festivaletteratura di Mantova o Bookcity, non bastano a creare quella “sfera pubblica” dei lettori dentro la quale i lettori-individui rimettono in circolo il pensiero che si genera dalla lettura solitaria (che è indispensabile).

Il rischio è sempre sopravvalutare un Salone del Libro e sottovalutare, per esempio, uno spazio con le poltrone e i divani che offra la possibilità di parlare, collocato accanto alle sale letture normali (dove giustamente si legge quasi non si parla) delle biblioteche.

Oppure il rischio è non sapere apprezzare l’importanza delle occasioni – nella maggior parte dei casi informali – nelle quali ci sono lettori che parlano nel merito dei libri letti, rispetto all’importanza delle occasioni dove parlano di libri nuovi gli autori-editori-giornalisti più o meno specializzati. Queste ultime sono certo occasioni utili e importanti, ma forse l’eccesso di attenzione porta a esagerarne la portata.

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Un gruppo di lettura che fa feticismo culturale

Cagnaccio di San Pietro, Dopo l'Orgia, 1928
Cagnaccio di San Pietro, Dopo l’Orgia, 1928

Sì, sono orgoglioso di far parte di un gruppo di lettura che fa “feticismo culturale”, come probabilmente lo definirebbe la signora Gemma Guerrini, vicepresidente della commissione Cultura di Roma Capitale, ormai – purtroppo per la sua reputazione – famosa per l’immensa stronzata sulla proiezione di film al Piccolo Cinema America a San Cosimato, Roma. Proiezione che sarebbe solo “feticismo culturale”;  si sta parlando di film firmati da registi come Antonioni, Fellini, Bertolucci, De Sica, ecc. che sarebbero, tra l’altro, usati dalla propaganda del Pd. Sì insomma, ancora una volta “una cagata pazzesca”, prodotta dai grillini.

Noi leggiamo spesso “vecchi libri che hanno in comune il solo fatto di essere famosi”, come La Montagna incantata, Alla ricerca del tempo perduto, Il Castello, L’Uomo senza qualità, Delitto e castigo, e altri scrittori strumenti della propaganda politica come Gadda o Calvino. Continua a leggere “Un gruppo di lettura che fa feticismo culturale”

Gruppo di lettura con lettori che non hanno letto il libro

O. Louis Guglielmi, South Street Stoop· 1935
O. Louis Guglielmi, South Street Stoop· 1935

Il gruppo di lettura è aperto, naturalmente, anche a chi non ha letto il libro. Tuttavia, in che misura la violazione della regola fondamentale del gioco mette a rischio l’esistenza stessa del gruppo di lettura?
Insomma, quanti lettori “che non giocano” è in grado di sopportare il Gdl?
Del resto: quale contributo offre al gruppo, il lettore che parla oggi di libri che ha letto decenni fa ma che non è disposto a rileggere? Non è questo, un lettore che gioca con regole diverse?
E, infine, non si dovrebbe dire lo stesso per chi legge i libri in modo superficiale e finisce col dire cose palesemente non pertinenti con ciò che l’autore del libro ha scritto?

Regole del gioco, solo di un gioco, ma regole

Diciamocelo: partecipare a un gruppo di lettura – per quanto aperto, libero, flessibile, inclusivo – comporta anche accettare e rispettare alcune regole. Che sono, ovviamente, molto più simili alle regole di un gioco non formalizzato che a quelle stabilite da un regolamento.
Sono informali, suscettibili di trasformazione per accordo fra i giocatori, non sono scritte, spesso nemmeno dette, nemmeno formulate esplicitamente. Ma ci sono; si leggono in trasparenza nel funzionamento del gruppo.

Qui però vorrei sottolinearne una in particolare, una regola base, forse addirittura una pre-regola che quasi tutti danno per scontata. E che quindi si fa evidente – e necessaria – solo quando viene violata.  Continua a leggere “Gruppo di lettura con lettori che non hanno letto il libro”

Quando le maggioranze uccidono

Due nuovi libri sui Rohingya in Myanmar invitano a riflettere sulle derive autoritarie e aggressive contro le minoranze, fondate sull’idea del maggioritarismo.
Ne scrive Mukul Kesavan sulla New York Review of Books del 18 gennaio 2018.

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Profughi Rohingya dallo stato di Rakhine in Myanmar, fuggono verso il Bangladesh, 2017 (Unhcr)

Azeem Ibrahim, The Rohingyas: Inside Myanmar’s Genocide (Hurst, revised and updated edition, 239 pp);
(A cura di) Melissa Crouch, Islam and the State in Myanmar: Muslim–Buddhist Relations and the Politics of Belonging (Oxford University Press, 345 pp.).

Il titolo dell’articolo richiama esplicitamente il tema più ampio del quale di occupa Kesavan, che implica anche questioni di teoria della politica e filosofia: “Murderous Majorities”.

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55 libri sulla lettura e i gruppi di lettura

Georgia O'Keeffe, Lake George Barns, 1926
Georgia O’Keeffe, Lake George Barns, 1926

Fra le perle preparate per il Terzo raduno nazionale dei Gruppi di lettura di Mantova c’è una preziosa bibliografia curata da Luca Ferrieri (egolector) e Simonetta Bitasi (lettoreambulante).
Ve la propongo perché è davvero piena di spunti e di libri usciti da poco oltre ad alcuni “classici” in tema.
I libri in elenco sono di valore, peso, portata molto diversi. Si va da riflessioni teoriche profonde a manuali di self-help per gruppi intraprendenti. Ma ci sono anche romanzi, e saggi su argomenti specifici. Insomma, vedete voi. Aiutano, credo, a essere lettori (e Gruppi) ambiziosi.

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Perché i Gruppi di lettura devono essere ambiziosi

A proposito del raduno dei Gruppi di lettura, Mantova, 10-11 novembre 2017

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Un particolare di una litografia di Edward Bawden per l’edizione della Folio Society de I viaggi di Gulliver

Il libro bello e intenso di Richard Ford, Tra loro (Feltrinelli), nei giorni scorsi mi ha suggerito un esempio significativo di come funzioni l’attrazione della lettura condivisa e, quindi, del gruppo di lettura. Solo una conferma, dunque, ma forte. Continua a leggere “Perché i Gruppi di lettura devono essere ambiziosi”

Raduno dei Gruppi di lettura, Mantova (con Alberto Manguel)

Il “Terzo raduno nazionale dei Gruppi di lettura” sarà a Mantova il 10 e 11 novembre 2017. Fra i protagonisti Alberto Manguel, autore de Una storia della lettura e “lettore” personale per Borges. Il programma e come iscriversi.

Terzo raduno nazionale dei Gruppi di lettura, Mantova 10-11 novembre 2018
Terzo raduno nazionale dei Gruppi di lettura, Mantova 10-11 novembre 2018 (immagine di Marco Petrella)

Grazie soprattutto all’instancabile pensiero-azione di Simonetta Bitasi, (lettore ambulante), abbiamo (10 e 11 novembre 2017) l’occasione speciale di vedere, toccare ascoltare un po’ di gruppi di lettura e di ragionare attorno alla lettura condivisa, cosa e come leggiamo nei Gdl e molto altro che ci sorprenderà.
Come se tutto questo non bastasse, ecco che il programma – completo, qui sotto – ci propone addirittura Alberto Manguel, in carne e ossa e parola e pensiero, tutto insieme, insieme a noi. Sì, avete capito: ci sarà anche Alberto Manguel, Direttore della Biblioteca Nazionale di Buenos Aires, autore di molti libri irrinunciabili – uno per tutti: Una storia della lettura – e, da ragazzo, “lettore” personale per Borges.

Qui ci si iscrive.
Qui sotto il programma:

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Perché i gruppi di lettura dovrebbero fare un po’ di “lettura ravvicinata”

AIUTA A LIBERARCI DAI BRUTTI LIBRI E DAI GIUDIZI SUPERFICIALI. E DALL’IDEA CHE CONTI SOLO LEGGERE: INVECE CONTA ANCHE COME LEGGIAMO

The Blimp, Carel Willink · 1933
The Blimp, Carel Willink · 1933

La “lettura ravvicinata” (traduzione un po’ forzata di “close reading” e inteso qui in modo un po’ generico e non maniacale, ovviamente) può aiutare molto la lettura dentro i Gdl.

In almeno tre modi diversi.

  • Il primo: concentra l’attenzione sulla scrittura dell’autore, che viene messa davvero al centro della lettura, contro le derive, diciamo così, soggettiviste.
  • Il secondo: familiarizza il gruppo a discorsi pertinenti, per evitare il “vale tutto” quando si parla del libro.
  • Il terzo: avvicina tra loro i lettori; permette di andare al cuore delle pagine, dei racconti e dei romanzi, agevolando la riflessione sui personaggi, le situazioni, le sfumature morali. Aumenta dunque la partecipazione emotiva.

Il close reading mette da parte la lettura pigra e superficiale. E, dentro il Gdl, i giudizi superficiali.

Perché in fondo, a parte le numerose definizioni tecniche di “close reading” che si sono accumulate in decenni, quel che ci interessa qui è la lettura attenta, molto attenta e necessariamente lenta e probabilmente ripetuta.

Fra le giustificazioni della diffidenza di lettura analitica e ravvicinata viene a volte detto che la lettura così attenta finirebbe con il cancellarne il piacere. Oppure che ingabbierebbe lettura e interpretazioni del romanzo o del racconto in griglie teoriche e ideologiche simili a quelle evocate dal “decostruzionismo” o dalle letture politiche che hanno in passato “orientato” interpretazioni e distorsioni.

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Leggere gli scrittori contemporanei è più difficile dei classici

In un commento a un post del blog, Domenico Fina osserva come si stia diffondendo fra critici, ma anche fra accademici, in modo a volte esplicito a volte sottinteso, la tesi che il lettore di oggi sia superficiale e che lo sia anche lo scrittore contemporaneo.

Roger Raveel, Man with wire · 1953
Roger Raveel, Man with wire · 1953

Sarebbe al lavoro una sorta di retroazione reciproca: per cui lo scrittore si adatta al lettore che ha e il lettore finisce per adattarsi allo scrittore e ai libri superficiali che questi gli propone.

Ora, questo giudizio, ci fa notare Domenico, è frutto più che altro di pigrizia. Sia nella ricerca di autori di qualità sia nella lettura dei loro libri. Continua a leggere “Leggere gli scrittori contemporanei è più difficile dei classici”