La Famiglia Mushkat di Isaac Bashevis Singer, un capitolo inedito

Per i molti affezionati lettori di Isaac Bashevis Singer potrebbe essere un evento davvero importante: Feltrinelli pubblica un capitolo inedito – addirittura “l’ultimo”, quindi un nuovo finale – de La famiglia Mushkat (Moskat nella versione delle traduzioni precedenti).

Si tratta di un capitolo che, spiegano da Feltrinelli, è rimasto in una edizione yiddish stampata a New York nel 1950 ma non inclusa nelle traduzioni e nelle successive pubblicazioni. La traduzione di questo inedito è stata affidata a Erri De Luca che firma anche la prefazione.

Il volume ha anche un racconto inedito del fratello di Isaac, Israel Joshua Singer: “La stazione di Bakhmatch”, «epopea sbigottita di un ebreo polacco allo sbando nella Russia del 1919».
Di Israel Joshua Singer Adelphi ha da poco pubblicato La famiglia Karnowski, romanzo del 1943 particolarmente apprezzato da molti lettori di questo blog.

[Feltrinelli]

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5 pensieri su “La Famiglia Mushkat di Isaac Bashevis Singer, un capitolo inedito”

  1. Ma va. Isaac ci aveva pure un fratello? Che si chiama(va) Israel Joshua? Non ci posso credere.

    Non ne avevo mai sentito parlare.

    Che ci posso fare. A me viene da ridere, lo so che non dovrei dirlo ma è così: mi viene da ridere :-((((

    P.S.
    E aveva pure una sorella, ‘sto Isaac: si chiamava Esther Singer. Sposata Kreitmann. Così, tanto per dire.
    Tranquilli, non intendo parlarne, di Esther..
    A chi volete importi, di Esther Singer Kreitmann?
    Non fa audience.

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  2. Epperò.
    Se la cosa serve a far leggere i Singer e a lasciar perdere tutte le ciofeche che passano come “il capolavoro d’oggi di domani e di ieri e di dopodomanimattina” (potrei elencare ed argomentare, ma mi astengo. Basta dare un’occhiata nelle chattarole, per farsi un’idea, dei libri che vanno per la maggiore) ben vengano i Singer. Soli, in coppia, in tris.

    Ben venga tutto.

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  3. Sempre sarcastica la nostra Gabrilù. Talvolta (ma naturalmente è solo un mio parere o, peggio, la mia ottusaggine), come in questa, non riesco proprio a coglierne il motivo.
    A casa mia si diceva: ridi, ridi che mamma ha fatto i gnocchi.
    In realtà non ho mai capito bene cosa c’entrassero ‘sti gnocchi, e questa potrebbe essere la prova dell’ottusaggine sopra accennata.
    Ma va bene anche così.

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  4. @Gabrilu, (cara dovrei aggiungere, ma mi fa un po’ paura la possibile reazione con schizzi di vetriolo, quindi me no sto buono buono nel mio), certo che Feltrinelli ci gioca con questo “inedito” del fratello famoso e ci infila un racconto del fratello meno famoso. Ma, per essere precisi, né Feltrinelli, né il modestissimo estensore di questo post hanno strillato che l’esistenza del fratello meno famoso sia una “scoperta”.

    Potremmo certo discutere di quel che si legge e di quel che si potrebbe leggere, all’infinito. Io credo che anche chi gira per casa mia possa leggere quel che crede e parlarne senza sentirsi irriso. Tanto più mi pare valga per uno spazio quasi-pubblico come il blog.

    E poi dai, non riesco a credere che tu possa sentirti particolarmente privilegiata perché sapevi dell’esistenza del fratello meno famoso; credo che almeno 9 lettori su 10 lo sapessero anche prima di questa pubblicazione di Feltrinelli.
    Se la prendessi solo come: “Ho scoperto che Feltrinelli pubblica questo libro; mi sembra un’iniziativa interessante e discutibile e ve lo dico. Fine.”
    O no?

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  5. Confesso la mia ignoranza Gabri, ho conosciuto il fratello meno famoso dei Singer grazie alla lettura di questo blog. Sto leggendo la famiglia Karnowski, sono solo all’inizio, ma per ora lo adoro. Mi spaventava un po’ la mole del libro, ma credo si legga velocemente.
    Quindi sono curiosa di sentire i tuoi commenti sulla sorella dei Singer, ebbene sì, non sapevo esistesse.
    Come mai sei sempre così avvelenata e sarcastica da risultare quasi irritante? Sicuramente ce ne faremo una ragione. Se non altro il tuo stile è molto personale.
    Ragion per cui, come ho già detto (sono ripetitiva), mi interessa il tuo parere sui libri di Esther Singer, sempre che tu abbia voglia di esprimerlo. Comunque vada, grazie per l’informazione.

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