Mario Vargas Llosa premio Nobel per la letteratura

Mario Vargas Llosa
Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura 2010

E’ dunque il peruviano Mario Vargas Llosa (Arequipa, 1936) il premio Nobel per la letteratura 2010.
Una sorpresa relativa, visto che nessuno lo dava tra i favoriti quest’anno, ma è anche vero che più volte negli anni scorsi era stato indicato fra i possibili vincitori.
Grande scelta quella dell’Accademia: Vargas Llosa è un grande scrittore che ha contribuito a raccontare in modo esemplare molte delle facce politiche, sociali, culturali e psicologiche e individuali dell’America latina.
Suo è uno dei miei libri preferiti in assoluto (diciamo fra i primi dieci): La guerra della fine del mondo. Una buona occasione per riprendere in mano tutti i suoi libri. Ci torniamo presto su Vargas Llosa.

Javier Cercas sul Nobel a Vargas Llosa

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14 pensieri riguardo “Mario Vargas Llosa premio Nobel per la letteratura”

  1. Almeno, questa volta nessuno può dire “Chi era costui? Mai sentito nominare!”

    Per il resto, ho deciso di non appassionarmi più al “a chi lo danno il Nobel?!” del prima e al “…ma hai visto a chi l’hanno dato, il Nobel?” del dopo.

    Buone letture a tutte/i ^__^

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  2. Davvero non ci si può lamentare della giuria, quest’ anno! Io continuo ad essere curiosa e ad appassionarmi ( “nessuna passione spenta”, invitava George Steiner…) . Tolte le passioni collettive ( civili e politiche), l’ unica rimasta è questa.
    Ho già fatto un blitz in soffitta ( dove giacciono casse e casse e casse di libri…) e ho trovato diverse sue cose da rileggere. In un certo senso, oltre alla grande qualità dell’ autore, questo riconoscimento tardo rilancia una speranza anche per Roth. : nessuna speranza spenta. Grazie a questo sito e a luiginter ho seguito in diretta l’ annuncio, attendendo che si aprisse la porta. Simpatico!

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  3. Beh, come al solito speravo che lo vincesse Joyce Carol Oates, ma ancora nulla…
    Mi è venuto in mente che di Vargas Llosa avevo letto *La zia Julia e lo scribacchino*, e mi era piaciuto tantissimo, devo andare a ricercarlo!
    Pedro Camacho, detto il «Balzac creolo», è uno strano e fecondissimo inventore di trame melodrammatiche e truculente per un programma feuilleton di Radio Lima. Tutti in città attendono con impazienza le «puntate» della sua fantasia, fatte di arresti misteriosi, morti segrete, incesti, sangue e passioni. In parallelo scorre la storia di Mario – pallidamente autobiografica, come il nome del protagonista lascia intendere – giovane aspirante scrittore attratto da questa curiosa macchina dell’immaginario. Ma anche lui ha la sua storia complicata da raccontarci: s’innamora, quasi con platonica indifferenza, d’una zia vedova e piú matura, che finirà per sposare, prima di trasferirsi in Europa e affermarsi come scrittore.
    *giuliaduepuntozero

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  4. Sono contenta del Nobel a mario Vargas Llosa. Non sono mai riuscita a pensare a V.L. come a uno scrittore “sudamericano”. Lui è un grande scrittore , laico in tutti i sensi, libera anima ceatrice : Il suo ultimo romanzo uscito in Italia, nel 2006 mi sembra, è ” “Le avventure della ragazza cattiva”. Tra i suoi tanti bellissimi romanzi, questo suo ultimo, dove forse lui si “vendicava” di un certo giapponese che lo aveva battuto alle elezioni, è uno dei romanzi più belli degli ultimi 10 anni. E’ entrato nel mio immaginario stabilmente, tanto è vero che lo scorso agosto, ascoltando per caso alla radio un pezzo di Fahreneith, indovinai, al primo indizio, “la nina mala” e vinsi il libro del giorno. Inoltre, da quando ho letto la nina mala ho usato “el nino bueno” per ribattezzare un certo bar della mia città, dove il gestore è un tipo particolarmente gentile e particolare.
    Non sono tanto d’accordo sul dire che gli ultimi Nobel erano “sconosciuti”. Lo erano in Italia, dove l’editoria non brilla troppo per le sue larghe vedute e dove non vengono tradotti autori straordinari. Per fortuna il Nobel viene dato ancora con criteri non “clientelari”, o commerciali. ed è già<una grande cosa.ciao a tutti.

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  5. A me sembra mooolto divertente (scusatemi, eh, ma non resisto) che ci sia un sacco di gente che ***ora*** si affanna a dire : “… vado in cantina/in soffitta/ in garage a veder di recuperare i suoi libri, ché li avevo buttati via dagli scaffali di casa perché mi costituivano un ingombro di carta inutile” 🙂

    Divertente vedere che ora, caspita, ora che l’EgliLui l’è nobelizzato, l’è tutt’altra storia e dunque tutti a cercar per poter esibir reperti ^__^

    P.S. Sono assolutamente d’accordo con quanto scrive Camilla e cioè:

    Non sono tanto d’accordo sul dire che gli ultimi Nobel erano “sconosciuti”. Lo erano in Italia, dove l’editoria non brilla troppo per le sue larghe vedute e dove non vengono tradotti autori straordinari

    Io mi permetterei solo di aggiungere che nemmeno noi lettori brilliamo molto (le eccezioni sono sempre salve e previste) per le nostre larghe vedute e per la voglia di guardare un po’ al di là del nostro naso.

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  6. … e se, invece, gabrilu, il conservare libri in cantina/garage/soffitta fosse magari il contrario? Chessò, li metto lì perchè non voglio che i miei libri preferiti li guardi, li veda, li tocchi qualcun altro. A mettersi, sai quante ipotesi inattese saltano fuori….
    Qualcuna anche benevola. Che non guasta, mica, sai.

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  7. @gabrilu – purtroppo è vero quello che dici, cara gabrilù. anche se renza ha ragione, i libri ognuno li tiene dove può, non è questo il punto. Certo che Mario Vargas Llosa , a mio modestissimo avviso, andrebbe tenuto sottomano. Il suo ultimo romanzo, la nina mala, è di pochissimi anni fa’ ed è uno di quei libri da cui fa male scollarsi. Sai che ho indovinato un libro del giorno?, in agosto, a fahre, al primissimo indizio ed era “le avventure della ragazza cattiva”, letto nel 2006 e mai dimenticato. Quanto a dire che gli altri Nobel erano “sconosciuti” da parte di importanti gionalisti e scrittori, mi fa davvero fastidio. Perchè gioire della propria ignoranza? Le Clezio, e herta Muller hanno scritto un mucchio di libri BELLISSIMI anche se noi italiani NON LO SAPEVAMO. sono molto stupita, per esempio, che non si parli MAI del grandissimo Doctorow E.L., che non conoscevo affatto e, dopo aver letto Homer & langley, ho letto tutto quello che ho trovato (in biblioteca) e non si trovano più i suoi più grandi romanzi. “Ragtime”, per esempio, è una meraviglia e lo devo restituire! Certo se vincesse il nobel, o altri premi importanti, tutti andrebbero in cantina a “riprenderli!ciao

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  8. io ho una pessima memoria in fatto di abbinamento autori-titoli soprattutto se si tratta di libri letti qualche anno fa.

    ricordo però emozioni, sensazioni, atmosfere. molto bene.

    infatti scorrendo i titoli dei libri che ha scritto vargas llosa ho “scoperto” anche io di averne un paio in libreria. in particolare il narratore ambulante è straordinariamente bello. è uno dei libri che più mi ha colpito. e, tu guarda le cose strane che succedono, me ne ero dimenticata e non ne ricordavo l’autore (ma questo per la verità mi succede spesso).

    è vero comunque che l’editoria in italia ma forse anche in altre parti del mondo, detta legge in fatto di letture. a volte ti propongono delle vere schifezze fatte passare per capolavori (vedi va dove ti porta il cuore della tamaro o i libri della mazzantini), testi che trovi in tutte le librerie sugli scaffali più visibili, lasciando nascosti invece dei veri gioiellini.

    credo però che il lettore serio, o curioso, non si faccia fregare e quando va in libreria giri tra gli scaffali come un segugio ….

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  9. Quando darete il premio Nobel a PHILP ROTH, che è il èpiù grande scrittore mopderno, non lo date forse perchè parla di sesso? Non credevo foste cosaì bacchettoni……

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